Torna su ▲

La Dieta Raw Food - Estratto da "Tutto Crudo"...

La Dieta Raw Food - Estratto da "Tutto Crudo" libro di Minda Fontana

Con il termine dieta crudista s'intende un regime alimentare che prevede il consumo a crudo di verdure, di frutta fresca e secca, preferibilmente, provenienti da colture biologiche, proprio per garantirvi la giusta e salutare qualità.

Questa dieta è condivisa sia dalla cucina vegana, sia da quella vegetariana.

Il crudismo è conosciuto anche come raw food, cioè alimentazione cruda e grezza. Si sviluppò per la prima volta in Svizzera grazie agli esperimenti degli effetti sulla salute umana di una dieta a base di vegetali crudi, condotti da Maximillian Bircher-Benner; medico e inventore del muesli.

Nel novembre del 1897 aprì a Zurigo una casa di cura chiamata "Forza Vitale", ancora oggi attiva. La dieta raw food suggerisce uno stile di vita molto semplice, in sintonia con i ritmi della natura. È un percorso da approcciare gradualmente, attraverso una presa di consapevolezza del vostro corpo e delle sue reali esigenze alimentari.

Cibarvi con le verdure e la frutta crudi vuol dire nutrirvi di energia vitale: gli enzimi, le vitamine, gli antiossidanti e gli oligoelementi restano integri, perché non intaccati dai processi chimici della cottura.

Raw food è un mondo tutto da scoprire che saprà riservarvi gradite sorprese.

LA DISPENSA CRUDISTA

Per attenervi alla dieta raw food, i cibi dovranno essere necessariamente crudi, quindi tagliati, affettati, frullati, centrifugati, marinati ed essiccati o disidratati. Pertanto nella vostra dispensa, non possono mai mancare:

1) le verdure e gli ortaggi (aglio, asparagi, barbabietole, batata, bietole, broccoli, carciofi, cardi, carote, cavolfiore, cavoli (tutte le varietà), cavolini Bruxelles, cetrioli, cime di rapa, cipolle, daikon, finocchi, melanzane, pastinache, patate, peperoni, piselli, pomodori, ravanelli, scalogni, sedani, sedani-rapa, spinaci, topinambur; zucchini, zucca, ecc.;

2) le erbette spontanee (lamascioni - piccole cipolle selvatiche -, scorzanera e bianca,tarassaco, portulaca, ortica, tarassaco, ecc.)

3) le erbe aromatiche fresche e/o essiccate (alloro, aneto, basilico, cerfoglio, dragoncello, erba cipollina, maggiorana, menta, origano, prezzemolo, rosmarino, salvia, santoreggia, timo, ecc.);

4) i germogli (alfa-alfa, girasole, trifoglio, soia, avena, farro, kamut, frumento, grano saraceno, miglio, riso, ecc.);

5) le insalate (gentilina, indivia belga, crescione, catalogna, cicoria, lattuga, radicchio, rucola, valeriana, ecc.) e i fiori freschi o essiccati (primula, viola, tarassaco, rosa, ecc.);

6) legumi (ceci, fagioli, azuki verdi, soia, lenticchie, fave, ecc.);

7) olive, capperi e pomodori secchi;

8) la frutta fresca di stagione (mele, pere, arance, pompelmi, mandarini, limoni, fragole, ciliegie, frutti di bosco, albicocche, pesche, meloni, prugne, uva, fichi, melograni, cachi, kiwi, ecc.)

9) la frutta esotica - meglio se equo-solidale e biologica (banana, ananas, papaya, mango, frutto della passione, ecc.)

10) la frutta secca (anacardi, macadamia, mandorle, nocciole, noci, pecan, pistacchi, pinoli, arachidi, ecc.) dalla quale si possono ricavare alcuni derivati alimentari come gli oli e le farine;

10) i semi (zucca, girasole, canapa, lino, sesamo, chia, ecc.)

11) le spezie e i loro mix (pepe, coriandolo, curcuma, noce moscata, cannella, cardamomo, cumino, peperoncino, vaniglia, zenzero, ecc. - curry, baharat, colombo, assafetida, garam masala, ecc.)

12) le alghe (agar-agar; arame,atlantic sea, clorella, dulse, kelp, kombu, nori, spirulina, wakame, ecc.)

13) gli oli spremuti a freddo (cocco, oliva, soia e di tutte le varietà di semi: girasole, mais, lino, arachide, ecc.)

14) il burro, la margarina e i condimenti vegetali come, ad esempio, la tahina non tostata, il burro grezzo (di cacao, di cocco, di mandorle, ecc.)

15) i dolcificanti naturali (datteri, foglie di stevia, zucchero di cocco, succhi - di mele, d'uva, ecc. -, miele grezzo per i non vegani, sciroppi - di yacon, d'acero, d'agave, ecc. -, farina di semi di mesquite, latte di mandorla, malti di cereali, polveri - di maca, di acaj -, carrube, ecc.)

16) I condimenti salati e acidulati (gomasio, sale rosa himalaiano, sale marino integrale, shoyu, tamari, aceti di mele e di riso, pasta di miso, salse genmai su e wasabi, ecc.)

SUGGERIMENTI

A chi decide d'iniziare il percorso del crudista si consiglia, in primo luogo, il buonsenso, perché non tutto si può mangiare crudo, un esempio è rappresentato da alcuni cereali e legumi. Volendo consumare i semi crudi, vi suggeriamo di metterli in ammollo per almeno una notte, oppure conviene orientarvi sui loro germogli.

È importante ricordare che nella cucina crudista i cibi non devono essere sottoposti a un calore superiore ai 40° C, una temperatura che non permette la distruzione degli enzimi e delle altre qualità nutrizionali.

Durante l'inverno, però, quando fa freddo, è piacevole consumare il cibo caldo o tiepido per cui, dopo avere preparato le vivande a crudo, potete scaldarle a bagnomaria o al vapore, mantenendo la fiamma molto bassa. La temperatura dell'acqua non deve superare I 40° C.

Mangiare crudo non significa rinunciare ai piaceri della tavola. Con perseveranza, buona volontà e pazienza, tutti possiamo avvicinarci gradualmente alla dieta crudista.

ALCUNE REGOLE CRUDISTE

La regola fondamentale da seguire è la scelta qualitativa e il corretto abbinamento degli alimenti che permettono una buona digestione e il mantenimento di uno stato di salute migliore. Ogni cibo ingerito ha i suoi tempi di assimilazione, inoltre ci sono altri fattori che possono intervenire in modo rilevante.

Ad esempio bere acqua mentre si mangia può ostacolare la digestione, perché essa diluisce i succhi gastrici, pertanto, è consigliabile berla almeno dieci minuti prima o dopo un pasto. I meloni, le angurie e la frutta in genere sono ricchi d'acqua e di zuccheri, quindi è meglio consumarli soli, di fatto i glucidi, se assunti con le proteine e gli amidi, creano più fermentazione, inibendo la digestione.

I prodotti ricchi di amidi (per esempio le patate, le castagne, ecc.), per essere meglio assimilati, richiedono un ambiente alcalino, quindi non bisogna accostarli, nei pasti, con gli alimenti ricchi di proteine (formaggi, latte, uova, frutta azotata, ecc.) che, al contrario, richiedono un ambiente acido. Gli amidi si associano bene con le verdure e abbastanza bene con i lipidi.

Le proteine, dunque, non dovrebbero essere assunte con gli amidi e con gli zuccheri, bensì con le verdure non amidacee.

In un pasto è compatibile consumare due proteine della stessa origine (per esempio, abbinare le noci alle mandorle). Inoltre la frutta acida si associa abbastanza bene con quella secca e col formaggio fresco.

I grassi (oli, burro, panna, margarina, ecc.) richiedono, anch'essi, una lunga digestione e non devono essere combinati agli alimenti proteici che di per sé, sono già ricchi di lipidi, quindi si armonizzano meglio con le verdure e, abbastanza bene, con amidi, zuccheri e frutta non acida. Facendo i giusti abbinamenti tra gli alimenti, ci atteniamo semplicemente alle regole naturali, senza sprechi inutili e donando al nostro organismo benessere e salute.

È buona norma orientarvi gradualmente verso un regime crudista, bisogna, però, stare attenti ai cibi che non si possono consumare senza cottura. Ricordiamo nuovamente, ad esempio, i cereali, alcuni legumi, le melanzane e le patate, la cui cottura trasforma i loro amidi in carboidrati semplici e le proteine in parti solubili, diventando, pertanto, più digeribili. Alcuni ortaggi come gli spinaci e i piselli, invece, possono essere consumati crudi saltuariamente (alternandoli ad altre verdure), perché inibiscono alcuni enzimi preposti alla digestione.

Gli ortaggi, che si possono consumare tranquillamente crudi, sono le carote, i cetrioli, i finocchi, i pomodori maturi, il sedano, le verdure a foglia verde, i germogli in genere e le zucchine. Queste ultime sono molto utilizzate nella cucina crudista per preparare vivande fantasiose come, ad esempio, gli spaghetti da condire con salse di rucola, di basilico, di crescione, ecc., tutto rigorosamente a crudo.

Gli spaghetti di verdure si ottengono affettando gli ortaggi con una mandolina o con il robot da cucina, che è munito di dischi di varie forme per creare il tipo desiderato di pseudo - pasta. Nel ricettario troverete svariate e gustose ricette per iniziare questo percorso salutare.

Tutto Crudo

Tutto Crudo

La dieta raw food suggerisce uno stile di vita molto naturale, in sintonia con i ritmi della natura. È un percorso da approcciare gradualmente, attraverso una presa di consapevolezza del vostro corpo e delle sue reali esigenze alimentari.  Cibarvi con le verdure e la frutta crudi vuol dire nutrirvi di energia vitale: gli enzimi, le vitamine e gli oligoelementi restano integri, perché non intaccati dai processi chimici della cottura. Fondamentali sono gli ingredienti di base che devono provenire dall'agricoltura biologica, proprio per garantirvi la giusta e salutare qualità.

Raw food è un mondo tutto da scoprire che saprà riservarvi gradite sorprese.

Acquista ora

 

Minda FontanaTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Il percorso di ricerca di Minda Fontana, affonda le sue radici nel pensiero filosofico orientale, che per primo ha tracciato le linee guida di uno stile di vita diverso, fondato sull’equilibrio e sul rispetto della vita e della natura.

Prima vegetariana e poi vegana, Minda ha viaggiato in tutto l’Oriente venendo a contatto con le numerose discipline indiane, cinesi e giapponesi, che da secoli propongono l’alimentazione come un preciso fondamento per il raggiungimento del benessere psico-fisico.
La pratica dello yoga e lo studio, in loco, del taoismo e del buddismo hanno formato il ricco bagaglio culturale dell’autrice. Minda ha voluto coniugare le sue conoscenze orientali in chiave occidentale. Un modo per sensibilizzare, con un approccio semplice e diretto, i lettori, proponendo loro un’alimentazione a carattere vegetariano o vegano, sfatando così alcuni luoghi comuni, per esempio, che una dieta “verde” sia una cosa difficile da realizzare quotidianamente e che sia “triste” perché povera di varietà e di sapori.

Ambientalista ed ecologista ante litteram, Minda ritiene che il futuro qualitativo dell’alimentazione sia individuabile nelle coltivazioni biologiche, meglio se bio-dinamiche. Buon senso, fantasia e creatività sono tra gli ingredienti principali della sua ricetta di vita.