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Introduzione - Viaggia Vegan

Leggi un estratto dal libro "Viaggia Vegan"

Introduzione - Viaggia Vegan

Una guida, delle indicazioni chiare, un punto di riferimento affidabile... magari fosse possibile nel corso della vita avere qualcuno al quale rivolgersi per trovare purezza, bontà e virtù!

A costo di sembrare presuntuosi, in questa guida abbiamo voluto realizzare questo desiderio: restringendo il campo alla nostra mission, abbiamo voluto agevolare il contatto tra turisti "esigenti" in giro per l'Italia e professionisti ristoratori vegan sempre più presenti sul territorio. Si trattava di porgere un servizio complementare al portale già sviluppato dagli autori del portale www.foodvibration.it, integrando le informazioni da esso veicolate, con un agile "manuale".

Ci siamo impegnati a far conoscere luoghi ed occasioni di un'enogastronomia etica, che offre piatti prelibati, buoni e gustosi, secondo un'arte culinaria ispirata ai principi: Local, Organic, Veg ed Eco.

Viaggia Vegan è dunque un utile riferimento per un turismo vegan.

Questa nuova guida Italia Turismo & Ristorazione presenta quindi una selezione di circa 130 attività, tutte dedite ad una ristorazione di qualità 100% veg: ristoranti,gastronomie,agriturismi, B&b, pasticcerie ... che offrono tutti menù vegani, e nessun piatto per onnivori.

Per ognuna di esse, la guida entra in descrizioni analitiche, approfondite e particolarmente significative per chi ama la cucina naturale, come l'indicazione della percentuale di alimenti bio o di prodotti local, a Km 0, utilizzati nelle preparazioni dei menù. L'intento è quindi quello di rendere note al pubblico e valorizzare esperienze eno-gastronomiche significative, ad opera di qualsiasi soggetto si presenti in grado di garantire un adeguato livello di qualità di servizio turistico.

Viaggia Vegan è un'iniziativa di "Food Vibration onlus", e del Tour Operator"Vola al Settimo Cielo"che hanno voluto coniugare la propria esperienza nel campo del turismo con una scelta di vita etica, a servizio della causa vegan.

In coerenza con questa impostazione, hanno voluto elaborare tale strumento, con un'attenzione specifica alle forme ed ai materiali utilizzati: carta ecologica, redatte con inchiostri vegetali in un comodo formato, rilegate entro una copertina cartonata rigida. Il tutto corredato dalle certificazioni FSC e Green Printing a garanzia del ridotto impatto ambientale.

Local

È un impegno collaborativo a costruire produzione e consumo di cibo maggiormente basati sulla localizzazione e la sostenibilità interna: produzione, trattamento, distribuzione e consumo sostenibili sono integrati per promuovere la salute economica ambientale e sociale di una specifica area.

È una preferenza a comprare beni e servizi prodotti localmente piuttosto che da multinazionali.

Il "sistema cibo" considera come questo viene prodotto, come raggiunge i consumatori e come viene scelto. Il sistema cibo LOCAL è un'alternativa ai modelli corporativi global, dove produttori e consumatori sono separati da una catena di intermediari trasformatori, trasportatori e dettaglianti.

Un sistema agricolo supportato da una comunità è di grande beneficio per la comunità stessa, perché fa in modo che i consumatori aiutino gli agricoltori del posto, ottengano cibo che può essere più fresco di quello comprato nei negozi, e imparino di più dai contadini riguardo a come viene prodotto. Inoltre il mangiare LOCAL può andare nella direzione di avere una maggiore vita sociale e di relazione reale.

Persino durante gli acquisti, i contatti nei mercati locali hanno dei risvolti di utilità come avere buoni prezzi e nel contempo incentivare gli agricoltori, promuovere cultura salutistica, dare materiale informativo e creare un luogo di riferimento che faciliti l'imprenditorialità della comunità. Difatti i mercati contadini ispirano un comportamento più sociale.

Il cibo LOCAL costruisce l'empatia della comunità, conserva le tradizioni locali e afferma l'identità territoriale con un sentimento unificante della comunità.

Ci sono benefici per l'ambiente derivanti dal fatto che i cibi che sono trattati al minimo, di stagione e del posto, sono generalmente quelli più amici del clima, perché non vi è la necessità di impiegare energie inutili per lo stoccaggio, l'immagazzinamento e il trasporto. C'è una diminuzione di emissione dei gas serra poiché i cibi coltivati a livello locale non necessitano di essere trasportati attraverso i paesi e le nazioni, od essere refrigerati continuamente in grandi frigoriferi industriali.

La produzione in piccola scala e con criteri biologici diminuisce l'impatto ambientale che ogni azione umana inevitabilmente comporta.

Organic

I cibi organic, altrimenti detti BIO (indipendentemente dall'essere certificati 0 meno), sono quegli alimenti che sono ottenuti "come una volta", prima dell'uso dei prodotti della chimica moderna.

Sono prodotti usando i metodi dell'agricoltura biologica, senza additivi di sintesi come pesticidi sintetici, fertilizzanti e utilizzo di diserbanti chimici. Questi cibi bio non sono trattati con radiazioni, solventi industriali o additivi chimici.

Per la gran parte della storia, si può dire che l'agricoltura sia stata totalmente bio; solo durante il XX secolo c'è stato un massiccio uso della chimica nella catena alimentare.

I prodotti chimici "sistemici" entrano e purtroppo permangono nel sistema pianta senza che sia possibile eliminarli lavandoli via; al contrario i prodotti bio "di contatto" difendono e aiutano la pianta rimanendo in superficie, permanendo la possibilità di eliminarli attraverso il lavaggio.

Nel 1993 Lord Northbourne ha coniato il termine "organic farming" (agricoltura biologica) estrapolandolo dal concetto più ampio di "fattoria" come organismo, per descrivere un approccio all'agricoltura di tipo olistico, ecologicamente equilibrato; in contrasto con quella che lui chiamava "agricoltura chimica" che si affidava ad una "fertilità importata" e che "non poteva auto-sostenersi né essere un insieme organico".

I primi consumatori pionieri interessati al cibo bio cercavano alimenti freschi che non fossero stati trattati né chimicamente né con pesticidi non approvati; dovevano acquistarli prevalentemente dai produttori. Lo slogan era "conosci il tuo contadino, conosci il tuo cibo".

Definizioni personali di BIO venivano maturate da esperienze personali di prima mano: parlando con i produttori, visitando le aziende agricole e osservando la loro attività. Piccole fattorie si dedicavano all'agricoltura e all'allevamento con o senza certificazioni particolari e ciascun consumatore poteva controllare.

Man mano che la domanda di alimenti bio continuava a crescere, grossi volumi di vendite nei supermercati di massa sostituirono lo scambio economico diretto e il legame diretto con il contadino.

Oggi non ci sono limiti alle dimensioni di un'azienda biologica e molte grandi aziende agricole hanno una divisione BIO. Tuttavia i consumatori dei supermercati, che non possono osservare facilmente i metodi di produzione, devono affidarsi alla marchiatura del prodotto come bio certificato. Il compito di assicurarsi dell'effettiva biologicità è demandato a terzi.

La produzione di cibi bio è severamente regolata e l'Unione Europea così come gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone ed altri stati, obbligano i produttori all'ottenimento di certificazioni speciali per la commercializzazione nazionale dei loro prodotti.

È indubbio che, ove possibile, l'acquisto di alimenti Organic in ambito LOCAL consente di recuperare quei vantaggi dati dal diretto contatto tra produttore e consumatore, primo fra tutti la possibilità di apprendere come riconoscere i metodi di coltivazione biologica.

Dopo la prima "rivoluzione verde" delle multinazionali della chimica, che ha globalmente mostrato i suoi limiti e danni, dobbiamo fronteggiare la seconda "rivoluzione verde", attuata dagli stessi interessi, che vorrebbe monopolizzare l'agricoltura attraverso la diffusione delle sementi OGM.

Veg

Gli animali ci piacciono vivi, come amici, e non morti come cibo. Preferiamo non mangiare né carne né pesce né loro derivati. Desideriamo un mondo senza lo sfruttamento dei più deboli.

Si diventa veg per diverse ragioni; riteniamo il motivo più importante il rispetto per la vita senziente e poi motivazioni di ordine etico, ambientale, salutistico, politico, culturale ed economico. Riteniamo che sia molto difficile e quasi impossibile apprezzare alimenti di origine animale prodotti senza causare danno o dolore agli animali; è un impegno etico e gravoso ottenere questi prodotti come scambio e frutto di una rispettosa convivenza e collaborazione tra specie. Qualche pregevole esempio è presente anche in Italia.

Anche per questo siamo favorevoli ad un approccio LOCAL nell'approvvigionamento degli alimenti che consente una conoscenza diretta di chi e come tratta gli esseri viventi. Promuoviamo la scelta VEGANA e CRUDISTA per gli stessi motivi.

Soprattutto siamo consapevoli che ciò che usiamo per nutrire il corpo, nutre anche la nostra anima. Accanto all'apprezzamento per un buon gusto e un buon sapore, è imprescindibile rispettare la vita, gli altri e l'ambiente.

Non siamo né intenzionati né in grado di fare un trattato sulla natura vibratoria della materia, ma ci piace semplificare il concetto immaginando che diverso cibo abbia diverse vibrazioni, che queste vibrazioni generino risonanza dentro di noi. Preferiamo ricevere risonanze salutari che riteniamo tanto più positive quanto più legate alla vita.

Questo ha ispirato il nome dell'associazione: Food Vibration.

Ci piace la saggia e semplice osservazione dello yogi Sri Yukteswar: "In relazione al cibo che l'uomo secondo la propria percezione sensoriale trova naturale al proprio sostentamento, è facile constatare che i sensi degli uomini - a qualunque razza essi appartengano - in particolare olfatto, udito e vista, non accettano, anzi ripudiano immediatamente l'uccisione di animali, l'uomo civile non può sopportare la vista di tali uccisioni. A riprova, i mattatoi sono sempre dislocati lontano dai centri abitati. Severe ordinanze sono approvate per proibire il trasporto di carne macellata in mezzi non coperti, sia per occultarla alla vista, sia per motivi igienici. Come può quindi la carne essere un alimento naturale dell'uomo? Dapprima, sia alla semplice vista che all'olfatto ripugna l'assaporare la carne, a meno che essa non sia trattata con spezie, sale, aromi e presentata con verdure! Al contrario come troviamo deliziosa la fragranza della frutta la cui sola vista ci fa venire l'acquolina in bocca! Inoltre i vari cereali, semi e legumi hanno un sapore e un odore gradevole, anche se fievole, persino quando sono allo stato naturale e non ancora cucinati"

Eco

Riteniamo imprescindibile regolare la propria vita secondo assunti ecologisti nel quadro dello sviluppo sostenibile. Il rinnovamento delle risorse è al centro del discorso eco-sostenibile ed è visto come capacità intrinseca del mondo di trasformarsi in maniera ciclica, capacità che va difesa per non modificare i delicati equilibri terrestri.

È eco-sostenibile il comportamento dell'uomo per cui il consumo di risorse è tale che la generazione successiva può contare sulla stessa quantità di risorse ricevute dalla generazione precedente.

Un ecosistema capace di durare è quello in cui l'insieme degli organismi viventi (piante, animali e microbi) interagisce insieme alle componenti non viventi dell'ambiente (aria, acqua, terra) come un unico sistema. Queste componenti organiche e inorganiche sono considerate collegate attraverso i cicli degli elementi nutritivi e dei flussi di energia.

Poiché gli ecosistemi sono definiti attraverso la rete di interrelazioni tra gli organismi, e tra gli organismi e il loro ambiente, questi possono essere considerati di qualsiasi dimensione anche se di solito ci si riferisce a spazi specifici limitati. Tuttavia l'intero pianeta terra può essere considerato un ecosistema.

La sostenibilità in ecologia descrive come i sistemi biologici mantengono la loro diversità e produttività nel tempo. Foreste e paludi longeve e in salute sono un esempio di sistema biologico sostenibile.

Per gli umani la sostenibilità rappresenta la capacità di mantenere a lungo termine un livello benessere che abbia la sua dimensione ecologica, economica, sociale e culturale e trova fondamento su tre pilastri fondamentali: l'ambiente, l'equità sociale e l'economicità delle azioni, ciascuno dei quali deve essere mantenuto saldo con l'impegno ad azioni specifiche di tutela.

Riteniamo che i concetti di LOCAL, ORGANIC, VEG ed ECO siano convergenti nel portare ad apprezzare lo stesso tipo di alimentazione, stile di vita e conducano ad una maggiore consapevolezza.

Viaggia Vegan

Viaggia Vegan

Il mondo sta vivendo una meravigliosa "vegan era" in cui ogni giorno migliaia di persone decidono di mettersi nei panni di chi non ha voce ma solo grandi occhi dentro i quali se ci fermassimo a guardare potremmo attingere a piene mani sensibilità e saggezza che farebbero di noi uomini e donne ipertecnologizzati degli individui migliori. 

Non possiamo appendere alla finestra la bandiera della pace se priviamo milioni di essere viventi della pace, della libertà e della vita. 

Non ci si possiamo definire ecologisti se acconsentiamo a mangiare carne perché la più grande ecatombe del pianeta è provocata dalla distruzione della foresta amazzonica per coltivare cereali non ad uso umano ma come mangime per il bestiame che diventerà bistecche e hamburger solo per il venti percento della popolazione mondiale! Pensate che se solo un ettaro di quelle stesse terre fosse sfruttato diversamente anziché cinquanta chili di carne frutterebbe ottomila chili di patate o diecimila chili di pomodori! 

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