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L'Importanza dell'Azione - Estratto da "Ti...

Leggi in anteprima il cap. 1 del libro di Andrea Penna "Ti Permetto di Far Parte di Me"

L'Importanza dell'Azione - Estratto da "Ti Permetto di Far Parte di Me" di Andrea Penna

 
 

«È dubbio se credere nel Fato o nel libero arbitrio faccia una gran differenza nell'agire di una persona, ma ne fa di certo per quanto riguarda il suo temperamento e la sua interiorità, poiché conferisce il proprio stampo alla forma della sua Anima».

Sri Aurobindo

 

 

Cosa ci porta ad agire?

La parola karma significa "azione".

Sin dall'antichità l'uomo aveva già probabilmente intuito l'importanza dell'azione. Ogni forma vivente, si manifesta attraverso il suo agire. Ogni manifestazione di vita si traduce in un'azione.

Per poter vivere dobbiamo agire. Pensare e desiderare, sono già azioni. Noi agiamo, sentiamo la necessità di agire. Anche quando rincorriamo un sogno, un ideale, realizzarli significa trasformarli in azione; anche quando dobbiamo soddisfare il nulla, dobbiamo opportunamente agire.

La presa di coscienza di tutto ciò, ci porta però inevitabilmente a una seconda riflessione: sino a che punto, ogni nostra azione è Figlia di un nostro Libero pensiero? Sino a che punto è Figlia di qualcos'altro, di un'azione, di un Karma, di un Destino, che noi non vediamo, di cui non ne abbiamo assolutamente coscienza, ma percepiamo come una cosa oggettiva dentro e intorno a noi, e che per essa dobbiamo agire?

Molti miei pazienti mi chiedono aiuto per trovare una risposta a questa loro necessità o impossibilità o difficoltà nell'agire; mi chiedono aiuto per capire il loro ruolo, il loro destino, quale azione debbano compiere: il tutto, per chetare spesso un malessere interiore che percepiscono ma non riescono a vederlo.

Percepire, vedere e capire il legame tra il nostro agire e l'agire del mondo, è l'inizio della presa di coscienza; agire in accordo con ciò che sta intorno a noi è prendere coscienza.

Negli anni ho compreso che ognuno di noi ha un Karma, ossia "un qualcosa" da portare a termine, una spinta interiore che ci condurrà a camminare in mezzo o ai lati della strada. Il Karma è forse quel "qualcosa" cui non possiamo sottrarci.

Sin da studente, ho cercato di osservare il Mondo, sia con occhio attento all'aspetto magico ed energetico di ogni manifestazione della vita, sia con occhio meccanicistico, ove tutto è conseguenza di una struttura preconfezionata e preesistente all'evento stesso. Nel mio agire da ricercatore, ho sempre accolto la presenza di entrambi i fenomeni contemporaneamente, ho sempre cercato di immaginarli uno conseguenza dell'altro, uno integrante dell'altro.

Il Karma esiste forse perché fa parte della nostra stessa natura di esseri pensanti animali mammiferi.

Per anni mi son posto la domanda - soprattutto da ragazzo durante le interminabili nottate passate a osservare il cielo, a metà strada tra la piena tristezza e l'esaltazione di essere h presente e far parte di quell'immenso Universo stellato che si manifestava davanti ai miei occhi, ai miei sensi - se il Karma, il Destino, lo svolgere della Nostra Vita, dipendesse da "Qualcosa" che stava al di fuori di Noi, come un Dio immanente che riempiva una lavagna di compiti e ruoli da distribuire a tutti, o se nascesse da un "Qualcosa" dentro di Noi e quindi dipendente da Noi, quindi una nostra Creatura?

La ricerca di una risposta

Oggi, come ricercatore, sono giunto a una conclusione: il Karma è sicuramente una sensazione oggettiva, emotiva, che nasce da strutture biologiche interne nostre, come la sensazione della fame.

Il nostro corpo produce sensazioni emotive oggettive che non possono essere soppresse o negate all'infinito. Dobbiamo iniziare a comprendere che non esistono solo i cinque sensi (tatto, olfatto, gusto, udito e vista), ma ne esistono forse altri che esulano dai cinque organi di senso (pelle, naso, bocca, orecchio e occhio) e dal Sistema nervoso sovra-corticale. Esistono organi di senso viscerali che ci danno informazioni viscerali, dunque irrazionali, ma non per questo non esistenti o di minor importanza.

Tutti i nostri visceri o detti anche organi (reni, fegato, pancreas, polmoni, cuore...) hanno la capacità di percepire e memorizzare il divenire del mondo che li circonda.

Tutti i pazienti trapiantati, descrivono la comparsa in loro, nel tempo, di nuove emozioni (paure, desideri, rabbie, sogni, incubi...), che probabilmente sono contenute e integrate nell'organo che è stato introdotto nel loro corpo sembra cioè che il nuovo organo doni al suo nuovo ospite la sua esperienza di vita, il SUO sentire e ricordare emotivo viscerale.

Ciò ci sta inducendo a pensare come ricercatori, che gli organi o visceri abbiano la capacità di comunicare tra loro, indipendentemente dal nostro sentire razionale conscio; il linguaggio che li accomuna sono le emozioni, il sentire emotivo, e hanno la capacità di collegarsi anche con organi di altri individui, indipendentemente dalla specie cui appartengono.

Tali organi di senso viscerali sono collegati al sistema nervoso intestinale (che è molto simile al sistema nervoso delle meduse) e al tronco encefalico (che è molto simile al sistema nervoso rettiliano), essi hanno un significato differente dagli organi di senso razionali, collegati questi ultimi al Sistema nervoso sovra-corticale.

Gli organi di senso viscerali hanno un ruolo nella vita di relazione, che forse non è la nostra vita oggettiva quotidiana (mangiare, dormire, lavarsi, procurarsi il cibo...), ma è la gestione dell'insieme di noi come animali immersi con tutte le altre forme viventi e l'ambiente in cui viviamo; a me piace anche dire, che forse questi organi antichi, ci mantengono in una dimensione di vita in serie emotiva con tutti gli individui che ci hanno preceduto e che ci succederanno. Gestiscono ossia la memoria emotiva tramandandola da individuo a individuo.

La Macchina Umana io la immagino come un sistema che entra in contatto con chi gli sta intorno, nel momento storico in cui sta vivendo. Io sono in accordo con tutti i miei consanguinei viventi più o meno della mia epoca. Sono in accordo con tutte le persone con cui condivido la mia esistenza. Io però sono anche, in qualche modo, in accordo con chi mi ha preceduto, con coloro che sono nati prima di me, e in qualche modo, con chi nascerà dopo di me. In altre parole, io sono in Parallelo con i miei contemporanei, e sono in Serie con chi mi ha preceduto e con chi verrà dopo di me.

Questo meccanismo potrebbe rappresentare ciò che noi chiamiamo la filogenesi di un sistema.

Io mi vedo un Sistema Biologico in accordo con chi vive contemporaneamente la mia epoca storica; io modifico e induco qualcosa in loro e loro inducono e modificano qualcosa in me.

Io mi vedo un Sistema Biologico in accordo con chi mi ha preceduto e con chi verrà dopo di me; ogni qual volta, nel mio vivere la mia epoca, io modificherò il mio sentire emotivo, inevitabilmente modificherò il sentire emotivo in chi vivrà al mio fianco e di chi verrà dopo di me. Ogni qual volta io modificherò l'immagine emotiva dei miei Genitori e dei miei Antenati, io donerò una memoria emotiva del passato differente ai miei discendenti.

Modificando il mio sentire emotivo, modifico sia in me e sia in chi vive intorno a me, il suo interagire emotivo verso il mondo e verso gli altri.

Dunque, per mezzo dei visceri, abbiamo a disposizione un meccanismo biologico che agisce in due direzioni, da me verso gli altri e dagli altri, verso di me. Sarebbe come dire che, se io sono in accordo con tale sistema biologico, posso cambiare il presente e il futuro cambiando il sentire emotivo del passato.

I cinque organi di senso collegati al Sistema nervoso centrale, sono probabilmente adibiti e abilitati a gestire le Vite parallele, l'oggi, la vita di relazione qui e ora, la mia epoca in cui sto vivendo. Gli organi di senso viscerali, insieme alla cognizione biologica di ogni organo viscerale, sono probabilmente adibiti, abilitati a gestire il susseguirsi delle Vite in serie, dalla notte dei tempi a oggi, alla luce delle albe future.

Questo forse è il Karma. È la somma di tutte queste emozioni viscerali, che ci portano ad agire per mezzo di pulsioni, oggettive ma non traducibili dal nostro sistema razionale. Figlie della nostra storia Filogenetica, ove al suo interno possiamo trovare, come un pozzo, che per un confluire infinito di canali, poi mescola il tutto in una sensazione.

Ogni nostra Azione dunque è Figlia di una necessità precedente al nostro stesso nascere, è Figlia di una necessità del nostro essere oggi, ed è Figlia di una necessità del divenire di un futuro, che solo apparentemente non c'è, ma è parte integrante e stimolante dell'intero sistema.

Noi siamo un perfetto intreccio di vite parallele (il nostro presente) e di vite in serie (il nostro essere diventato e divenire).

L'uomo ha da sempre percepito

L'uomo ha da sempre percepito la presenza di tale sensazione oggettiva.

Nel suo immaginario simbolico, ha sempre cercato di spiegarlo, dunque di comprenderlo. Solo comprendendo un sistema lo facciamo nostro. Solo assimilando un cibo, il suo contenuto, l'informazione molecolare che esso contiene diviene nostra. Ciò che non viene capito, viene comunque percepito ma non assimilato, dunque non farà mai parte realmente del nostro vivere. Se io vedo un fenomeno, ma lo percepisco al di fuori di me, non facente parte del mio sistema, del mio essere, non ricevo il suo messaggio emotivo reale viscerale.

Io, biologicamente, identifico e visualizzo il Karma, in questa sensazione oggettiva viscerale, nella nostra memoria delle vite dei nostri Antenati che ci hanno preceduto.

Tali memorie, che tutti abbiamo, indipendentemente dal nostro stato di coscienza, lavorano dentro di noi, inducendo la nascita di pulsioni Figlie di un vissuto precedente. Tali memorie, per loro natura sono nascoste, sono a volte memorie positive, ma a volte possono essere conflittuali. Essendo non razionali, agiscono come conflitti rimossi e quindi come tali, possono lavorare come cause scatenanti nevrosi. Tali nevrosi, sono i nostri comportamenti oggettivi di tutti i giorni, più o meno rinforzati dal nostro vissuto. Il tutto verrà poi trasmesso ai nostri Discendenti.

 

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Andrea Penna

Andrea Penna è un medico di Torino. Nei suoi primi anni di dottorato si è occupato del rapporto tra equilibrio funzionale del sistema linfatico gastro-intestinale (SMALT), intolleranze e allergie alimentari e sviluppo delle malattie del ricambio, che lo hanno portato a sviluppare una propria teoria da egli chiamata Indice Metabolico.

Da oltre vent'anni esperto in agopuntura, omeopatia, fitoterapia, spagirya, iridologia, meditazione trascendentale, ipnosi, antropologia, costellazioni familiari sistemiche, lavora sul rapporto esistente tra lo sviluppo delle patologie croniche e le dinamiche emotive all'interno del nucleo familiare.

Tale ricerca lo ha portato a concludere che ad ogni Archetipo Comportamentale corrisponde un insieme di aree cerebrali, ghiandole e tessuti d'organi collegati in risonanza tra loro, i cui cambiamenti strutturali sono atti cognitivi: "Esiste apprendimento o capacità di adattamento solo in presenza di modificazione strutturale specifica organica di tali Unità Funzionali Comportamentali".

Attualmente si occupa del parallelismo tra disturbi comportamentali nella vita di relazione e vita embrionale. Tiene corsi di aggiornamento per terapeuti e conferenze divulgative.

È autore del libro Ti permetto di far parte di me (2015), e del libro Scrivi Rileggi e Brucia (2016) editi da Uno Editori.

 

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