Torna su ▲

Introduzione - The Sinatra Solution: Guarire il...

Introduzione del Dottor James C. Roberts, membro dell’American College of Cardiologists al libro del Dottor Sinatra

Introduzione - The Sinatra Solution: Guarire il cuore con la cardiologia metabolica - Libro

Dodici anni fa un buon amico, e chirurgo vascolare, si ruppe un disco vertebrale. Questa persona era una sorta di "derviscio" della chirurgia. Lo vedevano iniziare il suo turno in ospedale prestissimo la mattina, prima ancora che le galline riuscissero a scrollarsi la rugiada dalle penne, ed era raro che chiudesse la sala operatoria prima di mezzanotte. La rottura del disco lo costrinse fuori dalla sala operatoria e l'inattività lo stava facendo diventare pazzo (aveva già fatto impazzire, prim'ancora, la moglie). Egli amava il suo lavoro, era un bravissimo medico (e lo è ancora) e aveva bisogno di un modo per accelerare la guarigione. Un comune amico gli diede alcuni articoli sugli antiossidanti, in particolare il coenzima Q₁₀, ed egli pensò: "Perché non fare un tentativo?". Nelle settimane successive ho potuto constatare come il mio amico recuperasse energia. Poiché i danni procurati dall'erniazione del disco gli precludevano il ritorno in sala operatoria, quest'uomo di mezza età "energizzato", semplicemente ripensò e ricostruì la sua carriera. Frequentò un mini-internato intensivo in medicina di famiglia e ritornò al lavoro, concentrandosi sulla medicina nutrizionale e preventiva – in altre parole, un sacco di antiossidanti e integratori nutrizionali. Mi diede articoli scientifici di leggere, ma non li lessi. Ero troppo impegnato a fare cateterizzazioni cardiache e, comunque, "sapevo" che la medicina nutrizionale non era "provata".

A quel tempo praticavo la cardiologia "revolving door" ormai da sei anni. I pazienti in crisi venivano da me, io li trattavo con gli interventi tradizionali, poi li rimandavo a casa. Poco tempo dopo ritornavano e io di nuovo li ritrattavo e li mandavo a casa. Non importava quello che facessi, quanti farmaci prescrivessi o interventi utilizzassi: i pazienti tornavano sempre con problemi cardiaci ancora più gravi. Per esempio, una volta un paziente arrivò con un attacco di cuore di moderata gravità dovuto alla chiusura di una singola arteria. Lo controllammo per essere sicuri che gli altri vasi sanguigni fossero puliti, mettemmo sotto controllo la sua pressione sanguigna con i farmaci e lo liberammo dalla ritenzione di fluidi con i diuretici. Dopo averlo rassicurato che tutti i danni che si potevano fare erano stati fatti, lo rispedimmo a casa con il pieno di ricette. Nel giro di due anni tornò in ospedale con una insufficienza cardiaca congestizia. Non era riuscito a sopportare un secondo attacco di cuore. Le due arterie ancora in buono stato erano completamente aperte, ma qualcosa evidentemente non funzionava nel resto del cuore. Le aree che non erano state danneggiate dal precedente attacco cardiaco non pompavano normalmente – sembravano "marcite". Non riuscivamo a dare un senso a tutto ciò quindi dicemmo al paziente che aveva un "virus cardiaco".

Ma poi il successo che il mio amico aveva ottenuto con gli antiossidanti mi accese una lampadina in testa e mi fece pensare allo stress ossidativo. Cominciai a pensare alla biologia delle malattie cardiache e non più solo ai risultati della prova di sforzo (stress test) o dell'angiogramma sul paziente. Prima di tutto lessi gli studi sugli antiossidanti che mi aveva dato il mio amico e quindi iniziai a studiare la fisiologia delle cellule cardiache. Imparai un bel po' di cose sui mitocondri, sul metabolismo dell'Atp e sull'importanza dell'energia per la salute e la funzionalità cellulare. Cominciai a capire che trattare le malattie cardiache non voleva solo dire ripristinare e garantire l'ossigenazione del sangue, ma, cosa ancora più importante, voleva anche dire ripristinare e garantire energia alle cellule. Capii dunque che non era l'ossigeno a fare la differenza, ma l'Atp! Poteva, quindi, essere la carenza di Atp la causa del cuore "marcito" dei miei pazienti?

Proseguendo nei miei studi sulla biologia del cuore, mi sorpresi a constatare che a noi cardiologi passano davanti agli occhi un sacco di altri rompicapo fisiologici. Perché, per esempio, i pazienti con malattie coronariche peggiorano per diversi giorni dopo avere eseguito la prova di sforzo? Chiaramente il nostro obiettivo con questa prova è condurre il cuore ad una condizione ischemica (cioè generare squilibrio tra il fabbisogno e la disponibilità di ossigeno), ma nel momento in cui il tapis roulant viene fermato, la richiesta di ossigeno diminuisce e l'ischemia si risolve istantaneamente. Quindi perché quei pazienti continuano ad essere affaticati, deboli e ad avere il fiato corto per diversi giorni dopo il test?

Perché ci sono parti del cuore che si ibernano (smettono di funzionare ma sono ancora vive) e riacquisiscono contrattilità solo dopo un bypass chirurgico? Noi eravamo soliti credere che queste aree ibernate fossero morte, ma poi le rivedevamo "tornare in vita" quando il flusso sanguigno veniva ripristinato. Se erano vive, perché non pulsavano anche prima? Cos'è che le faceva rimanere dormienti?

Perché il movimento della parete cardiaca, a volte anche a riposo ma spesso dopo l'esercizio fisico, presenta un'anomalia per giorni, a volte anche per settimane, dopo un'angioplastica o l'inserimento di uno stent? Noi partivamo dal presupposto che la parete cardiaca tornasse subito normale; dopo tutto, con l'intervento viene soddisfatto il fabbisogno di ossigeno. Eppure avevamo imparato che nei pazienti sottoposti ad angioplastica è meglio ritardare di diverse settimane l'ecocardiografia da sforzo e il test per controllare la perfusione sotto stress. Altrimenti il test dà risultati falsi positivi, facendo apparire l'arteria come se fosse ancora bloccata anche se è stata riaperta con successo. Sapevamo che dovevamo aspettare, ma non sapevamo perché. Non avevamo capito cosa causava questo "ritardo funzionale" nel recupero.

Ora conosciamo la risposta a tutte queste domande – è l'esaurimento dell'energia. L'ischemia indotta dalla prova di sforzo oppure un elevato livello di restringimento delle coronarie "bruciano" i nucleotidi dell'adenina, fonte di energia cellulare. Le regioni ibernate del cuore non si contraggono proprio a causa della mancanza di energia – sono vive, ma non hanno una riserva sufficiente di energia per contrarsi. Si tratta semplicemente di fisiologia di base, benché complicata; da parte mia ci sono voluti diversi anni per comprendere appieno i meccanismi biochimici coinvolti (venivo visto come qualcuno che doveva lavorare con le mani, non con il cervello).

La guarigione eccezionale ottenuta dal mio amico chirurgo mi aveva fatto scattare la curiosità, che mi ha condotto verso gli studi scientifici i quali, a loro volta, mi hanno portato a trattare i miei pazienti con il coenzima Q₁₀ e la L-carnitina. E sapete una cosa? Hanno iniziato a stare meglio (e io ho iniziato a ricevere meno chiamate notturne stressanti). Il continuo approfondimento della materia mi ha insegnato che mentre il coenzima Q₁₀ e la L-carnitina migliorano il ricambio continuo di Atp nei mitocondri, è il D-ribosio che accelera la sintesi energetica e ripristina le riserve di energia esaurite. Quindi ho aggiunto il D-ribosio al protocollo di trattamento dei miei pazienti e loro sono migliorati ancora di più. Dopo dodici anni in cui sono sempre stato il primo, nel mio ospedale, a disporre il ricovero in Cardiologia dei pazienti, ora per la maggior parte del tempo non ho un solo paziente in ospedale. Il mio indice di riospedalizzazione per insufficienza cardiaca è vicino a zero (ed è più di un anno che non mi capita di dovermi alzare nel bel mezzo della notte per occuparmi di un paziente che si sente male). Sono convinto che a portare fuori dall'ospedale i miei pazienti siano stati il coenzima Q₁₀, la L-carnitina e il D-ribosio. L'aver compreso la correlazione metabolica di causa-effetto delle malattie cardiache ha aiutato i loro cuori a stare meglio e ha migliorato la loro qualità della vita.
Comprendere i meccanismi biochimici e fisiologici della produzione di energia è importante per i medici ma anche per chi delle cure ha bisogno (cioè voi). E' fondamentale per restare in salute e la gente ha bisogno di sentirselo dire; purtroppo le aziende farmaceutiche non sono propense a diffondere il messaggio. Qualcuno deve pur farsi carico di farlo sapere ed ecco perché il dottor Sinatra ed io ce ne siamo fatti portavoce. La nostra priorità è quella di migliorare la salute cardiaca di tutti – perché mai dovrebbero beneficiare di queste informazioni solo i nostri pazienti? Ecco perché investiamo così tanto del nostro tempo nella formazione dei medici di famiglia e dei pazienti riguardo la correlazione fondamentale che c'è tra nutrizione, salute e benessere.

Allora perché tutto questo non viene riconosciuto anche dai cardiologi di formazione classica? Perché non raccolgono il messaggio? Ovviamente si tratta di persone intelligenti,istruite e che hanno a cuore i loro pazienti. La risposta è abbastanza semplice: politica, denaro e formazione vecchio stampo. La maggioranza della ricerca medica è finanziata dalle aziende farmaceutiche; esse finanziano anche i nostri meeting e le loro pubblicità finanziano le nostre riviste scientifiche. Le terapie nutrizionali non fanno muovere soldi per ospedali, medici, enti di ricerca o aziende farmaceutiche. E, poiché i medici tradizionali non sono molto ferrati in biochimica, c'è un sacco di confusione riguardo le correlazioni fisiologiche fondamentali tra bioenergetica cellulare di base e funzionalità cardiaca.

E' proprio perché non hanno compreso tutto questo che i medici non vogliono sentirsi chiamare "i dottori delle vitamine". Non vogliono essere giudicati eccentrici dai loro colleghi e non vogliono che i medici di famiglia mandino loro i pazienti per accontentarli e zittirli. Mantengono il loro inquadramento convenzionale e utilizzano l'argomento della "mancanza di scientificità" quando si parla di terapie nutrizionali. Gli studi ci sono, ma i medici semplicemente non lo sanno (o non vogliono saperlo). La comunità medica ortodossa è rimasta indietro di dieci anni in questo campo della ricerca e la maggior parte degli americani (non voi) dovrà aspettare che il proprio medico diventi vecchio, vada in pensione e sia sostituito con la nuova generazione di medici, ai quali invece queste nozioni vengono fornite e a livelli molto più approfonditi.

La scienza nutrizionale ci fornisce risposte a domande che in medicina ci poniamo da lunga data. Sta tutto nella differenza che c'è tra la scienza della natura e la scienza dell'uomo, quella della terapia a base di farmaci. I farmaci hanno un ruolo importante in medicina e il dottor Sinatra ed io ne abbiamo studiato l'utilizzo, ma più farmaci non sono la sola risposta. Una risposta migliore, per il medico e per il paziente, sta nell'imparare di più riguardo la biologia della malattia e i meccanismi biochimici della produzione di energia. Conoscere tutto ciò ci fornisce quanto è necessario per rafforzare il cuore e favorire il recupero della salute, ben al di là di quanto possano fare i farmaci e la chirurgia. Ecco perché mi sono appassionato così tanto alla cardiologia metabolica ed è ciò che leggerete in questo importante libro.

Dottor James C. Roberts
membro dell'American College of Cardiologists

 

Articoli correlatiTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

The Sinatra Solution - Rinforza il tuo Cuore con la Cardiologia Metabolica - Libro

Un metodo naturale e non invasivo per curare e prevenire i disturbi cardiaci - La Soluzione Sinatra

Stephen T. Sinatra

(14)
Disponibilità: Immediata

Libro - Macro Edizioni - Novembre 2012 - Infarto e Malattie Cardiache

Sono ormai tantissime le persone con problemi di cuore dopo i 40 anni che potranno utilizzare questo libro per convincere il proprio medico a considerare le cause invece di trattare i sintomi con farmaci largamente inefficaci... scheda dettagliata

 

Macrolibrarsi Assistenza Chat

 

Assistenza Clienti

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi sconti, promozioni e novità direttamente nella tua casella di posta.

Guadagna subito +50 PUNTI per i tuoi futuri acquisti e premi.



COMMUNITY

Seguici su Facebook
Ti Piace Macrolibrarsi?
Se ti piace clicca su:
   

I LIBRI PIU' VENDUTI

 

SPECIALI