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Introduzione - E se Questo fosse il Paradiso? -...

Leggi un estratto dal libro di Anita Moorjani "E se Questo fosse il Paradiso?"

Introduzione - E se Questo fosse il Paradiso? - Libro di Anita Moorjani

E se improvvisamente ti rendessi conto che questo è il paradiso (o il nirvana), proprio questa vita fisica che stiamo vivendo adesso?

So che può sembrare assurdo, e riesco a sentire alcuni di voi che pensano: "Se questo è il paradiso, perché a me sembra l'inferno?". E vi capisco.

Di sicuro mi sembrava l'inferno quando da bambina ero vittima di bullismo e venivo derisa e discriminata per il colore della mia pelle e per le origini della mia famiglia, tutte cose che non dipendevano da me. E certamente mi sembrò di nuovo l'inferno quando mi ritrovai ad affrontare il cancro, dovendo vivere tutti quegli anni con la paura e un dolore continuo.

Ma segui per un attimo il mio ragionamento.

E se la ragione per cui, per tanto tempo, la mia vita mi è sembrata un inferno fosse che non sapevo quanto ero potente e cosa ero in grado di fare? Dopotutto, nessuno mi aveva mai insegnato come funziona la vita, e non veniamo al mondo con il manuale d'istruzioni.

La vita è stata sempre una lotta per me, e ho continuato a vivere nella paura fino all'età adulta. Credevo che la vita fosse qualcosa che ci accade ed ero convinta di essere una vittima, di conseguenza reagivo alle circostanze invece di crearle.

Chi avrebbe creato per sé un'infanzia di bullismo e discriminazione, che l'avrebbe lasciata con un'autostima così bassa? Chi avrebbe scelto di nascere femmina in una cultura che crede ancora che le donne siano inferiori rispetto agli uomini? Chi avrebbe creato il cancro nel proprio corpo, un cancro che l'avrebbe quasi uccisa? Ovviamente ero vittima delle circostanze, o così pensavo... fino a quando non sono morta.

Ho raccontato la maggior parte della mia vita nel mio primo libro. Morendo ho ritrovato me stessa. Fu Wayne Dyer, oratore e scrittore di successo, a portare la mia storia all'attenzione dell'opinione pubblica e a incoraggiarmi a scrivere quel libro. Fino alla sua morte, avvenuta poco tempo fa, ha continuato a invitare il suo pubblico a leggere la mia opera.

So che il suo coinvolgimento nello scopo della mia vita è stato divinamente orchestrato come parte della realizzazione del grande disegno. Sono veramente onorata e grata per quello che è successo nella mia vita come conseguenza di ciò che quest'uomo straordinario ha fatto per me.

Dopo aver pubblicato il mio primo libro, non credevo che ne avrei scritto un secondo. Pensavo: "Ho raccolto le mie memorie per raccontare la mia vita e soprattutto la mia battaglia contro il cancro, culminata in un'esperienza di premorte (EPM). E ho scritto anche di ciò che ho imparato da quell'esperienza. Cosa c'è ancora da scrivere?".

Pensavo davvero di aver già condiviso tutti gli elementi interessanti della mia vita in quel libro.

Ma una delle più straordinarie intuizioni che mi fornì la mia esperienza di premorte fu che questa vita, la vita che stiamo vivendo adesso sulla Terra, potrebbe diventare un paradiso per noi se solo capissimo come funziona e cosa dobbiamo fare per trasformare la nostra realtà in quel paradiso.

Uno dei motivi principali per cui scelsi di ritornare durante la mia esperienza di premorte fu che compresi che il paradiso è una condizione e non un luogo, e volevo provare in prima persona il paradiso che questa vita potrebbe davvero essere. Desideravo vivere la straordinaria realtà di questa verità e trasformare la vita di paura, terrore e sofferenza che avevo vissuto in precedenza.

Volevo vivere in paradiso, qui e ora.

Un difficile reinserimento

Quando ero nello stato di premorte, tutto questo mi sembrava così chiaro, così semplice. Ma, in seguito, quando cercai d'integrare le mie nuove intuizioni e di applicarle alla mia vita, continuavo a trovare degli ostacoli, soprattutto quando tentavo di entrare in contatto o d'interagire con altre persone. La mia idea di realtà era cambiata drasticamente e non coincideva più con quella che la maggior parte della gente considerava una normale visione del mondo.

Nel tentativo di sentirmi ancora parte integrante della società, mi ritrovai a cercare di compiacere chi mi disapprovava. E, se non stavo attenta, iniziavo a reprimere chi ero o a mettere in dubbio ciò che avevo imparato dal mio soggiorno nell'altro mondo, nel tentativo di ottenere l'approvazione degli altri. Ogni volta che succedeva, cominciavo a sentirmi di nuovo impotente.

La sensazione straordinaria di essere invincibile e di essere la creatrice della mia vita s'indeboliva, e vecchi comportamenti e schemi di pensiero s'insinuavano nuovamente nella mente, offuscando la mia visione. La paura di non "fare la cosa giusta" e il timore di deludere gli altri riemergevano quando sceglievo di assecondare chi mi criticava, dando retta alla loro opinione invece di ascoltare il mio cuore.

Sono sicura che anche molte altre persone possono immedesimarsi in questa situazione.

Nuove ansie s'impadronirono di me, e in poco tempo iniziai a sentirmi persa e abbandonata. Sembrava che dovessi sempre scegliere tra integrarmi e creare il paradiso.

Allo stesso tempo, a causa della notorietà che il mio libro mi aveva procurato, cominciai a ricevere una valanga di lettere e e-mail da parte di persone colpite dalla mia testimonianza. Molti di questi messaggi mi fecero piangere lacrime di gioia e gratitudine; per tante persone fu come se io avessi raccontato la loro storia, non la mia! Era come se avessi letto nei loro cuori, nelle loro menti e nelle loro anime.

Questa reazione travolgente fu davvero inaspettata. Non avevo idea che la mia storia avrebbe toccato tante persone a un livello così profondo. Ebbi anche la fortuna di ricevere numerosi inviti a parlare della mia esperienza, sia in dibattiti pubblici sia in interviste radiofoniche e televisive.

E, dopo ogni incontro, la gente ne voleva ancora! Avevano molte domande e volevano approfondire la mia storia, e la loro. Molti erano malati o i loro cari stavano soffrendo o morendo, mentre altri vivevano relazioni difficoltose o avevano problemi economici. Dovendo affrontare questi problemi, volevano saperne di più su come portare nelle loro vite qui sulla Terra quell'angolo di paradiso che io avevo provato.

Anche se la reazione del pubblico al mio libro era stata in gran parte positiva, tutta l'attenzione che ricevevo mi aveva portato a un nuovo e più profondo livello di consapevolezza nel viaggio della mia vita, ed era sempre più importante per me passare un po' di tempo da sola quando non ero sotto i riflettori.

Nella solitudine, mettevo a tacere i pensieri e ritornavo alla condizione che avevo provato durante la mia esperienza di premorte, la condizione di essere pura coscienza e di comprendere che siamo tutti interconnessi. In quello stato, potevo percepire le emozioni degli altri come se fossero le mie, compreso il dolore e la sofferenza che la mia famiglia provava al pensiero di perdermi. Ma ora non sentivo solo la sofferenza della mia famiglia. Leggendo le storie che la gente condivideva con me, percepivo il dolore del mondo intero nel mio cuore.

Volevano che andassi nei loro paesi, nelle loro chiese, nei loro ashram, nelle loro case. Volevano parlare con me. Desideravo aiutarli tutti, e non poterlo fare mi addolorava. Non importava con quante persone parlassi o quante lettere leggessi, non era mai abbastanza. Ce n'erano sempre altre a cui non potevo rispondere. Percepivo il dolore delle persone e allo stesso tempo soffrivo per non essere in grado di aiutarle tutte. A volte mi sentivo sopraffatta.

Gradualmente la mia gioia cominciò a diminuire, e sapevo di non poter continuare così. Il mio libro aveva lo scopo di mostrare alle persone come portare gioia nelle loro vite, ma come potevo portare gioia nel mondo se io stessa sentivo il dolore di tutti gli altri?

Una nuova opportunità per guarire

Poi un giorno mi recai nel mio posto preferito, la spiaggia vicino a casa, e mi sedetti sulla sabbia a guardare il mare che separa l'isola in cui vivevo, a Hong Kong, dalla terraferma. Era una giornata nuvolosa, quindi il sole era nascosto.

Andavo in quel luogo perché ogni volta che mi sentivo turbata potevo immergermi nella natura. Nella natura, in particolar modo vicino al mare, avvertivo fisicamente l'incredibile legame che tutti noi abbiamo con l'universo intero, come se tutte le cose stessero collaborando in armonia e contemporaneamente per formare questo vasto disegno che chiamiamo vita. A prescindere da quali fossero le mie domande, in mezzo alla natura trovavo sempre le risposte che mi servivano nei sussurri del vento, nel suono dell'acqua o nel fruscio delle foglie tra i rami.

Così, quel giorno, mentre ero seduta sulla sabbia a guardare il mare e il cielo, parlai mentalmente all'universo.

Dissi: "Sono tornata dalla morte. E adesso? E' straziante per me. Come posso essere d'aiuto a tutta questa gente, e a me stessa, dalla mia prospettiva di debole essere fisico? Se fossi rimasta nell'altra dimensione, forse avrei potuto sostenere un maggior numero di persone. Ma tutto ciò che provo ora è dolore per ogni singolo individuo che non riesco ad aiutare!".

Le lacrime scendevano lungo il mio viso mentre mi abbandonavo all'universo, chiedendomi perché fossi tornata indietro. Perché dovevo sopportare tutta quella sofferenza? E perché il mondo era così pieno di dolore?

Poi, all'improvviso, udii un sussurro, non una voce reale, ma un suono che sembrava provenire dalle onde del mare e che risuonava nel mio cuore. Il sussurro mi chiese: "Qual è il messaggio principale che hai ricevuto dalla tua esperienza di premorte, il messaggio di cui hai scritto nel tuo primo libro?".

Risposi: "Di amarmi incondizionatamente e di essere il più possibile me stessa. Di far splendere la mia luce."

"Ed è tutto ciò che devi fare o essere, niente di più. Amati incondizionatamente, sempre, e sii te stessa."

"Ma viviamo in un mondo che non sostiene questo modo di pensare o di essere. Qui è più un inferno che un paradiso", replicai alla voce invisibile mentre guardavo le onde infrangersi sugli scogli all'estremità della spiaggia. "Le persone intorno a me affrontano così tanti problemi ogni giorno, e non so come potrei aiutarle semplicemente amando me stessa!".

"Quando ami te stessa e riconosci il tuo vero valore, non c'è niente che tu non possa fare o guarire. Tu stessa lo hai imparato quando hai sfidato la scienza medica e sei guarita da un tumore allo stadio terminale. Hai sconfitto il cancro quando ti sei resa conto del tuo valore."

Era vero. Prima di scoprire di avere un linfoma, avevo vissuto una vita piena di paura, ma imparare ad amare me stessa mi ha salvata. Sembrava così semplice, ma allora perché era tanto difficile farlo capire alle altre persone in difficoltà? E perché era stato così facile per me perdere questa consapevolezza dopo averla raggiunta?

Come se mi avesse letto nel pensiero, sentii la voce rispondere: "E' facile dimenticare il nostro vero potere quando siamo circondati da persone che non ci credono o che non lo hanno mai provato. Spesso sembra che la maggior parte degli abitanti di questo Pianeta lo ignori. Se continui a concentrarti su quello che provano e vogliono gli altri, ti perderai di nuovo nel mondo della paura, e certamente non vuoi che accada di nuovo. Ricorda, il tuo unico compito è amarti, apprezzarti e incarnare questa verità di autostima e amor proprio, in modo da poter essere amore in azione. Questo è il solo vero aiuto che puoi offrire a te stessa e a chi ti circonda. Renderti conto di quanto sei amata e di quanto vali ti ha permesso di guarire dal cancro. Questa stessa consapevolezza ti aiuterà a creare il paradiso sulla Terra. Non aiuti nessuno se ti perdi nei problemi del mondo. Quindi, la sola domanda che ti devi porre quando ti senti abbattuta e persa è: "Perché non mi amo? Come posso apprezzarmi di più?"."

Anche se questo era esattamente ciò che avevo imparato nella mia esperienza di premorte e che mi aveva guarita, sembrava che lo avessi dimenticato. Mi ero persa nel dolore degli altri, e ora ero ammutolita dall'intensità di ciò che era appena accaduto. In quel momento, mi sentivo come se avessi la risposta a tutte le mie domande. Ciò che il sussurro delle onde mi aveva comunicato era molto semplice, eppure così profondo!

Inoltre, questa esperienza mi rivelò chiaramente quanto sia facile perdere di vista il nostro vero scopo e rimanere intrappolati nella rete dei drammi che tessiamo per giustificare la nostra esistenza. Adesso capisco che è ciò che ci accade quando c'immergiamo nelle credenze dominanti della cultura in cui viviamo.

Ero tutta un fremito, e sentii un brivido lungo la schiena mentre sedevo sulla spiaggia ripetendo in continuazione nella mente le parole: "Il tuo unico compito è amarti, apprezzarti e incarnare questa verità di autostima e amor proprio, in modo da poter essere amore in azione. Questo è il solo vero aiuto che puoi offrire a te stessa e a chi ti circonda."

Guardai verso il mare e poi chiusi gli occhi, mettendo le mani sul cuore in segno di gratitudine, e dissi: "Grazie! Ora ho capito!". Poi mi alzai e m'incamminai verso casa.

Ero entusiasta di questa rinnovata sensazione di finalità e scopo, oltre a un senso di fiducia che la mia vita sarebbe andata come doveva. Mi sentivo rinvigorita e di nuovo connessa con l'universo e sapevo che, finché fossi rimasta fedele a me stessa e avessi ricordato di ricaricare le batterie attraverso la consapevolezza del mio infinito legame con l'universo, tutto si sarebbe svolto in modo perfettamente sincronico.

Di cosa parla questo libro

Riuscire a sentire il dolore presente in così tanti cuori in tutto il mondo, insieme al mio forte desiderio di riportare la felicità nella vita di ognuno, ha avuto come risultato l'ispirazione di scrivere il libro che adesso stai leggendo.. E se questo fosse il paradiso? è il mio tentativo di sfatare alcuni dei principali miti a cui crediamo, miti che ci hanno impedito di vivere pienamente le nostre vite solo perché sono da sempre le credenze dominanti nella nostra cultura.

Come io ho ricordato quella semplice verità che mi ha liberato il cuore il giorno in cui ero seduta sulla spiaggia a parlare con l'universo, spero che anche il tuo cuore riconoscerà la verità che hai sempre saputo nel profondo, e che mentre leggerai questo libro sentirai la stessa libertà e la stessa gioia che ho provato io.

Io credo che nasciamo sapendo veramente chi siamo, ma crescendo, rifiutiamo questa conoscenza e cerchiamo di adattarci e di conformarci alla società, che ci condiziona a seguire le sue norme. Impariamo a cercare una guida esterna e, così facendo, accettiamo tutte le aspettative che gli altri hanno su di noi. Poi, se non riusciamo a soddisfarle, ci sentiamo inadeguati e sbagliati.

Ciò significa che, mentre affrontiamo la vita, le credenze che costituiscono la base dei nostri valori personali sono tutte false! Perciò, a prescindere da quanti seminari di crescita personale frequentiamo e da quanti libri di auto-aiuto leggiamo, continueremo ancora a cercare le risposte al di fuori di noi. Questo non solo non ci aiuta, ma anzi ci ostacola! Niente può cambiare questi schemi distruttivi finché non ci liberiamo dai miti e non smascheriamo le bugie che condizionano i nostri pensieri e le nostre convinzioni.

Ogni capitolo del libro si sofferma su un mito comune che la maggior parte di noi ha accettato come verità, a dimostrazione di come questi miti siano diffusi e spesso invisibili ai nostri occhi.

Racconterò storie ed esempi tratti dalla mia vita, in cui i miti hanno avuto un ruolo fondamentale, spiegando come ho scoperto la loro falsità sulla base della mia esperienza e quale nuova verità ho trovato per me stessa. Alla fine di ciascun capitolo c'è una sezione intitolata "Vivere il paradiso qui e ora", in cui suggerisco alcune possibili verità che stanno dietro al mito appena analizzato e dove delineo dei metodi per superare questi condizionamenti, in modo che tu possa capovolgere il mito e vivere finalmente in armonia con la tua verità.

Se gli ultimi anni fossero stati una passeggiata, probabilmente non avrei scritto un altro libro, perlomeno non ancora. Quindi grazie a tutti voi per il dono di aver condiviso le vostre vite con me e per avermi aperto i vostri cuori e le vostre anime. Tutti voi che mi avete contattato mi avete ispirato a scrivere questo libro.

Siamo tutti connessi, e io sento quello che sentite voi. Questo libro è il mio dono per voi, dal mio cuore al vostro.

E se Questo fosse il Paradiso?

E se Questo fosse il Paradiso?

L’inferno e il paradiso sono stati dell’anima, condizioni di benessere fisico e mentale interrotte o agevolate dalle circostanze della vita. Se anche tu vuoi imparare a ritrovare la pace interiore lavorando sulla tua autostima, questo è il libro giusto per te.

Se è vero che la vita è il viaggio verso la felicità, non la destinazione, potrebbe darsi che la vita fisica che stiamo vivendo qui sulla Terra sia proprio il paradiso? Le esperienze che abbiamo ogni giorno spesso sembrano tutto tranne che il paradiso, portandoci a dimenticare qualunque pensiero positivo. Ma cosa accadrebbe se ci rendessimo conto del potere che abbiamo per creare sia la nostra vita interiore che quella esteriore?

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Anita Moorjani

Anita Moorjani lavorò per molti anni in un'azienda prima che le venisse diagnosticato il cancro. La sua affascinante e commovente esperienza di premorte ha cambiato radicalmente il suo modo di considerare la vita.

 

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