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Introduzione - Il Disegno Unificato di Tutto -...

Leggi un estratto dal libro di Maurizio Forza "Il Disegno Unificato di Tutto"

Introduzione - Il Disegno Unificato di Tutto - Libro di Maurizio Forza

Finalmente dovremmo esserci. Anzi... ci siamo.

Normalmente le serissime scaramucce tra medicina accademica e medicina naturale faticano a trovare dei punti di contatto, perché in mezzo a loro c'è un oceano. Che questo oceano sia brulicante di squali finanziari o di plancton cerebrale, fa poca differenza, perché l'arroccamento sulle proprie posizioni o sui propri interessi è comune al genere umano, almeno a quello attuale.

Troverete con la stessa facilità sia il supermega primario di cardiochirurgia che, colpito in prima persona da un tumore all'intestino ormai in fase terminale, prova a fare una dieta vegana e guarisce convertendosi così alle terapie olistiche, sia il guru naturopata che, colpito dalla stessa patologia dopo 25 anni da vegano, in balia delle domande sul perché sia capitato anche a lui, si fa convincere dai familiari più stretti a fare la chemioterapia e guarisce, rivedendo così le sue posizioni. Poi incontrerete il consulente della Nuova Medicina Germanica che vi spiegherà che quello che era stato chiamato in tutti e due i casi adenocarcinoma del colon, altro non era che la fase di conflitto attivo di un programma biologico sensato della natura, in risposta ad uno shock inaspettato e drammatico di "contrarietà indigesta". E che sono "guariti" solo perché entrambi "sopravvissuti" ai due trattamenti fatti, perché in realtà è stata la natura a "guarirli", seguendo il suo processo bifasico.

Se poi tutti e due perché alla festa per la loro guarigione mangiano delle tartine con la maionese vegetale scaduta da 34 anni, si beccano il botulino e muoiono, certamente non ci possono fare niente, perché questo è stato contro le intenzioni della natura o comunque "è stata sfortuna, il destino!".

Insomma, la natura non crea sfigati, come recita un bel libro che vi consiglio, ma siccome gli sfigati ci sono, quando uscendo di casa il camionista ubriaco li stende a terra... beh, allora saranno tutti d'accordo che in quella circostanza anche le leggi della medicina hameriana alzano bandiera bianca e vi diranno che tali leggi non funzionano, perché in questa realtà esistono delle circostanze che esulano dal controllo personale, perché sono indipendenti dalla nostra volontà o coscienza.

E qui, anche i più ferventi sostenitori del motto di Hamer "se le leggi sono biologiche allora devono valere sempre" (nell'ambito biologico), che trovano in libreria un libro di fisica quantistica dove si cita l'esperimento di Bell sulla correlazione delle particelle a distanza, vi diranno che non ci si poteva far niente. Anche se durante i loro seminari comunque ve la spiattelleranno davanti per creare un bel alone di misterica scientifica a sostegno di ciò che vi dicono (e vi vendono...).

Quindi cosa facciamo? Perché si guarisce e si muore da tutte e due le parti? Perché le leggi biologiche sembrano non riuscire a correlarsi in un tutt'uno né da una parte né dall'altra? Come mai tutto questo avviene biologicamente secondo leggi fisiche che a volte decidiamo di applicare e a volte no, perché del resto, come tutti sanno, ci si mette di mezzo il caso o il destino o comunque il libero arbitrio degli altri?

È un po' come quando agli inizi del '900 nei laboratori di fisica non si riusciva a capire come mai, nonostante le equazioni di Newton funzionassero alla grande mantenendo la nota forza di gravità (quella che lo aveva fatto sporcare di pere in testa...) come costante fissa, si utilizzavano bene anche le equazioni di Maxwell che consideravano invece fissa la velocità della luce, indipendentemente dal punto di riferimento.

Nei sistemi di Newton la velocità era sempre la velocità di un oggetto, come un pianeta, rispetto ad un altro. Per contro, la luce sembrava proprio avere una velocità assoluta in sé: come era dunque possibile che formule matematiche che descrivevano e predicevano con precisione fatti verificabili nella realtà tangibile, fossero tutte e due giuste se utilizzavano costanti diverse?

È un po' come la storiella di prima (per altro vera...) dei due tizi con l'adenocarcinoma al colon: stessa patologia e cure diametralmente diverse che hanno avuto poi lo stesso decorso, ossia la guarigione. O funziona una delle due che stimola la vita, o funziona l'altra che invece agisce sul distruggerne una parte!

Forse dovremmo cominciare a ribaltare la metodologia di ricerca, come fece quel simpatico giovanotto di nome Albert Einstein che nel 1905, invece di mettersi da subito a far conti con algoritmi differenziali, ipotizzò non tanto di determinare dove stava l'errore nascosto in una delle due teorie, quanto di immaginare un disegno più grande che desse senso all'unione di tutte e due le verità e che ne formasse il substrato nel quale tutte e due potessero convivere.

E andò proprio così! Prima c'era lo spazio, dove i corpi di Newton si muovevano seguendo le formule con le costanti gravitazionali, che proprio per lo scorrere lineare determinavano il tempo, dove una velocità fissa come quella della luce non poteva, per forza di cose, trovare una collocazione. Ma se il muoversi di un oggetto nello spazio ad una certa velocità in un certo lasso di tempo, considerato una cosa diversa dallo spazio, mi dà una certa velocità, come faccio io a sapere già prima che la luce ha sempre quella stessa e fissa velocità? Semplice, togliamo la differenza fra lo spazio ed il tempo e creiamo lo spaziotempo, così la luce diventa il punto di riferimento del muoversi delle cose nello spaziotempo. Logico, anche solo per un quoziente intellettivo superiore a quello di un bambino della scuola materna. Quindi solo ad Albert Einstein.

Un bel salto di modus operandi mentale, nell'era della ricerca della propria ragione contro quella di qualcun altro: creo semplicemente una terza verità che dà spazio, ops scusate, spaziotempo, a tutte le altre due che si combattono.

Vogliamo l'era della cessazione del duale? C'è chi ha cominciato da un bel po'...

Come al solito la chiave va sempre cercata e, come tutti sappiamo, quando ne abbiamo un bel mazzo, cominciamo a provarle tutte, ed è sempre, sempre l'ultima in fondo. Tutte le volte è così, finché non capiamo il trucchetto e la volta dopo semplicemente giriamo il mazzo e per magia la chiave giusta è la prima.

Grazie alle scoperte di Hamer, forse anche Mose avrebbe capito che ciò che gli causò una morte improvvisa sul monte Nebo, fu probabilmente un infarto, ovvero la soluzione biologica di un conflitto del profugo e di un conflitto del territorio, durati in fase attiva ben 40 anni. Tali conflitti si erano risolti quando finalmente Mose e il suo popolo erano giunti nella tanto agognata terra promessa. A Mose, in gran forma a 120 anni, sapere di essere un 8, probabilmente mancino e sicuramente conservativo, e che la soluzione di tali conflitti andava a interessare il cuore, avrebbe permesso di preparare adeguatamente proprio corpo, evitando che la risposta biologica di soluzione conflittuale gli fosse fatale.

Cosa vuol dire tutto questo? Adesso ve lo anticipo e la prenderemo alla lontana, molto alla lontana, perché la cosa divertente sarà vedere come, in realtà, tutto questo ci è sempre stato raccontato nell'arte e nella letteratura nel corso dei secoli da parte di chi questa verità la conosceva e il giochino è stato nasconderlo "sotto il velame de li versi strani".

In medicina, ma ancora di più nella vita, la teoria del tutto esiste già.

La Divina Commedia, l'Ultima Cena, il Flauto Magico, il Messiah, la variazione Goldberg, il Signore degli Anelli, Alice nel paese delle meraviglie, Harry Potter, sono solo storie nelle quali viene tracciato il processo necessario al perfezionamento della biologia umana, indipendentemente che lo intendiamo come salute perfetta, equilibrio biofisico o immortalità. E visto che stiamo puntando in alto, tanto vale puntare diritti a quest'ultima, secondo me...

Questo libro è dedicato tutti coloro che, di fronte a una guarigione "inspiegabile" sono stanchi di sentir dire: "Sarà effetto di suggestione psicologica..." e vogliono poter riprendere: "Grazie! Sono proprio felice di essere riuscito a interagire con il tuo cervello."

Come sia possibile, lo capiremo presto.

Il Disegno Unificato di Tutto

Il Disegno Unificato di Tutto

Dopo anni, secoli; millenni di incomprensioni e battaglie, finalmente scienza accademica, filosofia e anche spiritualità ritrovano la strada comune.

Un lavoro monumentale di raccolta dati che spazia in tutte le discipline citate che giunge alla più inaspettata ed inattesa delle conclusioni: l'essere umano è progettato ed attrezzato per essere immortale. La presa di coscienza di come tutta la materia si è generata nell'universo delinea la strada che le leggi fisiche utilizzano per manifestarsi nel corpo umano. Questo basta per riprendere il potere che a colpi di premi Nobel la scienza ci dimostra essere presente dentro di noi.

Sarà commuovente rendersi conto che la medicina, la filosofia, e le scuole di antica saggezza hanno sempre avuto tutte ragione: si erano solo "dimenticate" di parlare tra di loro.

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Maurizio Forza

Maurizio Forza ha conseguito una laurea in fisioterapista, il c.o. e D.o. in osteopatia, è Kinesiologo e Naturopata. Insegna in numerose scuole ed Accademie italiane. E' vicepresidente dell'Accademia di Naturopatia Olistica Tesla e cofondatore insieme a Manuele Baciarelli del Jubileum Project, scuola-percorso di spostamento coscienziale della personalità.