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Introduzione alla terza edizione di "Vaccinare...

I dottori Roberto Gava ed Eugenio Serravalle presentano il loro libro "Vaccinare contro il Papillomavirus?"

Introduzione alla terza edizione di "Vaccinare contro il Papillomavirus?"

Abbiamo scritto la prima edizione di questo nostro libro 8 anni fa, nel maggio 2008, poco dopo l'inizio della commercializzazione nel nostro Paese del vaccino anti-HPV.

Come abbiamo scritto nell'introduzione alla prima edizione, "Il solo scopo di questa pubblicazione è quello di fornire un 'informazione aggiornata e indipendente ai cittadini e a tutti gli operatori sanitari sui vantaggi e sui limiti di questa vaccinazione in modo che ognuno possa trovarsi nella condizione più corretta per esprimere il suo consenso o diniego veramente informato'".

Per raggiungere tale scopo in modo corretto e veramente secondo scienza e coscienza, ci eravamo riservati di continuare ad esaminare le pubblicazioni scientifiche su tale argomento in modo da adeguare le nostre conclusioni in base alle conoscenze che la Scienza Indipendente avrebbe raccolto in futuro sulla vaccinazione anti-HPV. E così abbiamo fatto.

Questa terza edizione infatti è stata completamente rivista e aggiornata alla luce delle più recenti ricerche e conclusioni scientifiche che, purtroppo, sono tutt'altro che rassicuranti.

Otto anni fa avevamo espresso il nostro giudizio negativo sul vaccino anti-HPV prevalentemente alla luce dei nostri studi e in base all'esperienza maturata in trent'anni di pratica clinica ospedaliera e ambulatoriale.

Infatti, ci sembrava completamente antiscientifico e pericoloso:

  • finanziare con i soldi pubblici una sperimentazione di massa in fase III, che fino a quel momento, di solito, era sempre stata pagata dall'Industria Farmaceutica;
  • somministrare a bambine e giovani donne un vaccino ad azione su virus oncogeni di cui non si conosceva (e neppure oggi conosciamo completamente) efficacia, durata d'azione, tossicità acuta e cronica e specialmente a lungo termine;
  • vaccinare contro un virus potenzialmente oncogeno, ma che era già in graduale e continuo calo nella popolazione e che sarebbe stato completamente controllato dall'esecuzione del Pap-test, cioè con un esame che in ogni caso anche le donne vaccinate devono continuare obbligatoriamente ad eseguire e che pertanto sarebbe bastato promuovere nella gente con costi sociali enormemente inferiori a quelli del vaccino;
  • diffondere nella gente (specie nei giovani) il concetto che il vaccino anti-HPV protegge dal cancro del collo dell'utero, sia perché è un dato assolutamente non dimostrato sia perché si trasmette un messaggio di falsa tranquillità allontanando le giovani dai controlli, che invece sono ancora più indispensabili proprio tra le donne vaccinate.

Oggi però, dopo anni di studio continuo della letteratura scientifica su questo argomento, ci troviamo costretti non solo a confermare i nostri precedenti sospetti, ma anche a denunciare che questo vaccino, se somministrato in modo massivo senza una adeguata valutazione delle condizioni del vaccinando e dei suoi reali vantaggi a ricevere questa vaccinazione, può diventare estremamente pericoloso.

Infatti, la stesura della parte del libro che riguarda gli effetti indesiderati di questo vaccino è stata quella che ci ha impegnati maggiormente e per più tempo lasciando inoltre in noi una grande tristezza nel pensare a molte giovani ragazze che rischiano gravi reazioni (nonostante siano numericamente contenute) a causa della vaccinazione.

La tristezza ha però lasciato il posto alla rabbia quando abbiamo scoperto che:

  • i vertici dei grandi Enti Governativi o Agenzie internazionali sono spesso finanziati dall'Industria Farmaceutica e sono addirittura essi stessi a incaricare quest'ultima a raccogliere i dati di valutazione della sicurezza dei farmaci che essa produce e vende;
  • gli stessi Enti Governativi o Agenzie intemazionali utilizzano per le loro valutazioni di efficacia e tollerabilità dei farmaci in generale, e di questi vaccini in particolare, essenzialmente gli studi scientifici che l'Industria Farmaceutica seleziona e fornisce;
  • i documenti di valutazione di efficacia e di rischio/beneficio di questo vaccino restino segreti e che, del materiale raccolto, vengano pubblicati solo gli aspetti positivi;
  • vengano nascosti, sminuiti e ostacolati nella loro diffusione tutti gli effetti indesiderati più importanti;
  • l'Industria Farmaceutica programma ed effettua grandi studi clinici che, nella maggior parte dei casi, sono disegnati appositamente per mettere in evidenza i soli gli aspetti positivi del vaccino anti-HPV.

Forse è bene che cominciamo a diventare un po' più diffidenti e sospettosi verso ogni prodotto reclamizzato esclusivamente dalle Aziende Farmaceutiche e da tutti coloro che ad esse solo legati. Speravamo invece di poterci fidare di molte Società Scientifiche, Agenzie internazionali o addirittura dei Ministeri della Salute, che ci dovrebbero difendere e correttamente informare.

Crediamo che sia giunto il tempo in cui ogni persona debba attentamente vegliare sulla propria salute e debba scegliere attentamente coloro a cui credere e potersi affidare.

Proprio per questo rinnoviamo il nostro proposito a continuare a studiare gli sviluppi di questo come di tutti gli altri vaccini attualmente disponibili o che verranno commercializzati in futuro, in modo da poter trasmettere un'informazione corretta e indipendente sulla base della quale ognuno possa poi dare o meno il suo consenso adeguatamente informato.

Padova, 5 agosto 2016

Dr. Roberto Gava
Dr. Eugenio Serravalle

Vaccinare contro il Papillomavirus?

Vaccinare contro il Papillomavirus?

Ci sono fortissime pressioni commerciali da parte delle Ditte produttrici, sia a livello politico che dei mass media, per promuovere campagne di vaccinazione di massa contro il Papillomavirus, ma a livello scientifico ci sono grandi perplessità, dubbi e preoccupazioni sul reale rapporto rischio/beneficio di questo vaccino.

L’infezione da HPV è comune, ma il rischio di sviluppare un carcinoma è eccezionale, richiede decenni e può essere evidenziato precocemente da periodici e innocui Pap-test che in ogni caso devono essere eseguiti anche nei vaccinati, perché il vaccino copre solo contro 2 dei 15 ceppi ad alto rischio tumorale.

Scopo di questa pubblicazione è fornire un’informazione aggiornata e indipendente ai cittadini e a tutti gli operatori sanitari sui vantaggi e sui limiti di questa vaccinazione, in modo che ognuno possa trovarsi nella condizione più corretta per esprimere, con un maggior grado di scienza e coscienza, il suo consenso o diniego veramente informato.

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Eugenio Serravalle

Eugenio Serravalle, pediatra, è un qualificato studioso degli effetti delle vaccinazioni nella prima infanzia.

 

Curriculum

  • Laureato alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli studi di Pisa, corso di laurea in Medicina e Chirurgia, nel 1980.
  • Specializzato in Pediatria Preventiva, Puericultura e Patologia neonatale all'Università degli studi di Pavia.
  • Specializzato in Omeopatia Classica.
  • Iscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Pisa.

 

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Roberto Gava

Il Dott. Roberto Gava si è laureato in Medicina all'Università di Padova, si è specializzato in Cardiologia, Farmacologia Clinica e Tossicologia Medica, per poi perfezionarsi in Agopuntura Cinese e Omeopatia Classica.
Dopo dieci anni di lavoro in ambiente universitario ed essere stato autore di libri di Farmacologia e di più di un centinaio di pubblicazioni scientifiche, da una quindicina di anni sta cercando di studiare gli approcci medici non convenzionali, rivedendoli anche alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, essendosi convinto che il medico deve aprirsi a molte tecniche terapeutiche scegliendo di volta in volta per il suo paziente quella che è più appropriata.

 

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