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Intervista a Selene Calloni Williams di Margherita Coldesina

Nel 1953, si legge nel libro di Selene Calloni Williams, James Hillman e la sua prima moglie, Kate Kempe, si stabiliscono a Zurigo, dove egli studia filosofia presso l'Università, conseguendo il dottorato summa cum laude e, nel 1959, il diploma di analista del CG Jung Institute presso il quale viene presto nominato Direttore degli Studi, carica che ricopre per dieci anni, fino al 1969.

James Hillman, il grande filosofo e psicoanalista recentemente scomparso - definito da molti il "dopo Jung" - è stato selezionato dalla Utne Rreaders tra le prime 100 persone "che sono in grado di cambiare la vita del loro lettore".

Hillman è uno dei più importanti pensatori post-junghiani, il fondatore della rivoluzionaria scuola di psicologia archetipica.

Incontriamo Selene Calloni Williams che di recente ha pubblicato un libro sulla sua vita e il suo pensiero: James Hillman, il cammino del fare anima e dell'ecologia profonda, 2013, Edizioni Mediterranee, Roma.

Con Mediterranee Selene Calloni Williams ha pubblicato vari libri tra i quali, due anni fa, Le Carte dei Nat e le costellazioni familiari che ci parla di avi e di psicologia transgenerazionale, uscito nel 2011, sempre per i tipi di Edizioni Mediterranee.

"La mia sensazione", dico all'autrice, "è che vi sia un nesso importante tra la scuola di psicologia analitica di Jung e di Hillman e l'analisi transgenerazionale.

Del resto come James Hillman ha evidenziato: È la psicologia del profondo il luogo in cui troviamo oggi il mistero iniziatico, il lungo viaggio di apprendistato psichico, il culto degli antenati, l’incontro con demoni e ombre, i patimenti dell’inferno. (James Hillman Il Sogno e il Mondo Infero, op. cit. P. 85)."

Nella visione di Hillman - che egli indubbiamente eredita dal maestro, C.G. Jung - la vita è mito. Noi possiamo solo fare nel tempo ciò che gli Dei fanno nell’eternità, scriveva Hillman (James Hillman, La Vana Fuga dagli Dei, Milano, 1991, Adelphi, p. 98.). Una persona si risveglia quando svela il mito che sta mettendo in scena vivendo.

Il metodo della psicologia analitica junghiana ci permette di evidenziare nelle immagini fondamentali della nostra vita gli archetipi che creano il nostro mito. Essi sono gli dei, ovvero i temi fondamentali della nostra esistenza, le forme originarie delle nostre esperienze. L'analisi transgenerazionale evidenzia gli archetipi attraverso le immagini dei nostri avi. Gli avi, che che ci parlano dai simboli di un genogramma o dalle voci di di una costellazione immaginale, ci raccontano una favola che è mito.

Dei e avi, numi e ombre, tutto ciò che ci parla delle profondità psichiche appartiene al mondo che è oltre la Grande Soglia, il regno di Ade, la dimensione dell'invisibilità, del daimon, del maestro interiore, del doppio animale, di tutto ciò che, appunto, non è visibile: l'eterno reame dell'anima.

"Infatti," osservo, "Hillman ha definito il processo della sua psicologia archetipica fare anima. Come dobbiamo prendere questa espressione?"

Il metodo della psicologia archetipica di Hillman non si preoccupa di rendere coscienti i contenuti inconsci, quanto piuttosto di prendere la cosiddetta realtà cosciente e di ricondurla alla propria origine, che è nel potere immaginativo della psiche. Ciò che Hillman definisce “fare anima” significa spersonalizzare e smaterializzare il reale, riconducendo ogni cosa, persona, luogo, evento alla sua reale natura, che è immagine, e riportando ogni storia personale alla sua originaria dimensione mitologica, universale. In questo passaggio si compie una terapia delle idee e della cultura.

Leggendo Hillman si ha l’impressione che egli tratti la malattia come un rituale che ha lo scopo di ristabilire l’ordine universale, l’ordine primevo, riparando al danno generato dalle idee.

L'eredità di Jung, che anima il rivoluzionario pensiero di Hillman, è evidente in due immagini chiave che costellano il bel libro di Selene Calloni Williams. La prima immagine ci mostra che le idee non sono nostre. Le idee sono eidola, cioè sono idoli, dei e demoni, sono spiriti e numi. La seconda immagine ci dice che il nostro corpo, lontano dall'essere "oggetto", è anch'esso, alla stessa stregua di ogni altra cosa, simbolo e immagine.

Jung aveva affermato che gli organi sono gli dei e Hillman gli aveva fatto eco, sostenendo con energia che gli dei sono divenuti malattie. Il dio Pan, che nella nostra cultura viene sperimentato come panico, è forse l'esempio più eclatante di ciò. Le malattie sono anch'esse eidola.

"È straordinario!", dico. "Abbiamo a che fare con un metodo del fare anima, non solo concetti, non mera teoria!"

Noi siamo vittime delle teorie ancor prima che vengano messe in pratica, scriveva James Hillman. Nel mio libro su James Hillman ho voluto esprimere il cuore di un metodo.

"Può evidenziarci altri punti del pensiero di Hillman nei quali l'eredità junghiana è sentita."

James Hillman è stato un grande innovatore del pensiero junghiano.

Partendo dal concetto di "inconscio collettivo" di Jung, James Hillman arriva a dare alla psiche un fondamento poetico. La psiche poetica non può essere indagata con strumenti scientifici. Piuttosto l'approccio alla psiche, nella visione della psicologia archetipica di Hillman, fa pensare all'impiego di strumenti artistici e alle tradizioni dei popoli animisti.

Il concetto di anima mundi che Hillman esprime in una fase matura della sua ricerca, ci dice che ogni cosa, ogni luogo ha la sua anima. Saper entrare in relazione con l'anima del mondo ci permettere di esistere in modi più ricchi e creativi. Percepire che il letto in cui si dorme ogni notte, la sciarpa che si indossa al mattino hanno un'anima, significa poter entrare in una relazione più intensa con essi; un rapporto d'amore che dà infinitamente di più di una mera relazione materialistica.

La connessione basata sulla percezione dell'oggetto come tale si esaurisce nel suo consumo, ci fa esistere in un mondo di meri valori economici, di calcolo di più e di meno; un mondo in bianco e nero. La relazione con l'anima delle cose ci consente di amarle e l'amore all'improvviso colora il nostro mondo; le cose e i luoghi ci parlano, ci aiutano nei sogni, ci raccontano storie che ci aprono a nuove esperienze.

"Ho apprezzato il suo libro su James Hillman anche per la sua originalità che rompe il consueto stile della biografia.

C'é veramente un segreto alchemico rivelato tra le pagine che scorrono veloci, perché la lettura riesce a essere leggera e accattivante, grazie all'espediente narrativo che tutto inquadra nel tenue chiarore del primo mattino, quando lei, l'autrice, si reca per i suoi allenamenti sul canale della mistica città di Edimburgo, la città di Harry Potter.
Lì, mentre corre nel freddo, vede riflesso nel ghiaccio che sovrasta l'acqua del canale il volto del maestro e intrattiene con lui un dialogo fatto non solo di parole, ma soprattutto di eventi.

Questo non è un libro che procede per concetti, ma per immagini, come appunto dovrebbe essere un libro sulla psicologia archetipica e sulla visione immaginale che essa ispira."

Non potevo pensare alla vita di James Hillman - colui che ha evidenziato la poesia come base naturale della psiche e la depersonalizzazione come metodo psicologico - in termini cronologici né storici, così ho rotto le consuetudini.
La psicologia archetipica di James Hillman e la visione immaginale ti portano oltre confine, devi solo pronunciare un "sì", prendere una decisione, e l'avventura ha inizio.

Concludo affermando che il libro di Selene Calloni Williams, che si legge con il trasporto di un bel romanzo, è un aiuto che insegna l'arte preziosa della trasvalutazione a mezzo della quale è possibile percorre il 'cammino controcorrente', proprio della psicologia archetipica. All'interno del libro vi è un brano inedito di James Hillman stesso che ci parla di ecologia profonda. Ecco un breve estratto di questo illuminante intervento:

E' molto difficile per noi oggi, dopo Cartesio, che creò i presupposti filosofici per lo sfruttamento dell'ambiente, dichiarandolo morto e privo di anima, di attività propria - davvero difficile per noi immaginare che la terra letterale possa essere animata, dotata di spirito.

Popoli di molte altre culture percepiscono la terra sulla quale vivono e dalla quale traggono vita, non semplicemente come una madre che nutre e punisce, bensì come parte integrante della loro stessa anima.
L'anima interiore e la terra esteriore sono unite per osmosi, cosicché quando si verifica un impetuoso movimento, una migrazione oppure una distruzione radicale della terra mediante l'apertura di miniere, la costruzione di dighe e la deforestazione, tali popoli sentono deteriorarsi la loro stessa anima, la vita li abbandona e muoiono.

Tutto ciò non accade soltanto per motivi economici, per il fatto d'essere stati privati dalla loro fonte di sussistenza, degli animali, delle piante, dell'acqua, ma perché il loro mondo spirituale è stato smembrato; hanno perso i loro protettori, la loro ragione per esistere e per servire.

Noi, che nella nostra "civilizzazione" siamo in grado di vivere senza dei in una società secolare, arrangiandoci abbastanza bene come anime perse in una condizione priva d'anima, siamo dal loro punto di vista dei morti che camminano, degli zombi, irreali. Solo in questo modo, disgiunti dalla terra, possiamo raggiungere i nostri "successi", successi che stanno all'interno della follia di un pianeta filosoficamente morto. (…)

Ecologia è molto più che semplice attenzione alla distruzione della vita sulla terra e all'urgenza di azioni in merito.

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Selene Calloni Williams

Scrittrice, viaggiatrice e documentarista, Selene Calloni Williams è autrice di numerosi libri e documentari a tema psicologia ed ecologia profonda, sciamanismo, yoga, filosofia e antropologia.

La sua peculiarità e risorsa è poter spaziare da Oriente ad Occidente, grazie al fatto di avere avuto due grandi maestri, uno in Asia, Michael Williams, esperto di yoga e tradizioni sciamaniche e James Hillman, illustre psicoanalista e filosofo, che Selene conosce quando si trasferisce in Svizzera. In Oriente, e precisamente in Sri Lanka, Selene studia e pratica, per svariati anni, la meditazione buddhista Theravada. Tornata in Europa, studia psicologia e ottiene un master in screenwriting presso la Napier University di Edimburgo.

La possibilità di abbracciare insegnamenti orientali ed occidentali è assai preziosa perché capace di tradurre il messaggio orientale in modi adeguati alle modalità di ricezione della psiche degli occidentali, i quali indubbiamente hanno una tradizione immaginale occidentale.

Il suo ultimo libro è il romanzo, best seller della crescita personale, "Il Profumo della Luna", che narra l'iniziazione di una "viaggiatrice dei due mondi". Altri titoli di successo sono: "Le Carte dei Nat e le costellazioni familiari", un libro e un mazzo di carte straordinariamente utili per coloro che si occupano di psicologia transgenerazionale, "Iniziazione allo Yoga Sciamanico", il libro cult dello yoga sciamanico, "James Hillman, il cammino del fare anima e dell'ecologia profonda", "Mantra Madre, la tradizione del matrimonio mistico e del risveglio".

Insegna nella scuola di counselling immaginale che lei stessa ha fondato e organizza eccezionali viaggi "nell'anima del mondo", ha tenuto lezioni e conferenze in diverse università in Italia e all'estero, (www.selenecalloniwilliams.com).

 

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