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Introduzione - Non a sua Immagine - Libro di John Lamb Lash

Una tesi a favore del timore reverenziale

Se al popolo manca un giusto
senso di timore reverenziale,
un fato terribile gli è imposto dall'universo.
Lao Tzu, Tao Te Ching, (Il libro della vita e della virtù), 72

Il destino opera nei modi più strani e impensati. Posso dire che il libro che tenete in mano è stato scritto perché il suo autore da piccolo aveva gli incisivi prominenti.

Sin dalla prima infanzia sono stato un lettore vorace, ma l'essere cresciuto nel villaggio di Friendship, sulla costa del Maine - con una popolazione di novecento anime, un terzo di cui appartenenti al clan dei Lash - non mi ha certo permesso di avere a disposizione una gran varietà di libri. Grazie alla mia retrusione mandibolare, ero costretto a uscire prima da scuola per andare "down east" (su per la costa) fino a Bangor, l'unica città della regione con un ortodontista. Era quasi una gita per la mia famiglia, poiché non si usciva così spesso dal villaggio. Con l'esclusione di New York, dove sono stato qualche volta, Bangor é stata la città più grande che abbia mai visto nella mia adolescenza.

Il viaggio durava un'ora e mezza in entrambe le direzioni sulla Route 1, ma la seduta dall'ortodontista difficilmente si protraeva più di mezz'ora. Anche se eravamo troppo poveri per permetterci di sperperare denaro (il mio patrigno era un pescatore di aragoste nativo del Maine), solitamente facevamo un giro di circa due ore per Bangor, solo perché eravamo già lì; a volte pranzavamo persino in un bar. Questo era l'evento più importante.
Per le gite a Bangor risparmiavo con parsimonia i soldi guadagnati calafatando le barche e tagliando l'erba. Mentre la famiglia guardava le vetrine, io me ne andavo in esplorazione tutto solo. Le mie incursioni mi fruttarono due grandiose scoperte: la prima fu il negozio di musica di Viner, dove ho incontrato il jazz e le percussioni (Enoch Light and the Light Brigade), per non parlare della commessa bionda e vivace con la quale ho flirtato in modo scandaloso; la seconda fu la cartolibreria di Bett.

Bangor si può considerare una città universitaria, essendo l'agglomerato urbano più grande vicino al campus dell'Università del Maine a Orono, sul fiume Stillwater. Nel retro del negozio di Bett c'era un angolino dove erano catalogati gli autori che potevano interessare agli studenti universitari. Quello era un luogo benedetto per me. Non avevo mai visto tutti quei nomi e titoli, ma mi sembrò di essere inevitabilmente attirato da quelli che meglio si adattavano al mio spirito.
Da Bett trovai l'Ulisse e Journey to the End of the Night (Viaggio alla fine della notte), due racconti che hanno inciso profondamente sulla mia visione della letteratura e dell'esistenza, rispettivamente; inoltre scoprii altri libri che determinarono la mia direzione nella vita: un'antologia esistenzialista chiamata The Search for Being (La Ricerca dell'Essere) con brani tratti da Schelling e Sartre, poesie di Samuel Beckett e l'arte poetica di W. B. Yeats e di Salvatore Quasimodo.

Poi, un giorno, verso la conclusione della mia ordalia ortodontica triennale, mi imbattei in Così parlò Zarathustra nella versione tradotta da R. J. Hollingdale. Conoscevo già qualcosa di Nietzsche, ma non avevo mai letto una singola parola di quello che aveva scritto. Nel momento in cui iniziai a scorrere le pagine, mi sentii come elettrizzato. Quando raggiunsi i miei genitori e mia sorella per pranzo, continuai a leggere maleducatamente per tutto il pasto e rimasi incollato al libro anche sul sedile posteriore dell'auto sulla strada di casa.

La mia eccitazione era così intensa che dovetti leggere alcuni passi ad alta voce; iniziai con una sezione tratta da La Gaia Scienza (citata nell'introduzione), contenente il famoso annuncio "Dio è morto", poi saltai al prologo di Zarathustra:

Io vi insegno il superuomo.
L'uomo è qualcosa che deve essere superato.
Che cosa avete fatto per superarlo?
Il superuomo è il senso della terra.
Dica la vostra volontà: sia il superuomo il senso della terra.
Vi scongiuro, fratelli, rimanete fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze! Lo sappiano o no: costoro esercitano il veneficio.

I miei genitori sedevano sbalorditi sui sedili di fronte, senza fiatare. Erano persone timide, senza interessi intellettuali o nozioni filosofiche. Il mio patrigno tirava avanti a stento – cosa non sorprendente, visto che il suo sostentamento dipendeva da crostacei inafferrabili, le cui pratiche di accoppiamento non sono mai state studiate dalla nostra specie. Con mio grande dolore e delusione, i miei genitori esprimevano spesso perplessità e paure sui problemi dell'esistenza. La loro vita spirituale consisteva in una tiepida fede nel culto fondamentalista dei Cristiani Avventisti che predominava nel villaggio.

Non riuscivo a credere di aver trovato in Nietzsche proprio quello che avrei voluto dire ai miei su loro stessi e sulle loro credenze, che si aspettavano fossero anche le mie. Sulla strada di casa continuai a leggere, preso dall'esaltazione maniaca che Nietzsche deve aver provato quando scriveva le sue tesi.
Nella sezione "Del Leggere e Scrivere", mi scontrai con il mio credo personale:

Voi guardate in alto, quando cercate l'elevazione.
E io guardo in basso, perché sono elevato.
Chi di voi sa a un tempo ridere ed essere elevato?
Chi sale sulla montagna più alta ride di tutti i drammi seri e faceti.
Incuranti, irridenti, violenti – così ci vuole la saggezza:
essa è una donna e ama sempre e soltanto un guerriero.

Le parole si fissarono nella mia mente la prima volta che le vidi.

Nei mesi che seguirono, con l'avvicinarsi del mio diciassettesimo compleanno, approfondii minuziosamente la "trasvalutazione di tutti i valori" di Nietzsche, incentrata sulla sua critica radicale del Cristianesimo.
Due punti mi colpirono per la loro totale correttezza: la religione cristiana definisce la moralità in base a un sistema di credenze fondato sul rapporto padrone/schiavo e radicato sullo sdegno per la bellezza e le potenze naturali proprie della forza della vita. Queste due intuizioni mi liberarono, poiché Nietzsche stava affermando qualcosa che sentivo ancora prima di imparare a parlare; ma, al tempo stesso, furono un peso enorme per me.

Quando lessi altro su Nietzsche, capii che il filosofo non era andato abbastanza lontano e in profondità nella sua analisi di "quella fede indigesta." Così feci una promessa a me stesso: giurai di finire quello che Nietzsche aveva iniziato, mi ripromisi di analizzare e portare a termine la sua critica del Cristianesimo.

Questo libro è il risultato di quel giuramento, fatto all'incirca quarant'anni fa da un ragazzino il cui difetto dentale l'ha condotto al suo destino.

Umanità Tradita

Per tutta la vita mi sono trovato davanti a un paradosso: avere compassione per l'umanità e, al tempo stesso, sopportare una certa repulsione nei suoi riguardi. Alla fine sono riuscito a capire che il disprezzo che sentivo non era per l'esistenza umana in sé e neppure un rifiuto di me stesso proiettato sugli altri, piuttosto una spontanea risposta istintiva ai comportamenti e alle attitudini degli uomini. (Le attitudini che formano il comportamento si chiamano valori, e questi so no proprio ciò che Nietzsche cercò di distruggere e ricostruire.)
Sin da bambino, mi sembrò che certe forme di comportamento umano fossero incompatibili con l'umanità vera e propria. Questa potrebbe non sembrare una visione così radicale, dal momento che molti lettori concorderebbero con me sul fatto che alcune azioni umane sono ributtanti e indegne.
Ma, fin da subito, mi sono trovato in difficoltà, poiché ero disgustato dalle azioni e dai comportamenti che tutti normalmente considerano ammirevoli – in particolare, correttezza religiosa e rettitudine morale. Quello che il mondo per lo più considerava la miglior incarnazione della natura umana, mi risultava piuttosto deplorevole.

Il fatto di vivere con questo sentimento contrastante, mi fece capire qualcosa di estremamente complicato da definire: vale a dire, come l'umanità sia costantemente in pericolo di tradire se stessa attraverso quelli che ritiene essere i suoi più alti ideali. 
Mi domandai come una simile affermazione potesse essere vera, come l'auto-tradimento di un'intera specie potesse effettivamente essere perpetrato. Con il tempo ho capito che non avrei mai potuto avere neanche il sospetto di un tale tradimento, se non avessi seguito il mio innato principio umano con il quale stavo giudicando il comportamento dell'umanità stessa, incluso il mio.

Ma cosa poteva essere quel principio? Come l'ho acquisito? Perché non lo hanno anche gli altri? Come potevo applicare la mia percezione dei valori, il codice dell'umanesimo misantropico trovato in Nietzsche, in modo compassionevole? E anche se fossi arrivato a definire questo mio "innato principio di umanità", essendone all'altezza, cosa sarebbe successo allora? Come mi sarei posto nei confronti del resto del mondo? E, cosa più importante, sarei stato poi capace di percepire come l'auto-tradimento umano sarebbe giunto al termine? E persino come avremmo potuto evitarlo?
Queste sono le domande che mi hanno perseguitato per tutta la vita.

In larga parte, questo libro si può considerare come il mio tentativo di rispondervi. È stata quasi una sfida, e mi aspetto che l'"exposé" dell'auto-tradimento umano di queste pagine ponga un'ulteriore sfida ad alcuni lettori. Chiedo solo di essere ascoltato con imparzialità e di non essere considerato come chi sostiene di aver trovato la soluzione finale ai problemi che affliggono la specie umana. Penso comunque di aver operato un grande taglio in termini spirituali, arrivando sino al cuore nascosto del tradimento, il posto in cui la dignità umana si decompone.

Avendo condiviso la mia missione con molte persone durante questi anni, sono ormai convinto che ci sia una percezione crescente di qualcosa di fondamentalmente sbagliato nella visione tradizionale dei valori religiosi. Ogni giorno è sempre più evidente che almeno alcune persone sono preparate ad affrontare la spaventosa domanda: perché tradiamo l'umanità in nome dei nostri principi spirituali?

Questo libro è un grido d'allarme, ma anche una fonte di ispirazione.

Le pagine seguenti contengono un'inebriante mistione di storia, scienza, teologia, antropologia, miti e testimonianze personali di esperienze mistiche e, oltre ai numerosi punti sviluppati, presentano una tesi a sostegno dell'importanza del timore reverenziale. Ciò ci pone di fronte a un dilemma, poiché, sebbene una tesi a favore del timore reverenziale non possa essere dimostrata in maniera accademica, è proprio questo l'approccio che ho utilizzato nel mio ragionamento.
I lettori affronteranno in modo più semplice questo libro se terranno a mente il fatto che è stato strutturato in termini accademici, ma le convinzioni di base dalle quali sono partito per scrivere non derivano, né dipendono da dimostrazioni scolastiche o metodi accademici.

Per costruire un'argomentazione a sostegno del timore reverenziale, sono ritornato all'estatico legame con la natura, celebrato dalle religioni pagane del mondo classico. Ho fatto ritorno ai Misteri.

Il mio resoconto sul Paganesimo potrebbe non somigliare  affatto a quello che avete fino a ora accettato come Storia. Ma devo farvi considerare che il valore supremo di un onesto studio storico - ben diverso dalla cieca accettazione di storie romanzate – consiste nel dimostrarci come ci siamo allontanati dal corretto corso della nostra evoluzione come specie. Lo scopo dei Misteri era quello di tenerci sulla strada giusta.

Oggi non sono l'unico sul pianeta a essere convinto che noi tutti, come specie, siamo stati strappati al rapporto primitivo - al nostro legame con Gaia, il pianeta vivente. Ci sono già molte voci che mormorano questo, ma nel mio libro voglio dire qualcosa di più. Voglio dimostrare che il nostro rapporto con il pianeta terra non è solo una questione di sopravvivenza, ma è parte essenziale della conoscenza di noi stessi e della definizione di chi siamo come specie.

La connessione tra sé e specie, come la definisco, conferisce un significato alla nostra singolarità, al nostro unico (ma non superiore) potenziale nel disegno di vita di Gaia. Dimostrerò come i visionari pragmatici, conosciuti come Gnostici, praticassero e insegnassero questa relazione.
Quando le loro tradizioni sacre vennero distrutte, ci incamminammo sulla strada dell'auto-annichilazione.

La visione storica dell'auto-tradimento umano presentata in questo volume potrebbe rivelarsi l'unica versione della nostra storia in grado di salvarci dall'incubo della Storia ufficiale. Questa sarebbe la mia più grande aspirazione.

 

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John Lamb Lash

Scrittore americano e mitologo di importanza mondiale, John Lamb Lash è l'autore del libro Non a Sua Immagine - Visione gnostica, ecologia sacra e il futuro della fede, pubblicato in Italia da Uno Editori nel marzo del 2013. Lash è il terton ("scopritore di terma", cioè scopritore di perle di saggezza irradiate dal pianeta Terra) particolarmente importante nell'attuale svolgimento dell'evoluzione umana. Uno dei principali esponenti del potere del mito per dirigere e modellare l'esistenza individuale e anche la stessa storia, Lash è stato indicato come il vero successore di Mircea Eliade e Joseph Campbell.

È un esperto di importanza mondiale in mitologia comparata, Tantra, Buddismo, Gnosticismo, i Misteri precristiani, alchimia, astrologia, e astronomia ad occhio nudo. Ha viaggiato molto e vissuto in Giappone, Inghilterra, Grecia, Norvegia, Francia, Spagna e Belgio. Egli è l'unico studioso ad avere compreso correttamente la portata e l'importanza dell'antichissima rete delle Scuole Misteriche, che con il suo ricco patrimonio spirituale sempre in evoluzione ha promosso e diretto lo sviluppo dell'umanità per millenni, prima della sua distruzione brutale e violenta da parte dei seguaci del movimento cristiano.

Gli studi e le ricerche di una vita intera, comprendenti anche la comprensione da parte di Lash degli antichi Codici di Nag Hammadi, dei Rotoli di Qumran e del vasto patrimonio mitologico delle popolazioni native mondiali, hanno permesso a Lash di ricostruire uno scenario unico e sorprendente, spiegando e descrivendo in gran dettaglio importanti eventi riguardanti l'umanità, il pianeta Terra, il nostro Sistema Solare e la Via Lattea, e l'Universo. Le sue opere inedite e in corso includono studi originali di alchimia, lo Zodiaco di Dendera, i cicli eonici nelle Ere Mondiali ("storia parallela"), psiconautica e sciamanismo enteogenico per il futuro. È l'esponente principale della nuova disciplina della metacritica (l'analisi radicale dei sistemi di credenze).

Nel 1981 Lash ha fondato l'Institute for Creative Mythology a Santa Fe, New Mexico, dove ha esplorato ed ampliato la famosa opera sull'alchimia di C. G. Jung, inclusi i testi in cui Sabina Spielrein è citata. L'ICM ha offerto un forum aperto per esplorare i miti "direttivi" – psicologicamente attivi – e le loro espressioni nella cultura e nella vita di tutti i giorni. All'ICM John ha dato lezioni e seminari interattivi su un'ampia gamma di argomenti, inclusi lo Gnosticismo, la psicologia erotica dei Trovatori, i calendari mesoamericani, e i riti della Dea di partecipazione ai cicli stagionali della natura. Negli anni egli ha sviluppato un lungo corso in alchimia che è risultato in un ampio programma e guida allo studio intitolato "The Great Work: Alchemy and PsychoEcology".

Lash è il principale autore del sito www.metahistory.org, sito che indaga le credenze incluse nelle storie con cui le realtà individuali e la cultura umana sono in genere definite, e di www.kalirising.org. È anche co-fondatore del sito www.scriptophrenia.com, sito dedicato alla divulgazione di sceneggiature, tra cui Doctor Sax, scritta da Lash e Madonna McManus, basata su una delle opere più amate di Jack Kerouac, e Sabina, in cui Lash esplora la relazione appassionata tra Sabina e Jung, e finalmente narra la storia di questa donna brillante ed eroica, una psicologa pionieristica, il cui ruolo è stato centrale nelle opere di Jung e Freud.

In oltre 35 anni, John Lash si è specializzato in studi di mitologia siderale – miti scoperti in tutte le culture del mondo riguardanti gli schemi nei cieli. Egli ha una tecnica unica di osservazione, combinata a un metodo originale di lettura di quegli schemi e che li collega al modo in cui viviamo e vediamo il mondo. È riconosciuto come uno studioso principale di astronomia antica, lo Zodiaco, e la precessione degli equinozi (Ere Mondiali).

John Lamb Lash è l'unico studioso di religione antica a prendere le difese degli Gnostici, la classe colta pagana che venne assassinata e soppressa per essersi opposta all'ascesa del Cristianesimo.

Libri pubblicati di John Lamb Lash:

The Seeker's Handbook (1991)

Twins and the Double (1993)

The Hero - Manhood and Power (1995)

Quest for the Zodiac (1999)

Not in His Image (2006)

Non a Sua Immagine (2013), edizione italiana di Not in His Image.

 

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