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Introduzione - I Fiori di Bach alla Luce del...

Leggi un estratto dal libro di Bruno Cerchio "I Fiori di Bach alla Luce del Vangelo "

Introduzione - I Fiori di Bach alla Luce del Vangelo  - Libro di Bruno Cerchio

Edward Bach, medico e sensitivo

Edward Bach (1886-1936) rinunciò alla sua promettente carriera nella medicina ufficiale per dedicarsi interamente alla ricerca dei suoi rimedi floriterapici. Man mano che procedeva nella scoperta dei rimedi, essi venivano venduti a prezzi estremamente abbordabili ad alcune farmacie omeopatiche; quando curava in prima persona, Bach lo faceva a titolo gratuito, e le offerte ricevute venivano utilizzate per la sua ricerca.

L'atteggiamento di per sé non dice nulla sulla validità dei rimedi - viceversa dice molto sulla persona. Era un uomo dalla profonda religiosità, anche se essa non s'incanalava in percorsi riconducibili a una religione positiva; tutti i suoi scritti partono sempre da presupposti spirituali.

Ecco qualche breve stralcio:

La salute è la presa di coscienza di ciò che siamo: siamo perfetti, siamo figli di Dio.

Nella sua essenza, la malattia è il risultato di un conflitto tra Spirito e Mente e non sarà mai sradicata senza uno sforzo spirituale e mentale. [...] In molti casi una guarigione apparente è addirittura dannosa perché nasconde al malato la vera causa del disturbo.

La malattia è di per sé benefica e ha come fine quello di riportare la personalità alla volontà divina dello Spirito; può dunque essere prevenuta ed evitata. [...] La Potenza Divina ci offre tante opportunità di migliorarci prima di infliggerci, in ultima analisi, dolore e sofferenza.

Le reali malattie primarie dell'uomo sono difetti quali l'orgoglio, la crudeltà, l'odio, l'egoismo, l'ignoranza, l'instabilità e l'avidità.

In particolare, segnaliamo il seguente brano:

L'interesse che oggigiorno si manifesta sempre di più nei confronti delle verità metafisiche, il numero crescente di coloro che vogliono saperne di piiì sull'esistenza, prima e dopo la vita terrena, la scoperta di metodi nuovi per combattere la malattia attraverso la fede e le pratiche spirituali, la ricerca di antichi insegnamenti e della saggezza orientale sono tutti segnali che dicono che le persone del momento presente hanno intravisto la realtà delle cose. Così, se ritorniamo al problema della guarigione, comprendiamo bene come anche la medicina dovrà stare al passo con i tempi e sostituire le proprie metodologie improntate a un grossolano materialismo con altre tipiche di una scienza fondata sulla Verità e governata dalle Leggi stesse che regolano la nostra natura.

La guarigione passerà da metodologie puramente fisiche per curare il corpo all'adozione di metodi spirituali e psichici, i quali, ristabilendo l'armonia fra lo Spirito e la Psiche, sradicheranno la causa che è alla base della malattia. Se necessario si ricorrerà ai suddetti metodi fisici per completare la guarigione del corpo.

Se la professione medica non prenderà coscienza di questi fatti e non si evolverà con la crescita spirituale della gente, è del tutto possibile che l'arte del guarire passi nelle mani degli ordini religiosi o in quelle dei guaritori nati. Costoro sono sempre esistiti in ogni generazione, ma sono sempre passati più o meno inosservati e ostacolati, nel seguire la loro naturale vocazione, dall'atteggiamento della medicina ortodossa.

Risulta evidente dai brani citati lo stile estremamente scorrevole e semplice utilizzato dal dottor Bach; esso quadra perfettamente con la sua intenzione di approntare un sistema di terapia utilizzabile da tutti. Il suo sogno era di poter arrivare all'auto-terapia, o almeno a un sistema di cura da impiegare a livello domestico e familiare. Questo spiega anche le espressioni molto delicate con cui indica gli stati negativi legati a ogni fiore: la sua idea, infatti, era di far sì che le persone potessero identificarsi senza venire urtate da descrizioni scostanti. Così inizia la presentazione del sistema:

Come si è sempre saputo nel corso della storia, la cura della malattia risiede nelle erbe guaritrici del campo; quindi, tutti coloro che sono ammalati sappiano questo: la malattia non avrebbe mai ottenuto il potere che ha adesso se l'uomo non avesse abbandonato la protezione naturale contro di essa, vale a dire le erbe guaritrici. 

La floriterapia di Bach tuttavia non può essere confusa con la consueta fitoterapia; mentre quest'ultima cura con gli stessi criteri della medicina ufficiale, utilizzando semplicemente dei farmaci di origine vegetale, la floriterapia agisce su un altro piano. Già l'uso esclusivo del fiore, i metodi di preparazione e le diluizioni non entrano nei criteri della medicina allopatica, ma la distanza sta soprattutto nelle indicazioni.

Queste, infatti, non riguardano i sintomi o i malesseri organici, ma gli stati d'animo negativi che, sebbene possano essere all'origine di manifestazioni patologiche dal punto di vista fisico, vanno comunque curati di per sé in quanto nocivi per la crescita della persona. Ciò farebbe rientrare i rimedi nella sfera propria ai farmaci psicotropi: non è così, sia perché gli stati d'animo curati non sono indice di malattia per la medicina (alcuni possono al massimo essere considerati indizi in sede psicoterapica), sia perché il livello dell'intervento è ben lontano dall'alterazione psicologica prodotta dagli psicofarmaci.

Tuttavia in molti contesti si è riusciti a ridurre l'impiego degli psicofarmaci proprio con i fiori di Bach.

Una problematica classica delle medicine non convenzionali è la differenza di risposta individuale, da un risultato quasi nullo a uno eclatante - e i fiori di Bach non sono un'eccezione. La non verificabilità scientifica del loro modo di agire (almeno secondo i criteri della scienza materialistica) cozza contro il fatto che in più di ottant'anni di utilizzo una grande quantità di persone ne ha tratto giovamento. Si è evocato a questo proposito l'effetto placebo, ma quest'ultimo non spiega la loro azione su piante e animali (verificata anche da chi scrive).

Una via di crescita

Per il dottor Bach la malattia consiste sempre nell'allontanamento dalla presenza di Dio in noi.

Da tempi immemorabili - egli scrive - l'uomo ha rivolto lo sguardo a due grandi fonti di guarigione: il suo Creatore e le erbe del campo, che il Creatore ha posto per il sollievo di coloro che soffrono. Ma una verità è stata generalmente dimenticata: che quelle erbe del campo poste per la guarigione, il benessere, la calma, il sollievo delle nostre cure e dei nostri affanni, ci portano più vicini alla Divinità interiore. Ed è quell'aumento della Divinità interiore che ci guarisce.

In Guarisci te stesso esprime un concetto simile:

Il corpo, nonostante sia il tempio terreno di quello Spirito, non è che un Suo tenue riflesso. Questo nostro Spirito, il Divino che risiede in noi, stabilisce il percorso che le nostre vite devono compiere. Esso desidera che siano orientate verso il bene, quindi, fino a quando glielo permettiamo, ci guida, ci protegge e ci incoraggia, benefico e attento nel condurci verso ciò che è meglio per noi.

Queste frasi tengono conto della Prima Lettera ai Corinzi di Paolo, dove dice: «Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!» (1 Cor 6,19-20).

Edward Bach considera la guarigione un evento spirituale e, se non diventa tale, in fondo non si tratta di vera guarigione: «Anche se una terapia materiale è di per sé apparentemente positiva, essa non sarà nulla di più che un sollievo temporaneo fino a quando non verrà rimossa la vera causa».

Ecco dunque l'idea di considerare le tipologie descritte da Bach come tappe di un percorso per il progersso personale, senza nulla togliere alla valenza terapeutica. Il legame di ogni fiore con uno stato d'animo negativo da curare suggerisce una potenzialità di crescita che supera l'aspetto fisico o psichico; la possibile trasformazione positiva indica una disposizione presente in noi bisognosa di riequilibrio.

Le virtù curative dei fiori esprimono una mappa interiore ottimale, i segni di un cammino di crescita interiore da realizzarsi di là dall'utilizzo dei fiori stessi, i quali ovviamente possono essere un valido aiuto. Ciò non è estraneo al metodo consueto per la loro prescrizione, consistente nell'introspezione: guardare le proprie emozioni e disagi per comprendere quanto non funziona nel nostro modo di vivere e affrontare il mondo - analisi che può essere compiuta da soli o con l'aiuto di una persona esperta.

Man mano che scopriva i suoi rimedi, Bach tentava di sistematizzarli - come avvenne per la serie dei dodici «guaritori» e dei sette «aiuti»; quando la serie dei 38 fiori fu completa, divisa in due sequenze di 19, egli considerò l'opera terminata e il suo insieme come un repertorio esauriente degli stati d'animo umani.

Sono state proposte varie interessanti sistematizzazioni dei fiori, tuttavia quella dei sette gruppi realizzata da Bach stesso conserva la sua preminenza. Ecco la suddivisione:

Per coloro che hanno paura:

  • Rock Rose
  • Mimulus
  • Cherry Plum
  • Aspen
  • Red Chestnut

Per coloro che soffrono d'incertezza:

  • Cerato
  • Scleranthus
  • Gentian
  • Corse
  • Hornbeam
  • Wild Oat

Per coloro che non provano interesse per il presente:

  • Clematis
  • Honeysuckle
  • Wild Rose
  • Olive
  • White Chestnut
  • Mustard
  • Chestnut Bud

Per coloro che soffrono di solitudine:

  • Water Violet
  • Impatiens
  • Heather

Per coloro che sono ipersensibili alle influenze e alle idee:

  • Agrimony
  • Centaury
  • Walnut
  • Holly

Per coloro che si scoraggiano e si disperano:

  • Larch
  • Pine
  • Elm
  • Sweet Chestnut
  • Star of Bethlehem
  • Willow Oak
  • Crab Apple

Per coloro che si preoccupano eccessivamente per il benessere altrui:

  • Chicory
  • Vervain
  • Vine
  • Beech
  • Rock Water

La suddivisione di Bach è indicativa, eppure sufficientemente generica da non determinare troppo la specificità del fiore - per fare un esempio, la differenza tra l'incertezza di Corse e di Wild Oat è molto grande, poiché la prima porta a rinunciare alla speranza, la seconda a rinunciare a una scelta fondamentale. Nello stesso tempo, anche se chi ha ormai una pratica consolidata riesce a muoversi con disinvoltura tra le particolarità dei singoli fiori, di primo acchito ci si può confondere con l'ambito specifico di alcuni rimedi - difficoltà acuita in certi casi dalla poca chiarezza nell'esprimersi della persona da curare.

Tutti proviamo gli stati d'animo negativi legati ai vari fiori - certo, non insieme, non nello stesso periodo, non con la stessa intensità. Vi sono poi alcune tendenze da considerare caratteristiche della personalità: certi fiori di Bach esprimono proprio una specifica tipologia umana. Per altri fiori invece si può parlare di stati transitori capaci di manifestarsi in periodi segnati da qualche difficoltà.

Purtroppo la necessità terapeutica spinge in molti casi a identificare il fiore con lo stato negativo da curare, piuttosto che con la qualità positiva corrispondente. Vorremmo invece proprio da questa partire per proporre un percorso di crescita spirituale secondo le virtù legate ai fiori stessi.

I Fiori di Bach alla Luce del Vangelo

I Fiori di Bach alla Luce del Vangelo

Edward Bach (1886-1936), fondatore della floriterapia, possedeva un profondo senso spirituale che traspare di continuo nelle sue poche opere scritte, caratterizzate da un linguaggio semplice ma intenso.

La sua spiritualità si esprime però in modo libero e non legato a una particolare ortodossia religiosa, sebbene siano frequenti i richiami alla persona e al messaggio di Cristo.

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Bruno CerchioTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Bruno Cerchio è nato a Torino nel 1954, è diplomato in Composizione e laureato in Filosofia e Teologia.

Ha insegnato nei Conservatori di Milano e Torino; le sue musiche sono state eseguite da importanti orchestre nazionali e internazionali. Si è occupato di studi tradizionali, dirigendo la collana «Biblioteca dell'anima» presso l'editore II leone verde.

Da tempo appassionato di cucina, ha gestito il primo negozio di cibi indiani a Torino.

 

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