Torna su ▲

RICEVI L'OMAGGIO DI OGGI SE ACQUISTI ENTRO: ORE MIN SEC

Avvento 2016
Idee Regalo

L’Adhd in breve

Leggi un estratto dal libro di Ariane Hébert "Disturbi dell'Attenzione"

L’Adhd in breve

Il disturbo da deficit di attenzione con o senza iperattività (noto come Adhd, acronimo della denominazione inglese Attention Deficit/Hyperactivity Disorder) è uno dei disturbi del neurosviluppo di cui i media si sono più occupati negli ultimi anni. Il disturbo, benché esista da molto tempo (non ci sono dubbi in proposito), nel passato non era molto diagnosticato, mentre ora si stima un’incidenza del 5% circa nella popolazione.

Tuttavia, in generale, non è ancora ben compreso; secondo la pubblica opinione i bambini con Adhd sono necessariamente dei piccoli terremoti che saltano sui divani a casa degli altri, lanciano gomme a scuola e fanno scenate nei centri commerciali. Invece esistono tanti profili Adhd quanti sono… i bambini con Adhd.

Essenzialmente l’Adhd consiste nella difficoltà o nella inattitudine, per l’individuo affetto, ad astrarsi da alcuni stimoli esterni (o a inibirli) e a controllarsi. La mancanza di inibizione può comportare l’incapacità di restare calmi (per esempio, di smettere di agitarsi), di selezionare gli stimoli ambientali (prestare attenzione solo a ciò che dice l’insegnante, trascurando il camion che passa per strada), di moderare le reazioni emotive (controllare la propria frustrazione quando una richiesta viene respinta) o di dominare i pensieri (non lasciarsi distrarre dal proprio mondo immaginario o anche non prevedere una tragedia imminente).

La mancanza di inibizione si percepisce facilmente quando porta il bambino ad avere di continuo l’argento vivo addosso, ad agire come se fosse spinto da un motore, a parlare senza sosta, a non riuscire a stare tranquillo, ad arrabbiarsi all’istante o, in breve, quando si manifesta con iperattività e impulsività. Spesso si riscontra quando il bambino è molto lunatico, chiuso nella sua bolla o nel suo mondo, sembra perdere il filo di ciò che fa, è soggetto a dimenticanze ed è disorganizzato.

Ehi, scendi dalla luna!

Tempo fa le mie due figlie, rispettivamente di 6 e 7 anni, avevano concordato uno scherzo che coinvolgeva il padre. La maggiore si era nascosta nel cestone della biancheria, l’altra invece doveva attirare nella stanza il papà, allo scopo di farlo spaventare. La piccola, cercandolo per casa, si è imbattuta in un giocattolo interessante e si è dimenticata della sorella, che è uscita indolenzita dal cestone parecchi minuti dopo!

La labilità emotiva, o il fatto di avere rapidi sbalzi d’umore, è meno frequentemente riconosciuta come dimostrazione di mancanza di inibizione. I genitori descrivono spesso il loro figlio con Adhd affermando che è estremamente sensibile, che si mette a piangere “per delle sciocchezze” o anche che con lui “occorre continuamente camminare sulle uova, non si sa mai come comportarsi”… Il fatto di reagire istintivamente alle proprie sensazioni interiori (le emozioni) può essere spiegato anche con un’insufficiente capacità di autocensura.

L’inattitudine a mostrarsi flessibile, ad adattarsi alle richieste dell’ambiente, è un altro tratto dell’Adhd. L’inibizione, infatti, interviene quando arriva il momento di sopprimere i comportamenti automatici o appresi per rimpiazzarli con comportamenti specifici del contesto; lacune a questo riguardo provocano di conseguenza comportamenti o atteggiamenti rigidi.

Mai senza il costume!

Un giorno che con la mia famiglia e un gruppo di amici ho trascorso la giornata in un parco acquatico, una mia amica arrivando sul posto si è accorta di avere dimenticato la sacca dei costumi da bagno nell'ingresso di casa. Il più giovane dei suoi figli, cui è stato diagnosticato un Adhd, ha rifiutato categoricamente di andare sugli scivoli, non essendosi fatto convincere, al contrario dei suoi fratelli, che per quella volta i bermuda arrotolati potevano fare le veci dei costumi. Per lui era inconcepibile fare il bagno senza l’indumento appropriato.

Evidentemente la mancanza di inibizione interferisce nettamente con le capacità di attenzione selettiva, divisa e sostenuta.

  • Per esempio, lacune riguardanti l’attenzione selettiva (che richiede di trattare solo le informazioni necessarie al lavoro intrapreso e di respingere quelle non pertinenti o le fonti di distrazione) renderanno difficile al bambino concentrarsi sull'elenco del materiale scolastico che deve inserire nello zaino, scritto sulla lavagna, trascurando i disegni, i tabelloni e gli orari appesi alle pareti dell’aula.
  • Allo stesso modo, un deficit dell’attenzione divisa (cioè la capacità di trattare contemporaneamente più informazioni o di fare più di una cosa alla volta) significa che il bambino è incapace di distribuire la sua attenzione e che la dirige istintivamente verso una sola fonte di informazione. Per esempio, in classe, ascolta sia l’insegnante sia i compagni che chiacchierano dietro di lui: poiché la sua scelta non è cosciente e in genere è spontanea, inutile precisare chi, tra l’insegnante o il gruppetto di amici, ha la meglio su di lui… Per questo bambino, anche prendere appunti mentre vengono date le spiegazioni è una grossa scommessa.
  • Infine, anche i deficit dell’attenzione sostenuta (che si riferisce alla capacità di mantenere l’attenzione durante un compito che può essere noioso, ripetitivo, monotono o implicare un tempo di latenza) comportano il loro bagaglio di sfide: seguire con attenzione il discorso di un interlocutore, anche quando la conversazione sembra poco stimolante, tenere a mente che il testo scritto da produrre a scuola deve contenere determinati elementi, eseguire una serie di consegne senza perdere il filo di ciò che si sta facendo sono esempi validi di situazioni che richiedono l’impiego di energia colossale da parte di un bambino con Adhd.

Mi chiedi troppo!

Una delle prove cliniche per valutare l’attenzione divisa richiede ai bambini di ascoltare suoni mentre fanno un gioco tipo “Cerca e trova”. Mi è capitato più volte di vedere bambini che si ribellavano dicendo: “Non posso fare due cose contemporaneamente!”.

Disturbi dell'Attenzione

Disturbi dell'Attenzione

Il volume illustra le tecniche efficaci per insegnare al bambino con Adhd a:

  • non dimenticare e non perdere niente;
  • organizzarsi;
  • controllare l’agitazione motoria;
  • restare concentrato durante le lezioni e i compiti;
  • gestire l’impulsività e ridurre la collera;
  • vincere l’ansia e vivere meglio le emozioni.
Acquista ora

 

Ariane HébertTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Ariane Hébert

Ariane Hébert, psicologa, è mamma di due bambine affette da ADHD; è consulente per la scuola, oltre a tenere corsi e a scrivere su giornali da diversi anni.

 

I vostri commenti - Scrivi un commento!

Nessun commento presente

Scrivi un commento!