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Introduzione - La Spia - Libro di Paulo Coelho

Leggi un estratto dal libro di Paulo Coelho "La Spia"

Introduzione - La Spia - Libro di Paulo Coelho

Gentile avvocato Clunet,

non so cosa accadrà alla fine di questa settimana. Sono sempre stata una donna ottimista, ma il tempo mi sta rendendo sfiduciata, solitaria, amareggiata e triste.

Se tutto andrà secondo le mie aspettative, non riceverà mai questa lettera. Sarò stata graziata. In fin dei conti, ho costruito la mia vita coltivando amicizie influenti. La conserverò affinché la mia unica figlia possa leggerla, un giorno, per scoprire chi fosse davvero sua madre.

Se invece mi sarò sbagliata, non nutro grandi speranze riguardo al fatto che queste pagine, sopra le quali ho consumato la mia ultima settimana di vita sulla nostra terra, vengano conservate. Sono sempre stata realistica e so perfettamente che, quando chiude un caso, un avvocato passa a quello successivo senza guardarsi indietro.

Immagino cosa accadrà ora. Lei è un uomo impegnatissimo che, difendendo una criminale di guerra, ha acquisito una certa notorietà. Avrà moltissime persone alla porta per implorare i suoi servigi. Seppure sconfitto, ha ottenuto un'enorme pubblicità. Incontrerà giornalisti interessati a conoscere la sua versione dei fatti; frequenterà i ristoranti più costosi della città e sarà guardato dai colleghi con rispetto frammisto a gelosia.

Sa perfettamente che non è mai esistita una sola prova concreta contro di me - è stata solo una manipolazione di documenti -, tuttavia non potrà mai ammettere pubblicamente di aver consentito che un'innocente fosse condotta al patibolo.

Innocente? Forse non è la parola esatta. Non sono mai stata innocente da quando ho messo piede in questa città che amo tanto. Pensavo di poter manipolare tutti coloro che miravano ai segreti di stato; immaginavo che tedeschi, francesi, inglesi, spagnoli non avrebbero saputo resistere alla mia persona - alla fine, però, sono stata io a venir manipolata.

Sono sfuggita ai crimini che ho commesso, il più grande dei quali è rappresentato dal fatto di essere una donna emancipata e indipendente in un mondo governato dagli uomini.

Mi hanno condannata per spionaggio, mentre mi sono limitata a raccogliere soltanto i pettegolezzi dei salotti dell'alta società.

Sì, io ho trasformato quelle chiacchiere in "segreti", perché volevo denaro e potere. Ma tutti i miei accusatori sanno bene che le mie parole non contenevano informazioni di cui non si fosse già a conoscenza.

Peccato che nessuno lo saprà mai. Queste buste troveranno la loro giusta collocazione in un archivio polveroso, fra gli incartamenti di tanti altri processi, e forse emergeranno da lì, caro avvocato Clunet, solo quando un suo successore - o il successore di un suo successore - si accorgerà di aver bisogno di spazio e deciderà di liberarsi dei vecchi fascicoli.

A quel punto, il mio nome sarà stato ormai dimenticato.

Comunque, non scrivo queste righe per essere ricordata. Sto tentando piuttosto di capire me stessa.

Per quale motivo? Per comprendere come può una donna, che per molti anni ha ottenuto tutto ciò che voleva, essere condannata a morte per un fatto estremamente risibile.

Adesso, ripercorrendo i passaggi della mia vita, mi rendo conto che la memoria è un fiume che scorre sempre a ritroso.

I ricordi sono affollati di stranezze, immagini di momenti che abbiamo vissuto e che possono ancora soffocarci con un minuscolo dettaglio, con un rumore insignificante. Un profumo di pane appena sfornato penetra nella mia cella e mi riporta alla mente i giorni in cui frequentavo i caffè. E qualcosa che mi annichila più della paura della morte e della solitudine in cui mi trovo.

I ricordi portano con sé un demone chiamato "Malinconia". Oh, è un demone crudele, al quale non riesco a sfuggire.

Udire una prigioniera che canta; ricevere una lettera da un ammiratore che non mi ha mai offerto né rose né gelsomini; ripensare a un momento vissuto in una certa città, una scena che all'epoca mi è passata inosservata e che adesso è tutto ciò che mi resta di questo o quel paese dove ho soggiornato.

I ricordi prevalgono sempre. E, con essi, sopraggiungono demoni ben più spaventosi della Malinconia: i rimorsi, gli unici compagni con i quali divido questa cella, tranne quando le suore decidono di venire a scambiare qualche parola con me. Non mi parlano di Dio né mi condannano per quelli che la società definisce i "peccati della carne".

In genere, pronunciano poche frasi, e subito dalla mia bocca sgorgano i ricordi, come se volessi tornare indietro nel tempo, immergendomi nel fiume che scorre a ritroso.

Una monaca mi ha domandato: "Se Dio ti concedesse un'altra occasione, agiresti diversamente?" Le ho risposto di sì, pur non essendo totalmente sicura.

So soltanto che adesso il mio cuore assomiglia a una città fantasma: è popolato di passioni, entusiasmo, solitudine, vergogna, orgoglio, tradimento e tristezza. Eppure non riesco a svincolarmi da questa realtà, anche quando provo pena per me stessa e piango in silenzio.

Sono una donna nata nell'epoca sbagliata. Ed è qualcosa che nulla potrà emendare.

Non so se il futuro serberà memoria di me ma, se ciò dovesse accadere, mi auguro di non essere mai considerata una vittima, bensì una persona che ha coraggiosamente scelto i propri passi e ha pagato senza paura il prezzo che le è stato imposto.

La Spia

La Spia

Lei, che attende la fine a Saint Lazare, è Mata Hari, la donna più desiderabile e desiderata del suo tempo: ballerina scandalosa, seduttrice degli uomini più ricchi e potenti del suo tempo, capace di diventarne cortigiana, amante e fidata confidente; e, forse per questo, di suscitare gelosie e invidie nelle donne e mogli della aristocrazia parigina.

Il passato di Mata Hari è oscuro, il presente pericoloso: ha dedicato la sua vita alla libertà e al desiderio, ha sfidato i pregiudizi della società. E ora sconta l’accusa infamante di spia.

Ma la sua unica colpa è stata di essere una donna libera.

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Paulo Coelho

Paulo Coelho è nato a Rio de Janeiro nel 1947. È considerato uno degli autori più importanti della letteratura mondiale.

Prima che Coelho diventasse autore di best-seller è stato direttore teatrale, commediografo, hippy e noto autore di canzoni per alcune tra le più famose pop star brasiliane. Successivamente ha lavorato come giornalista e autore televisivo.

 Dall'ottobre del 2002 Coelho è membro della Accademia Brasileña de las Letras. Inoltre è anche autore di una rubrica domenicale su "O Globo", uno tra i quotidiani a maggior tiratura in Brasile e diffuso in tutto il mondo. Dal settembre 2007 è stato nominato Messaggero di Pace delle Nazioni Unite.

Le opere di Paulo Coelho sono state pubblicate in più di 170 paesi e tradotte in 72 lingue e hanno venduto ben 65 milioni di copie! 

Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti in molti paesi, fra cui il "Crystal Award 1999", conferitogli dal World Economic Forum, il prestigioso titolo di Chevalier de l'Ordre National de la Légion d'Honneur, attribuitogli dal governo francese, e la Medalla de Oro de Galicia.

I lettori e i critici apprezzano in particolare il suo stile poetico, realistico e filosofico così come quel suo "linguaggio simbolico che non parla alla nostra testa ma al nostro cuore".

 

 

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