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Istruzioni per l'uso - Estratto da "Libro degli...

Leggi un estratto da "Libro degli Angeli e dell'Io Celeste" di Igor Sibaldi

Istruzioni per l'uso - Estratto da "Libro degli Angeli e dell'Io Celeste" di Igor Sibaldi

Il miglior modo di approfondire ciascuno di questi ritratti di Angeli è adoperarlo: provare, cioè, a confrontarlo con i talenti, i problemi, le soluzioni, le scelte esistenziali di qualcuno che sia nato nei giorni a cui il ritratto si riferisce.

E' questa l'analisi angelologica della personalità; ne do molti esempi nel libro, presi dalle biografie di gente famosa: e si vedrà come gli Angeli possano delinearsi, nelle vite degli individui, sia in positivo sia in negativo, come trionfi o carenze: come e perché un Lelehe'el possa divenire, per esempio, un Chaplin, uno Hitler o un Papa.

In genere, con la pratica si impara tutto ciò che è necessario per diventare angelologi; gli intralci che si possono incontrare sono di poco conto, e li elenco qui di seguito, riprendendo qua e là argomenti già trattati nell'Introduzione.

1. Analisi e autoanalisi

Studiare se stessi attraverso il proprio Angelo può essere, all'inizio, difficile, perché pochi vogliono vedere meglio le proprie potenzialità - anche se i più sarebbero pronti a giurare il contrario.

Quando si comincia a leggere il ritratto del proprio Angelo può aversi qualche breve entusiasmo - «Ecco, me lo sentivo che sono così!» - ma l'autoanalisi diventa una lotta, non appena si cerca di precisarla: cogli un lampo di significato più profondo, e poi subito lo dimentichi; non noti dinamiche evidentissime, semplici, decisive; o, se pure te ne accorgi, non riesci a prenderle sul serio nella tua vita quotidiana, perché ti sembrano troppo strane o impegnative.

Meglio incominciare analizzando i tuoi conoscenti. Spiegare ad altri i loro Angeli è, da subito, un'esperienza emozionante: occorre soltanto osare, fidandosi di sé, di quel che si ritiene di aver capito dei loro ritratti angelici, tanto o poco che sia. Quel tanto o poco comincerà ad agire: parlandone, ti verranno in mente idee e precisazioni che nel ritratto erano appena accennate o non c'erano. Capita anche che certi punti del ritratto, dei quali si credeva di non aver colto bene il senso, si chiariscano d'improvviso quando si prova a spiegarli a qualcuno; e quando poi si rileggerà il testo per proprio conto, si avrà l'impressione di comprenderlo in modo nuovo.

E' un fenomeno curioso: come se in ciò che si dice di un Angelo vi fosse un maestro nascosto, che ti guida. Ma appunto così deve avvenire nell'angelologia, che, come tutte le branche della Qabbalah, è in larga parte una scienza inappresa - cioè un qualcosa che sai già da sempre, e che richiede soltanto di essere destato; e tanto più si desta, quanto più cominci a condividerlo con altri, a donarlo.

2. L'immagine occidentale dell'Angelo come una presenza esterna all'io

Si ricordi che gli Angeli della Qabbalah non sono da intendersi come entità a sé stanti che si aggirino per l'universo. Sono bensì correnti di energie che attraversano i giorni dell'anno, gli avvenimenti e gli individui, e che sta a noi comprendere e manifestare nel modo migliore. Più che i verbi esserci ed esistere («ci sono gli Angeli? esistono davvero?»), può dunque applicarsi a loro il verbo essere, in forma predicativa: si potrà cioè dire, del tutto legittimamente, che Chaplin seppe essere Lelehe'el, quando appunto agì secondo il suo Angelo.

Per un occidentale è un po' faticoso accettare quest'idea, perché l'immagine dell'«Angelo custode» gli si è impressa fortemente fin dalla prima infanzia; ma solo se ci si libera da questo imprinting diviene possibile ragionare in termini angelologici.

3. La questione dell'Energia T

Nell'introduzione accennavo anche al fatto, facilmente verificabile, che ogni nostra dote innata (cioè ogni nostra energia angelica) ci causa danni se la trascuriamo. Questi danni sono particolarmente gravi nel caso di quella che nel testo chiamerò «Energia T», dall'iniziale delle parole terapia e teatro, e che è un concetto a cui gli antichi sembrano aver tenuto molto, ma di cui nella nostra epoca non rimane quasi traccia, nonostante la sua evidenza e utilità.

Era convinzione degli antichi che le doti del medico e quelle di chi deve parlare spesso in pubblico (politici, sacerdoti, attori) fossero talmente simili tra loro da far supporre che avessero una medesima natura. E come dar loro torto?

A tutti sono noti i benefici effetti dei comici, specialmente di quelli più spietati, che mostrandoci le nostre ossessioni, paure e ipocrisie e aiutandoci a riderne, non fanno nulla di diverso da un medico o da un analista che ci aiuti a prendere le distanze dai nostri errori esistenziali. E viceversa, ogni medico sa bene quanto conti nelle sue terapie la suggestione - il tono di voce, il camice, l'ambulatorio - l'aspetto insomma spettacolare della sua professione.

Nell'angelologia questa assimilazione della dote medica e di quella teatrale è data per scontata: i numerosi Angeli che «proteggono» (incoraggiano cioè nei loro protetti) la professione medica, sono puntualmente gli stessi che «proteggono» anche chi vuole recitare. Ma tra tutte le energie angeliche, questa risulta essere di gran lunga la più pericolosa: se la possiedi e non la usi, fa ammalare te o persone legate a te - un po' come se ti costringesse a portarti a casa quel lavoro che non vuoi fare nel mondo.

Credo che provenga anche da qui il detto antichissimo: «Il medico cura se stesso».

4. Gruppi angelici

Alcuni Angeli si somigliano molto tra loro; è comprensibile: poiché sono correnti di energie, può avvenire che le traiettorie e le intensità di alcuni di essi coincidano, per certi loro tratti, con altre. In questi casi, si ha una sorta di rapporto di parentela o addirittura di gemellarità tra Angeli; ed ecco qua i casi più evidenti: 

  • Angeli gemelli: i due Angeli dell'ipersessualità: Yesa-le'el, 21-26 maggio e Miyhe'el, 18-22 novembre; i due Angeli della nave in porto: Yeyay'el, 8-12 luglio, e Damabiyah, 9-14 febbraio; e anche i due Angeli della Soglia che portano lo stesso nome: La'awiyah dell'11-16 maggio e La'awiyah dell'11-16  giugno.
  • Angeli profondamente affini tra loro: gli altri Angeli della Soglia (affini anche ai due precedenti), ovvero Manaqe'el, 14-19 febbraio, Lewuwiyah, 22-27 giugno, e Haha'iyah, 16-21 maggio; gli Angeli dei Re: Hasiy'el, 1-5 maggio, Fuwiy'el, 27-31 dicembre, e Yabamiyah, 6-11 marzo; due Angeli del castello: Wehewu'el, 23-27 novembre, e HaHaSiyah, 3-7 dicembre; gli Angeli delle vette: Yahehe'el, 25-30 gennaio, e 'Ay'a'el, 19-24 febbraio; gli Angeli degli artisti, il già citato Lewuwiyah, 22-27 giugno, e Yeyase'el, 9-13 ottobre.

A una mente molto occidentale, queste coincidenze energetiche possono apparire come un elemento di confusione: gli occidentali preferiscono infatti sistemi ordinati, in cui non si abbiano sovrapposizioni di categorie.

Gli antichi, nel descrivere i fenomeni, tenevano meno all'ordine, e più all'aderenza ai dati in loro possesso; e mi risulta che queste imperfezioni del loro sistema angelologico caschino a proposito: sicuramente, chi sta esaminando uno degli Angeli di questi gruppi arriva a comprenderlo meglio se dà un'occhiata anche ai ritratti degli Angeli a lui apparentati; e anche che i protetti di un Angelo gemello o affine a un altro, si intendano con grande facilità con i protetti di quest'ultimo, come se davvero li unisse una parentela spirituale.

5. Date sovrapposte

Alcuni giorni dell'anno cadono sotto la protezione di due Angeli, invece che di un Angelo solo; e anche questo può sembrare complicato a una mente molto occidentale. Ma lo si deve al fatto che gli Angeli sono ripartiti non in base ai trecentosessantacinque giorni (circa) del nostro calendario, bensì in base ai trecentosessanta gradi dello Zodiaco: si hanno perciò giorni «cuspide», come in astrologia.

In questi casi, a mio parere, non occorre risalire all'esatto grado zodiacale dell'istante della nascita: ho notato infatti che chi è nato in un giorno «cuspide» tra due Angeli, dispone e deve render conto delle energie di entrambi. Di solito, nella prima parte della vita - fin verso i trentotto anni - prevalgono le energie del secondo tra i due Angeli uniti in una «cuspide», e negli anni seguenti quelle del primo (per esempio, per chi sia nato il 26 marzo, prevarrà dapprima l'influsso di Yeliy'el, poi quello di Wehewuyah): ma si tratta soltanto di prevalenze, e non di una completa alternanza.

Per la maggior parte delle «cuspidi», questo doppio carico energetico è abbastanza armonioso, come appunto per il 26 marzo, dato che Yeliy'el e Wehewuyah non sono molto diversi tra loro; per i giorni 15 aprile, 20, 25 e 30 gennaio, 14 febbraio e 11 marzo, invece, il doppio carico può suscitare conflittualità, sbalzi d'umore, cambiamenti improvvisi, poiché interagiscono qui energie angeliche diametralmente opposte le une alle altre: la soluzione, per i nati in questi giorni, consiste nell'abbondanza, nell'ampliare cioè il più possibile le proprie vedute, le proprie curiosità e attività, in modo da non lasciare da parte nessuna delle caratteristiche dei propri due Angeli.

6. Simbologie

Infine, si tenga presente che l'Angelologia è una disciplina antica, e che la mente antica è più agile e sintetica di quella attuale.

Ciascun Angelo ha ed è una serie di compiti precisi (più o meno complessi, a seconda di quel che esprimono le lettere del suo Nome), ma ci sono molti modi di attuarli.

Tra coloro, per esempio, che hanno come compito la scoperta del coraggio di affrontare molti e della fedeltà a un capo, come i nati sotto l'Angelo Seyita'el (dal 1° al 5 aprile), e che l'hanno attuato, vi saranno individui che hanno trovato la loro via come militari, o politici, o religiosi, o magari come attori, che appunto non temono il pubblico e obbediscono a un regista.

Tra i nati sotto l'Angelo 'Omae'el (dal 18 al 23 agosto) che hanno attuato il loro compito, descritto nel ritratto come il far nascere e crescere anime, vi saranno genitori felicissimi, oppure ottimi insegnanti, allenatori e maestri spirituali, o architetti che avranno trovato le massime soddisfazioni professionali costruendo scuole o complessi residenziali.

E sono possibili anche altri modi di realizzare il compito angelico. Nell'arte, per esempio: può avvenire cioè che un attore (De Niro, per esempio), uno scrittore (Melville), un regista (Hitchcock) raffigurino con grande successo il proprio destino nei personaggi che creano o interpretano o fanno interpretare.

Oppure nei compagni di vita: capita di frequente che chi abbia un Angelo della medicina, o della creatività, non faccia di per sé nulla che a quegli Angeli corrisponda, ma sposi felicemente un medico o un artista.

Libro degli Angeli e dell'Io Celeste

Libro degli Angeli e dell'Io Celeste

Secondo gli antichi, gli Angeli erano messaggeri del Cielo e chi sapeva ascoltarli ne riceveva energia e istruzioni. Oggi useremmo un altro linguaggio per dirlo: la nostra mente ha potenzialità straordinarie che possono guidarci e trasformare la nostra vita.

La millenaria angelologia (cioè «scienza degli angeli») è precisamente la teoria e la pratica di questa scoperta delle nostre doti superiori.

Igor Sibaldi ricostruisce i fondamenti di questa scienza e spiega come applicarla: per capire i propri Angeli, interpretare le scelte coraggiose che ci impongono, decifrare le nostre insoddisfazioni e trasformarle in conquiste.

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Igor Sibaldi

Igor Sibaldi, nato a Milano (dove vive tuttora) nel 1957 da madre russa e padre toscano, è scrittore, studioso di teologia e storia delle religioni. Ha pubblicato diversi romanzi presso Mondadori e curato l'edizione e la traduzione di numerosi classici della letteratura russa. 
Studioso di teologia neotestamentaria, dal 1997, con il suo romanzo-saggio "I maestri invisibili", ha cominciato a narrare la sua personale esplorazione "dei miti e dei territori dell'aldilà". In seguito Igor Sibaldi ha pubblicato numerosi romanzi e saggi sullo sciamanismo, i testi sacri, le strutture superiori della coscienza e in particolare sul fenomeno degli "Spiriti Guida". 

Su argomenti di mitologia e di psicologia del profondo tiene regolarmente conferenze e seminari in tutta Italia dal 1997.

I libri di Igor Sibaldi trattano di mitologia, storia delle religioni, Sacre Scritture e psicologia del profondo. Sono tutti dedicati alla scoperta dell’Aldilà, inteso non soltanto come dimensione di esseri superiori, angelici o divini, ma anche come struttura superiore della psiche di ognuno. Tra i suoi titoli principali: I maestri invisibili, Il codice segreto del Vangelo, Il frutto proibito della conoscenza, Il libro degli Angeli. Con Anima Edizioni ha già pubblicato La trama dell’Angelo, 2004 e Iniziazione ai maestri invisibili, 2005.

 

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