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Introduzione del libro "Stargate - Il Cielo degli...

Leggi in anteprima l'introduzione al libro di Massimo Barbetta "Stargate". Un viaggio nei misteri dell'astronomia egizia, sulle tracce degli Dei; uno studio sulla teologia e sulla cosmologia dell'Antico Egitto, unitamente all'astronomia egizia.

Introduzione del libro "Stargate - Il Cielo degli Egizi" di Massimo Barbetta

Lo studio della civiltà dell'Antico Egitto, con i suoi imponenti monumenti, con le sue tombe, così sontuosamente decorate di dipinti policromi, e con i ricchi tesori che contenevano, unitamente alla scoperta e faticosa decifrazione della complessa lingua geroglifica, ci ha aperto le chiavi di un mondo sepolto da millenni nelle nebbie del tempo. Il crescente studio e approfondimento dei vari aspetti e dei modi espressivi dell'arte, della cultura, della società e della scienza dell'Antico Egitto, sviluppata dai primi decenni del XIX secolo della nostra epoca e non del tutto conclusa ancora oggi, ha cercato di farci partecipi delle conoscenze egizie in tutti i campi della conoscenza.

Molto è stato fatto per comprendere il pensiero e la cultura fiorita sulle sponde del Nilo, ma uno degli argomenti più ostici e sicuramente meno chiariti è quello dell'astronomia egizia. La sostanziale diversità dell'astronomia egizia dall'astronomia babilonese, e, conseguentemente, da quella greca, ha reso particolarmente difficile la comprensione della struttura delle credenze astronomiche egizie. Soltanto con l'avvento della dominazione ellenistica, durante la dinastia tolemaica, si ebbe un'utile e proficua fusione delle conoscenze astronomiche greche con il retaggio delle conoscenze egizie in materia astronomica, che, tuttavia, erano talora rese un po' nebulose da millenni di storia.

Stargate
Ernest Alfred Thompson Wallis-Budge, nel suo An Egyptian Hieroglyphic Dictionary, ci mostra le locuzioni geroglifiche usate per indicare le "Stelle che non riposano", "Akhmiu urtchu" e le "Stelle che non muoiono", "Akhmiu seku".

Sappiamo che gli egizi consideravano tre zone distinte del cielo che li circondava, in cui inserivano, dall'alto verso il basso, le stelle  che non tramontavano, le costellazioni disposte lungo il cammino virtuale del Sole, molto simili per disposizione, alle nostre costellazioni zodiacali, e 36 sottili spicchi verticali di cielo, fra loro paralleli, che si estendevano dall'orizzonte visuale dell'osservatore fino a raggiungere le sovrastanti costellazioni, chiamate Decani, a ognuno dei quali veniva dato un nome ben preciso. L'approccio degli egittologi e degli esperti di astronomia si limitò, però, a descrivere e a enunciare i nomi di queste molteplici fasce celesti, spesso rinunciando anche a tradurre i nomi geroglifici che le designavano, per la manifesta difficoltà interpretativa. Gli studiosi si limitarono così a classificare le varie liste dei Decani, presenti nelle diverse tombe in cui sono stati ritrovati, a seconda della loro somiglianza, in gruppi, in cui, paradossalmente, per la rigida struttura piramidale della società egizia, un notevole rilievo era concesso alle liste dei dignitari, rispetto a quelle dei faraoni della XIX e XX Dinastia.

Questa opzione classificativa non solo non apportò luce chiarificatrice per l'interpretazione, ma, come vedremo nel corso di questa ricerca, contribuì, in maniera significativa, a confondere e a complicare un quadro già difficile e intricato per suo conto. Questo accadeva anche per le molteplici opere di codifica e di criptatura intenzionale, di certi parti di testo geroglifico inerenti l'astronomia, messe in atto dagli stessi faraoni nelle loro tombe, per rispetto religioso, o dal camuffamento dei registri esplicativi di certi peculiari Decani, operate dai dignitari nelle loro tombe, per obbligo sociale-teologico, essendo essi socialmente di grado inferiore ai re, considerati vicari degli dèi.

Oltre a ciò, la cosmologia e la teologia egizia, intese come indispensabili chiavi interpretative per una possibile decodifica dei misteri e degli enigmi, insiti nella variegata astronomia egizia, furono del tutto ignorate. Infatti, la cosmogonia egizia, espressa dagli antichi Testi delle Piramidi, dai Testi dei Sarcofagi e dal Libro dei Morti, era stata molto studiata e approfondita dalla comunità scientifica egittologica, rivelando molti temi indirettamente connessi con l'astronomia, dal popolo egizio, la cui spiccata connotazione celeste era evidente e palpabile fin dai primordi. Anche a causa di questa auto-limitazione degli studiosi, l'astronomia egizia rimase, ed è in parte, ancora oggi, molto ostica e difficile da comprendere e da classificare. A ciò si aggiunge che, in alcune parti peculiari delle liste dei Decani, gli egittologi si complicarono inutilmente la vita, interpretando lessicalmente in maniera anomala alcuni registri chiarificatori, rendendo così oltremodo difficile una comprensione, comunque, già non agevole.Questa ricerca, si propone, invece, come un moderno “uovo di Colombo”, di considerare la teologia e la cosmologia dell'Antico Egitto, unitamente all'astronomia egizia, non come due discipline assolutamente antitetiche e fra loro lontane, ma come due proficui aspetti di una stessa medaglia interpretativa, che, in ogni caso, pone particolare attenzione all'aspetto iconografico e lessicale geroglifico delle frasi, e delle locuzioni presenti a corredo delle tombe dei sovrani e dei dignitari. I risultati raggiunti, essendo, in qualche circostanza, dirimenti per se stessi, possono essere usati come ipotesi di lavoro per ulteriori approfondimenti.In ogni caso, le conclusioni preliminari raggiunte sembrano interessanti e ci dischiudono un mondo di potenziali complesse conoscenze in campo astronomico, che mai ci saremmo aspettati di trovare presso un popolo, che, per quanto culturalmente evoluto, era, in ogni caso, ritenuto arcaico. Se volete seguirci in questo viaggio di ricerca… che la lettura abbia inizio!

Vai alla scheda del libro "Stargate" >

 

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Massimo Barbetta

Massimo Barbetta (1961) Medico oculista, è appassionato degli studi classici e delle lingue antiche: latino e greco, e, in forma amatoriale, di ebraico e geroglifico. Da oltre 15 anni è cultore della storia medievale, della cultura e delle leggende dei sumeri, dei babilonesi, degli ebrei, dei greci e dei romani. Collaboratore delle riviste “Mystero”, “Archeo-Misteri” ed “UFO-Notiziario”, è membro del “C.I.R.P.E.T.” (Comitato Interdisciplinare per le Ricerche Proto-storiche e Tradizionali) e partecipa da anni, con personali relazioni, a congressi e conferenze su questi temi. Da più di 12 anni si occupa attivamente di ricerche e approfondimenti sulla cultura dell’Antico Egitto e sull’Archeo-Astronomia, avendo pubblicato le sue ricerche in oltre 40 articoli, in questi e altri campi di indagine, sulla rivista “Archeo-Misteri”.

 

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