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La Beatitudine Divina - Estratto dal libro "Bliss...

Leggi in anteprima la prima parte dell'introduzione del libro di Sri Swami Sivananda e scopri come raggiungere il vero scopo dell'esistenza umana

La Beatitudine Divina - Estratto dal libro "Bliss Divine"

L'Atman

La beatitudine è la natura essenziale dell'uomo. L'aspetto centrale del suo essere è la divinità insita in lui.

La natura essenziale dell'uomo è divina, ma egli ne ha perso la consapevolezza a causa dei suoi istinti animali e del velo dell'ignoranza. L'uomo, nella sua ignoranza, si identifica con il corpo, con la mente, con il Prana e con i sensi. Trascendendoli, egli si unisce al Brahman o Assoluto, che è pura beatitudine.

Il Brahman, l'Assoluto, è la realtà più piena, la coscienza più completa. Ciò oltre cui non c'è nulla, il Sé più interiore di tutti è l'Atman o Brahman. L'Atman è la Coscienza comune in tutti gli esseri. Un ladro, una prostituta, uno spazzino, un re, un delinquente, un santo, un cane, un gatto, un topo, tutti hanno lo stesso Atman in comune.

C'è una differenza apparente, fittizia, che esiste solo nei corpi e nelle menti. Ci sono differenze nei colori e nelle opinioni, ma l'Atman è lo stesso in tutti.

Se sei molto ricco potrai avere una nave, un treno, un aeroplano tutto tuo, per i tuoi interessi egoistici, ma non puoi avere un Atman tutto per te, perché l'Atman è comune a tutti, non è una proprietà individuale brevettata.

L'Atman è l'uno in mezzo ai tanti, è costante in mezzo alle forme che vanno e vengono, è la Coscienza pura, assoluta ed essenziale di tutti gli esseri coscienti. La fonte di ogni vita, la fonte di ogni conoscenza è l'Atman, il Sé più interiore. L'Atman, o Anima Suprema, è trascendente, inesprimibile, indeducibile, impensabile, eternamente in pace, pieno di beatitudine.

Non c'è differenza tra Atman e beatitudine, l'Atman è la beatitudine stessa. Dio, perfezione, pace, immortalità, beatitudine, sono tutti un'unica cosa. Lo scopo della vita è di raggiungere la perfezione, l'immortalità o Dio. Più ci si avvicina alla Verità, più si diventa felici, poiché la natura essenziale della Verità è la beatitudine certa, assoluta.

Nelle cose finite non c'è beatitudine, essa risiede solo nell'Infinito. La beatitudine eterna si può ottenere solo dal Sé eterno.

Conoscere il Sé vuol dire godere di beatitudine eterna e pace imperitura. La realizzazione del Sé conferisce esistenza eterna, conoscenza assoluta e beatitudine perenne.

Nessuno può salvarsi senza la realizzazione del Sé. La ricerca dell'Assoluto dovrebbe essere intrapresa sacrificando anche gli oggetti più cari, persino la vita, accettando ogni dolore.

Puoi studiare tutti i libri di filosofia che vuoi, andare a fare conferenze su conferenze in giro per il mondo, rimanere in una grotta dell'Himalaya per cento anni, praticare il Pranayama per cinquant'anni, ma non riuscirai a raggiungere l'emancipazione se non comprendi profondamente l'unicità del Sé.

Quello che implica Moksha

L'unicità del Sé, o l'unicità dell'Esistenza, è la Realtà, e la realizzazione di questa Realtà è Moksha.

Moksha è l'abbattimento delle barriere che costituiscono esistenze separate. Moksha è lo stato assoluto di Essere, in cui la realtà della coscienza che tutto pervade e tutto permea è realizzata con certezza, come la realtà di un'arancia che teniamo sul palmo della mano.

Moksha non è la liberazione da uno stato reale di schiavitù, ma è la realizzazione di una libertà che già esiste: è la liberazione dalla falsa nozione di schiavitù.

L'anima individuale si sente in uno stato di schiavitù a causa dell'ignoranza prodotta dal potere di Avidya. Quando la falsa convinzione creata dall'illusione viene eliminata dalla conoscenza dell'Atman, allora si raggiunge lo stato di Moksha, qui ed ora, in questa stessa vita. Non deve necessariamente seguire la morte.

La causa dell'illusione nell'uomo è il desiderio. I desideri generano le onde di pensiero e le onde di pensiero velano la reale natura dell'anima, che è immortale, beata ed eterna. Una volta distrutti i desideri, nell'individuo appare la Conoscenza del Brahman.

La Conoscenza del Brahman non è un'azione. Non puoi raggiungere Brahman, come non puoi raggiungere te stesso, se non conoscendo te stesso. La conoscenza del Brahman è assoluta e diretta, è esperienza intuitiva.

Ragione e intuizione

L'intuizione appare come un lampo, non cresce un po' alla volta. La conoscenza immediata tramite l'intuizione unisce l'anima individuale all'Anima Suprema. L'intuizione salda il soggetto e l'oggetto della conoscenza, insieme al processo stesso della conoscenza, nell'Assoluto in cui non esiste dualità. Nell'intuizione il tempo diventa eternità, lo spazio infinito.

La conoscenza intuitiva è la più alta di tutte le conoscenze: essa è l'imperitura, infinita conoscenza della Verità. La conoscenza sensoriale è una conoscenza dell'apparenza e non della Verità.

Quella dei sensi è una falsa conoscenza e l'intuizione è la conoscenza giusta. Potrete raggiungere l'Atma Jnana o Conoscenza del Sé solo ed esclusivamente tramite l'intuizione.

Se non sviluppa l'intuizione l'uomo intellettuale rimane imperfetto. L'intelletto non ha la capacità di penetrare nei recessi più intimi della Verità. L'intelletto funziona nel regno della dualità, ma è impotente in quello del non-dualismo.

La mente e l'intelletto sono strumenti finiti. La ragione è finita, non può penetrare l'Infinito. Solo l'intuizione può farlo.

I tentativi scientifici di provare l'Infinito sono vani, l'unico metodo scientifico valido è quello intuitivo.

La meditazione conduce all'intuizione, la meditazione è la chiave che schiude il divino o Atman nascosto in tutti i nomi e in tutte le forme.

Il processo della meditazione

Nessuna conoscenza è possibile senza meditazione. L'aspirante mette in movimento anima e la Verità si fa manifesta.

Attraverso la pratica regolare della meditazione il vostro livello gradualmente cresce. La fiamma divina diventa sempre più splendente.

Gradualmente la meditazione vi offre la luce eterna e l'intuizione. Con la pratica cotante di concentrazione e meditazione la mente diventa trasparente e pura come un cristallo. Quando ci si comincia a ritirare dentro se stessi, il baccano provocato dalla ricerca delle cose mondane diventa sempre più debole.

So questo nuovo piano ci sono delle leggi: la musica diventa diversa, le note sono molto dolci, tutto sembra pervaso da qualcosa di migliore.

Lo splendore del risveglio spirituale cambia le prospettive e si comincia a cercare devotamente ciò che porterà gioia e pace reali e durature. Pertanto la ricerca di vantaggi materiali e immediati diventa meno urgente.

La meditazione conduce sempre più all'interno di se stessi, dal grossolano al sottile, fai sottile all'ancora più sottile e quindi al più sottile possibile, lo Spirito Supremo. Andando al di là della coscienza del corpo grazie alla meditazione sul Signore, si ottiene il dominio universale, tutti i desideri vengono soddisfatti.

La meditazione è l'unica via reale, corretta, per raggiungere l'immortalità e la beatitudine eterna. Pace e beatitudine non si trovano nei libri, nelle chiese o nei monasteri, esse si realizzano quando appare la Conoscenza dell'Atman.

Perché leggete così tanti libri? Non servono a niente: il grande libro è all'interno del «ostro cuore. Aprite le pagine di questo inesauribile libro, la fonte di tutta la conoscenza, e saprete ogni cosa.

Chiudete gli occhi, ritirate i sensi, calmate la mente, fate tacere i pensieri che si agitano, arrestate le onde della mente. Unitevi profondamente all'Atman o Sé, l'Anima fatui ma, la Luce delle luci, il Sole dei soli. Tutta la conoscenza vi verrà rivelata, tutti i dubbi svaniranno, tutti i tormenti mentali spariranno, tutte le discussioni incandescenti, i dibattiti accesi avranno termine. Resteranno solo Pace e Jnana.

Tutti i nomi e tutte le forme spariscono nella meditazione profonda. Si acquisisce coscienza dello spazio infinito. Ma anche questa svanisce. Si arriva al nulla. Improvvisamente l'illuminazione, il Nirvikalpa Samadhi.

 

Bliss Divine

Bliss Divine

Uno dei libri principali di Sri Swami Sivanandaji, un testo imperdibile per comprendere davvero il segreto della felicità e della beatitudine.

Questo libro offre ai ricercatori spirituali un sentiero netto, ben definito, libero da ogni mistificazione e ambiguità. 

I brevi capitoli sono pregni di una potente conoscenza spirituale.

L'autore sostiene che ogni attività della vita può essere trasformata in Yoga del Divino, acquisendo la necessaria conoscenza attraverso lo studio e la contemplazione.

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Swami Sivananda Saraswati

Swami Sivananda Sarasvati nacque nel 1887 in una grande e nobile famiglia del Sud dell'India; laureatosi in medicina, si dedicò alla professione in Malesia con grande successo. Nel 1924, attratto dal richiamo della ricerca spirituale, approdò a Rishikesh, alle pendici dell'Himalaya, dove nel 1932 fondò lo Sivananda Ashram e nel 1936 la Divine Life Society.

Scomparso nel 1963, ha lasciato più di 300 libri sullo Yoga, traducendo oltre alla Bhagavad Gita anche i Brahmasutra, il Bhagavatam, molte Upanishad e scrivendo moltissimi altri volumi su tutti gli aspetti pratici dello Yoga, del Vedanta e della Sadhana spirituale.

Swami Sivananda, uno dei più grandi maestri di Yoga del ventesimo secolo, è la figura che ha ispirato i Centri Sivananda Yoga Vedanta.

Nato nel 1887 a Pattamadai, Tamil Nadu, India del sud, Swami Sivananda, il cui nome allora era Kuppuswami, era un ragazzo brillante sia negli studi che nella ginnastica e mostrava già un'inclinazione naturale per le pratiche spirituali e religiose. I suoi genitori erano molto devoti al Signore Siva e Kuppuswami era ben lieto di unirsi a loro due volte al giorno per le funzioni (Puja) e per i Kirtan (canto dei Mantra).

Il suo spirito naturalmente disinteressato lo portò alla carriera di medico. Il suo stupefacente desiderio di imparare e la sua capacità di assimilare le materie di studio gli valsero il rispetto dei suoi professori che lo invitarono ad assistere ad interventi chirurgici già dal primo anno di studi universitari.

Il giovane Dr. Kuppuswami avvertì un'urgente necessità di recarsi in Malaysia, dove sentiva che c'era un gran bisogno di aiuto. In breve tempo gli fu conferito l'incarico di dirigere un ospedale. In questi anni il Dr. Kuppuswami si fece conoscere per essere sia un eccellente medico che un uomo di grande umanità. Spesso abbassava le sue tariffe per i pazienti più poveri e in varie occasioni fornì gratuitamente le medicine ai suoi pazienti più bisognosi.

Un giorno il Dr. Kuppuswami ebbe l'opportunità di curare un Sannyasin itinerante (monaco o persona che ha rinunciato ai beni terreni) che diede al dottore i primi rudimenti sullo Yoga e sul Vedanta. Da quel giorno in poi la sua vita cambiò e gradualmente il Dr. Kuppuswami divenne più introspettivo, non riusciva più a smettere di ragionare sulle grandi questioni della vita. Cominciava a sentire il bisogno di aiutare la gente ad un livello più profondo, non più limitandosi a curare il loro corpo fisico, ma aiutandoli a trovare una cura per tutte le sofferenze.

Il grande Sannyasin Swami Sivananda

Pieno di immenso desiderio di crescita spirituale e di illuminazione, Kuppuswami andò nell'India del nord alla ricerca del suo Guru. Dopo aver passato del tempo a Varanasi si spostò ancora più a nord, nell'Himalaya. Lì, nella città sacra di Rishikesh (che vuol dire "la sede dei saggi"), Kuppuswami trovò il suo Guru, che gli diede il Sannyas (il voto di rinuncia di un monaco). Dopo aver preso questi voti Swami Sivananda Saraswati, come sarebbe stato conosciuto da allora in poi, iniziò una Sadhana (pratica sprituale) molto intensa e Tapas (austerità) che proseguirono per circa dieci anni. Alla fine di quel periodo molti altri Sadhu si sentirono attratti da Swami Sivananda per la sua istruzione e per la sua ispirazione spirituale.

Swami Sivananda, il maestro del mondo

Da allora Swami Sivananda divenne uno dei più prolifici insegnanti di Yoga mai esistiti.

Sebbene abbia lasciato raramente la cittadina di Rishikesh (due soli tour dell'India e nessuna visita all'estero), l'insegnamento di Swami Sivananda si è diffuso rapidamente nell'intero pianeta. Scrisse personalmente - a mano, non c'erano i computer a quei tempi:-) - più di 200 libri su argomenti legati allo Yoga e alla filosofia. Scrisse in uno stile molto diretto, carico di energia dinamica e spirituale. In conseguenza di ciò, molti di coloro che avevano letto i suoi libri sentirono la loro vita profondamente toccata e trasformata, e cominciarono ad arrivare da tutta l'India, da tutto il mondo, per imparare direttamente da lui e per godere della sua santa presenza. Gli insegnamenti del Maestro Sivananda sono riassunti in queste 6 parole:

"Servire, Amare, Dare, Purificare, Meditare, Realizzare".

 

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