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Introduzione di "Buono Sano Vegano" libro di...

Leggi in anteprima le pagine iniziali del libro di Michela De Petris "Buono, Sano, Vegano"

Introduzione di "Buono Sano Vegano" libro di Michela De Petris

Questo che vi accingete a leggere non sarà il solito libro che vi propone alimenti miracolosi, grandi principi morali o ricette per salvare il mondo, ma un manuale pratico e preciso per imparare a essere vegani sani e felici.

Scriverò in modo semplice e immediato affinché la lettura sia scorrevole e piacevole, cercando di accompagnare il tutto con grande rigore scientifico e precisione.

Sarà un testo in cui trovare velocemente informazioni su dove fare la spesa, quali cibi mettere nel carrello, come organizzare un singolo pasto o tutto il menu settimanale per la famiglia.

Parleremo dei vantaggi che i cibi vegetali apportano nei confronti delle singole malattie, in modo da imparare a scegliere gli alimenti migliori in ogni occasione.

Vi proporrò come affrontare (e risolvere!) le situazioni in cui è più diffìcile, ma assolutamente possibile, rimanere dei vegani felici e consapevoli: al bar, al ristorante, in aereo, ai matrimoni e in tante altre occasioni.

Cercherò di svelarvi i miei trucchi, ma soprattutto vi darò tutti i consigli che suggerisco ai miei pazienti in ambulatorio.

Vi racconterò come è bello vivere in una famiglia in cui siamo tutti vegani... cane compreso: stessi ingredienti, stesse pentole, stesse cotture (piatti diversi però!). L'unione fa la forza e quando in casa circola la stessa energia è tutto più magico.

Sì, perché essere vegani è una scelta impegnativa e meravigliosa.

Le motivazioni che spingono a una meta così nobile e ardita sono molteplici, ma il risultato è unico e si chiama rispetto.

Conoscete il termine vegano?

Probabilmente chi ha comprato questo libro sì, ma, come dico sempre alle mie conferenze... un ripassino non fa mai male!

Vegano è chi decide di non consumare non solo cibi che derivino dall'uccisione degli animali (carne e pesce - salumi, selvaggina, molluschi e crostacei compresi), ma neanche i loro derivati (latte, formaggi, panna, burro, uova e miele).

Detto così sembra che i vegani (poverini) non mangino nulla, e invece la realtà è molto diversa: siamo di fronte all'apoteosi della libertà, della varietà e della consapevolezza.

Prima di parlare di ideali, etica e morale (tranquilli, sarò breve!), vi svelo subito di cosa si nutrono questi coraggiosi vegani: cereali (tutti, non solo pasta, riso o farro, ma anche miglio, quinoa, amaranto...), legumi (lenticchie, fagioli dell'occhio, ceci, roveja, cicerchie...), verdure (tantissime!), frutta fresca, semi oleaginosi (di zucca, canapa, chia, papavero...), frutta secca (noci, pinoli, pistacchi...) e alghe (sembrano esotiche, ma non sono altro che insalate di mare invece che di terra). In più ci sono tofu, hemp-fu, seitan, tempeh, burger, cotolette, crocchette, hummus, falafel... e tanti altri prodotti al 100% vegetali reperibili sia nei negozi specializzati, sia nella grande distribuzione.

Altro che poverini: i vegani sono felici, fortunati e informatissimi!
La dovizia di cibi vegetali è tale che a volte risulta imbarazzante riuscire a scegliere sapendo che gli onnivori conoscono ben poco di tutte queste prelibatezze.

Ogni tanto mi diverto a chiedere a qualche "non veg" la sua ricetta per preparare il tempeh, l'amaranto o la wakame... e il suo sgomento è impagabile. Ma ormai ci ho fatto l'abitudine: è rarissimo trovare un onnivoro che sia aperto alle novità e in grado di prepararle, pur pensando di mangiare in modo vario e completo. Che peccato: non sanno proprio cosa si perdono!

In più, basare la propria dieta sui cibi vegetali non è una questione di moda o di gusti, ma anche e soprattutto di salute.

E' ormai noto come gli alimenti di origine animale siano un concentrato di grassi (soprattutto saturi e colesterolo), proteine acide (formaggi stagionati e salumi), sale (usato come conservante), ossalati (riducono l'assorbimento del calcio), contaminanti ambientali (metalli pesanti, diossina) e sostanze chimiche appositamente aggiunte dall'uomo (ormoni, promotori della crescita, antibiotici...).

I cibi vegetali, invece, non solo non contengono tutto ciò che c'è di dannoso in quelli animali, ma apportano fibre (completamente assenti in carne, pesce, uova e formaggi), carboidrati complessi, grassi insaturi e molte più vitamine, antiossidanti e minerali.

In aggiunta, quanto più rimaniamo alla base della catena alimentare consumando verdure, cereali, legumi e frutta, tanto più riduciamo il fenomeno del bioaccumulo: un pesce di grandi dimensioni che ha mangiato tanti pesci piccoli sarà molto più inquinato delle poche alghe che potremo consumare noi nel corso della nostra vita.

Scegliere cosa mettere in tavola è quindi una questione di salute (la nostra!), ma non solo, perché quando mangiamo influenziamo anche il futuro degli animali, dell'ambiente e di tutto il pianeta. Un pranzo a base di cous cous alle verdure, hummus di ceci alla cannella e insalata mista con noci non solo ci consente di essere nutrizionalmente a posto, ma ci permette di evitare ingiuste sofferenze ad altri esseri viventi e di ridurre l'inquinamento.

Sì, perché cucinare un pollo o un'orata non significa solo ingerire grassi saturi, colesterolo e proteine animali acide, ma anche:

  • aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, osteoporosi, diabete, ipertensione, gotta, tumori...
  • uccidere animali innocenti;
  • contribuire a inquinare e a desertificare la Terra;
  • depredare di risorse alimentari le popolazioni in via di sviluppo.

E ricordiamoci che la situazione non cambia molto se nel piatto mettiamo un uovo o una mozzarella: stesso rischio di patologie legate all'assunzione di grassi e proteine animali, stessa responsabilità nell'aver sfruttato un animale (non è una macchina per produrre cibo, ma un essere senziente), stessi danni ambientali (gli allevamenti sono tra le prime cause di inquinamento), stesso abuso di risorse alimentari destinabili ai paesi poveri.

Molto meglio un piatto di "pasta e fagioli" piuttosto che un qualsiasi secondo di origine animale.

Le alternative vegetali sono così varie, le implicazioni sulla salute e sull'ambiente così documentate e la sofferenza degli animali così terribile che una persona coscienziosa non può più far finta di niente.

Le più alte cariche scientifiche dicono a gran voce che l'alimentazione del futuro dovrà per forza essere a base vegetale; il consumo di carne e derivati sta portando il pianeta al collasso.

Per quanto mi riguarda, non è mai troppo tardi per cambiare; ognuno può far molto nel suo piccolo... quindi diamoci dentro e iniziamo ora la nostra rivoluzione alimentare!

E se già l'avessimo iniziata (bravi!), abbiamo il compito morale di contagiare gli altri per far capire loro come sia sano, etico e gustoso mangiare vegano: liberi da condizionamenti e pregiudizi. Senza carne, pesce, latte, uova e formaggi si vive benissimo: più sani, più magri, più svegli e con la coscienza più pulita!

Potessi tornare indietro... l'avrei fatto prima! E voi?

E' da diversi anni che sono o, meglio, che tutta la mia famiglia è vegana e non abbiamo nulla da rimpiangere della nostra alimentazione passata: torte salate, lasagne, cannelloni, parmigiana di melanzane, vitello tonnato, arrosti, tiramisù, pastiera napoletana, gelati... ormai tutto è veganizzabile. Ed è più digeribile, più ricco di fibre, di antiossidanti e di amore.

Per concludere non posso non parlarvi di ricette: ogni trattato di alimentazione che si rispetti deve fornire non solo la teoria, ma anche gli strumenti per metterla in pratica.

Le ricette che ho raccolto sono ovviamente tutte vegane, ma c'è di più.

Vegano infatti non è sinonimo di salutista: patatine fritte, zucchero bianco, riso brillato, bibite dolci, alcolici sono tutti al 100% vegetali, ma per nulla sani. E noi non vogliamo essere vegani attenti al pianeta, ma cagionevoli e malati.

Gli ingredienti saranno quindi il più possibile integrali, poco elaborati e di produzione locale per comporre piatti sani e, quando possibile, anche "a chilometro zero".

Le ricette non sono farina del mio sacco, ma tutte gentilmente donate da amici, pazienti e appassionati. Mi piace molto l'idea di pubblicare un libro "di tutti e per tutti", in cui ognuno possa essere orgoglioso di aver dato il suo piccolo, ma irrinunciabile, contributo.

Le ricette verranno suddivise per categoria: antipasti, primi, secondi, piatti unici, contorni, dolci e varie e ognuna sarà corredata da nome e cognome di chi l'ha fornita, oltre che da frase, un messaggio o un commento dell'autore.

Saranno piatti semplici, gustosi e collaudati: ricette di tutti, per tutti e per tutte le occasioni, perché essere vegani è la nostra vita.

 

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