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La Dieta Smart Food ai fornelli

Leggi un estratto dal libro di Eliana Liotta e Lucilla Titta "Le Ricette Smart Food"

La Dieta Smart Food ai fornelli

Il cibo non può evocare tristezza. Scegliete la via della fuga se un dietologo vi consiglia di nutrirvi a brodini per gli anni venturi. Diffidate dei professionisti del salutismo, quelli che propinano sbobbe per una nuova forma di espiazione che passa dalla tavola dopo aver abbandonato altre ideologie.

Noi abbiamo una vita. Una sola. Il tentativo è di attraversarla cercando di stare su questo pianeta più a lungo che possiamo e al meglio che possiamo. La Dieta Smartfood e le sue ricette partono da qui.

Gli alimenti, si è capito, sono una chiave per prevenire e curare, per posticipare la dipartita se si è fortunati. Ma non possiamo pensare al cibo solo come a un farmaco. Sedere a tavola è un piacere, un rapporto d'amore iniziato centinaia di migliaia di anni fa.

Perciò abbasso i teorici dei pasti penitenziali e al bando certi cuochi che Dante destinerebbe al girone dei golosi: un inferno d'ingordigia, di unto, di zuccheri, a scapito di ogni ricerca dei laboratori scientifici.

Si tratta di percorrere la solita via di memoria aristotelica: in medio stat virtus, la virtù sta nel mezzo. O ancora, con il poeta latino Orazio: «In tutte le cose c'è un limite, vi son dei confini. Prima e dopo questi, si è fuori della giusta misura».

Le ricette Smartfood coniugano biologia, genetica e gusto.

D'altra parte, cucinare è un talento e una scienza, così come dipingere una prospettiva rinascimentale o comporre una sonata nello stile classico: l'arte senza disciplina è un investimento di superficie, uno spreco di risorse. Gli chef migliori non straparlano e non strafanno: studiano. Consapevoli che i principi base della nutrizione dovrebbero accompagnare sempre le tecniche da seduttori del gusto.

Il punto non è contentare i palati comuni, per quello ci vuol poco. Il dolce, il sapido, i grassi attraggono una parte del cervello, e la gratificazione declinata in burro per mantecare e formaggi per gratinare è la scorciatoia verso un appagamento banale.

Ai fornelli bisogna soppesare la chimica, discernere quali alimenti e quali cotture fanno danni e quali infondono serenità al palato, ma pure alle cellule, ai geni, ai neuroni. Sarebbe assurdo non contare sulle informazioni che piovono dai laboratori scientifici: provengono da esperimenti, indagini durate anni, valutazioni attraverso le analisi del sangue e del DNA.

Se possiamo puntare su ingredienti e piatti intelligenti, che senso ha non prenderli in considerazione?

La prima dieta in Europa con il bollino scientifico

Di questi tempi è smart la tv ed è smart il cellulare. Splendido: più esaltanti del televisore in bianco e nero e del telefono con la rotella per comporre i numeri.

Gli Smartfood, gli alimenti intelligenti, fanno qualcosa di più. Promettono di aggiungere anni alla vita, di aggiungere vita agli anni.

Un sogno di acciuffare la giovinezza che passa dalla cucina, senza abbandonare la gioia delle ciliegie e degli spaghetti al pomodoro. Una possibilità, non un miracolo.

La Dieta Smartfood è un concentrato di ricerche globali sulla nutrizione. Accertate e futuribili. Tutto quello che ne è parte non discende da teorie personali o da filosofie campate per aria. Si fonda sul metodo scientifico che fu di Galileo. Vincono le revisioni, cioè le analisi di tanti studi internazionali su una materia, che si tratti di spinaci, sardine o pane.

Per questo Smartfood è la prima dieta in Europa ad avere la certificazione di un istituto clinico e di ricerca: lo lEO, l'Istituto europeo di oncologia di Milano.

È un'alimentazione da seguire tutta la vita, per combattere sovrappeso, tumori, patologie cardiovascolari, metaboliche e neurodegenerative. Con 30 protagonisti: gli Smartfood, alleati della linea e della salute. Saziano, contrastano l'accumulo di grasso, allontanano le malattie e in potenza allungano la vita. Ingredienti speciali e allo stesso tempo comuni, di facile reperibilità.

Le ricette certificate

Per la prima volta in Italia e in Europa anche un libro di cucina riceve il bollino di garanzia di un grande centro clinico e di ricerca scientifica. Le ricette Smartfood sono tutte approvate dallo lEO, perché rispondono ai requisiti scientifici della teoria cui si ispirano, la Dieta Smartfood.

C'è un capitolo dedicato ai piatti della quotidianità, dove non compaiono minestrine sciape o invenzioni dell'ultima ora con alimenti strambi da acquistare al negozietto d'élite.

I 30 Smartfood si combinano sulla scia di una tradizione gastronomica salda, quella Dieta mediterranea che secondo l'UNESCO è patrimonio dell'umanità e che basta adattare allo stile di vita contemporaneo. È come restare a casa propria dando quelle due mani di vernice ai muri per renderla più accogliente.

Contempliamo solo che un po' di tintura venga dall'Oriente, con una nota di giallo della curcuma, o dal Brasile con le sue noci, o dal Cile con la sua quinoa. Non siamo più chiusi in un paesino, siamo aperti al meglio della Terra.

Nel libro troverete anche pietanze da grand gourmet e dolci. Già, le trasgressioni, da che mondo è mondo, sono il pepe dell'esistenza.

Siamo fatti così, anche in cucina, dov'è un tira e molla fra tentazioni e raziocinio, voglia di svuotare il barattolo della maionese e cotture al vapore sapienti. Una dieta che non ne tenesse conto non sarebbe davvero smart, intelligente nel senso etimologico dell'intus legere, del comprendere il reale in profondità.

L'ultimo capitolo è dedicato ai pasti che mimano il digiuno, con un occhio alle sperimentazioni sull'uomo di nutrigenomica, la disciplina che si occupa del rapporto fra nutrizione e il nostro patrimonio ereditario, ossia il DNA o genoma.

Le Ricette Smart Food

Le Ricette Smart Food

Chi ha detto che per nutrirsi in modo sano ci si debba privare delle gioie del palato? Basterà leggere le 100 idee di queste pagine per scoprire come sperimentare piatti che fanno bene al DNA, al corpo e ai sensi.

Gli Smartfood, che si possono comprare al supermercato o nel negozio sotto casa, si combinano sulla scia di una tradizione salda, italiana: pasta e risotto, antipasti e tanti contorni di verdure, zuppe di legumi e secondi con pesce, carne bianca, uova o latticini.

La scienza trasloca in cucina anche per la creazione di dolci e di portate da servire nelle occasioni speciali, quali lasagne o ravioli.

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Lucilla TittaTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Lucilla Titta

Lucilla Titta, ricercatrice e nutrizionista, è coordinatrice del progetto SmartFood allo IEO di Milano. Studia le correlazioni tra alimentazione e salute, con particolare attenzione alla divulgazione scientifica, intesa come strumento di prevenzione.

 

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Eliana Liotta

Eliana Liotta è giornalista, scrive per «Sette» e «Io donna» (settimanali del «Corriere della Sera»).

Il suo blog su iodonna.it è Il bene che mi voglio. In Rcs è stata direttore del mensile, del sito e della collana di libri «OK Salute» e vicedirettore del settimanale «Oggi».

 

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