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Introduzione - Mitocondrio Mon Amour - Libro di...

Leggi un estratto dal libro di Enzo Soresi "Mitocondrio Mon Amour"

Introduzione - Mitocondrio Mon Amour - Libro di Enzo Soresi

È nel buio che devi guardare, con disobbedienza, ottimismo e avventatezza.
Marguerite Yourcenar

Avrei dovuto essere morto. Altro che carriera medica. Non avrei fatto nulla di tutto ciò che ho realizzato in cinquant'anni di professione.

Invece, eccomi qua, a settantasette anni suonati, ancora con tanta voglia di fare, imparare, insegnare, divulgare. Non avrei dovuto più essere su questa terra se mio padre, anch'egli dottore, avesse seguito pedissequamente le conoscenze mediche di quando ero bambino. Spiegherò più avanti, nel dettaglio, per quale motivo.

Ma quello che è importante dire e rimarcare è che la medicina è una scienza "in progress". Ciò che è vero oggi - quelli che ci sembrano gli assunti della cura odierni - potrebbe non esserlo domani.

Sull'"Espresso" dell'ultima settimana del mese di marzo del 2015, è stata pubblicata una lettera al direttore in cui un pensionato settantacinquenne di Treviglio si lamentava: aveva chiesto un prestito di 10000 euro alla sua banca per cure dentarie, fornendo ampie garanzie, ma il prestito gli era stato negato per il semplice fatto che, a settantacinque anni, come maschi italici, in media si è considerati praticamente morti e non si ha diritto a nulla sul piano dell'affidabilità economica.

Il libro che, quindi, vi accingete a leggere, potrebbe essere stato dettato a Siri da un medico settantasettenne già ampiamente estinto, almeno da un punto di vista socioeconomico, e quelle che state leggendo potrebbero essere le sue memorie.

In realtà, a settantasette anni, mi sento vivo e arzillo quanto mai, conduco ancora una brillante professione di medico, partecipo attivamente a conferenze e convegni come discente o docente, pago circa 50000 euro di tasse all'anno allo stato italiano, verso ancora circa 6000 euro di contributi pensionistici annuali all'ordine dei medici (penso, e spero, da destinare alle vedove dei miei colleghi) e, soprattutto, gioco a golf regolarmente, pratico attività fisica presso uno studio di fisioterapia e da due anni partecipo regolarmente a una seduta alla settimana di "urban fitness": un particolare tipo di stimolazione muscolare che ringiovanisce il mitocondrio e attiva la liberazione di ormoni, in particolare GH (ormone della crescita) e BNGF (Brain Nerve Growth Factor), un ormone che nutre il cervello.

A questo proposito, il primo titolo dato al libro che avete fra le mani è stato proprio Mitocondrio mon amour, ma l'editore inizialmente ha preferito portare avanti un'altra proposta, un'idea che avevo espresso ancora prima, e cioè Vecchio sarà lei. Dopo qualche mese, però, l'amico Pierangelo Garzia, coautore di questo libro, estrasse da un cassetto della sua memoria il saggio scritto nel 2009 dal professore Marcello Cesa-Bianchi intitolato Vecchio sarà lei! Pensare, muoversi, comunicare.

Ricordo di quando, appena laureato in medicina, frequentai per qualche mese l'Istituto di Psicologia, al primo piano del grattacielo Pirelli, diretto da questo insigne studioso che ha attraversato un secolo di storia della psicologia. Capii subito che quella non poteva essere la mia strada, troppo lontana dalla medicina che, mio padre, medico tisiologo, mi aveva insegnato ad amare.

Ritornando al titolo del libro, di fronte al dubbio che Mitocondrio mon amour fosse troppo raffinato, avevamo pensato a MuscolarMente, che meglio poteva rappresentare la cultura del fitness muscolare e cerebrale di cui il libro si fa promotore. Tuttavia, dopo qualche giorno, mio figlio, che si occupa di comunicazione, mi ha detto che sembrava il titolo per un libro da centro commerciale.

A questo punto, dopo un breve sondaggio tra i miei pazienti e amici, mi sono riappropriato del titolo iniziale, ritenendolo in fondo coerente con l'importanza che il mitocondrio ha per lo sviluppo del nostro organismo e la sua sopravvivenza nel tempo.

Successivamente, ho riflettuto sul senso di scrivere un libro incentrato solo sulla vecchiaia e, sempre assieme all'amico Pierangelo Garzia, abbiamo deciso di sviluppare un saggio che comprendesse anche l'invecchiamento. Ma soprattutto che facesse capire l'importanza dell'epigenetica nello sviluppo di un individuo e mostrasse come, in fondo, alla base del nostro benessere ci sia la capacità di controllo dello stress.

A questo proposito, tratteremo in un capitolo le novità scientifiche relative alla nascita del cervello e il modo in cui i flussi emozionali dei primi anni di vita sono responsabili delle malattie psicosomatiche che da sempre psichiatri e psicanalisti ascrivono, appunto, a questi primi anni. Inoltre, spiegheremo come, grazie all'epigenetica, ci possiamo trovare depressi cronicamente se, per esempio, un nostro nonno o bisnonno ha vissuto in condizioni di carestia o si è trovato in un campo di concentramento o in altre situazioni di disagio estremo.

Leggendo il capitolo dedicato propriamente al mitocondrio, capirete l'importanza di questo antico archeo-batterio che ci fornisce ossigeno e gestisce la nostra alimentazione, e capirete anche perché, mentre la cellula in età avanzata, con il suo DNA ridondante di informazioni, è vecchia in modo irreversibile, il mitocondrio può essere coccolato e mantenuto giovane e brillante come un ragazzino, grazie a un DNA snello, con pochi nucleotidi e, sorpresa delle sorprese, di derivazione solo materna.

In conclusione, caro lettore, stai leggendo uno dei primi libri di "biomedicina" scritto da un medico (con la collaborazione di un giornalista scientifico) che ha vissuto sul campo la trasformazione della medicina (scientifica) basata sull'evidenza (in inglese, Evidence Based Medicine, EBM), attraverso le nuove conoscenze della biologia, in medicina "personalizzata": basata sulla biologia.

E forse, proprio grazie a questa trasformazione, dopo cinquant'anni di lotta impari contro il cancro del polmone, si sta assistendo, proprio in questi mesi, alla comparsa sulla scena farmacologica di un anticorpo monoclonale che potrebbe guarire il cancro grazie all'intervento del sistema immunitario e delle sue eroiche cellule "natural killer".

In questi giorni, infatti, con un collega oncologo appena rientrato dal più importante congresso americano sul tema, abbiamo fatto arrivare dagli Stati Uniti alcune fiale di un nuovo farmaco biologico basato su questo anticorpo, che elimina dalla membrana della cellula neoplastica una proteina nota come PD-Ll. L'eliminazione di tale proteina consente al sistema immunitario, e in particolar modo alle cellule natural killer (la cui funzione è quella di eliminare ogni giorno dal nostro organismo potenziali cellule tumorali), di guarire il malato eliminando il tumore e le sue metastasi ovunque esse si trovino.

La paziente che sta affrontando ora questa terapia è una donna di sessantun anni, operata nel settembre 2014 di lobectomia per un tumore polmonare, che purtroppo è recidivato dopo pochi mesi con comparsa di metastasi polmonari e cerebrali. Una radioterapia encefalica aveva ridotto le metastasi ma non le aveva eliminate. La prognosi di questa paziente pertanto era estremamente severa ma, venuto a sapere di questa nuova possibilità terapeutica, mi sono attivato per ottenere il farmaco e, alla presentazione di questo libro al Circolo Filologico Milanese, prevista per il mese di dicembre 2015, sarò in grado di comunicare l'esito della nuova terapia, che peraltro è in corso di validazione anche in Italia.

La stessa biomedicina, sempre sulla base di anticorpi monoclonali, sta cambiando la vita ai pazienti affetti da artrite reumatoide e altre patologie autoimmuni.

È così che, progressivamente, le scoperte sempre nuove della biologia accendono per molti pazienti la speranza di guarire, o almeno di convivere con la malattia di cui sono portatori con minimi sintomi.

Mitocondrio Mon Amour

Mitocondrio Mon Amour

Imparare ad invecchiare bene, seguendo poche e semplici regole, per mantenerci in salute anche a 50 anni

Insieme al fitness e a una buona alimentazione, il segreto è nel mitocondrio, prezioso "organello energetico" delle nostre cellule che gioca un ruolo importante in molte funzioni del corpo.

È ciò che ci insegna Enzo Soresi, pneumologo, oncologo e studioso di neuroscienze di lungo corso che ha vissuto sul campo – e sulla sua pelle – le trasformazioni che la medicina ha affrontato negli ultimi anni.

Dopo il grande successo del Cervello anarchico, il professor Soresi, convinto sostenitore dellʹ importanza della personalizzazione della cura, oltre che dello stretto rapporto tra corpo e mente, torna a ripercorrere le scoperte più importanti della sua storia professionale e privata: nella veste di instancabile sperimentatore e perfino di paziente.

Soresi dà vita in questo nuovo libro, con gusto per gli aneddoti e ironia, a un originale esperimento di medicina narrativa, tra casi clinici stimolanti e istruttive partite a golf, ricordi commoventi e diagnosi geniali, malanni e insperate guarigioni. Con lʹaiuto del giornalista scientifico Pierangelo Garzia, Soresi tocca gli snodi più interessanti, controversi e attuali della biomedicina.

Dallʹ effetto placebo alla plasticità cerebrale, dallʹ importanza dei geni e dellʹ epigenetica al ruolo oggi rivalutato dellʹ intestino, fino ad arrivare proprio a quel minuscolo organello che, se coccolato, può mantenersi "giovane e brillante" come un ragazzino: lʹamato mitocondrio.

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Enzo Soresi

Enzo Soresi, medico chirurgo, specializzato in malattie polmonari ed oncologia clinica, ha sviluppato tutta la sua carriera presso l'ospedale di Niguarda occupandosi prevalentemente di neoplasie polmonari e pubblicando su questo argomento oltre 150 lavori scientifici su riviste nazionali ed internazionali.Dimessosi dal primariato di pneumologia nel'98 si occupa prevalentemente di prevenzione delle malattie fumo correlate.

E' presidente della Associazione Sanità senza fumo (Istituto Europeo di Oncologia ) e segretario della Associazione Octopus.Libero studioso di neurobiologia ha scritto un libro edito dalla UTET (2005) dal titolo "Il cervello anarchico".