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La Civiltà Sumera - "Le Tavole degli A.nun.na.ki"...

Leggi in anteprima il capitolo 1 del libro "Le Tavole degli A.nun.na.ki" di Gisella Melluso

La Civiltà Sumera - "Le Tavole degli A.nun.na.ki" - Libro di Gisella Melluso

Quando nella valle del Nilo si stava formando la civiltà egizia (iniziata storicamente nel 3.200 a.C.) contemporaneamente, a oriente tra il Tigri e l’Eufrate, si sviluppò quella sumera organizzata in città-stato dalle grandi conoscenze.

La Mesopotamia, letteralmente “terra tra i fiumi”, è il vasto territorio confinato tra le due grandi arterie d’acqua che, scendendo verso sud dall’acrocoro turco del Tauro, attraversano la grande pianura irachena per poi gettarsi nel Golfo Persico. La regione non ha difese naturali ed è per quest’apertura in ogni direzione che è stata sempre esposta alle invasioni e agli insediamenti di nuovi popoli, specialmente quelli nomadi provenienti dal deserto arabico.

Il continuo sovrapporsi di genti ha mantenuto, nel tempo, caratteristiche relativamente uniformi che hanno permesso agli storici di parlare di una cultura mesopotamica dai caratteri omogenei.

La prima ricca civiltà con carattere urbano (risalente al terzo millennio avanti Cristo) di cui parlano studiosi e archeologi e di cui si hanno oggi notizie riguarda, appunto, il popolo sumero.

Una cultura di vaste proporzioni, ma di origine sconosciuta, che visse nell’area mesopotamica meridionale (in seguito chiamata Caldea).

Antesignane alle greche, le città stato dei Sumeri si svilupparono con i nomi di Ur, Uruk, Umma e Lagaš, indipendenti le une dalle altre e governate da sovrani-sacerdoti. Qui il popolo si dedicava prevalentemente all’agricoltura e al lavoro di miglioramento dei sistemi d’irrigazione e di drenaggio per sfruttare al massimo le acque del Tigri e dell’Eufrate nella loro parte terminale. Per un lungo periodo i piccoli stati indipendenti guerreggiarono tra loro. Solo verso la metà del terzo millennio il signore-sovrano della città di Umma, Lugal.Zaggisi riuscì a unificare questi centri in un unico stato comprendente anche le città degli Accadi.

Il primo impero sumero, vista la tendenza alla pace e la vocazione contadina del popolo, si dimostrò troppo debole e vulnerabile. Proprio per questi motivi i vertici, i re-sacerdote, non riuscirono a costituire strumenti politici e amministrativi atti a mantenere un vasto organismo statale. Ne approfittarono gli Accadi che abbatterono il regno sumero e, sotto la guida di re Sargon, ne crearono uno loro che durò circa due secoli.

I nuovi leader mantennero le preesistenti strutture sumere e ne continuarono le tecniche produttive e commerciali.

Verso il 2.150 a.C. anche l’impero accadico, assalito dai popoli barbari provenienti dai monti Zagros, cadde. Allora i Sumeri della città di Ur, governata dal re Gudea, si ribellarono e restaurarono un secondo impero unificando nuovamente la regione mesopotamica per circa un secolo, fino all’arrivo dei Babilonesi che ne provocarono la scomparsa. Fortunatamente questa non fu totale perché il popolo sumero lasciò alle genti mesopotamiche, un’eredità culturale che sopravvisse a lungo: i loro grandi ideali morali non morirono.

Invece la lingua sumera, in uso in Mesopotamia meridionale almeno dal terzo millennio avanti Cristo, dal 2000 a.C. fu sostituita dall’accadico come idioma parlato dal popolo.

Di conseguenza la lingua originale diventò riservata alla casta sacerdotale (con carattere sacro, rituale, dotto) e sopravvisse sino al primo secolo dopo Cristo.

Solo dalla metà del secolo scorso, prima non si possedevano molte notizie su questa civiltà, vi furono le maggiori scoperte archeologiche che donarono innumerevoli pregiati reperti.

La conoscenza della storia dei Sumeri è a noi giunta grazie al ritrovamento di ricche raccolte di tavolette d’argilla4 sulle quali gli scribi avevano registrato le attività della vita quotidiana della popolazione e i sacri rituali rivolti agli dèi (dalla numerazione del bestiame alla più arcana procedura di divinazione).

Non è stato facile comprendere o interpretare le solide pagine di creta e, quindi, la ricerca ha mantenuto accesa una grande curiosità da parte degli archeologi che hanno fornito i tratti essenziali dell’antica civiltà. Elementi basati sulle testimonianze che accolgono dai comuni oggetti domestici alle superbe opere d’arte ritrovate nelle tombe e nelle città sepolte.

Il contributo più prezioso però ci è pervenuto dalle traduzioni delle tavolette d’argilla.

Gli esperti hanno decifrato, oltre ai documenti di carattere giuridico e amministrativo, anche le composizioni letterarie, gli inni e i miti che hanno permesso di scoprire sia le vicende politiche ed economiche sia la struttura religiosa e culturale dei popoli della Mesopotamia.

Studiando i loro usi e costumi ho imparato ad amare queste meravigliose civiltà e la mia passione mi ha ispirato e guidato a elaborare il metodo ludico-esegetico dei Dub.ba, che vuole essere un omaggio al ricordo delle genti di Sumer.

Per quello che riguarda il pantheon, aggiungo che i nomi di alcune divinità di origine sumera (che troverete più volte citati nel testo) furono modificati, in fasi successive, dagli Assiri e dai Babilonesi, lo stesso avvenne con i primi poemi.

Interi archivi, custoditi nelle antiche città-stato e giunti a noi sufficientemente integri con migliaia di tavolette (in parte decifrate e altre ancora al vaglio degli studiosi), forniscono un ricco e complesso sistema di miti e leggende che approfondiremo nel capitolo dedicato.

Adesso che abbiamo aperto una finestra su questo mondo misterioso, osserviamone, in particolare, la scrittura, gli usi e i costumi.

Inoltre, per facilitarvi nel vasto sistema di nomi, qui di seguito troverete la scheda descrittiva della complessa gerarchia divina.

Ora siete pronti a entrare nel mondo di Sumer.

 

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