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Leggi in anteprima un brano di questo libro scritto a 4 mani "La Zattera non è la Riva"

Introduzione di "La Zattera non è la Riva" libro di Thich Nhat Hanh e Daniel Berrigan

Questo libro, basato su conversazioni registrate più di venticinque anni fa, ci permette di partecipare a uno straordinario incontro di menti e cuori che supera i confini della cultura e della tradizione religiosa. A un primo sguardo Thich Nhat Hanh, monaco buddhista e maestro zen vietnamita, e Daniel Berrigan, sacerdote gesuita americano, sembrerebbero appartenere a mondi totalmente diversi. Eppure, sin dalle prime parole di questo libro, è ovvio che i due siano uniti da profondi legami di esperienze e temperamento spirituale.

Thich Nhat Hanh e Daniel Berrigan sono entrambi poeti. Entrambi sono il prodotto di tradizioni di formazione spirituale forti e molto disciplinate. Entrambi hanno lottato per anni per applicare le loro rispettive tradizioni ai problemi fondamentali della loro epoca: la guerra, la pace e l'impegno per una comunità compassionevole. Tali legami avrebbero potuto rappresentare la base per un'amicizia significativa e fruttuosa in qualunque circostanza. Il particolare contesto per il loro incontro, avvenuto nel 1960, fu la preoccupazione condivisa per l'agonizzante guerra del Vietnam.

Per Thich Nhat Hanh la guerra nel suo Paese era un trauma prolungato, con radici che andavano molto più a fondo rispetto alla sola fase americana. La sua istruzione monastica aveva avuto come sfondo l'occupazione giapponese e la successiva guerra contro il colonialismo francese. Nei primi anni '60, Nhat Hanh era fra i giovani monaci e monache che credevano che il buddhismo dovesse partecipare alla realtà sociale fuori dalle mura dei monasteri: offrire conforto e cure a un popolo sofferente e alzare la voce contro le forze della violenza e della distruzione. Attraverso le sue poesie contro la guerra, ma anche grazie alla sua opera di formazione dei giovani per i servizi sociali nelle campagne, cercò di formulare un'alternativa alle varie ideologie aspramente contrastanti e alle loro forze armate. Nel 1966 si recò negli Stati Uniti per richiamare l'attenzione su tale alternativa, e per chiedere la pace. Quando il governo del Vietnam del Sud si vendicò impedendogli di tornare indietro, Nhat Hanh si preparò a un esilio indeterminato. A Parigi, sede di prolungate negoziazioni tra le parti in guerra, organizzò la Delegazione di Pace Buddhista vietnamita, nel tentativo di rappresentare l'enorme desiderio di pace che sembrava non trovare posto al tavolo delle trattative.

Per lavorare per la pace si basò sugli insegnamenti del Buddha e sulla sua compassionevole determinazione a liberare il mondo dalla sofferenza e dalle illusioni. Daniel Berrigan, dal canto suo, si basava sui messaggi di pace di Gesù. Insieme ad altri come Dorothy Day e Thomas Merton, fu tra i primi cattolici a criticare la guerra del Vietnam. In un'epoca in cui gran parte dei cattolici americani tendeva a vedere il Vietnam esclusivamente attraverso la lente dell'anti-comunismo, e ben pochi erano consapevoli della tradizione del pacifismo cattolico, la posizione di Berrigan risultava controversa. I suoi scritti e l'impegno per il movimento pacifista gli valsero la censura ecclesiastica, e per un certo periodo sperimentò anche un esilio personale in America Latina. Nel 1967 accettò un invito a Hanoi per ricevere alcuni ex prigionieri americani. Una delle sue poesie più toccanti dell'epoca descrive l'esperienza di abbracciare dei bambini in un rifugio sotterraneo durante un bombardamento americano.

Nel 1968 Berrigan diventò il sacerdote più celebre d'America quando venne arrestato insieme a suo fratello e ad altri sette cattolici a Catonsville, nel Maryland, per aver bruciato dei documenti di chiamata alle armi. Una celebre fotografia dell'epoca ritrae padre Berrigan con il colletto clericale, l'abito nero e le manette, circondato da arcigni poliziotti federali, mentre fa il segno della pace con i polsi ammanettati. L'azione dei «Nove di Catonsville» diede il via a un acceso dibattito e a un profondo esame di coscienza. Alcuni, anche tra gli oppositori della guerra, consideravano la distruzione della proprietà altrui come una forma di vandalismo simile alla violenza. «Meglio bruciare la carta che i bambini» replicò Berrigan. Il gruppo di Catonsville aveva usato napalm fatto in casa, la benzina gelificata che all'epoca veniva dispersa dagli aerei di guerra americani su vaste aree del Vietnam. Era una sostanza con la caratteristica di attaccarsi alla pelle come colla mentre la bruciava.

Gli eventi di quel terribile 1968 rappresentano l'inevitabile contesto del dialogo contenuto in questo libro. Fra le altre cose, il 1968 fu segnato dalla morte di amici e testimoni importanti, come Martin Luther King, che aveva candidato Thich Nhat Hanh al premio Nobel per la pace, e il monaco trappista Thomas Merton, caro amico di entrambi gli autori. Dopo una visita di Thich Nhat Hanh all'Abbazia di Getsemani, Thomas Merton aveva commemorato il suo amico monaco in un saggio intitolato Thich Nhat Hanh è mio fratello. «È mio fratello molto più di altri che mi sono più vicini per razza e nazionalità, perché io e lui vediamo le cose esattamente allo stesso modo» spiegava.

Le presenti conversazioni sono state registrate sei anni dopo, nel 1974, nella tranquilla periferia di Parigi, dove Thich Nhat Hanh e un gruppo di altri esiliati portavano avanti la loro quieta testimonianza di pace. All'epoca Nhat Hanh non era molto noto negli Stati Uniti, al di là del circolo dei pacifisti religiosi. Le sue poesie circolavano in edizioni limitate: i suoi scritti sulla consapevolezza zen venivano distribuiti in opuscoli ciclostilati, prodotti e spediti dal soggiorno di casa sua. Dei due, era Daniel Berrigan quello piii conosciuto. I suoi numerosi libri, fra i quali un'opera teatrale basata sulla trascrizione del processo di Catonsville, erano molto diffusi. Ma l'esperienza di diciotto mesi in prigione e i suoi interminabili sforzi per fermare la guerra avevano avuto un prezzo.

Desideroso di prendersi cura di sé e di trovare il tempo per riflettere, Berrigan accettò un invito a Parigi da parte del buddhista. Mentre la guerra si avvicinava a una conclusione c'erano questioni ancor più profonde da considerare: come mantenere una testimonianza di pace sul lungo periodo? Quali erano le risorse spirituali per sostenere una vita simile? Anche il movimento pacifista aveva le sue domande: come resistere alla violenza senza assorbire il veleno che la nutriva - la rabbia, la paranoia, la sete di potere? Fino a che punto le tradizioni religiose potevano fornire risposte a queste domande? Fino a che punto la stessa religione organizzata faceva parte del problema?

Alla fine venne prodotta una registrazione su cassetta. Ogni sera si proponevano temi diversi: la morte, l'esilio, la politica, la comunità, la relazione tra Gesù e Buddha... Le conversazioni, punteggiate da lunghi silenzi, si trasformavano facilmente in momenti di preghiera e meditazione. Se ascoltaste le registrazioni anziché leggerne la trascrizione, sentireste spesso il tè che viene versato.

La zattera non è la riva venne pubblicato per la prima volta nel 1975. Con la fine della guerra del Vietnam, avvenuta quello stesso anno, l'opera venne ben presto dimenticata in quanto prodotto del suo tempo, come un ciottolo in un fiume che scorre. La nuova pubblicazione di questo libro venticinque anni più tardi apre le porte su un'epoca distante. Eppure, stranamente, da allora il mondo non è cambiato poi così tanto. L'esilio di Thich Nhat Hanh dalla sua madrepatria continua ancora oggi, i comunisti vincitori in Vietnam non si sono dimostrati più ospitali del precedente regime nei confronti del suo «buddhismo attivista». Verso la fine degli anni '70 il monaco organizzò delle navi per soccorrere le imbarcazioni nel mar Cinese Meridionale. I suoi scritti e i suoi ritiri - spesso in compagnia di rifugiati e veterani di guerra - continuano a riflettere lo sforzo di promuovere il risanamento e la trasformazione di un mondo ancora in balia di antiche ferite. Quel che è cambiato per Thich Nhat Hanh negli anni successivi è principalmente l'ampiezza della sua reputazione e influenza. Attraverso più di trenta libri, molti dei quali sono diventati best seller, ha fatto conoscere a moltissime persone non solo il buddhismo, ma anche un modo per riconciliare la vita fisica e quella spirituale, aspetti che spesso nella nostra cultura vengono considerati come rive opposte di un ampio fiume.

Daniel Berrigan, dal canto suo, continua la sua testimonianza profetica contro la violenza e le idolatrie della sua epoca. A parte i suoi insegnamenti e le sue opere, ha lavorato in reparti di oncologia e con i malati di AIDS. Nel 1980 è finito nuovamente in prigione per aver partecipato alla cosiddetta «azione dei vomeri», prendendo a martellate alcuni componenti di missili nucleari secondo lo spirito del profeta Isaia: «Trasformeranno le loro spade in vomeri d'aratro, e le loro lance, in falci». Nei suoi libri più recenti continua a trarre profonda ispirazione dalle fonti della sua tradizione, in particolare dai profeti biblici: Isaia, Ezechiele, Geremia e Daniele, il sopravvissuto alla fossa dei leoni, del quale porta il nome.

Nato in un'epoca di guerra, che purtroppo resta la nostra stessa epoca. La zattera non è la riva trasmette uno spirito salvifico di compassione, comprensione e saggezza che riesce a parlarci ancora oggi. Nel suo saggio su Thich Nhat Hanh scritto molto tempo fa, Merton aveva scritto, con grande fiducia, dei «legami di una nuova solidarietà e di una nuova fraternità che va delineandosi nei cinque continenti, al di sopra delle frontiere politiche, religiose, culturali, per congiungere i giovani di ogni Paese in qualcosa che è più concreto di un ideale e più vivace di un programma».

La promessa di tale unione e comprensione reciproca continua a brillare in queste conversazioni, fonti di speranza e di sfida allo stesso tempo.

 

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Thich Nhat Hanh

Thich Nhat Hanh, maestro zen vietnamita, poeta e pacifista, è stato proposto nel 1967, da Martin Luther King, per il Premio Nobel per la pace, ed è stato a capo della delegazione buddhista vietnamita durante gli accordi di pace di Parigi.

Viaggia regolarmente in America e in Europa per insegnare e guidare ritiri sull'arte di "vivere consapevolmente".

Ha pubblicato molti libri in inglese, francese e vietnamita.

 

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