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Introduzione di "L'Elisir di lunga vita" - Libro...

Leggi in anteprima le pagine iniziali del libro "L'Elisir di lunga vita" scritto da Giorgio Sangiorgio

Introduzione di "L'Elisir di lunga vita" - Libro di Giorgio Sangiorgio

Oggigiorno, al termine Alchimia si accosta spesso l'aggettivo spirituale per indicare ciò che di un'antichissima conoscenza suscita ancora interesse, soprattutto in ambito psicanalitico, e cioè un ipotetico percorso di trasmutazione interiore.

In questo modo si vuole distinguere un'Alchimia interiore da un'Alchimia esteriore o materiale, che ha utilizzato nei secoli passati un gergo chimico molto complicato per descrivere misteriose sperimentazioni di laboratorio, con storte e alambicchi, forni e crogioli, ora desuete o praticate da una cerchia ristretta di operatori.

Ma tale distinzione, se ha un senso per quanto riguarda le tecniche di laboratorio utilizzate, non deve trarre in inganno per quanto riguarda il metodo di fondo e la finalità. Entrambe le pratiche, infatti, concepiscono l'opera alchemica come una ricerca all'interno della materia e dell'uomo - nelle parti meno visibili del regno minerale, vegetale e animale - per separarne le parti sottili da quelle spesse e pesanti, per distillarne le parti mobili e volatili da quelle fisse.

Entrambe le Alchimie tentano, con prolungate operazioni di separazione e purificazione, di neutralizzare le scorie prodotte dai fenomeni naturali, oppure i complessi negativi e i blocchi energetici prodotti dall'esistenza, che corrompono e fanno ammalare gli esseri viventi. Al contempo, entrambe cercano di distillare la quintessenza della natura e dell'uomo, che invece rigenerano e sanano.

Alcuni affermano che sia sorta prima l'Alchimia materiale e poi quella spirituale, mentre altri affermano il contrario. Questa diatriba è possibile giacché, nel corso dei secoli, l'Alchimia ha convissuto con periodi storici e contesti sociali assai diversi, assumendone i diversi aspetti filosofici, religiosi e tecnologici, assorbendone le svariate mitologie. Tuttavia essa, come altre discipline della Tradizione, è da considerare un valore eterno e univoco, sempre presente nell'inconscio e nell'immaginario dell'umanità.

Difatti, l'Alchimia non ha un inizio storicamente ben definito, anzi è spesso avvolta nel mito.

In realtà è impossibile stabilire se la pratica sia nata, in un remoto passato, dalla metallurgia della Mesopotamia, dall'imbalsamazione dei defunti o da altre tecnologie dell'antico Egitto - come la realizzazione di vetri, profumi, tinture e medicamenti - le cui conoscenze venivano tramandate da padre in figlio in ristrette corporazioni, che in certi casi hanno assunto i connotati di società iniziatiche.

Ma neppure è possibile accertare se la Magna Ars sia derivata dagli insegnamenti e dai rituali di antichissimi ordini sacerdotali, nel cui ambito venivano realizzate tali tecnologie.

Secondo i cultori della pratica metallurgica, lo stato minerale è la struttura più semplice della materia e quindi più facilmente modificabile nel crogiolo del laboratorio, ad altissime temperature. Secondo i cultori della pratica interiore o mentale, nel composto psicofisico dell'uomo, attraverso la forza del pensiero e dell'immaginazione, dell'emozione e dell'energia vitale, vi sono le stesse potenzialità di cambiamento e di creatività.

A dire il vero, entrambi hanno ragione, perché la caratteristica peculiare dell'Alchimia, rispetto ad altre vie tradizionali, è che l'illuminazione e l'elevazione della coscienza sono strettamente legate alla manipolazione di materiali grezzi e che la trasmutazione di questi materiali, a sua volta, è direttamente condizionata dallo stato mentale ed emozionale dell'operatore.

I materiali di un laboratorio e lo stesso corpo umano sono influenzati, nelle reazioni fisiche o nella potenza espressiva, dal pensiero e dalla volontà incondizionati dello stesso alchimista. Solo in questo caso il metallo e la pianta, lavorati secondo i canoni tradizionali di laboratorio, acquistano un particolare irraggiamento ondulatorio, con effetti positivi o terapeutici per chi li maneggia o li assimila. Ma anche il laboratorio artigianale o artistico, portato avanti secondo tecniche alchemiche, influenza o ispira positivamente lo stato d'essere di chi vi lavora.

Nell'Alchimia che si dedica alla trasmutazione delle persone, tralasciando la complicata e costosa lavorazione dei metalli, l'indispensabile rapporto tra pensiero e realtà da manipolare è costituito da una ragionata scienza dell'alimentazione e del metabolismo del corpo umano, accompagnata da un'attività più propriamente creativa, esercitata attraverso la forza vibrazionale degli archetipi presenti nell'uomo, il potere della parola e dell'azione ritualizzate, la forza magica delle immagini, l'interiorizzazione dell'attenzione e l'esteriorizzazione della percezione, il potenziamento della memoria, della sensibilità e della consapevolezza. In breve, per mezzo degli aspetti più sofisticati della materia umana.

Tuttavia, anche l'alchimista che si dedica principalmente alla trasformazione di se stesso non può evitare di lavorare sul piano fisico o materiale. E questo lavoro, ad esempio, può ben svolgersi in una cucina per manipolare degli alimenti, nel laboratorio di un pittore per manipolare dei colori o sul pentagramma di un musicista per armonizzare dei suoni, in una palestra per raffinare il corpo o in un orto per trasformare un seme in una pianta, con specifiche valenze.

L'Alchimia è una speculazione filosofica che poggia i suoi postulati sulla visione di un universo organico e vivente di cui l'uomo è parte integrante, ma è pure un'attività pratica, che prevede esperimenti e risultati materiali, oltre che spirituali.

L'Alchimia è un insieme coerente di interpretazioni o descrizioni della realtà, dell'uomo e dell'universo, messe alla prova costantemente attraverso il successo o meno in determinate attività concrete.
Queste possono consistere non solo nella produzione di preparati metallici o di farmaci, nel raggiungimento di uno stato di salute derivante dalla sinergia tra corpo, anima e spirito, ma anche nella creazione di relazioni positive con gli altri e l'ambiente circostante, nel realizzare iniziative che diano un senso e un valore non effimero all'intera esistenza.

L'Alchimia è quindi sia materiale sia spirituale, perché è trasmutazione del metallo o della pianta, ma pure dell'operatore. Con essa si libera dai legami dei corpi l'anima della natura - l'energia animatrice dell'universo e si attrae e si fa circolare in essi lo spirito universale il potere intelligente dell'Eterno e dell'Infinito - e poi si rinnovano gli stessi corpi con l'anima rettificata dallo spirito allo stato puro, cioè del tutto esente dall'inerzia e dalla pesantezza mortali della materia.

Le lavorazioni dei metalli descritte nei testi alchemici sono sovente delle allegorie, indicanti precisi processi interiori che incidono fortemente sull'esistenza dell'operatore e ne alterano l'aspetto invisibile, fluido e impressionabile, condizionandone di conseguenza anche l'aspetto visibile e fisiologico. Tali allegorie indicano processi chimici e biologici che, attraverso la respirazione e l'assimilazione di determinate impressioni e alimenti, potenziano la struttura energetica del corpo fisico, condizionando anche quello sottile dell'anima.

L'Elisir di lunga vita

L'Elisir di lunga vita

 Tutti noi cerchiamo l'Elisir di lunga vita, ossia quella combinazione che ci permette di vivere a lungo e in salute. Giorgio Sangiorgio, esperto alchimista, ci offre la sua.

Oggigiorno si cerca di distinguere un’alchimia interiore da una alchimia esteriore o materiale. Ma se tale distinzione ha un senso per quanto riguarda il linguaggio e le tecniche utilizzate, non deve trarre in inganno per quanto riguarda il metodo di fondo e la finalità. Entrambe le pratiche, infatti, concepiscono l’opera alchemica come una ricerca all’interno della materia e dell’uomo.

Un manuale di salute alchemica che parla dei danni dell’alimentazione e dell’uso di farmaci sul processo di guarigione.

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Giorgio Sangiorgio è scrittore ed esperto praticante di Alchimia. Dopo aver frequentato per molti anni il gruppo alchemico "Il Corpo dei Pari", diretto da Gianmaria Gonella, promuove e coordina dal 2001 l'attività del Centro Studi Ermetici il Convivio. Ha scritto numerosi saggi.