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Introduzione - Le 12 Tappe della Guarigione -...

Leggi un estratto dal libro di Alain Moenaert "Le 12 Tappe della Guarigione"

Introduzione - Le 12 Tappe della Guarigione - Libro di Alain Moenaert

Affinché ciò che segue abbia un senso, dobbiamo accettare il fatto che, al contrario delle idee fin troppo spesso passivamente accettate nell'ambito della comunità medica, lo spirito influisce sul corpo e viceversa.

La letteratura medica ha gradualmente ammesso che lo spirito può esercitare un impatto sull'insorgenza delle patologie. In tal modo, i cardiologi hanno evidenziato persone con un profilo psicologico di tipo A, B o C, più o meno a rischio di essere colpite da infarto.

Se la comunità medica sembra accettare l'influsso negativo della psiche sul corpo, trova però molto più difficile accogliere l'idea che essa possa avere effetti positivi sulla guarigione.

Sotto questo aspetto l'utilizzo dei placebo è rivelatore perché, nell'ambito della ricerca medica, mira unicamente a screditare il valore terapeutico di una molecola, se quest'ultima non si comporta meglio del placebo stesso.

Ora, modificando il punto di vista, ciò che qui sostanzialmente ci interessa è l'indubbia esistenza dell'effetto placebo.

Per ironia, è proprio questo il farmaco più studiato al mondo, e in numerose patologie: la sua efficacia si rivela uguale o superiore a molti trattamenti comunemente utilizzati.

Ciò che il placebo mette in risalto è lo straordinario potere di auto-guarigione del corpo, che reagisce ai nostri pensieri, emozioni, credenze e convinzioni. E' un fenomeno ben documentato.

A titolo di esempio, quando il medico e il paziente credono in maniera coerente nella pertinenza ed efficacia di un placebo, lo stato del paziente migliora nel 72 per cento dei casi, percentuale che diventa del 60 per cento se il paziente crede e il medico dubita, per scendere al 38 per cento se il paziente dubita e il medico crede e al 17 per cento nel caso di scetticismo di entrambi.

Se si considera la letteratura scientifica degli ultimi quindici anni, si trovano oggi più di 1.800 pubblicazioni che attestano l'influenza dei nostri pensieri sulla materia, tanto inerte quanto viva.

È giocoforza riconoscere che la maggior parte di tali testimonianze non proviene da riviste mediche, bensì da altre pubblicazioni scientifiche.

Oggi possiamo classificare queste influenze dimostrate in tre grandi categorie:

  • influenze micro-locali: è l'influenza locale dei pensieri, stati emotivi o credenze sul mio corpo e sul suo stato di salute, oppure sull'insorgenza della malattia;
  • influenze locali: i pensieri, le convinzioni e le emozioni della cerchia di persone a me più vicina, del mio medico, del team terapeutico o della mia cultura esercitano un impatto talora non trascurabile sulla guarigione;
  • influenze non-locali: i pensieri e le emozioni di persone senza contatto diretto, talvolta a grande distanza, sembrano avere anch'esse un influsso dimostrato.

Quest'ultimo tipo è evidentemente il più difficile da accettare nel paradigma scientifico materialistico. Tuttavia, la semplice onestà ci costringe ad ammettere il fatto, abbondantemente dimostrato da una quantità di studi, perfino quando non ne comprendiamo ancora i meccanismi.

In tal modo, le reazioni positive delle colture di cellule cancerose all'amore inviato a distanza ci indicano che sarebbe bene rivedere il nostro modello epistemologico, che comprende solo l'impatto di sostanze materiali dirette. 

Attualmente, tutto sembra indicare che i presupposti cartesiani di separazione tra corpo e spirito non siano altro che un'illusione.

Illusione che non trova riscontro nelle prove contrarie che diventano di giorno in giorno sempre più numerose.

Se teniamo presente che una verità scientifica non è altro che la migliore spiegazione che possiamo produrre attualmente per interpretare e predire degli eventi, è giocoforza constatare che la nostra visione materialistica non permette di chiarire un numero crescente di fenomeni osservati al di fuori di ogni spiegazione, come le guarigioni straordinarie di persone condannate dalla medicina a una fine imminente, guarigioni del tutto prive di una giustificazione medica.

È giunto il momento, quindi, di ampliare il nostro quadro epistemologico.

Oggi possiamo tentare una nuova e più vasta approssimazione teorica, che permetterebbe di includere i fenomeni di "guarigioni miracolose".

Allo stesso modo in cui il ghiaccio, l'acqua e il vapore sono stati diversi di una stessa molecola d'acqua, mente, pensieri, convinzioni, emozioni e materia possono essere considerati stati differenti di una stessa realtà che manifestano relazioni di influenza o interferenza.

I nuovi approcci ci consentono di intravedere immense possibilità di sviluppo delle pratiche terapeutiche.

Il lavoro psicosomatico o psico-immunitario si inserisce in questo nuovo quadro epistemologico che si ricongiunge con moltissime pratiche tradizionali millenarie.

Tuttavia, è essenziale mantenere una giusta umiltà, perché sono molto più numerose le cose che non comprendiamo rispetto a quelle che cominciamo solo ora a capire. Evitiamo qualsiasi trionfalismo o assolutismo in rapporto ad altri approcci. Questi ultimi hanno tutti qualcosa da insegnare, senza alcun dogmatismo esclusivo. 

Nel presente libro mi concentrerò unicamente sulla parte psicologica del lavoro, e questo sarà il mio particolare contributo.

Ciò non significa, tuttavia, che non sia necessario ricorrere alle risorse della medicina classica in caso di problemi: al contrario.

Di fronte alla sfida rappresentata da una patologia potenzialmente mortale, è bene utilizzare tutto ciò che può esserci di ausilio: farmacopea, nutrizione, cure energetiche, rilassamento, visualizzazioni e così via hanno tutte dimostrato di poter esercitare un influsso talvolta decisivo sullo stato di salute del paziente.

Tuttavia, come per lo stelo di paglia che finisce per far cadere un cammello carico di sacchi, spesso è difficile capire che cosa ha fatto la differenza.

Da un punto di vista scientifico è irritante, mentre dalla prospettiva del paziente non è importante: basta che funzioni.

Per me, come praticante che affronta problemi umani reali, la misura della verità è l'efficacia.
Se funziona, vuol dire che è vero... pur senza essere ancora scientificamente dimostrato.

Per coloro che hanno assolutamente bisogno di sapere che quanto sviluppo in questo libro è confortato da ricerche serie, rinvio alla monumentale opera di Ernst Rossi La psicobiologia della guarigione psicofìsica. L'autore ha compiuto un'opera da benedettino per collazionare gli studi scientifici che convalidano il legame corpo-mente, alla quale va aggiunta la compilazione di Jeffrey Leiphart sui cofattori
della guarigione che troverai alla fine dell'opera.

Tali legami sono abbondantemente dimostrati, anche se non ne comprendiamo ancora i meccanismi interni.

Oggi sappiamo che la neurologia, il sistema immunitario e il sistema ormonale (per citarne solo alcuni) operano in interazione e comunicazione costante. Il rigoroso lavoro di Candace Pert sulle comunicazioni peptidiche, divulgato nel suo libro Molecole di emozioni, fornisce una base scientifica a ciò che ormai consideriamo un'integrazione e un supersistema alla base della guarigione.

Questo libro si focalizza sulle componenti psicologiche della guarigione, quali sono state individuate nei nostri sopravviventi eccezionali. Esso non aspira a sostituirsi in nessun caso a un controllo medico necessario, né pretende che la guarigione sia "soltanto" una storia psicologica. Altri autori hanno già sviluppato gli aspetti farmacologici, nutrizionali, energetici, ambientali o di igiene di vita. Sull'argomento, rinvio all'eccellente libro di David Servan Schreiber Guarirey nonché a quello di Guy Corneau La cura è in te, per nominare soltanto due tra i più recenti.

Come è d'uso in casi analoghi, i nomi delle persone citate negli esempi forniti sono stati cambiati (a eccezione di Gregg Lemond), al pari di alcuni dettagli di vita che avrebbero consentito di identificarle.

Qualche storia è in realtà una combinazione di particolari presi dalla vita di personaggi diversi per ragioni dimostrative. 

Pertanto, il libro è costruito sulle dodici tappe che abbiamo identificato nei casi di sopravviventi eccezionali.

Le 12 Tappe della Guarigione

Le 12 Tappe della Guarigione

Anche se con molto ritardo, la medicina ufficiale ha ammesso l’influenza della mente nell’insorgenza di varie patologie. Eppure, si fa ancora fatica ad accettare che la psiche possa anche avere un effetto positivo e risolutivo sul nostro organismo.

Frutto di uno studio pratico svolto nell'arco di vent'anni su 210 pazienti che avevano ricevuto diagnosi di grave entità ma hanno conseguito guarigioni stupefacenti, Le 12 tappe della guarigione identifica la costante che accomuna tutti questi pazienti.

In 12 esaurienti capitoli vengono presentate le 12 fasi che puntualmente si ripresentano in ogni processo di guarigione definito eccezionale. Ciascuna di queste tappe viene descritta in dettaglio per consentire al paziente di percorrerle a sua volta e avere accesso ai sorprendenti e inconfutabili risultati riscontrati dal dr. Moenaert. 

Di fronte a una diagnosi infausta, i pazienti che hanno attraversato le 12 tappe della guarigione sono riusciti a capovolgere la situazione e a guarire, agendo concretamente sul loro destino e divenendo gli artefici di quella trasformazione che porta dalla malattia alla salute.

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Alain Moenaert

Alain Moenaert è psicologo, psicoterapeuta e formatore qualificato di PNL. Ha fondato e diretto per vent’anni uno dei principali istituti di formazione in PNL. Per parecchio tempo ha collaborato con Robert Dilts, Bill O’Hanlon, Tom Best e altri esponenti della PNL. Ha inoltre dato vita a un progetto per il trattamento dell’ipertensione mediante un approccio multidisciplinare che propone un’alternativa a quello farmacologico.

 

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