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Introduzione - Super Detox - Libro di Patrice...

Leggi un estratto dal libro di Patrice Halimi "Super Detox"

Introduzione - Super Detox - Libro di Patrice Halimi

Dalla medicina all'ecologia

Non sono un ecologista, per lo meno non nel significato che si dà di solito al termine, cioè un militante pienamente convinto dei danni inferti dall'industrializzazione sfrenata al futuro del pianeta, un attivista pronto a sconvolgere il suo stile di vita per servire una causa globale. Sono arrivato all'ecologia direttamente dalla medicina, senza passare per altre esperienze.

Nato nel 1966, sono figlio della società dei consumi, amo il comfort, il progresso, le belle macchine e le pizze ben farcite. Fino a qualche anno fa, quando rientravo a casa dal lavoro prendevo dal congelatore un piatto pronto, dieci minuti nel microonde et voilà, la cena era servita! Poi sono stato colpito dall'evidenza dei fatti, constatando con i miei occhi i danni più gravi che l'inquinamento e determinate sostanze provocano alla salute. E da persona logica e razionale, non potevo far finta di niente.

Da vent'anni sono un chirurgo pediatrico con orientamento in ortopedia. Una specialità che si potrebbe credere molto lontana dalle problematiche ambientaliste, ma a poco a poco queste sono entrate nella mia professione.

All'inizio della mia carriera era piuttosto raro trovare un bambino asmatico, caso diventato molto più frequente con l'avvento degli anni Duemila. Lo confermano le parole che un giorno mi disse una direttrice scolastica: «Quando ho iniziato a lavorare, c'era un bambino asmatico per classe; oggi invece ce n'è uno ogni fila di banchi!»

Nella mia clinica dovevamo spesso rimandare un intervento per via di una bronchite del paziente, mentre in passato un evento simile era difficile che si verificasse. E qui in Provenza, dove vivo, i miei colleghi traevano dalle loro visite le medesime considerazioni.

Indipendentemente dalla loro specialità, erano giunti alla conclusione che l'inquinamento avesse un effetto non trascurabile sulla nostra salute. E la situazione andava peggiorando.

Ma le autorità politiche e sanitarie sembravano del tutto indifferenti. Per non parlare di chi arrivava a negare l'evidenza. Avevo persino la sgradevole impressione di essere preso per stupido. Alle nostre domande, la risposta era sempre la stessa: «Non immischiatevi, non sono affari vostri».

Ricordo per esempio due studi condotti intorno alla laguna di Berre, a ovest di Marsiglia, una delle zone più inquinate della Francia a causa della concentrazione di impianti petrolchimici. Uno sosteneva che non ci fossero rischi per la popolazione locale, l'altro riconosceva un tasso di malattie più alto che altrove, ma imputava la colpa al fumo e a un basso livello socioeconomico... Trovavo queste conclusioni aberranti, un vero insulto all'intelligenza.

Inoltre, avevo la sensazione di non fare fino in fondo il mio dovere: non è sufficiente prescrivere un broncodilatatore a un bambino asmatico ignorando le cause della sua malattia. Non si risolve granché, se i fattori di rischio permangono.

Per me un medico non è un «tecnico della salute». La medicina è un'arte, e include anche la prevenzione.

In altri termini, al di là delle cure immediate la mia missione consiste anche nell'impedire la costruzione di un asilo nido nei pressi di un grosso snodo viario, o nel sensibilizzare i sindaci a utilizzare prodotti bio nelle mense scolastiche. «Non sono affari vostri!» ci hanno risposto in molti tra gli interpellati, messi in crisi nelle loro certezze.

L'Asef (www.asef-asso.fr), l'Associazione per la salute e l'ambiente che ho fondato in Francia nel 2007 con il cardiologo Pierre Souvet, è nata da questa indignazione condivisa. Otto anni dopo riunisce duemilacinquecento professionisti di ambito sanitario (medici di specialità diverse, infermieri, chinesiterapisti, farmacisti) che hanno scelto di intraprendere la missione di informare i propri pazienti sulla base di studi scientifici, di prevenire le patologie legate all'inquinamento chimico e di sensibilizzare il grande pubblico.

Ho un ricordo preciso della prima conferenza che ho tenuto sul tema «Salute e ambiente». Ero a Martigues, nel dipartimento di Bouches-du-Rhòne, qualche mese dopo la nascita dell'associazione. Ero stato invitato da uno dei miei colleghi, insieme con il dottor Pierre Souvet, per parlare delle sostanze chimiche che hanno invaso la nostra vita quotidiana, delle loro conseguenze sulla salute e di come correre ai ripari. Voleva che affrontassimo i punti salienti di cui avevamo deciso di occuparci con l'associazione: qualità dell'aria, dell'alimentazione, inquinanti contenuti nei cosmetici, nei mobili eccetera.

Avevo esitato ad accettare: nonostante l'importanza di questi argomenti, temevo di ritrovarmi davanti a una sala mezza vuota, giusto qualche militante ecologista che non aveva bisogno di essere convinto. Ma alla fine l'entusiasmo del collega mi aveva contagiato e avevo deciso di partecipare.

Entrando nella sala la mia sorpresa fu enorme. Era piena da scoppiare. Quasi cinquecento persone, di tutte le età e di tutti i ceti sociali, avevano pensato che valesse la pena uscire la sera di un giorno feriale per venire ad ascoltare due sconosciuti che parlavano di veleni nella vita quotidiana. Alla fine del nostro intervento ci siamo fermati un'altra ora per rispondere alle numerose domande del pubblico. Percepivo l'inquietudine dei presenti, un po' perplessi ma appassionati.

Quella sera ho capito che non avevamo creato la nostra associazione invano. Era accaduto qualcosa, e noi, in quanto medici, avevamo un ruolo importante. Un ruolo che si ispira a una regola cui tengo particolarmente, perché è alla base di tutto l'approccio medico: non giudicare e non mettersi in cattedra, ma partire dalla vita reale, dall'esistenza dei singoli, dalle loro necessità, dalle loro aspettative.

Tale regola è anche alla base di questo libro, perché si rivolge a tutti e non vuole trasformare nessuno in virtuoso ecologista. Sono perfettamente consapevole delle costrizioni e delle imposizioni che pesano sulle vostre scelte, quindi non chiederò ai genitori che lavorano di preparare pasti bio per i propri figli tutte le sere, né agli adolescenti di rinunciare al cellulare. Sarebbe pura illusione.

L'idea è piuttosto quella di aiutarvi a compiere un passo essenziale verso la tutela della salute, insegnandovi a valutare da soli quello che si può cambiare per limitare l'esposizione alle sostanze nocive che hanno invaso il nostro quotidiano.

Ci sono mille modi per intervenire nel corso della giornata, e ne vedremo parecchi. Dopo avere introdotto qualche notizia utile nel primo capitolo, nei cinque successivi ho infatti deciso di scandire le ventiquattro ore di una giornata tipica, dalla doccia del mattino fino alla cena. Ho poi dedicato un capitolo alle attività del fine settimana e un altro alle donne incinte e ai bambini piccoli, entrambi soggetti particolarmente vulnerabili. Tutto questo con l'ambizione di trattare ogni aspetto sensibile e, soprattutto, di essere concreto.

Il passo essenziale di cui parlavo inizia con il farsi qualche domanda: È indispensabile riempirmi di creme e altri cosmetici ogni giorno, quando basta qualche prodotto per sentirmi in ordine? Perché non spengo il cellulare di notte? E se passassi un po' più di tempo ai fornelli per cucinare cibi genuini, senza additivi e conservanti?

Interrogarsi sulle proprie abitudini, cominciare a cambiarne qualcuna, informarsi per non subire più quello che non abbiamo scelto: ecco un buon modo per riprendere in mano le sorti della propria salute.

Questo libro propone soluzioni per ogni sostanza inquinante, presentando un modo semplice per contrastarla.

Oggi patologie come l'asma, il diabete o il cancro sono in costante aumento. E il nostro ambiente, non c'è dubbio, ha una parte in tutto questo. Il mio compito di medico è dirlo chiaramente, e soprattutto aiutare le persone ad agire in base al proprio contesto e alle proprie possibilità.

Super Detox

Super Detox

Una guida che, dalla sveglia alla buonanotte di una giornata tipo, svela tutti gli elementi che possono risultare dannosi per la nostra salute.

Dal bagno all’ufficio, dalla tavola all’aria che respiriamo, la nostra giornata è costellata di incontri «velenosi»: alimenti (anche quelli che crediamo più sani!), shampoo, cosmetici, radiazioni (da cellulare, da antenne, e persino da wi-fi), esalazioni da deodoranti per la casa o per l’auto, e molte altre fonti inaspettate. Rischiamo grosso anche a fare giardinaggio, sport e bricolage se non si applicano alcune cautele.

Senza terrorismo ma con tante avvertenze e consigli pratici, l’autore ci guida in un percorso che tiene conto di tutte le attività di una giornata per renderci più consapevoli e darci le chiavi per difendere la nostra salute, quella dei nostri famigliari e quella dell’ambiente.

Con un prezioso capitolo su come proteggere i bambini.

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Patrice Halimi

Patrice Halimi, pediatra francese, ha fondato un'associazione di oltre 2.500 medici che si oc­cupa di prevenzione e informazione sulla salute dell'ambiente.