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Introduzione - Amare da Morire - Libro di...

Leggi un estratto dal libro di Francesca Cenci "Amare da Morire"

Introduzione - Amare da Morire - Libro di Francesca Cenci

"Non si sceglie di avere una persona accanto per peggiorare la propria vita, ma per migliorarla. E se l'amore non porta a questo o non è amore o è un amore malato."
Osho

Sono anni che mi occupo di dinamiche di coppia e di relazioni amorose e il mio scopo è stato sempre quello di analizzare le varie situazioni per dare, poi, dei consigli funzionali alla riuscita del rapporto. Ovvio. Scontato. Inopinabile.

Il mio obiettivo è mettere al servizio la mia esperienza di terapeuta ai fini di far vivere meglio le persone e un tassello fondamentale per essere felici è indubbiamente per (quasi) tutti avere una relazione di coppia felice. Troppo semplice. Una vera e propria equazione. Peccato che purtroppo non sia altrettanto facile riuscire a instaurare, e soprattutto far durare, un legame amoroso.

Non vorrei esagerare e non sono in grado di fornirvi una percentuale precisa, ma mi sento di affermare con sufficiente tranquillità che la maggior parte delle persone che bussano alla mia porta ha un malessere almeno in parte causato da una vita affettiva poco soddisfacente.

In questo libro, infatti, tratterò proprio questo, cioè i rapporti che non funzionano. Storie complicate. Relazioni instabili. Amori sfilacciati come vecchie poltrone su cui si fanno le unghie i gatti. Però farò un'inversione di tendenza.

O meglio, non è che smetterò di parlare di buone relazioni, è ovvio che il mio scopo resterà in ogni caso quello di aiutarvi nel rendere la vostra vita il più felice possibile, ma tratterò tutte quelle storie di amore sbagliate che rendono l'esistenza complicata e, in alcuni casi, addirittura un inferno. Per non parlare di quelle che, ahimè, sfociano in tragedie.

Tratterò tutte le dinamiche patologiche, da quelle sterili a quelle anaffettive, da quelle dipendenti a quelle libertine, dai matrimoni bianchi a quelli sessualmente stravaganti, e darò un particolare spazio ai rapporti violenti, perché i più pericolosi e in quanto tali, credo, da maneggiare con estrema cura. Cercherò di esprimere un mio personale parere su tutte quelle che considero relazioni malsane e farò in modo di dare il mio contributo per apportare, indirettamente, dei miglioramenti all'interno delle vostre case.

Analizzerò le varie possibili situazioni da due punti di vista e, come mia abitudine, presterò attenzione sia al maschio sia alla femmina. Perché, quando si parla di certi argomenti, si tende a parlare sempre e solo di donne, cosa che non reputo mai corretta.

È vero che il genere maschile, quando perde il controllo, commette atti aberranti e spregevoli. È vero che la forza di un uomo (parlo di quella fisica ovviamente) lo mette in una condizione di superiorità schiacciante. Ed è altrettanto vero che, quando si parla di vittima e carnefice, è quasi sempre l'uomo che commette azioni di violenza nei confronti della propria partner e non viceversa (se non in alcuni rari casi).

È ovvio che non sono qui a difendere gli uomini violenti... lungi da me. Però cercherò di analizzare il tipo di dinamica che si instaura dietro e dentro di loro, cosa che tendenzialmente si evita di fare. E soprattutto cercherò di capire cosa li abbia spinti, quali siano i loro vissuti e cosa alla fine sia andato storto. Cosa provano, quali sono i loro sentimenti? Amore? Possesso? Gelosia? Passione? Rabbia?

Nella mentalità comune, di fronte a un'azione spietata e ingiustificabile, c'è un'istintiva, comprensibile reazione di chiusura. Si passa in un solo istante direttamente al giudizio finale, senza dare il minimo spazio all'interpretazione o alla valutazione, cosa che personalmente tento di non fare.

È scontato che per nessun motivo al mondo si possono giustificare soprusi o maltrattamenti, però vorrei fare un passaggio in più e analizzare, comunque, quello che ci sta attorno, quello che c'è stato prima e soprattutto cosa ci sia dentro gli uomini violenti e cosa possa aver portato a quel punto.

Perché dietro a un'azione così tremenda c'è sempre una dinamica di coppia patologica e, magari, riconoscerla per tempo o sapere come comportarsi per uscirne potrebbe essere cosa utile a molti. Sia donne che uomini. Sia vittime che carnefici. Sia maltrattante che abusato.

Perché, al di fuori di quei casi estremi che sfociano nella morte, nel vivere la quotidianità di un amore sbagliato non ci sono vincitori né vinti, ma tutti sono accomunati da un'estrema sofferenza. Indipendentemente dal loro ruolo all'interno della coppia. Proprio per questo motivo ho scelto di dedicare prima un intero capitolo agli uomini che maltrattano e poi uno alle donne che subiscono, cercando di analizzare i loro rispettivi schemi mentali, in entrambi i casi patologici, che danno origine a un meccanismo perverso e spietato, che sfocia nella violenza.

Tensione. Paura. Frustrazione. Solitudine. Apatia. Terrore. Angoscia. Sono solo alcune delle emozioni che si provano se non si riesce a curare una relazione che non funziona. Sono solo alcuni esempi di ciò che si può incontrare se non si è in grado di affrontare i problemi per poi risolverli. Sono solo poche sensazioni fra tutte quelle che potreste provare se vi ritrovaste incastrati in una gabbia d'amore folle.

Cercherò di vedere insieme a voi cosa si può fare per rompere dei percorsi errati e in ultima analisi vi mostrerò un'alternativa. Un'altra possibile via d'uscita, se proprio non è possibile riparare un rapporto patologico, che ha radici ormai troppo secche o basi troppo instabili.

Vi parlerò della separazione come di una probabile soluzione a questo genere di mali, senza demonizzarla a prescindere, come spesso accade nella nostra società. Nonostante ci consideriamo emancipati, modernizzati e digitali, viviamo ancora nel tacito retaggio culturale che separarsi sia un disonore. Un fallimento. Un'onta.

È vero, indubbiamente è un fatto molto triste e i tempi di elaborazione di una separazione sono simili a quelli di un lutto. È un trauma. E ciò è innegabile.

Ma sono altrettanto certa che se tante donne avessero intrapreso quella strada, probabilmente si sarebbero salvate. Così come se tanti uomini avessero avuto il coraggio di accettare la fine di un amore, non avrebbero commesso un delitto atroce. Non avrebbero tolto una vita e non si sarebbero rovinata la propria, per non parlare di quella dei propri figli. E forse, un giorno avrebbero anche potuto guardare la vita con un nuovo slancio. Una nuova linfa vitale. Forse avrebbero mantenuto rapporti civili con la propria ex moglie, avrebbero contribuito alla crescita, seppur a distanza, dei loro figli. E forse, chissà, si sarebbero potuti innamorare di nuovo, e avrebbero ripreso a credere nell'amore.

Amore. Quel sentimento così forte, così totalizzante. Il motore di tutto, affermano alcuni. Il primo di tutti gli Dei, diceva Platone. Quello stesso amore così forte, doloroso e irrazionale che è capace di distruggere tutto. Addirittura le due stesse vite che, molto tempo prima, lo avevano generato.

Amare da Morire

Amare da Morire

Questo testo, che è un viaggio all'interno della famiglia e dell’amore, è rivolto a tutti. Ci mette di fronte a comportamenti sbagliati culturalmente tramandati o acquisiti, in cui si cade per una distorta visione dell’amore, che forse tutti inconsciamente abbiamo.

Nell'ambito di coppia infatti si rinuncia a volte alla propria personalità e alla libertà individuale, in nome di un grande amore, che in realtà senza autonomia e rispetto amore non è.

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Francesca Cenci

FRANCESCA CENCI, psicologa, psicoterapeuta, psicologa dello sport. Ha lavorato in varie realtà pubbliche e private come psicologo clinico, operando in svariati contesti di cura. Attualmente esercita la professione di psicoterapeuta in un poliambulatorio privato, collabora con diverse strutture in ambito psico-sociale e lavora come psicologo in un centro tecnico della Federazione italiana tennis. Vive a Salsomaggiore Terme con il marito e i due figli.

 

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