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Leggi un estratto dal libro di Wayne W. Dyer "Ricordi del Paradiso"

Introduzione di "Ricordi del Paradiso" libro di Wayne W. Dyer

Introduzione di Wayne W. Dyer

Adoro i bambini da sempre, in particolar modo quelli molto piccoli e i neonati. Quando sono con un bambino è come se sentissi un richiamo magnetico che concentra tutta la mia attenzione su di lui e mi spinge a creare un contatto, una connessione. Come padre di otto figli ho passato moltissimo tempo semplicemente a guardare negli occhi ogni nuovo arrivato nella nostra famiglia. In questi momenti molto intimi spesso invio loro taciti messaggi chiedendo di Dio e dell'aspetto che ha il mondo informe dello spirito.

Ho passato, quindi, ore e ore della mia vita sdraiato sul tappeto nel tentativo di creare un contatto diretto con i nostri nuovi bimbi. Da moltissimo tempo sono affascinato, ad esempio, dal fatto che i neonati arrivino su questa Terra con una personalità già formata. Mi dà una gioia immensa chiedere a bambini che a stento stanno iniziando a comunicare attraverso il linguaggio di raccontarmi cosa ricordano della loro esperienza precedente il loro arrivo tra noi nella loro forma fisica.

In realtà questo libro è stato scritto proprio perché alla sua coautrice, Dee Garnes, è stato concesso il privilegio di sperimentare questa conversazione con il suo piccolo Marcus, che stava iniziando a pronunciare le prime parole (potrete leggere di questa conversazione nell'introduzione di Dee).

Per scrivere questo libro, oltre a descrivere la mia esperienza personale, ho chiesto a persone adulte con esperienze di vita anche molto differenti tra loro di condividere con me la saggezza dei propri figli.

Rileggendo le risposte che io e Dee abbiamo ricevuto da ogni parte del mondo, mi sono convinto che ci sia molto di più nella nostra vita rispetto ai pochi anni che trascorriamo sulla Terra. E i nostri bambini sono gli unici che possano offrirci uno sguardo, sebbene di sfuggita, sull'imperscrutabile e infinito mondo invisibile che si offre a noi per essere esplorato. Dopotutto loro non hanno avuto ancora il tempo di dimenticare quel mondo.

Ho sempre amato l'ode Accenni all'Immortalità ricavati dai ricordi della prima fanciullezza, in cui il poeta inglese William Wordsworth, in un verso, dice: «La nostra nascita è come un sonno e un oblio».

Questa è la frase che ho sempre in mente quando guardo negli occhi uno dei miei figli piccoli. La nostra esperienza di essere umani non è che un sogno: dormiamo, sogniamo e alla fine ci risvegliamo e dimentichiamo tutte le esperienze meravigliose vissute durante lo stato onirico. A volte però, specialmente se ci siamo appena svegliati, ricordiamo qualcosa. Quando ho un neonato tra le braccia, e mentre lo guardo, osservo un miracolo e percepisco la verità nelle parole di Wordsworth.

La nascita potrebbe essere davvero un sonno, ma è sbagliato dare per scontato che i neonati dimentichino tutto ciò che hanno vissuto da svegli, prima di venire al mondo. Ed è in forza di questa idea che nasce questo libro: ogni rimembranza qui riportata proviene da bambini che riescono a ricordare, esattamente come fa un adulto quando, al mattino, cerca di ricordare un sogno avuto durante la notte, in quella fase di sonno che, in fondo, occupa un terzo della nostra vita.

Io e Dee abbiamo analizzato migliaia e migliaia di testimonianze e aneddoti sui ricordi del Paradiso dei bambini che le persone di tutto il mondo ci hanno mandato su nostra richiesta. Moltissimi di questi racconti coincidono con la mia personale esperienza con i miei figli - che in famiglia reputavamo unica -e sono risultati, in verità, quasi identici e con un forte carattere di universalità: neonati che riferiscono di aver scelto i genitori con i quali percorrere il loro viaggio nel mondo; racconti di amici immaginari che solo i bambini erano in grado di vedere; ricordi di vite precedenti trascorse con le medesime famiglie; apparizioni di Dio e così via.

Oggi la letteratura sui temi della pre-vita e della presenza degli angeli tra noi è corroborata anche da prove scientifiche rigorose. Da parte mia, ho compiuto un viaggio molto intenso in una mia vita precedente. Per questo - e grazie alla mia vicinanza a molti studiosi autorevoli che mi hanno fornito testimonianze credibili sull'esistenza di un regno spirituale infinito - la mia mente ha potuto espandersi.

Ma è soprattutto attraverso i primi vagiti dei bambini giunti tra noi da poco, e dunque ancora pieni di schegge mnemoniche di cui parlano inequivocabilmente, che ho potuto raccogliere gli indizi più preziosi dell'esistenza di un mondo oltre il nostro. A quelle voci voglio dedicare questo libro.

Nell'ode citata prima, Wordsworth ci fornisce un altro elemento su cui riflettere quando dice: «L'anima che sorge con noi, stella della nostra vita, / Ebbe altrove la sua dimora, / E viene da lungi [...] Da Dio che è il nostro focolare».

Mentre leggerete queste voci coinvolgenti che parlano di un mondo ultrasensibile, non dimenticate mai che queste piccole creature sono immerse nel Paradiso che è il nostro focolare domestico. E hanno tanto da insegnare a tutti noi.

Introduzione di Dee Garnes

Io e il dottor Wayne Dyer siamo amici da molti anni. Ci siamo conosciuti come vicini di casa, e Wayne era mio cliente quando facevo la massaggiatrice, poi sono diventata la sua assistente. Quando è nato mio figlio Marcus, Wayne mi ha stimolato a fargli domande e chiedergli se si ricordasse di Dio e come sia il Paradiso. Da quello stimolo è nato questo libro.

Marcus aveva diciotto mesi e io ero incinta del mio secondo figlio Shiloh. Eravamo seduti a tavola a cena e stavamo iniziando a recitare la mia preghiera preferita da bambina: «Grazie per questo mondo meraviglioso. Grazie per il cibo che abbiamo. Grazie per il canto degli uccelli. Grazie, Signore, per tutto». Mentre cenavo continuavo a guardare la mia creatura con immenso orgoglio. Giocava con la forchetta, pieno di gioia, e mostrava soddisfazione ogni volta che riusciva a portarsi il cibo alla bocca da solo. Era radioso con i suoi boccoli biondi, gli occhi di un verde intenso e la pelle perfetta. Ricordo di aver appoggiato la mano sulla mia pancia e di essermi sentita beata. Mi sgorgavano dalla mente mille domande sulle due vite che io e mio marito Trey avevamo creato (e sono tuttora incredula che queste due creature siano i miei bambini).

Ricordo anche la confusione che provammo io e Trey quando mesi prima Marcus, appoggiando una manina sul mio ventre, esclamò: «Bimbo! Bimbo! » Io non sapevo ancora di aspettare Shiloh. Di fatto non potevo essere incinta da più di un paio di giorni al massimo! Eppure Marcus, nella sua infinita saggezza, percepì il miracolo che stava nascendo dentro di me e lo annunciò con assoluta certezza.

Mentre guardavo Marcus, dunque, a cena, pensavo tra me e me: in qualche modo ho creato questo bambino, le sue parti, il suo corpo... ma da dove è venuto? Come ha sviluppato questa consapevolezza? Chiunque abbia avuto a che fare con dei bambini concorderà sul fatto che la loro esistenza è un vero mistero.

Senza pensarci chiesi: «Da dove sei venuto?» Ovviamente non mi aspettavo una risposta, anche perché Marcus conosceva appena qualche parola. Con mio immenso stupore lui appoggiò la forchetta, mi guardò e alzò entrambe le braccia al cielo. Accidenti!

Subito passai alla domanda successiva, quella che mi aveva consigliato di fare Wayne: «Com'è Dio?» Marcus mi guardò dritto negli occhi e con una semplicità e una spontaneità incredibili mi rispose, con la sua voce angelica: «Luce».

Capii in quell'istante che il bambino seduto di fianco a me e quello che avevo dentro di me erano molto, molto più che dei semplici corpicini. Possedevano un'anima dotata di una saggezza che va oltre questo mondo terreno e che andava oltre la mia comprensione. Capii che se solo li ascoltassimo avrebbero così tanto da insegnarci.

Il giorno dopo raccontai a Wayne l'episodio e lui mi suggerì di metterlo per iscritto. Lo feci mentre aspettavo il mio turno dal dottore e successivamente, con il mio permesso, Wayne lo postò sulla sua pagina Facebook, incoraggiando i suoi ammiratori a condividere le proprie esperienze simili. Ci fu una valanga di condivisioni, feedback e commenti e da lì partì il progetto che è sfociato in questo libro.

Il mio compito nella stesura del libro è consistito nel raccogliere tutte le testimonianze e suddividerle in capitoli. All'inizio ero un po' impaurita da questo lavoro perché avevamo migliaia di contributi e non avevo idea di come organizzarli. Poi, man mano che leggevo i racconti, la suddivisione ha iniziato a venire da sé e i capitoli a delinearsi quasi da soli. Incontravo Wayne una volta ogni due settimane per lavorare su un capitolo. Leggevamo ad alta voce ogni storia, poi lui portava a casa il capitolo e vi meditava per le due settimane successive. Infine scriveva per ogni sezione il testo introduttivo e le sue riflessioni in merito.

Così ho letto un'infinità di storie e parlato con i tantissimi genitori che hanno voluto condividere la saggezza e i ricordi dei loro figli. E' stato un viaggio lungo e faticoso, dato che nel frattempo io stessa dovevo occuparmi di mio figlio mentre ne aspettavo un altro. Ma questa esperienza mi ha insegnato, come sostiene Wayne, ad « avere una mente aperta a tutto e legata a nulla». Così ho scoperto che gli angeli esistono davvero e che sarebbe meglio definire gli amici immaginari come amici invisibili.

Questa saggezza che sembra avere radici profonde forse trae origine da un'esperienza passata, e non dall'esperienza vissuta in questa vita. Alcuni di noi hanno davvero scelto i propri genitori. Le possibilità sono infinite.

Mentre scrivo, Marcus, che ha ormai due anni, è alla mia destra. Alla mia sinistra c'è, invece, Shiloh che dorme. E mi vengono in mente le parole di Charles Dickens: «Io voglio bene ai piccini; e non è poco se questi teneri germogli, usciti così freschi dalle mani di Dio, ci vogliono bene». Mi sento fortunata e benedetta ad avere questo doppio carico di amore, e il fatto che abbiano scelto me come madre mi onora.

Una donna molto saggia che ho incontrato di recente mi ha detto: «Quando arriviamo in questo mondo piangiamo mentre tutti ridono. Quando lasciamo questo mondo ridiamo mentre tutti piangono ». Forse il motivo per cui i bambini piangono è perché in realtà rimpiangono il luogo da cui provengono. Ma, se lìiascoltassimo con la mente e il cuore aperti, potremmo imparare tante cose.

Così un giorno le generazioni future non dimenticheranno più da dove vengono, né ciò che li attende dopo questo breve viaggio nel mondo fisico.

Ricordi del Paradiso

Ricordi del Paradiso

I bambini sono le creature più vicine a Dio. Certo di questa verità, Wayne Dyer ha invitato i genitori di tutto il mondo a chiedere ai propri figli che cosa si «ricordassero» del tempo in cui non erano ancora nati. La risposta a questo invito è stata travolgente, al punto che Dyer ha pensato di raccogliere in un libro le storie più belle e illuminanti in cui i bambini raccontano i loro ricordi precedenti la nascita.

Sembra infatti che i piccoli portino con sé la memoria del loro essere tutt’uno con il mondo dello spirito e riescano a testimoniarlo ai loro genitori.

Parlano del loro dialogo con Dio, di come in qualche modo “scelgano” i propri genitori, di come raccontino dei familiari morti che hanno conosciuto nel mondo dello spirito, di come siano impregnati di quell’amor divino che è oltre l’esistenza fisica delle cose, di come in qualche modo possano decidere quando venire sulla Terra. 

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Dee Garnes

Dee Garnes vive a Maui con il marito e i suoi 2 figli. Ha lavorato come fisioterapista per 13 anni, prima di diventare assistente di Wayne W. Dyer

 

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Wayne W. Dyer

Wayne W. Dyer (Detroit, 10 maggio 1940 – Maui, 29 agosto 2015) psicologo, è noto per le sue opere divulgative. In America era molto popolare, oltre che per le sue opere scientifiche, anche per l'attività di psicoterapeuta; si è dedicato particolarmente alla divulgazione sul tema del pieno sviluppo della personalità.

Nei primi testi come "Le vostre zone erronee" Wayne Dyer ha puntato l'attenzione sul potenziale insito in ogni essere umano insegnando in modo chiaro e semplice, come diventare veramente padroni di se stessi e come sfuggire al ruolo di vittima che sempre qualcuno ci vuole imporre.

Wayne Dyer affermava che il cambiamento può iniziare fin da subito e che è possibile sprigionare tutte le energie, i talenti, i desideri che risiedono in noi e che normalmente non siamo consci di possedere. Dyer invitava a coltivare due atteggiamenti fondamentali per poter crescere ed evolvere: abbandonare le vecchie convinzioni e bandire il dubbio.