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Introduzione - L'Enneagramma Biologico - Libro di Manuele Baciarelli

Colui che cerca non desista dal cercare fino a quando non avrà trovato. Quando avrà trovato sarà turbato. Quando sarà turbato, si stupirà e sarà re su tutto. 
-(Vangelo di Tommaso, Hammadi II, trattato 2)

C’'è una relazione tra il cervello (sistema nervoso), gli istinti, il carattere, le emozioni, la personalità, i sentimenti, le passioni, il comportamento e soprattutto le motivazioni che stanno dietro il comportamento, dietro la nostra biografia, fatta di disagi, lutti, conflitti e la cosiddetta malattia? Perché ci ammaliamo? Cos’'è la malattia? Perché proprio io mi ammalo? La malattia ha un senso? Come diceva Jung: ““La malattia è lo sforzo che fa la natura per guarire l’'uomo””. Ma che relazione c’'è tra il carattere, la personalità, la ““Malattia”” e i sintomi psichici e organici che ne sono espressione?

Lo studio della personalità umana e delle tipologie psico/corporee è sempre stato un tema appassionante in tutte le tradizioni culturali, mistiche e religiose. Pensiamo ai quattro temperamenti ippocratici1 (melanconico, collerico, flemmatico, sanguigno) o le 5 strutture della bioenergetica di A.Lowen (schizoide, orale, psicopatico, masochista, rigido) o le tre tipologie corporee di W.Sheldon (endomorfico, mesomorfico, ectomorfico). Forse il carattere, la personalità sono espressione sensata di emozioni che si sono costruite in milioni di anni di evoluzione per il mantenimento della struttura vivente?


C’'è uno strumento per lo studio della personalità che negli ultimi anni sta riscontrando sempre più interesse: l’'Enneagramma. Dal greco ennea, nove e gramma, segno, è un simbolo geometrico a nove punte inscritte all’'interno di un cerchio, è una mappa, una struttura, attraverso la quale vengono rivelati i meccanismi (Passioni) che sono alla base del comportamento umano. Nove personalità, nove linguaggi, nove modi differenti di percepire la realtà.

Fin dai miei primi studi e seminari sul tema dell’'enneagramma ho avuto subito la sensazione che, dietro quei nove simboli, si nascondesse qualcosa di molto profondo, che non fosse semplicemente un sistema che descriveva i nove tipi di personalità che, in qualche modo, avesse a che fare con la crescita spirituale, e ancora molto di più! Cominciarono a balenarmi nella mente delle domande: dietro quei segni c’'è un senso biologico? Dietro quei segni c’'è un istinto? Attraverso l’'enneagramma possiamo risanare, recuperare quella frattura tra natura, istinto, biologia da una parte e la personalità, il carattere, la ricerca dell’'essere dall’'altra? C’'è una relazione tra le tipologie dell’'enneagramma e il processo biologico che chiamiamo malattia? E se c’'è, quale il senso e come ci può essere utile per vivere al meglio e in salute? L’'enneagramma è anch’'esso solo un mezzo, un espediente, oppure, come la malattia, è uno strumento attraverso il quale la natura fa quello che va fatto?

Quando dieci anni fa mi fu diagnosticato un tumore vi assicuro che, in quei momenti, non avevo il tempo per pormi queste domande; ero spaventato e grazie ad alcune persone che probabilmente mi erano arrivate in soccorso dal cielo, ebbi la forza o forse l’'incoscienza di non seguire i protocolli medici e di seguire una strada diversa. Alcuni mesi dopo stavo meglio, ““ero guarito””. Ma più avanti capirete il senso di queste parole e di cosa significa oggi, per me, ““stare meglio e in salute””. Quel momento così scioccante aveva trasformato la mia vita e, per dirla con San Giovanni della Croce, non rappresentava il mio Monte Sinai, ma sicuramente una delle tante notti oscure dell’'anima. È proprio
durante una di quelle notti che iniziarono a farsi avanti quelle domande: perché mi ero ammalato? Perché proprio io? Quella malattia aveva un senso? Quella malattia era connessa in qualche modo a un’'emozione, alla mia personalità, a uno di quei tanti aspetti di me che mi accompagnavano chissà da quanto tempo?

L’'enneagramma venne introdotto in Occidente all’'inizio del secolo scorso da G.I.Gurdjieff (1872-1949), un maestro ““cristiano esoterico””, come amava dire di se stesso. Secondo Gurdjieff, il carattere di ogni uomo presenta un aspetto che gli è centrale, paragonabile a un asse intorno al quale ruota tutta la sua falsa personalità. L’'individuazione di quest’'aspetto centrale, che Gurdjieff chiamava ““callo dolente””, è il compito fondamentale di ogni essere umano per la propria guarigione spirituale, per il proprio risveglio, per il ritorno a quell’'essenza che l’'uomo ha smarrito alla nascita per effetto di un’'interferenza deviante, passione o veleno, com’'era stata chiamata già nella tradizione cristiana dei padri del deserto. Una volta individuato questo ““callo dolente””, il lavoro consisteva nel ““farselo schiacciare””. Questo era il primo segreto nell’'ambito di tutte le scuole iniziatiche: Il primo di questi segreti è che l’'uomo può servirsi, come mezzo per il perfezionamento di sé, di una certa proprietà, presente nel suo psichismo che ha, in realtà, un carattere molto negativo. Questa proprietà può tuttavia essere d’'aiuto al perfezionamento di sé. In linea generale esiste in tutti gli uomini, particolarmente nei nostri contemporanei, e in special modo in voi: non è nient’'altro che quella proprietà che molte volte ho condannato e che ognuno considera, del resto, come una manifestazione indegna di un uomo che ha raggiunto l’'età responsabile tranne se stesso, naturalmente vale a dire ciò che si chiama ““auto inganno””. Questo nucleo fondamentale, inganno o passione dominante, è alla base delle nove strutture della personalità descritte nell’'enneagramma. Lo studio dei tratti fondamentali della personalità si deve al boliviano Oscar Ichazo, alla fine degli anni ’'60 e allo psichiatra cileno Claudio Naranjo. Il sistema da loro elaborato si basa su nove tipologie di personalità e 27 sottotipi.

Sono rimasto colpito da come Naranjo, medico psichiatra, all’'inizio dei suoi studi sull’'enneagramma fosse stato affascinato dall’'origine embrionale del temperamento umano. Nel suo libro fondamentale “Carattere e nevrosi”, riferendosi agli studi dello psicologo americano W.Sheldon scrive: L’'idea di Sheldon che le tre dimensioni del temperamento umano sono intimamente collegate con le strutture corporee che derivano dai tre strati originati dall’'embrione umano, ebbe conseguenze profonde nella mia comprensione delle cose.

L’'Enneagramma Biologico®, da me ideato, mette in relazione questo ““sentito personale””, emozione dominante, o callo dolente, alla base della struttura della personalità secondo il modello dell’'enneagramma delle personalità sviluppato da Ichazo e Naranjo ed evidenzia la connessione tra le nove famiglie (ma vedremo più avanti che in realtà sono 27 sottotipi, che diventano 54 se introduciamo anche la differenziazione destrimani/mancini) e il processo biologico sensato
chiamato ““Malattia””, secondo le Leggi Biologiche scoperte da Hamer (1935) alla fine degli anni ’'70.

Secondo questo modello, la malattia e i sintomi organici e psichici, che ne sono espressione, rappresentano un processo biologico sensato, sempre conseguenti alla soluzione di un conflitto biologico, originato da un evento inaspettato, e che la persona vive in base alla propria personalità, al proprio sentito personale o emozione dominante. Questo processo è sensato, quindi non malato, utile per la sopravvivenza dell’'essere umano e di tutti gli esseri viventi; ogni malessere o sintomo rappresentano pertanto la miglior risposta che una persona, in conformità al suo sentito personale, può dare in quel momento, per la propria sopravvivenza, di fronte a una situazione conflittuale che gli si presenta.

Dire che la malattia rappresenta una forma di guarigione può sembrare incomprensibile a tanti, un paradosso. In questo processo la relazione psiche-cervello-organo, scoperta da Hamer (ed è Legge di natura), rappresenta veramente un cambiamento radicale di paradigma. Alla base di questo processo c’'è quel modo di sentire con il quale ogni individuo, direi quindi in conformità al proprio enneatipo (termine coniato da Naranjo) e sottotipo, reagisce alle situazioni conflittuali. Il conflitto è il motore della vita: l’'evoluzione è potuta avvenire grazie ai conflitti e alla capacità dell’'essere vivente di dare una risposta in tempo utile, risolvendo o adattandosi a queste situazioni conflittuali (reazione di fuga/attacco).

L’'Enneagramma Biologico è una evoluzione dell’'enneagramma, frutto di osservazione. È una mappa, una struttura e come tale descrive le relazioni, spesso inconsce, esistenti tra le sue componenti. È l’'espressione di come la natura, attraverso il programma genetico della specie (e quindi in modo bio-logico, attraverso i nostri genitori e le generazioni che ci hanno preceduto), abbia organizzato: la sopravvivenza, il mantenimento dell’'equilibrio e quindi la necessità di soddisfare il principio del piacere (attraverso la soddisfazione di bisogni e desideri), emozioni, pensieri, comportamenti e i sintomi psichici e organici degli esseri umani in modo sensato. L’'equilibrio, così come il concetto di salute, è un processo dinamico e il suo mantenimento è possibile solo attraverso la capacità dell’'individuo (grazie anche ai programmi biologici sensati) di risolvere i conflitti in tempo utile. Come dice lo scienziato Henry Laborit:
La vita non sarebbe mai nata nell’'equilibrio e in esso non avrebbe potuto fare la sua comparsa la sempre maggiore complessità delle forme viventi.

È invece attraverso una costante mancanza di equilibrio, simile a quella di un uomo che, spinto alla spalle, per non cadere rincorre il suo centro di gravità, che la vita si è resa possibile.
Ciascuna delle nove famiglie dell’'enneagramma e in particolare ciascuno dei 27 sottotipi rappresenta la risposta adattativa, la memoria biologica sensata (quindi non malata), il sentito personale, di fronte agli eventi della vita scioccanti e inaspettati, ma anche e soprattutto la risposta a quelle situazioni recidivanti in cui ricadiamo continuamente e che alimentano quella ““spinta/equilibrio”” di cui parlava Laborit.

Il fatto è che se rimaniamo intrappolati, come spesso avviene, in quella emozione dominante, il nostro processo evolutivo si blocca o viene rallentato; ecco allora che i sintomi, che compaiono inevitabilmente tutte le volte che risolviamo una situazione (più avanti vedremo le leggi che regolano questo processo), sono lì ad avvertirci che qualcosa non va, che possiamo cambiare strada e che non è sensato ““sbattere la testa sempre contro lo stesso spigolo!””.
In questo senso ecco l’'importanza del simbolo dell’'enneagramma che, oltre a dare una descrizione approfondita delle nove personalità, ci indica anche una via, un percorso da seguire, attraverso l’'individuazione della propria passione o veleno, per ricondurci a quell’'essenza che abbiamo smarrito al momento della nascita e per ritornare a sviluppare tutte le nostre potenzialità. L’'essenza è la verità nell’'uomo, la personalità è la menzogna e lo sviluppo dell’'essenza è il frutto del lavoro su di sé, il frutto di un ritorno a casa e come diceva Gurdjieff: Si tratta di ripristinare ciò che è andato perso e non di acquisire qualcosa di nuovo. Questo è lo scopo dello sviluppo. Per questo motivo, è indispensabile imparare a distinguere l’'essenza dalla personalità, e imparare a separarle. Il mio lavoro in questi anni è stato quello di investigare la relazione tra questi conflitti e le emozioni dominanti che sono alla base delle
nove personalità dell’'enneagramma (in realtà 27 personalità) e la profonda unità esistente tra il conflitto, l’'emozione avvertita e la ““Malattia””. Conflitto prima inaspettato, poi rivissuto come conflitto in sospeso, recidiva conflittuale o binario che ogni essere umano rivive nella propria unicità e irripetibilità. Quello che ho osservato non è se una patologia sia ascrivibile unicamente a una delle nove famiglie (in fondo una bronchite la possiamo fare tutti una volta nella vita), ma che il rimanere immobili e ancorati a quel meccanismo nevrotico, passione dominante o ““callo dolente”” che dir si voglia, alla fine si manifesta o in un disagio psichico o in un sintomo organico, entrambi
sensati come forma di adattamento biologico di sopravvivenza. Se, ad esempio, una persona vive un conflitto di ““opporre resistenza”” e magari questo comportamento è qualcosa che lo accompagna spesso nella sua vita, questa emozione, questa modalità percettiva, si manifesterà in un comportamento (tipico ad esempio della tipologia 9, il pigro, l’'accidioso, la personalità depressiva che evita i conflitti, li rifiuta a tutti i costi e per questo motivo ovviamente ci cade
in continuazione) che attiverà sensatamente un programma biologico e un’'area cerebrale che consentirà un apporto maggiore di zuccheri nel sangue, per avere più energia e ossigeno per una eventuale disputa (che in genere però nel 9 è sempre trattenuta).

Sensatamente questo programma, che vi ricordo è legge di natura, ridurrà la produzione di insulina con un aumento sensato nell’'organismo di glucosio. Il conflitto biologico di ““opporre resistenza”” è un programma sensato; il risultato di milioni di anni di evoluzione e di memoria biologica, per aiutare l’'animale e l’'essere umano ad affrontare situazioni conflittuali e per mantenere l’'omeostasi. Quello che non èsensato - e questo è tipico dell’'animale uomo - è rimanere in questa situazione per anni e anni, se non addirittura per tutta la vita. Sono proprio questi conflitti, sentito personale, motivazioni, comportamenti e i rispettivi sintomi (regolati dalle leggi biologiche scoperte da Hamer), che ho osservato essere tipici di ciascuna delle nove famiglie dell’'enneagramma.

L’'obiettivo di questo libro è proprio quello di iniziare a descrivere il ““sentito personale biologico”” tipico di ciascuna di queste nove tipologie caratteriali e i relativi sintomi, e di mettere in luce come questi abbiano un senso prima di tutto biologico, ma anche per la crescita umana di ogni essere umano (il ritorno all’'essenza di cui parlava Gurdjieff). Un senso che possiamo finalmente riprenderci in mano e utilizzare nel nostro processo di trasformazione, ritornando a vivere in sintonia con la natura e con quelle leggi che regolano la nostra vita da millenni.

Per individuare la propria personalità secondo il modello dell’'enneagramma è sicuramente bene cominciare con la lettura di alcuni testi fondamentali, in modo particolare quelli di H.Palmer e R.Riso10, ma soprattutto di C.Naranjo, una delle figure più di spicco nel panorama mondiale. È sicuramente efficace, per iniziare questo processo di autoriconoscimento, frequentare seminari e gruppi di lavoro. Durante iseminari, grazie anche alla presenza di tante persone, c’'è la possibilità di osservare come il tipo e sottotipo si manifestino in forme fisiche, gesti, espressioni, modi di esprimersi e sintomi (attraverso la storia personale dei partecipanti). Un’'altra modalità per riconoscere tipi e sottotipi è quella di guardare i film e osservare i personaggi cinematografici che mettono in risalto gli aspetti caratteristici di un certo tipo di personalità11. Tutti questi strumenti a volte però non sono sufficienti. Ecco allora che l’'Enneagramma Biologico può rappresentare uno strumento in più e sicuramente uno strumento innovativo nell’'analisi della personalità. Mai nessuno, che io sappia, ha studiato in modo sistematico la relazione tra le tipologie dell’'enneagramma e i sintomi organici alla luce delle scoperte straordinarie di Hamer. Grazie all’'individuazione dei sintomi caratteristici delle nove personalità è possibile innanzitutto meglio riconoscerci nel tipo, ma anche e soprattutto vedere, come dicevano i maestri sufi, realmente a che punto siamo del cammino.

Molto spesso, durante i seminari, incontro persone che conoscono bene la struttura dell’'enneagramma, utilizzano da anni questo strumento, hanno fatto e continuano a fare ““un lavoro su di sé””, integrandolo anche con altre tecniche (PNL, Gestalt, costellazioni familiari, psicobiologia,...), e che a volte scoprono con meraviglia che la loro vita continua ad essere sempre costellata da quei sintomi organici specifici.

Rimangono sorpresi, stupiti, nello scoprire che quei sintomi sono recidive alla base delle quali stanno sempre le stesse storie, emozioni, conflitti, stesso sentito personale, come se, nonostante il lavoro su di sé, la persona fosse sempre ferma, bloccata in quell’'aspetto di sé che continua a ostacolare la propria crescita personale. Ritengo per questo che l’'Enneagramma Biologico sia uno studio originale, in continua evoluzione, che può essere utile a ogni persona di buona volontà nel proprio processo di liberazione.

Vorrei anche mettere in guardia il lettore dal ricercare in questo libro facili automatismi. Ogni essere umano è unico e irripetibile; fare conflitti è auspicabile, risolverli in tempo utile altrettanto, ma noi abbiamo la possibilità di non ricaderci e l’'Enneagramma Biologico è sicuramente uno strumento utile per evitare le ricadute. L’'Enneagramma Biologico non è una terapia e non vuole assolutamente sostituirsi al parere del medico. Questo libro vuole essere semplicemente un contributo a tutte quelle persone che sono in cammino, uno strumento di aiuto per riavvicinarci a quei valori dell’'esistenza di cui la personalità, ma anche il conflitto e la malattia, sono parte integrante.

 

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Manuele Baciarelli

Manuele Baciarelli ha fatto inizialmente l'imprenditore fondando una società informatica di cui è stato presidente per 25 anni. Dal 2002 studia e applica le 5 leggi biologiche del dr. Hamer. Si è formato presso l'associazione A.L.B.A. (Associazione Leggi Biologiche Applicate) e fa parte del consiglio docenti. È naturopata diplomato presso l'istituto Riza psicosomatica di Milano, Master in Enneagramma e ha partecipato al programma S.A.T.1 sull'enneagramma con Claudio Naranjo. Dal 2005 ha codificato e sviluppato l'Enneagramma Biologico®, il primo studio comparato al mondo tra la personalità e la malattia, unendo i modelli  dell'enneagramma e delle 5 Leggi Biologiche. È docente di Enneagramma Biologico® presso la scuola di naturopatia IBEZ di Alba (CN) e Cuorgné (TO). Da anni tiene seminari, conferenze e consulti in tutta Italia. Vive e lavora a Torino.

 

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