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Introduzione - "Il Corso: un sentiero per la...

Leggi in anteprima un brano del libro di Corinna Stockhausen "Il Corso: un sentiero per la crescita interiore"

Introduzione - "Il Corso: un sentiero per la crescita interiore"

Gli scritti che seguono sono stati concepiti come aiuto pratico e vorrebbero accompagnare il lettore lungo la sua giornata per un periodo di tre mesi.

Si tratta di testi brevi che vanno letti quotidianamente ad eccezione della domenica; per un approfondimento sono stati aggiunti alcuni semplici esercizi di meditazione. La lettura dei messaggi nonché gli esercizi non richiedono più di una ventina di minuti al giorno.

Non ci sarebbe da aggiungere molto altro su questo libro se potessi affermare di aver scritto i testi da sola. Ma questo è vero solo in parte. Naturalmente li ho scritti ed elaborati di persona. Ma provengono da altre sfere che non possono essere definite con maggiore precisione. E perciò mi pare irrinunciabile spiegare più dettagliatamente gli avvenimenti che hanno portato alla genesi di questi scritti.

C’era una cosa di cui mi ero accorta mentre traducevo dei testi spirituali dall’italiano in tedesco: era straordinario quanto il lavoro mi riuscisse facile, mi sembrava che le frasi mi venissero suggerite parola per parola senza che mi dovessi preoccupare della loro struttura o della costruzione. Quando cercai di influenzare questo processo intenzionalmente, all’improvviso gli aiuti cessarono: procedevo con fatica, come mi succede sempre con quello che scrivo di persona. Un atteggiamento rilassato e riconoscente, una specie di leggera trance erano necessari per far sì che le parole potessero fluire liberamente.

Circa nello stesso periodo avevo cominciato, in quello stato di relax cui ho accennato sopra, a far affiorare dal profondo risposte a quesiti personali per poi annotarle. All’inizio erano brevi indicazioni pratiche, poi consigli sempre più circostanziati che trovavo sempre sorprendenti e imprevedibili. L’unica spiegazione che potevo darmi era che avevo trovato l’accesso ad una saggezza interiore inconscia. Non mi è però mai riuscito di sentire questi messaggi come opera mia.

Questo dipende fondamentalmente dal fatto che si tratta di dialoghi con un “tu“ che percepisco come altro da me e che non presentano il carattere di monologo dei soliloqui che conduco di solito con me stessa.

Di queste esperienze parlai solo con una buona amica. Avevamo deciso di meditare regolarmente, ma per motivi di tempo non ci era possibile incontrarci ogni giorno. All’inizio avevamo pensato di creare una sorta di connessione telepatica e di riunirci in un luogo immaginario alla stessa ora, restando ognuna a casa propria. Immaginavamo la stessa scena: un incontro intorno a un fuoco di bivacco sulla spiaggia. Dopo pochi tentativi ci rendemmo conto con stupore che non solo eravamo in grado di percepire la presenza o l’assenza dell’altra, ma che, nella visualizzazione, si accompagnavano a noi anche altri esseri, che potevamo percepire ambedue, indipendentemente l’una dall’altra.

Identificai due di questi compagni: un saggio orientale dalla lunga barba, con una veste rossa riccamente ricamata che si distingueva per la sua nobile, quasi severa, austerità e un’indiana con un sari bianco, che mi sembrava indulgente ed amorevole. Anche la mia amica si sentiva accompagnata da due saggi maestri: un giovane biondo e una donna avvolta in molti veli

I maestri spirituali cominciarono a parlarci ed io – ad occhi chiusi – prendevo nota di ciò che dicevano durante la meditazione.

Dalle loro parole emerse che non ci eravamo incontrati per caso in quel luogo, né per caso eravamo in due e che i nostri incontri avrebbero avuto uno scopo didattico. Ci sarebbero stati trasmessi dei messaggi che dovevano accompagnarci nella nostra crescita.

La struttura chiara dell’insieme si delineò solo gradualmente: durante una settimana ci dedicavamo ad un tema che veniva illustrato sempre da angolature diverse; parlavano ogni volta due dei maestri presenti, in modo che ogni giorno ne risultavano due testi brevi. Curiose, ma piene di dubbi, seguivamo le comunicazioni giornaliere e gli sviluppi che per noi furono altrettanto sorprendenti e imprevedibili come ora lo sembreranno al lettore. La scelta del tema della settimana venne affidata a noi, ma scaturiva quasi necessariamente dal contenuto dei discorsi precedenti. La domenica era libera per assimilare ed elaborare quanto avevamo imparato.

Dopo un po’ anche la mia amica cominciò a ricevere messaggi, cosicché nei nostri incontri dopo la meditazione ci scambiavamo i rispettivi testi. Era stupefacente come questi messaggi, ricevuti in luoghi diversi, avessero gli stessi contenuti e come fossero in sintonia fra loro, pur differendo in quanto alla forma, a seconda di quale di noi due li avesse ricevuti. E il leggere, discutere e meditare sul loro contenuto stimolava la nostra crescita; constatammo la profonda influenza che esercitavano sulla nostra vita, quanto spesso ad ambedue accadessero cose su cui potevamo mettere alla prova le nuove conoscenze. E ben presto ci venne l’idea che questo corso – che alla fine avrebbe coperto dodici settimane – doveva essere messo a disposizione anche di altre persone.

È per questo che, ad un anno di distanza, ho elaborato i testi per questo libro. Leggendo nuovamente i messaggi mi sono resa subito conto che le prime due settimane contenevano soprattutto indicazioni personali: avevamo dovuto superare molti dubbi per poter portare avanti questo strano progetto. Ho eliminato quindi queste indicazioni, che per il lettore risultano irrilevanti e ho invece lasciato all’inizio di ogni pagina, in corsivo, unicamente commenti personali che servono alla comprensione generale o illustrano le nostre esperienze riguardo i messaggi.

D’accordo con i nostri amici invisibili e con il loro aiuto ho deciso di sostituire parte delle prime due settimane con nuovi testi. Non ci sono stati problemi per rincontrare i maestri al fuoco di bivacco, come se dal nostro ultimo incontro fosse passato solo un minuto.

Le settimane seguenti invece sono state rielaborate il meno possibile.

L’altisonante titolo Il corso è opera mia. Quello che ne pensano gli invisibili lo rivelano solo alla fine del libro. L’ho comunque mantenuto, perché anche il mio piccolo Io umano fa parte del lavoro e non va negato.

Per il lettore sicuramente è consigliabile seguire la struttura indicata. Questo significa che può cominciare la lettura un qualsiasi lunedì e fare una pausa ogni domenica. Naturalmente i testi possono essere letti anche con tempi più lunghi. L’unica cosa non consigliabile è leggere più di una “giornata” alla volta. Assimilare veramente i contenuti richiede il suo tempo. E anche gli esercizi lo richiedono, anche se si tratta per lo più di pochi minuti al giorno.

Chi riesce a resistere alla curiosità non dovrebbe andare a leggere le pagine successive, né farlo a salti. Ogni messaggio si basa sul precedente; parte dell’incanto, ma anche dell’intento didattico dei testi sta nella loro imprevedibilità.

È anche utile e ragionevole ripetere il corso quando è passato un po’ di tempo. Stranamente e quasi prodigiosamente appaiono aspetti del tutto nuovi, si aprono livelli di lettura diversi.

Naturalmente tutte queste indicazioni sono soltanto consigli. L’unica vera regola è l’assoluta libertà del lettore. Se non si riesce a lavorare con regolarità, se si hanno difficoltà con gli esercizi non è il caso di sentirsi la coscienza sporca. Meditare con successo non è un presupposto essenziale per una buona riuscita; neppure esercitarsi con accanimento garantirà buoni risultati. In questo campo non valgono le nostre idee umane di disciplina. Quello che importa – come affermano sempre gli invisibili – sono la buona volontà e l’intenzione. E alla fine non c’è nessun diploma. La trasformazione che avviene nel profondo non è misurabile, eppure è innegabile. E questo cambiamento sarà tanto più grande quanto più si riuscirà a sentirsi interpellati, a prendere i testi su un piano personale e a riferirli a se stessi.

Questo non è solo il racconto dell’evoluzione di due donne. Gli scritti danno al lettore la possibilità di uno sviluppo proprio. Quando i maestri dicono “tu” si rivolgono a ciascuno di noi.

Ciononostante ognuno dovrebbe sentirsi libero di prendere dai messaggi ciò che più gli serve in quel particolare momento. Noi li abbiamo ricevuti in dono e mi pare che il mio unico compito sia trasmetterli.

Un’ultima annotazione: il dialogo con i maestri avviene – almeno nel mio caso – ricevendo pensieri o concetti. Perlopiù allo stesso tempo visualizzo immagini che, se necessario, cerco di descrivere all’inizio del messaggio. I pensieri si trasformano in parole; è chiaro che in una certa misura interpreto e “traduco” i contenuti. Quando ho potuto, ho cercato comunque di renderli nel modo più neutrale possibile. Ma anche cercando di rendermi trasparente al massimo, non posso non interpretare le idee e i concetti percepiti nell’ottica del mio personale substrato culturale e religioso e renderli con i mezzi linguistici di cui dispongo. Così per esempio interpreto la formula che conclude un messaggio come “Amen”, mentre la mia amica buddhista l’ha fatto a modo suo. Si dovrebbe tenere presente che anche le religioni non fanno altro che dare una definizione a fenomeni che sono al di là della nostra comprensione ed interpretare messaggi ricevuti. Ognuno ha invece il diritto di interpretarli a modo proprio.

Prego pertanto il lettore di non lasciarsi scandalizzare da qualche definizione, ma di cogliere il pensiero al di là della forma. Gli auguro ogni bene con tutto il cuore.

Corinna Stockhausen

 

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Corinna Stockhausen, nata a Krefeld (Germania) nel 1962, si laurea nel 1992 in Storia dell’Arte all’Università di Bonn e vive in Toscana. Dal 2009 riceve messaggi dai Maestri invisibili. Tiene presentazioni e conferenze su Il Corso e ha creato un centro d’incontro per lo sviluppo personale.

 

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