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La nazione Lakota - Estratto dal libro "Mitakuye...

Leggi la prefazione del libro di Alessandro Martire e scopri la storia e l'anima di un grande popolo nativo americano raccontate da chi ha vissuto con loro

La nazione Lakota - Estratto dal libro "Mitakuye Oyasin"

Sin da dagli anni '80 ho avuto la fortuna di incontrare sul mio cammino di ricerca spirituale molti Anziani della nazione Lakota, conosciuta erroneamente come Sioux.

Su questo cammino mortale, in cui la mia vita declina, vorrei narrarvi la storia, la spiritualità, nonché i tragici eventi accaduti al popolo Lakota, cui appartengo, e di cui in parte io stesso sono stato testimone per gli anni vissuti in riserva; possa il Grande Spirito, Creatore di tutte le creazioni, assistermi in questo mio nuovo lavoro testimoniale.

La ricerca e la riflessione continuano, come continuano gli insegnamenti di quei fratelli Lakota che cercano di recuperare l'antica tradizione spirituale, ormai quasi persa a causa della dominante e prepotente colonizzazione operata, da mezzo millennio, dai «predatori» venuti da oltreoceano, con la loro assurda pretesa di imporre una civiltà e una religione «superiori».

In questi ultimi 33 anni di vita, condivisa con la nazione Lakota sulle loro ancestrali sacre terre, mi sono reso conto che la loro conoscenza e comprensione è stata assorbita profondamente; come la pioggia che penetra all'interno della mia assetata anima e nella mia memoria, come un grande pioppo che cresce da un piccolo seme, questo lavoro di ricerca spirituale è lentamente cresciuto ed è divenuto più grande e più forte attraverso gli anni, facendo penetrare le sue radici in profondità nella Madre Terra e proiettando nel blu del cielo i suoi rami e le sue foglie.

Ciò che viene offerto al lettore con questo «viaggio dell'anima » è un percorso di immagini e sensazioni spirituali che desiderano aprire gli animi di coloro che vorranno dedicarsi alla sua lettura e a «percepire» la profondità spirituale della nazione Lakota, tramandata, con grande sacrificio, dagli Anziani e da coloro che continuano a proteggere il più grande «tesoro» dei popoli del Continente della Tartaruga, come mio fratello adottivo Moses Brings Plenty e mio padre Léonard Crow Dog Senior (Atè Swnka Cangi).

Questo libro, tuttavia, non è il mio libro. Il mio nome è sulla copertina perché io l'ho realizzato, ma ciò su cui, lettori, rifletterete sono gli insegnamenti degli Anziani che ho avuto la fortuna di incontrare su quest'umile cammino mortale, fatto di continue trasformazioni spirituali e animiche.

Questi insegnamenti non appartengono a una persona o a un gruppo di persone. Essi sono sacri, e ciò che è sacro va oltre l'insegnamento stesso e le persone che lo tramandano. Questi insegnamenti sono propri del Creatore di tutte le creazioni, appartengono a tutto ciò che vive sulla Madre Terra (linci Moka, in lingua Lakota). Gli Anziani lo hanno tramandato a me, e io lo porto umilmente a voi.

Questo libro non è un manuale di istruzione spirituale, o di conoscenze antiche. Non abbiate la presunzione di leggerlo e, alla fine, di essere più «saggi» sulla via «rossa» (Canku Luta, in lingua Lakota). Leggerlo e comprendere quanto gli Anziani ci hanno trasmesso permetterà semplicemente di vivere meglio. Leggerlo e sentirsi all'interno e coinvolti da questa meravigliosa spiritualità non significherà averne conoscenza e saperla attuare e gestire, così come leggere un libro sul nuoto non significa saper nuotare subito nel mare infinito.

Potrete immergervi in un oceano con umiltà ed entrare con rispetto e consapevolezza in una realtà spirituale dove ancora le sacre cerimonie hanno un ruolo fondamentale.

Se volete entrare a far parte della consapevolezza spirituale Lakota non dovete andare alla ricerca di un «insegnante», lui troverà voi, se il vostro cuore è sincero e onesto.

Leggere questo libro non farà sì che la vostra vita diventi più semplice: anzi, è più semplice restare ancorati ai dogmi e alle virtuali verità e certezze dell'assurda e perversa «cultura dominante» occidentale, piuttosto che decidere di cambiare e vivere secondo gli insegnamenti tradizionali Lakota.

I nativi americani, dopo 500 anni di genocidio-ecocidio ed etnocidio posto in essere dai colonizzatori bianchi, costituiscono una minuscola porzione della popolazione americana; in alcune comunità, fra le 500 nazioni originarie, tuttavia, c'è chi continua a seguire e insegnare l'ancestrale tradizione culturale e spirituale.

Anziani e giovani leader spirituali mantengono vive le tradizioni, le cerimonie, così come a loro sono state trasmesse; altri invece hanno modernizzato antiche tradizioni, come le pow-wow, le danze tribali dove ormai poco è rimasto dell'antica cultura.

Molti giovani, però, non conoscono più la loro storia, la loro cultura, la loro lingua, la loro spiritualità. Quale risultato di tutto ciò, oggi esiste la possibilità che l'antico modo di vita tradizionale scompaia definitivamente. Oggi molte nazioni sono estinte, mentre altre continuano a vivere solo con un nome, avendo ormai perso l'identità originaria.

Vi sono, fra i nativi americani, membri e leader che affermano che solo coloro che sono «purosangue Lakota o nativo» possono essere partecipi di questa conoscenza e spiritualità.

Questi leader esasperano il concetto di «protezione» della spiritualità e delle tradizioni al punto di divenire estremisti e razzisti, enfatizzando concetti alieni alla spiritualità originaria dei nativi americani e assorbendo invece una concezione europea della «razza», anche se allo scopo di proteggere quel poco che oggi è rimasto, ergendosi a giudici e decidendo chi possa o non possa accedere agli insegnamenti antichi e universali.

Essi hanno scordato l'essenza degli insegnamenti dell'originaria Canku Luta («la via rossa»), perché il Creatore di tutte le creazioni ha insegnato a pregare tutti assieme, per tutto ciò che ha vita su questa meravigliosa Madre Terra, affinché il sacro cerchio (Cangleska Wakan) sia rinsaldato.

L'essenza della spiritualità nativa e Lakota è il Rispetto. Mi è stato insegnato che se desidero, come Lakota quale sono, chiedere rispetto per il mio popolo, e per la mia spiritualità, devo prima di tutto essere io a rispettare ogni altra forma di cultura e spiritualità.

Il mio padre adottivo Léonard Crow Dog Senior molti anni fa mi disse: «Figlio mio, mantieni salda tua verità». In questo libro resto saldo sulla mia tradizione Lakota e chiedo a voi, lettori, di stare saldi sulla vostra verità.

Nessuno ha la volontà di affermare che questa strada spirituale sia migliore o peggiore di altre: si tratta invece di rispettare quanto di diverso esiste nel mondo, in quanto ogni spiritualità e tradizione religiosa o filosofica originaria ha il diritto di essere vissuta e tramandata con pari dignità e rispetto.

Ogni strada originaria è «perfetta», basta seguirla con rispetto, onestà e dignità, senza strumentalizzazioni. La cultura nativa americana, prima e dopo l'invasione dei conquistatori europei, non era e non è perfetta, ed è falso il «mistico ideale perfetto» sognato e descritto da qualcuno, ieri come oggi.

Mitakuye Oyasin

Mitakuye Oyasin

In queste pagine l’autore narra la storia, la spiritualità e il tragico destino del popolo Lakota, a cui appartiene.

Riflettere sugli insegnamenti e le parole degli Anziani, trascritte qui come sono state tramandate per secoli, permette di immergersi in un oceano di saggezza, ed entrare con rispetto e consapevolezza in una realtà dove le sacre cerimonie hanno ancora un ruolo fondamentale.

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Alessandro Martire

Alessandro Martire vive e lavora a Firenze.

Nel 1978, dopo aver conseguito la maturità si reca negli Stati Uniti, dove consegue la laurea in giurisprudenza e svolge un master Europeo in antropologia e biologia Umana.

Già attratto fortemente dalla cultura delle popolazioni aborigene del Nord America, nel 1982 visita alcune riserve del Sud Dakota, fra le quali Pine Ridge e Rosebud. Instaura così e mantiene rapporti di fraterna amicizia con alcuni membri tribali, e viene accettato a far parte di alcuni riti sacri Lakota. Negli anni seguenti lavora negli Stati Uniti e nel 1994 il Governo Tribale di Rosebud gli chiede di instaurare in Italia rapporti internazionali sotto il profilo politico, sociale, culturale e scientifico, delegandolo a tale compito in maniera ufficiale con risoluzioni del medesimo Governo Tribale Lakota Sicangu di Rosebud.

A tutt'oggi, Alessandro Martire, continua a lavorare assieme ai suoi amici ed alla sua compagna Anna per ridare ai Lakota Sioux, ed alle altre Nazioni indigene del nord America, quella dignità umana, politica e culturale calpestata e negata dall'uomo bianco per oltre 500 anni.

 

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