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Introduzione - Il Potere Emotivo dei Gesti - Libro...

Leggi un estratto dal libro di Amy Cuddy "Il Potere Emotivo dei Gesti"

Introduzione - Il Potere Emotivo dei Gesti - Libro di Amy Cuddy

Sono seduta al bancone del mio caffè letterario preferito, a Boston, con il laptop aperto, e scrivo. Dieci minuti fa ho ordinato un caffè e un muffin. La cameriera - una giovane donna dai capelli scuri, con gli occhiali e un sorriso cordiale - ha esitato un momento, poi: «Vorrei solo farle sapere», mi ha detto, «quel che ha significato per me il suo intervento al TED. È stata un'immensa fonte d'ispirazione. Un paio d'anni fa, un mio insegnante ce lo ha mostrato a lezione. Ora mi sono iscritta a medicina, e prima di sostenere il test d'ingresso mi sono messa in posizione Wonder Woman davanti allo specchio del bagno. Anche se non ci conosciamo, lei mi ha aiutato a capire che cosa volevo fare nella vita, e come riuscirci. Grazie!»

Con le lacrime agli occhi, le ho chiesto come si chiamasse.

«Fetaine», mi ha risposto. Abbiamo parlato un po' delle difficoltà incontrate in passato e del ritrovato entusiasmo per il futuro.

Chiunque entri in contatto con me è a suo modo unico e irripetibile, ma questo tipo di scambio capita assai più spesso di quanto avrei immaginato. Una persona che non conosco mi saluta con calore, mi racconta la sua storia - come sia riuscita ad affrontare una sfida importante - e, semplicemente, mi ringrazia per il ruolo che ho avuto nel suo successo.

Uomini e donne, giovani e vecchi, timidi ed espansivi, indigenti e benestanti... Hanno tutti una cosa in comune: si sono sentiti inermi davanti a situazioni fortemente ansiogene e hanno scoperto un modo semplice per fronteggiarle.

Per la maggior parte degli scrittori, prima c'è il libro, poi la reazione del pubblico: a me è capitato il contrario. In principio ho condotto una serie di esperimenti, che hanno ispirato il mio intervento del 2012 alla TED Global Conference.

Qui ho illustrato alcune delle acquisizioni più affascinanti sull'influsso che il corpo può avere sul cervello e sul comportamento e presento una tecnica - la posizione Wonder Woman menzionata da Fetaine - in grado di accrescere rapidamente il nostro senso di sicurezza e ridurre il livello d'ansia in situazioni difficili.

Ho inoltre parlato della mia lotta personale contro la cosiddetta sindrome dell'impostore e di come avessi imparato a ingannare me stessa per riuscire a percepire - e conquistare davvero - un maggior senso di sicurezza: una strategia che chiamo «fingi fino a diventarlo» (quella parte dell'intervento, peraltro, non era prevista, perché in fase di preparazione non mi ero creduta tanto audace da rivelare un aspetto così intimo a centinaia di persone. E invece...).

Non sapevo se e quanto questi temi avrebbero suscitato l'interesse della gente, di sicuro interessavano me. Subito dopo l'apparizione in rete del video di ventun minuti, tuttavia, ho cominciato a ricevere i feedback.

Certo, non è stato il mio discorso a fornire magicamente a Fetaine le competenze per superare il test d'ingresso. Non l'ha messa nella condizione di conoscere nei dettagli la differenza tra batteri del ceppo liscio e di quello ruvido, o il teorema dell'energia cinetica con le sue applicazioni. Forse, però, le ha tolto la paura che avrebbe potuto impedirle di tirar fuori quel che sapeva.

Il senso d'impotenza ci blocca: blocca ciò che sappiamo, che crediamo, che sentiamo. Vela ciò che siamo, rendendolo invisibile. Riesce persino ad alienarci gli altri.

L'opposto dell'impotenza è la potenza, giusto? In un certo senso è vero, ma non è tanto semplice.

Le ricerche che ho condotto per anni si aggiungono a un vasto corpus di indagini incentrate su una qualità che io chiamo «presenza», cioè una disposizione a essere presenti nel momento, sereni, disinvolti e sicuri di sé.

La presenza è un misto di determinazione e autostima, che scaturisce dal credere in se stessi, dal nutrire fiducia nelle proprie sensazioni, nei propri valori, nelle proprie capacità. È un'attitudine personale che si comunica subito agli altri e dà immediata forza alle nostre parole, alle nostre azioni, al nostro modo di porci.

È importante, perché se noi per primi non confidiamo in noi stessi, come possono farlo gli altri? Che si parli di fronte a due persone o a cinquemila, che si debba sostenere un colloquio di lavoro, raccogliere fondi per una causa o promuovere un'idea con potenziali investitori, che si agisca a nome proprio o per conto di terzi, nella vita ci si trova ad affrontare momenti impegnativi che richiedono il giusto equilibrio.

La presenza ci dà il potere di essere all'altezza di quelle situazioni.

Il percorso che mi ha portato a questa scoperta e all'intervento al TED è stato a dir poco tortuoso. Ma ho ben chiaro da dove è cominciato.

Il Potere Emotivo dei Gesti

Il Potere Emotivo dei Gesti

Una tesi semplice e rivoluzionaria: se fingi di essere sicuro e potente, automaticamente lo diventi. Lo dimostra la scienza.

Mani sui fianchi, petto in fuori, testa eretta: la tipica posizione di chi si sente forte. Basta assumerla per due minuti per alzare il livello di testosterone e abbassare il cortisolo (l’ormone dello stress). Prima di un colloquio o una riunione, aumenta esponenzialmente le possibilità di successo.

Il libro di Amy Cuddy, pioniera in questo campo di studi, dimostra che fingere sicurezza induce una reale sensazione di sicurezza: le nostre performance migliorano e diventiamo più credibili agli occhi degli altri.

Il linguaggio del corpo può plasmare la mente, questo libro contiene consigli scientifici per apparire e diventare sicuri e assertivi.

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Amy Cuddy

Amy Cuddy insegna ad Harvard.

Le sue ricer­che, incentrate sul linguaggio non verbale del potere e della competenza, sono comparse sulle più prestigiose riviste scientifiche e sono state riprese dai principali giornali internazionali.

 

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