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Il recupero della vera anima della medicina

Leggi l'introduzione del libro "Il Nuovo Corpo e la Mente" a cura di Osvaldo Sponzilli

Il recupero della vera anima della medicina

Per trovare la vera anima della medicina occorre ripercorrerne la storia che l'ha vista ora arte, ora scienza.

I grandi nomi dell'antichità univano sapientemente la filosofia alla medicina, poiché entrambe si occupavano dell'uomo: nei testi ippocratici troviamo considerazioni di ordine teologico e filosofico così come negli studi fatti da Aristotele sulla natura dell'uomo, sui sogni e sugli stati d'animo.

Ippocrate è stato essenzialmente un clinico e come tale ha avuto una visione globale dell'essere umano. Ha studiato cioè tutti i segni e i sintomi osservabili sul paziente. I testi ippocratici, che danno l'avvio alla medicina occidentale, sono stati tradotti in arabo, ebraico e latino. In essi si descrive un esame medico molto approfondito con ascoltazione, palpazione, percussione e soprattutto con la raccolta di ogni piccolo indizio utile alla diagnosi: sfumature di colore della cute, variazione di comportamento psicologico emozionale, contrazioni muscolari, secrezioni ed escrezioni. L'urina, ad esempio, veniva valutata come quantità, colore, sedimento, torpidità e sapore. Quindi grande importanza si dava alla storia del soggetto, alle sue abitudini di vita e a eventuali traumi emotivi subiti.

Questo metodo d'indagine era fondato principalmente sull'osservazione a 360 gradi; al centro stava l'individuo: la persona che manifesta la sua malattia con i relativi sintomi. Quella ippocratica era in realtà un'arte: dell'osservare, del diagnosticare e del curare.

La Grecia aveva un gran culto dell'uomo per cui nessuno pensava neanche lontanamente di fare dissezioni su cadaveri per studiare l'anatomia. A questo pensò invece Aristotele e la scuola di Alessandria che approfondirono gli studi anatomici e fisiologici.

Dopo periodi di decadenza Galeno (138-201 d.C.) riportò la medicina verso alte vette scientifiche per l'epoca, ma alla sua morte seguì un periodo di dogmatismo in medicina.

Un nuovo fiorire si manifestò nella scuola salernitana e con la nascita delle università. Fin qui filosofia e medicina procedono a braccetto in un approccio olistico tanto che una visione psicosomatica della malattia traspare ad esempio nel Medioevo con il chirurgo Henry de Mondeville nella citazione: "Anche il più ignorante sa che la gioia e la tristezza sono accidenti dell'anima e che la gioia fa ingrassare il corpo, mentre la tristezza lo fa dimagrire".

Dal Seicento in poi, con la nascita del metodo scientifico e le nuove scoperte, la filosofia e lo studio dei classici non sono più necessari, si studia solo l'evidenza: il corpo, l'organo, la fisiologia, la malattia con i suoi sintomi. Quest'ultima prende il sopravvento sull'uomo, e nell'Ottocento il medico, divenuto scienziato, definisce con precisione le caratteristiche cliniche. Il medico si allontana definitivamente dall'uomo e dalla sua biografia indossando spesse lenti d'ingrandimento che portano in secondo piano il contesto socio culturale, ambientale e psicologico del paziente.

Ma mentre da un lato la medicina si va facendo sempre più ultra-specialistica al punto che nelle università non viene più insegnata la semeiotica, cioè lo studio dei segni clinici attraverso l'ispezione, ascoltazione e percussione, dall'altro la scienza, quella della ricerca, scopre il sistema PNEI, cioè il sistema psico-neuro endocrino immunologico, l'epigenetica, la nutrigenomica e la medicina quantica.

Tutte queste discipline riportano la medicina a un piano umanistico così com'era concepita dai grandi medici del passato. Quindi scienza evoluta e studio psicosomatico dell'uomo trovano nuovamente un punto di contatto che è in definitiva l'anima vera della medicina.

Ormai è accertato che ogni stress ripetuto e anomalo che si ripercuote sul sistema neurovegetativo provoca alterazioni nel sistema endocrino e immunitario; tutto questo porta a rivedere le teorie troppo organicistiche ridando valore al soggetto e al suo ambiente, alle sue interazioni con gli altri esseri umani.

Il fatto che esista un legame tra la psiche e il corpo è un'antica intuizione dell'uomo: Mens sana in corpore sano, dicevano gli antichi.

Circa venti anni fa il noto psichiatra Paolo Pancheri affermava che il medico si era ridotto a curare un uomo senza testa, mentre la psichiatria e la psicologia, dal canto loro, guardano eminentemente a un uomo senza corpo.

Ora sappiamo attraverso lo studio del sistema PNEI, della genetica e del fenotipo che molte malattie organiche si manifestano obbedendo a un ben preciso "linguaggio del corpo"; attraverso questo linguaggio, l'organismo, inteso come unità psicofisica, fa emergere all'esterno un disagio di natura psichica che produce uno squilibrio fisico etichettabile come malattia. Ciascuno di noi ha quindi un organo, o un apparato che geneticamente funge da bersaglio, e su cui si manifesta la malattia.

Dovremmo quindi educarci a vedere la malattia non sempre come un nemico da combattere, ma come un messaggio, simile a una spia di un'autovettura, che ci avverte di uno stato di disagio che ha portato in tilt i vari sistemi di regolazione organici.

La riscoperta della vera anima della medicina attraverso il recupero delle discipline umanistiche applicate all'uomo ha come fine il miglioramento del rapporto fra medico e paziente. L'anima della medicina è quindi un sapere che poggia su due colonne come se fosse un ponte. Una colonna è rappresentata dal sapere scientifico e l'altra dal sapere umanistico. Tutto questo va visto nell'ottica di bilanciare l'approccio olistico proprio delle medicine complementari con la clinica "tecnologica". Dalla loro integrazione può rinascere una forma di medicina più umana e globale nel vero senso del termine, rispettosa della biografia individuale che sempre si identifica con la bio-patologia del soggetto in stato di sofferenza.

"Un uomo non è ammalato perché ha una malattia, ma ha una malattia perché è ammalato".

Osvaldo Sponzilli

Il Nuovo Corpo e la Mente

Il Nuovo Corpo e la Mente

Da alcuni secoli nell'essere umano c’è stata una separazione netta tra l’Io, la mente, da un lato, e l’essere, il corpo, dall'altro. La scienza ha sostenuto a lungo la tesi della distinzione tra queste due entità. Oggi, però, attraverso nuovi approcci e medicine “altre”, si cerca di restituire un’altra forma, una nuova esemplificazione all'unità-uomo. 

Il XXI secolo è stato identificato come l’epoca dell’ansia, della paura e dell’angoscia collettiva per un corpo sempre efficiente, in forma, esente da qualsiasi anomalia fisica, pronto a essere plasmato nella sua forma più edonistica e brillante, che nasconde tuttavia, celata al suo interno, l’angoscia della malattia e della morte. 

La nostra è l’epoca nella quale il corpo purtroppo non è stato più identificato come il “tempio dell’anima”, custode dell’immanente segreto dell’eternità. 

Le diverse soluzioni, proposte attraverso le differenti tecniche esposte in questo libro scritto a più mani, portano in sé un’immagine nuova, una visione originale, che dall'omeopatia alla spagyria, dall'antroposofia alla microkinesiterapia, alla psicosintesi, permettono di dare un volto concreto al forte disagio che il “dolore dell’anima” conduce e trasforma. 

Un libro che punta alla riscoperta della vera anima della medicina attraverso il recupero della discipline umanistiche applicate all'uomo per migliorare il rapporto medico-paziente. 
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Osvaldo Sponzilli

Osvaldo Sponzilli è medico chirurgo e psicoterapeuta emozionale, dirige l’ambulatorio di Omeopatia, Agopuntura e Riflessoterapie dell’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma ed è docente di Agopuntura e Cromoterapia presso l’Università Tor Vergata di Roma. E’ presidente dell’Associazione Europea di Lavaggio Emozionale e dirige la collana editoriale “Iniziazione” delle edizioni Mediterranee, nella quale ha pubblicato Iniziazione alla Cromoterapia, Iniziazione alla Cromopuntura Auricolare, Iniziazione all’Iridologia e Iniziazione alla guarigione esoterica. Ha pubblicato inoltre Reflessologia Auricolare e Cranica con l’Editore Marrapese e Lavaggio Emozionale Rem® sempre con le Mediterranee.

 

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