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La morte inizia nel colon - Estratto da...

Leggi in anteprima il capitolo 1 del libro di Bernard Jensen "Disintossicati e Recupera la Salute in 11 Giorni"

La morte inizia nel colon - Estratto da "Disintossicati e Recupera la Salute in 11 Giorni"

La frase “la morte inizia nel colon” fu coniata quasi certamente dal biologo russo Elia Metchnikoff (1845-1916) durante gli ultimi anni che passò come ricercatore nei laboratori dell’Istituto Pasteur di Parigi.

Mentre studiava la flora intestinale umana, si convinse che l’invecchiamento e la morte sono la conseguenza della graduale influenza distruttiva sull’organismo da parte delle tossine metaboliche prodotte dai batteri intestinali. Caldeggiava l’uso di alimenti derivati dal latte fermentato, ricchi di microrganismi benefici come il Lactobacillus acidophilus per escludere la presenza di batteri pericolosi e ridurre la loro influenza negativa sulla salute e i processi di invecchiamento.

La fama raggiunta da Metchnikoff con il Nobel del 1908 (in fisiologia condiviso con Paul Erlich) e i prestigiosi premi e onorificenze ricevuti da altre istituzioni, produsse una generale accettazione delle sue teorie, circa la correlazione tra tossine intestinali e stato di salute da parte dei medici allopatici e di quelli esperti in cure naturali, e anche dall’opinione pubblica, sia in Europa che in Nord America.

Fra le persone che subirono la forte influenza delle idee di Metchnikoff, si annovera Sir Arbuthnot Lane, (1856-1943), medico della famiglia reale di Gran Bretagna e John Harvey Kellogg, (1852-1943), chirurgo e fondatore del famoso sanatorio di Battle Creek (USA). Entrambi i medici sottolineavano l’importanza della pulizia dell’intestino per una buona salute e longevità, condannando la tossiemia intestinale come la causa primaria della maggior parte delle malattie.

Il dottor Lane sosteneva di aver curato condizioni come artriti, asma e gozzo, rimuovendo chirurgicamente certe sezioni dell’intestino. Durante gli ultimi venticinque anni della sua vita, egli si convertì dalla chirurgia alla nutrizione, ritenendola il più efficace antidoto alla tossiemia intestinale. Lane sosteneva:

«Tutte le malattie sono causate dalla mancanza di certi princìpi nutrizionali come i sali minerali o le vitamine, o dall’assenza delle normali difese organiche come la flora protettiva naturale. Quando ciò avviene, i batteri tossici invadono il canale alimentare inferiore e i veleni che si generano entrano nel flusso circolatorio sanguigno inquinandolo, la conseguenza sarà il deterioramento e la graduale distruzione di ogni tessuto, ghiandola e organo corporeo».

Il dottor John Harvey Kellogg, che era vegetariano, era convinto che il responsabile principale della tossiemia intestinale fosse l’alimentazione carnea, e ripeteva: «Le trasformazioni putrefattive che si verificano nei residui indigesti di questi alimenti, sono colpevoli per il 90% di tutte le malattie». Secondo Josh Clark, uno dei biografi di Kellogg: «L’influenza di Kellogg e il suo entusiasmo, fecero dell’intestino non solo un gradito soggetto per amabili conversazioni, ma una ossessione nazionale».

In altre parole, la tendenza verso una nutrizione più attenta e una maggiore cura dell’intestino, instaurò una straordinaria armonia tra l’uomo e la natura e, durante il primo quarto del Ventesimo secolo fu da sprone verso una salute migliore.

In questi ultimi anni, le nuove tecniche di ricerca sulla tossiemia intestinale stanno confermando le scoperte basilari fatte nell’ultima parte del Diciannovesimo e la prima del Ventesimo secolo.

Secondo le recenti notizie rilasciate dalla International Foundation for Functional Gastrointestinal Disorders [Fondazione internazionale per i disordini funzionali gastrointestinali, N.d.T.], milioni di persone di ogni età (più del 20% della popolazione – uomini, donne e bambini) sono afflitte da disordini intestinali.

Escludendo il raffreddore, la sindrome del colon irritabile (irritable bowel syndrome o IBS) è il disturbo responsabile del maggior numero di assenze dal lavoro. Anche l’indigestione, che a volte è dovuta ad alimenti scadenti o patogeni, è ai primi posti nella lista dei disturbi gastrointestinali.

Un articolo pubblicato nel numero di ottobre 1998 della rivista scientifica inglese «The Lancet», ha collegato la fermentazione del cibo e le tossine che si producono in questa fase, con l’IBS. Recentemente, in un articolo del marzo-aprile 2000 nella rivista «Emerging Infectious Diseases », una enterotossina batterica denominata Bacteroides fragilis è stata messa in relazione con la malattia infiammatoria del colon (inflammatory bowel disease o IBD). È risaputo che altri virus e batteri sono coinvolti nell’IBD e nella sua recidiva, e come la malattia si alterni a fasi silenti. L’articolo fa notare che il colon adulto è un «ecosistema complesso con all’incirca cinquecento specie […] di microrganismi», mentre l’intestino di un neonato ne è completamente privo.

È bene sapere che l’ambiente intestinale di ognuno di noi è determinato da una combinazione di fattori. Uno di questi è la forza o la debolezza costituzionale del nostro apparato gastrointestinale. Il clima, l’altitudine, il modo di vivere e il grado di urbanizzazione (rumore, smog e il contatto umano) sono altri. Anche ciò che immettiamo nei nostri polmoni o assorbiamo attraverso la pelle influenza l’intestino. La sollecitazione maggiore deriva, comunque, da ciò che introduciamo in bocca, stomaco e intestino. Per alcune persone ciò potrebbe includere un certo numero di inquinanti organici, farmaci, alcol, additivi per alimenti, residui di pesticidi, cibi carenti di nutrienti, alimenti trasformati chimicamente o fisicamente dai processi industriali e i contaminanti del suolo. La capacità disintossicante del nostro fegato e del sistema immunitario determinerà quali tossine di provenienza intestinale si riverseranno nel sangue circolante. Il livello di attività fisica che svolgiamo quotidianamente anche facendo esercizio, influenza direttamente l’ambiente intestinale, ma ciò si ottiene pure con l’ossigenazione dovuta all’attività, con un metabolismo equilibrato, un sistema linfatico efficiente e la circolazione del sangue.

Naturalmente, questi fattori si combinano in modi differenti formando una grande varietà di ambienti intestinali che influenzeranno notevolmente i diversi microrganismi – buoni o cattivi – che vivono e prosperano nei nostri intestini.

È stato universalmente riconosciuto che la maggiore minaccia per la vita e il nostro benessere, proviene dai parassiti, per la maggior parte intestinali. Non dalla malattia cardiaca, dal cancro o dalla dissenteria, ma dai parassiti. A volte il pericolo più grande non proviene direttamente da questi, ma dai prodotti di rifiuto del loro metabolismo che possono essere estremamente tossici.

Una delle migliori descrizioni di biochimica che ho trovato sul contenuto intestinale (escludendo i microrganismi), proviene da un rapporto pubblicato sul «World Iridology Fellowship Journal» [Giornale dell’associazione mondiale di iridologia; N.d.T.] nel dicembre 1974 e grazie alla cortesia di George Lachnicht Jr., chiropratico, e che riporto qui come da originale.

«La seguente relazione, Discussion of alimentary toxemia [Dibattito sulla tossiemia alimentare N.d.T.], fu consegnata in anteprima alla Royal Society of Medicine of Great Britain

Recentemente, l’argomento tossiemia alimentare (vedi fig. 1.1) è stato discusso a Londra nell’ambito di questa associazione, da cinquantasette fra i più autorevoli medici del Regno Unito. Fra i relatori, eminenti chirurghi, internisti e specialisti delle varie branche della medicina. La seguente è una lista dei numerosi veleni prodotti dalla tossiemia alimentare intestinale che essi hanno individuato: indolo, scatolo, fenolo, cresolo, indacano, idrogeno solforato, ammoniaca, istidina, urobilina, metantiolo, tetrametiletilendiammina, pentametilendiammina, putrescina, cadaverina, neurina, colina, muscarina, acido butirrico, beraimidazzolethylamine, methylgandiamine, ptomarropine, botulino, tiramina, agmatina, triptofano, sepsina, idoletilamina, e sulpherroglobine.

In totale queste tossine sono trentasei e, fra quelle appena menzionate, parecchie sono molto attive anche se in quantità veramente piccole, e danno origine a intense risposte. In caso di tossiemia alimentare, alcuni o molti di questi veleni bagnano costantemente le delicate cellule organiche e generano dei cambiamenti che come risultato finale porteranno a una grave malattia.

È bene comprendere che queste ricerche non sono semplici teorie, ma il frutto dell’esperienza quotidiana sul campo da parte di eminenti medici. Naturalmente non viene sostenuto che la tossiemia alimentare è la sola causa di tutti i sintomi e malattie (anche se di molte può essere l’unica o la principale), ma che alcune potrebbero avere una origine diversa. Nel sommario che segue sono raggruppati e classificati i vari sintomi e disordini discussi nel dibattito di Londra di cui abbiamo parlato.

Come già elencato, le condizioni riscontrate nei seguenti organi o apparati sostitutivi, sono o possono essere causate dalle sostanze tossiche nell’intestino.

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Bernard Jensen è uno dei medici naturopati più famosi e autorevoli al mondo, soprattutto come iridologo e nutrizionista. In oltre cinquant’anni di professione medica ha viaggiato in tutti i continenti alla ricerca del segreto della longevità dei popoli meno civilizzati.
Ha scritto numerosissimi libri. Macro Edizioni ha già pubblicato Intestino libero. Curarsi e purificarsi con l’igiene intestinale.

 

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