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La pentola giusta per il cibo giusto

Come scegliere i materiali di pentole e padelle in funzione degli alimenti e del tipo di cottura

La pentola giusta per il cibo giusto

 

La scelta del materiale di pentole e padelle è estremamente importante. Ci sono alcuni materiali che potrebbero creare rischi per la salute, mentre altri – adottando opportuni accorgimenti – possono essere usati con estrema sicurezza.

Vediamo brevemente quali sono i materiali più usati e cosa fare per evitare il rilascio di sostanze dannose per la salute.

 

 

 

 

Alluminio

Se il materiale con cui sono composte le pentole è l’alluminio fai attenzione a non cucinare alimenti eccessivamente acidi (ad esempio pomodoro, sugo) e nemmeno troppo salati, in quanto questo metallo tende a cedere molto facilmente le proprie sostanze al cibo: l’alluminio è un metallo tossico che si accumula nel tessuto cerebrale.

Ad ogni modo, evita di mantenere a lungo il cibo a contatto con l’alluminio, in quanto ci sono indizi che correlano questo metallo con il morbo di Alzheimer.

Teflon

Se la tua padella è rivestita di teflon cerca di non riscaldarla mai come se fosse una bistecchiera (sopra ai 260 °C) perché questo materiale rilascia, ad alte temperature, sostanze cancerogene, come il PFOA, che ha effetti negativi su tiroide e fegato.

 

 

Acciaio

Quando la pentola è in acciaio, assicurati di aggiungere il sale solo a fine cottura: il cloruro di sodio tende a erodere le pareti della pentola causando l’emissione di metalli pesanti come il nichel e il cromo.

Per lo stesso motivo, è buona norma non conservare gli alimenti all’interno della pentola per lunghi periodi.

Per chi avesse intolleranze al nichel, ricordiamoci che la seconda cifra dell’acciaio inox rappresenta proprio la quantità di nichel presente. In questo caso, optare per Inox 18/c (senza nichel).

 

Pietra ollare

Molto resistente al fuoco, questo materiale è adatto a lunghe cotture a bassa fiamma.

Tuttavia, sono in pochi a sapere che per la maggior parte queste pentole sono composte da talco (la steatite è una variante del talco), per cui è bene assicurarsi che non sia presente l’asbesto (amianto).

Inoltre, essendo un materiale estremamente poroso, meglio non lavarlo con detersivi chimici che potrebbero essere assorbiti e poi rilasciati durante la cottura.

Ceramica

È un materiale molto resistente al graffio. Il procedimento industriale ricorre alle nanoparticelle di ceramica (nanoceramiche), i cui studi sono ancora poveri per affermarne una completa sicurezza.

Alcune ricerche effettuate sui pesci indicano che potrebbero essere nocive mentre sull’uomo non siamo ancora in possesso di evidenze.

 

 

Rame

Il rame è un metallo dall’ottima conducibilità termica. Il problema risiede nella necessità di continua manutenzione, in quanto si può formare il famoso “verderame”, sostanza tossica.

Altro problema è che il rame, ad alte temperature, può essere scalfito facilmente, rilasciando piccole particelle nel cibo.

Per questo motivo è buona usanza utilizzare mestoli ed utensili in legno.

 

Terracotta

L’unico accorgimento da attuare è la verifica che queste pentole non siano state dipinte con vernici tossiche contenenti piombo o cadmio.

Il contatto con alimenti acidi potrebbe in questo caso facilitare il rilascio di sostanze velenose.

 

 

 

Ghisa

Materiale estremamente resistente al calore, adatto per cotture lente. Lo svantaggio delle pentole e padelle in ghisa è l’estrema pesantezza e il fatto che si arrugginiscono facilmente.

Per tale motivo, non andrebbe usata l’acqua per la pulizia: meglio usare un panno e del sale grosso per scrostarla dai residui di cibo ed eventualmente ungerla con un goccio d’olio.

Attenzione invece alla ghisa porcellanata, il cui strato superficiale è poco resistente e potrebbe essere staccato facilmente creando danni anche gravi all’apparato digerente.

 

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 42

 

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Naturopata, consulente alimentare, indagatore scientifico e spirituale, si interessa da sempre allo studio dell’uomo a 360°, ritenendo fondamentale agire non solo sul corpo fisico, ma anche sulle energie vitali che lo muovono, sullo stato animico che lo condiziona e sugli aspetti del Sé che lo guidano.

Dopo la laurea intraprende un percorso di formazione e lavorativo che lo porta a girare dapprima l’Italia e poi la Spagna, dove si specializza in alcuni rimedi alternativi contro il dolore e approfondisce i suoi studi sui disturbi dell’alimentazione e sugli squilibri mentali e animici ad esso legati. È esperto di Integrazione Avanzata e Alimentazione Sinergica e Psicobiologica, ovvero la relazione tra gli alimenti (e le combinazioni dei princìpi attivi in essi contenuti) e gli aspetti vitali ed emotivi che condizionano la composizione corporea, la salute e le facoltà mentali-spirituali.

Collabora da qualche decennio nel campo della Ricerca e Sviluppo per note aziende rivolte al benessere, trasmettendo al personale non solo le sue conoscenze tecniche e scientifiche, ma anche le strategie di comunicazione, di marketing e di vendita.