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Introduzione del libro "Perché mi Capita?" di...

Leggi un estratto del libro di Francesco Albanese "Perché mi capita?"

Introduzione del libro "Perché mi Capita?" di Francesco Albanese

"Un giorno, il grande guerriero giapponese Nobunaga decise di attaccare il nemico, nonostante il suo esercito fosse numericamente molto inferiore a quello avversario. I soldati erano sfiduciati e non sembravano avere troppa intenzione di affrontare il nemico. Ma Nobunaga sapeva che avrebbero vinto. Così, durante la marcia si fermò davanti a un tempio. «Adesso entrerò nel tempio,» disse ai suoi soldati. «Quando sarò uscito, attaccheremo il nemico. Ma prima lancerò una moneta in aria. Se verrà testa vinceremo, se verrà croce invece perderemo.»

Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Quando uscì, lanciò in aria una moneta che, una volta caduta a terra, girò un po' su se stessa e si fermò mostrando la faccia con la testa. I soldati esultarono, e divennero così impazienti di combattere che vinsero la battaglia, nonostante lo svantaggio numerico.

«Nessuno può cambiare il destino,» disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia.
«No, davvero nessuno...» disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutte e due le facce."

Questa bellissima storia zen apre una serie di interrogativi sul tema centrale di questo libro, vale a dire se le cose capitino per caso o se siano predeterminate.

Facciamo un passo indietro e riflettiamo invece sul fatto che un dilemma del genere riveste un ruolo fondamentale per la nostra vita, indipendentemente da dove stia realmente la verità. Rispondere a questa domanda equivale a scegliere se salire sul palcoscenico della nostra vita come attori, o se sedere in platea ad osservarla, da spettatori. Equivale quindi a scegliere a chi, o a cosa, attribuire la responsabilità di quanto ci capita.

Se scegliamo di essere attori, siamo sicuri di essere in parte noi stessi a modellare la nostra vita: scegliamo tutto ciò che possiamo, e facciamo di tutto per ottenerlo, con più o meno grinta, dipende dalle persone. Qui il copione non è stato scritto da nessuno, stiamo improvvisando e perciò c'è una grossa percentuale di imprevedibilità circa ciò che può capitare da un momento all'altro.

Uscendo dalla metafora del teatro, la vita reale ci riserva continuamente delle sorprese, da quella che riteniamo più ininfluente per il futuro, come l'incontrare casualmente un amico, a quella che può da un momento all'altro cambiare radicalmente la nostra vita, come un incidente o una malattia invalidante. Quindi, pensare che le cose siano in parte scelte da noi e in parte casuali equivale a dire che ogni cosa può accadere, nel bene e nel male: chiunque ha potenzialmente una porta aperta sul futuro che desidera ma, allo stesso tempo, chiunque è esposto alle minacce del mondo.

Se scegliamo invece di essere spettatori della nostra vita, ci affidiamo a ciò che è stato progettato per noi da "qualcosa", come il destino. Dio, la provvidenza, o altro. Siamo su una barca senza remi e seguiamo il corso del fiume. L'unica cosa che possiamo scegliere è se accettare o meno il percorso già tracciato dall'acqua, e se lamentarci quando il fiume curva, invece di procedere dritto come vorremmo. Questa filosofia di vita, se vogliamo così chiamarla, solleva da ogni responsabilità circa i fallimenti e gli eventi spiacevoli della vita, ma allo stesso tempo priva della soddisfazione che deriva dalla conquista e dal successo.

A gran parte delle persone però piace la via di mezzo, e tiene così un piede sul palco e uno in platea. A molti piace infatti pensare di essere artefici del proprio destino, e allo stesso tempo vittime di un destino avverso. In altre parole, per dirla con un pizzico di ironia, quando va bene è merito mio, quando va male è colpa del destino...

La posizione di questo libro è che il caso non esiste e, di conseguenza, che niente capita per caso. Ciò che viviamo nella nostra vita istante dopo istante, e di conse­guenza tutto quanto ci capita, è l'effetto dell'azione della Coscienza che, da una dimensione senza spazio e senza tempo, fa emergere una specifica realtà, tra le infinite possibili. L'antico termine sanscrito col quale ci si riferisce a questa dimensione è Akasha, quello più moderno è campo quantistico. Infatti, il modello che propongo (e che ogni lettore in base alla propria apertura verso il nuovo è libero di assumere più o meno come metafora) trova riscontro nei principi che regolano il mondo dell'infinitesimamente piccolo, il mondo dei quanti: energia che si trasforma da onda a particella e viceversa, particelle che non sappiamo dove si trovano finché non le osserviamo, o che scelgono se passare da una fenditura piuttosto che da un'altra, o che comunicano istantaneamente a milioni di chilometri di distanza o all'indietro nel tempo, o che si muovono ad una velocità maggiore di quella della luce, sovvertendo il concetto di spazio-tempo... Fantascienza? No, realtà. La nostra realtà.

La realtà che viviamo ogni giorno emerge dal campo di energia che pervade l'intero Universo e che ne collega ogni singola particella. Siamo abituati a pensare che gli oggetti siano separati e che esista un tempo che scorre "in avanti", diciamo noi. Ma il tutto è strettamente collegato, attraverso questo campo di informazione da cui la realtà emerge nella sua totalità, tempo e spazio compresi. Siamo noi che costruiamo nella nostra mente un mondo deterministico basato sul principio di causa-effetto, sul prima-dopo, vivendo il presente come punto di confine tra un passato immodificabile e un futuro ignoto ma modificabile. Ma questa è la nostra costruzione della realtà, non è la realtà a essere così...

Vediamola da questo punto di vista: e se non ci fossimo accorti di essere realmente dentro la caverna di cui parlava Platone? Se il mondo che viviamo fosse solo il riflesso sul muro di una realtà ben diversa? E se, oltre al futuro, anche il passato fosse modificabile? E se ciò che ci accade fosse già stato scelto, non da qualcuno o qualcosa, ma da noi stessi nella dimensione senza tempo della Coscienza? E se potessimo comunque rivedere le nostre scelte in ogni istante?

Per tornare infine alla storia zen con la quale ho iniziato questa introduzione: se fosse stata lanciata in aria una moneta "non truccata" e fosse uscito croce, l'esercito di Nobunaga avrebbe perso la battaglia? I soldati hanno vinto perché erano "più motivati", avendo avuto la possibilità di sbirciare sul loro futuro vittorioso? Oppure la loro credenza che avrebbero vinto ha realmente creato un futuro dove sarebbero stati vittoriosi? C'è un nesso di causalità tra la testa sulla moneta e la vittoria? E quando sulla moneta ci sono due teste il futuro possibile è sempre e solo uno? Con quella moneta, Nobunaga voleva forse dire che ognuno è artefice del proprio destino? E, in questo caso allora, le sue preghiere sono servite a qualcosa, o erano solo scena?

Nelle pagine che seguono troverete la descrizione di un modello nato dall'esigenza di dare una risposta a tutte queste domande. È un modello e, come tale, per sua natura non può essere esaustivo. Ma è basato su evidenze provenienti da più campi del sapere, collegati da una robusta, anche se invisibile, trama. Per questo motivo offre una visione coerente, del mondo e della vita, alternativa rispetto a quella che siamo abituati a concepire.

Non vi prometto che questo libro cambierà il vostro futuro. Non vi prometto la ricchezza, né la salute perpetua, né di creare la realtà che desiderate con la sola forza del pensiero, basta volerlo. L'unica cosa che vi prometto è di offrirvi una risposta alla domanda che ciascuno di noi prima o poi nella vita è costretta a doversi fare: "perché mi capita?"

Perché mi Capita?

Perché mi Capita?

Le cose capitano per caso? Oppure esiste un disegno segreto per il quale tutto accade secondo un ordine prestabilito? E se davvero è così, chi o cosa ha deciso al posto nostro? E per quale motivo?

Queste domande, che da sempre hanno messo in crisi l’essere umano, trovano oggi una risposta nella fisica quantistica, la fisica delle possibilità.

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Francesco Albanese

Francesco Albanese è Psicologo Clinico, Psicoterapeuta, Giornalista, Autore.

Ha collaborato per oltre dieci anni alla ricerca in campo di Attaccamento col Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell'Università di Pisa, e attualmente svolge attività didattica seminariale presso la Scuola di Psicologia dell'Università degli Studi di Firenze.

Da quasi quindici anni si occupa di divulgazione su carta stampata e online.

È co-fondatore della rivista PsicoLAB.net e attualmente dirige le riviste Neuroscienze.net e QuanticaMente.net.

Da sempre interessato agli aspetti psicologici legati alla dimensione spirituale dell'essere umano, è alla continua ricerca dei punti di incontro tra scienza e spiritualità.

Divulga il suo pensiero attraverso convegni e seminari, articoli e libri di saggistica e narrativa, contribuendo a porre le basi concettuali per una visione olistica dell'uomo e del mondo.