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La cucina dalle pericolose evasioni radioattive -...

Leggi in anteprima il Capitolo 3 del libro "Forno a Microonde? No Grazie" di Saverio Pipitone

La cucina dalle pericolose evasioni radioattive - Estratto da "Forno a Microonde? No Grazie"

Su Internet gira un’immagine disegnata con una donna che per aprire il forno a microonde utilizza un bastone lungo un paio di metri per timore di stare vicino a questo radioattivo ed esplosivo marchingegno.

Le autorità governative e non, di livello internazionale e competenti in materia, dicono che non corriamo pericoli davanti al microonde poiché ha una struttura metallica, che funziona come una gabbia di Faraday, con maglie più strette della lunghezza d’onda delle microonde, che non passano e restano intrappolare nel forno.

Una norma, accettata internazionalmente, stabilisce che il limite di fuoriuscita delle microonde dal forno non può superare una densità di potenza di 5 mW/cm2 a circa 5 cm dalla superficie del forno.

Solitamente la dispersione di microonde a 5 cm dal forno non supera 1 mW/cm2, ma capita spesso che il forno sia usurato o le guarnizioni dello sportello sporche e difettose, con il pericolo di maggiori ed eccessive perdite.

Se il forno a microonde viene usato spesso si deteriora in pochi anni, e questo capita in moltissimi focolari domestici con una dispersione di radiazioni nell’ambiente che in ogni cucina può arrivare anche a 5 mW/cm2, recando possibili danni al corpo umano, che percepisce appieno le radiazioni.

Uno degli organi più esposti è costituito dagli occhi che visionano i cibi in cottura, con il formarsi di cataratta.
Tutti gli organi umani sono comunque in pericolo compresi quelli di Randy, padre di Stan, del cartone animato per adulti South Park, che in un episodio sta in piedi su una sedia con i pantaloni abbassati ed espone i testicoli davanti a un forno a microonde in funzione, perché intenzionato a provocarsi un tumore e usufruire così della marijuana venduta legalmente in Colorado per usi terapeutici.

Le radiazioni, anche minime, che fuoriescono dai forni sono talmente rilevanti che sono state recentemente utilizzate per alimentare piccoli gadget da cucina.

Un esperimento è stato realizzato da alcuni ingegneri dell’Università di Tokyo e del Georgia Institute Technology di Atlanta, guidati da Yoshihiro Kawahara, presentando la ricerca nel settembre 2013 alla conferenza del Pervasive Ubiquitous Computing di Zurigo. Il team di ingegneri ha costruito un dispositivo dalle dimensioni di una monetina con una minuscola antenna di 1 cm di lunghezza per captare le microonde in fuga dallo sportello del forno, trasformandole in corrente continua per caricare accessori da cucina a bassa potenza.

Il risultato sperimentale ha mostrato che la perdita di microonde ricevuta dall’antenna è stata di circa 1 mW/cm2 in un punto a 5 cm dallo sportello e con il forno acceso per due minuti sono stati raccolti 9,98 megajoule (MJ) di energia, mediante cui è stato alimentato un timer di cottura digitale per tre minuti con relativo beep per 2,5 secondi.

Yoshihiro Kawahara ha spiegato che, raccogliendo e conservando una piccola quantità di energia generata dal microonde, si possono gestire dei dispositivi a bassa potenza in casa per qualche minuto, e il minuscolo dispositivo di raccolta potrebbe essere incluso in caricatori per attrezzi da cucina come bilance elettroniche, termometri o timer.

Restando in Giappone, nel settembre 2002 il settimanale «Shukan Kinyobi» ha pubblicato un’inchiesta sulla notevole diffusione sul territorio nipponico di sintomi di ipersensibilità alle onde elettromagnetiche da parte degli esseri umani. Al primo posto di un elenco di elettrodomestici che provocano i vari disturbi veniva indicato il televisore seguito dal forno a microonde.

È allora opportuno chiedersi se, nonostante le rassicurazioni ufficiali delle autorità, abbia ragione la donna della vignetta che sta distante dal microonde per paura delle radiazioni?

Per rispondere a questo e ad altri quesiti ho contattato e intervistato il dottor Angelo Gino Levis, uno dei massimi esperti mondiali di elettrosmog.

Prima di passare all’intervista, presento il dottor Levis: nato a Venezia nel 1937 e laureatosi nel 1961 in Scienze Biologiche all’Università di Padova, ha svolto per tantissimi anni la professione di docente universitario in materie quali genetica, biologia cellulare, citologia, mutagenesi ambientale, biologia evoluzionistica, teratogenesi, insegnando all’Università di Padova e ricoprendo incarichi dirigenziali nel dipartimento di Biologia. È stato inviato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) presso l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione in Francia (IARC), facendo parte dei gruppi di lavoro che hanno curato la stesura delle monografie sulla tossicologia genetica dei metalli. È stato inoltre membro della Commissione Tossicologica Nazionale, della Commissione Oncologica Nazionale e del Comitato Scientifico in Italia dell’International Society of Doctors for the Environment. Ha scritto centinaia di articoli scientifici sui problemi di genetica cellulare e mutagenesi ambientale, tra cui gli effetti dei CEM ionizzanti e non, pubblicati in riviste nazionali e internazionali. Attualmente è vicepresidente dell’Associazione per Protezione e Lotta all’Elettrosmog (APPLE) con sito Internet “www.applelettrosmog.it”.

Domanda: A oggi è possibile esprimere una valutazione sulla pericolosità per la salute umana delle radiazioni che potrebbero fuoriuscire dai forni a microonde?

Risposta: «In assenza di misure sperimentali dell’intensità di emissione elettromagnetica dei forni a microonde, sia per quanto riguarda le radiofrequenze (V/m) che le frequenze estremamente basse (ELF), prodotte dai circuiti elettrici di alimentazione, è impossibile fare una valutazione della pericolosità di tali forni per la salute umana. Inoltre i modelli in uso sono molto diversi e bisognerebbe eseguire misure sperimentali per ciascuno di essi».

Domanda: Quali limiti devono rispettare le radiazioni che fuoriescono dal forno a microonde al fine di non causare danni alla salute?

Risposta: «L’autorevole Paolo Bevitori a p. 298 del suo libro Inquinamento Elettromagnetico, edito da Maggioli di Rimini nel 2000, riporta due tabelle sulle emissioni di CEM a frequenze estremamente basse (ELF), misurate in microTesla, di vari elettrodomestici e per il forno a microonde si va da 75-200 microTesla (μT) a meno di 10 cm di distanza; a 35-8 μT tra 10 e 40 cm; da 2,8 a 0,5-0,6 μT tra 40 e 100 cm. Si tratta di valori molto preoccupanti per chi tiene il forno a meno di 1 m di distanza dal corpo.

Il limite di legge in Italia è di 3-10 μT, ma il vero limite cautelativo ricavato dai dati epidemiologici e confermato dalle sentenze dei nostri Tribunali, fino alla Cassazione, è di 0,2-0,4 microTesla per le linee elettriche ad alta-altissima tensione. Così anche per i valori di campo elettrico per le microonde, l’esperienza strumentale ha fornito fino a 60-80 V/m in prossimità del portellone del forno e anche questi sono valori preoccupanti. In questo caso il limite di legge in Italia è di 6 V/m, ma quello realmente cautelativo è di 0,5-0,6 V/m, con la tendenza a portarlo a 0,2 V/m».

Domanda: Un frequente e assiduo uso del forno a microonde potrebbe causare nel lungo periodo l’aumento di gravi malattie per gli esseri umani?

Risposta: «Non ci sono dati epidemiologici su eventuali aumenti del rischio di tumori o di altri effetti a lungo termine provocati dall’uso prolungato del forno a microonde, ma nel 2011 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro di Lione in Francia (IARC), struttura che appartiene ed è sotto l’egida dell’OMS, ha classificato i CEM non ionizzanti tra cui le microonde come “possibili cancerogeni per l’uomo”. Nello IARC hanno però sottovalutato ampiamente i rischi dei CEM dato che più del 60% dei partecipanti ai gruppi di valutazione era gravato da pesanti “conflitti di interesse”, essendo finanziati da Compagnie private interessate alla produzione e alla diffusione di queste tecnologie.

Autorevoli ricercatori “indipendenti”, e ripetutamente il Parlamento Europeo e varie Associazioni Scientifiche internazionali, premono da tempo perché le valutazioni della IARC supinamente accettate dalla Commissione Europea e dall’OMS, vengano riviste con una valutazione di tutti i CEM non ionizzanti per classificarli come “sicuri agenti cancerogeni per l’uomo”».

Domanda: Il consumatore può verificare se il suo forno a microonde emette radiazioni oltre il limite consentito che potrebbe causargli problemi alla salute?

Risposta: «Un aspetto cruciale è la vetustà dello strumento e il progressivo decadimento della schermatura del portellone: l’usura non viene mai presa in considerazione dall’utente perché non vengono fornite istruzioni in proposito. Pertanto è difficile pensare che venga adottata la precauzione di effettuare controlli periodici, anche perché gli strumenti di misura – quelli affidabili – costano molto (più di 5000 euro) e non sono semplici da utilizzare».

Domanda: Per assorbire il meno possibile le radiazioni, quali accorgimenti dovrebbe usare il consumatore nell’utilizzo del forno a microonde?

Risposta: «Un elemento di preoccupazione è il fatto che ignorando i rischi, anche perché le Autorità Sanitarie non forniscono informazioni attendibili che potrebbero spaventare gli utenti e danneggiare i produttori, gli utilizzatori dei forni a microonde sono abituati ad avvicinarsi e ad aprire il forno acceso per controllare lo stato di cottura dei cibi o per estrarre e sostituire qualche vivanda e, alla fine, per scaricare il contenuto. Queste operazioni dovrebbero essere fatte sempre tassativamente spegnendo prima il forno».

Domanda: Quali sono le conseguenze, in termini di effetti sulla salute, per il consumatore che superficialmente o inconsapevolmente non si preoccupa dell’uso corretto del forno a microonde? E cosa gli consiglierebbe?

Risposta: «A parte i rischi di danni a lungo termine quali genetici, cancerogenetici e neurodegenerativi, che sono difficili da accertare proprio perché si manifestano dopo molti anni (anche più di venti) dall’esposizione, quello che è certo è che l’esposizione alle radiazioni emesse dal forno a microonde, come da tutte le attrezzature che emettono CEM, dagli elettrodotti alle emittenti radio/ TV e dai telefoni mobili ai computer fino alle tecnologie wireless, richiedono precauzioni d’uso che vengono di solito sistematicamente ignorate, con la conseguenza che gli effetti a breve termine si vanno sempre più diffondendo colpendo il corpo umano con cefalea, insonnia, dolori muscolari, debolezza, depressione e altro.

Questo è dimostrato dai dati statistici raccolti nei Paesi del Nord Europa dove da almeno un decennio si censiscono le persone definite “elettrosensibili”, ovvero che avvertono forti disturbi acuti in prossimità dei CEM e nel caso del forno a microonde viene tassativamente escluso dalle loro abitazioni.

Per gli altri utilizzatori “non elettrosensibili”, consiglio di conoscere come si adopera il forno a microonde e controllarne nel tempo la sicurezza o è meglio farne a meno!».

 

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Saverio Pipitone

Saverio Pipitone, giornalista pubblicista, laureato in Scienze Politiche e master in Responsabilità sociale d’impresa, è stato coordinatore della rivista Consapevole (2004-2006). Ha collaborato come giornalista e redattore freelance con il mensile Largo Consumo (2006-2008). È coautore del libro Schiavi del supermercato edito da Arianna Editrice (2007) e del saggio Etica, Finanza e Sviluppo Sostenibile edito da INVES (2005). Attualmente collabora come reporter, redattore e analista in un’Agenzia di informazioni commerciali ed economico-finanziarie. Il suo blog è http://saveriopipitone. blogspot.com

 

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