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Il progetto HAARP - Estratto da "Cosa Nascondono i...

Leggi in anteprima alcune pagine del libro "Cosa Nascondono i Nostri Governi?" di Carlo Di Litta e Quinto Narducci

Il progetto HAARP - Estratto da "Cosa Nascondono i Nostri Governi?"

Intimamente connesso alle scie chimiche, il progetto HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Project) è ufficialmente nato per studiare le proprietà della ionosfera terrestre.

Lo scopo dichiarato è quello di migliorare le comunicazioni e i sistemi di sorveglianza, come ad esempio lo sviluppo di nuove tecniche radar che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi o attrezzature a decine di chilometri di profondità; la rilevazione di oggetti che si muovono nell’aria (ad esempio aerei e missili Cruise a basse quote) e determinare quali siano armati e quali innocui; effettuare sondaggi geofisici per trovare petrolio, gas e giacimenti minerari su vaste zone... e un’altra serie di scopi scientifico-militari.

Tutto questo è possibile anche perché la nostra atmosfera è composta da particelle cariche, gli ioni, per cui possiede la proprietà di riflettere verso terra le onde hertz.

HAARP ha sede a Gakona, Alaska, ed è costituito fondamentalmente da 180 piloni di alluminio alti 22 metri. Su ogni pilone sono state installate doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la banda bassa, l’altra per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino a una distanza di 350 chilometri, grazie alla loro potenza.

Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, tanto atmosferiche quanto terrestri.

HAARP, sempre ufficialmente, studia le proprietà di risonanza della terra e dell’atmosfera: gli stessi fenomeni studiati da Nikolas Tesla. Credo però che i fini di HAARP non siano nobili come quelli del geniale scienziato.

Infatti, come spesso succede, bisogna andare oltre gli scopi ufficiali.

Negli anni ottanta, Bernard J. Eastlund, fisico texano del Mit di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikolas Tesla, registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605, denominato Metodo e attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre, a cui ne fece seguire altri undici.

In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi quali i sistemi di raggi energetici, esplosioni nucleari graduali senza radiazioni, sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari e sistemi radar spaziali. Inoltre, queste invenzioni rendevano possibile la manipolazione del clima, ossia provocare la pioggia quando necessario per favorire l’agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi, come tornado e uragani.

Poi, intervenne il governo e tutti i brevetti di Eastlund vennero dapprima sigillati con un ordine di massima segretezza, per passare infine alla E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate dei Servizi Segreti di numerose potenze mondiali, assorbita dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici della difesa USA, produttrice dei missili Tomahawk, Stinger (questi spesso finiti nelle mani di paesi “canaglia” e gruppi terroristici), e dei famigerati Bunker Buster.

Secondo le scoperte di Eastlund, dirigere la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto da innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento altamente riflettente, da lui definito “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi del Sole sulla Terra con effetti devastanti.

La potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modifiche molecolari dell’atmosfera causando, a seconda delle diverse frequenze, cambiamenti climatici, la possibile disgregazione di processi mentali umani e, forse, effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata.

HAARP come strumento di controllo delle onde celebrali

Il nostro pianeta è circondato da una griglia magnetica, che permette uno scambio energetico tra le diverse zone, da cui partono i cordoni eterici che costituiscono la rete. Si crea così una relazione tra tutti gli esseri viventi, sia del pianeta che dell’universo: Sole, stelle ecc... come se fossimo un unico immenso organismo cosmico vivente e interagente.

Ogni individuo è collegato a tali griglie energetiche tramite la propria corteccia cerebrale, essendo la creatura dotata di una complessa struttura elettromagnetica in stretto collegamento con la struttura elettromagnetica del pianeta. Per cui, gli stadi della nostra coscienza sono dovuti all’attività elettrochimica del cervello che si manifesta attraverso onde elettromagnetiche: le onde cerebrali, appunto.

Inoltre, ogni attività cerebrale emette onde particolari che possono entrare in risonanza con le onde sonore esterne. È per questo che il cervello può essere “veicolato” attraverso determinate vibrazioni energetiche, stimolato a sintonizzarsi su una data frequenza (e quindi sull’attività celebrale che le corrisponde), perché esso è portato a funzionare come un insieme.

Altresì, il cuore umano emette un campo elettromagnetico che circonda l’intero corpo. Questo campo invia segnali a ogni cellula, segnali che incidono sulla salute fisica, mentale ed emozionale. Il campo di energia del cuore interagisce ed è influenzato dal campo elettromagnetico della Terra, così come con quello di altre persone, piante, animali incluso lo spazio, i pianeti e anche le stelle.

In questo stato di cose, quando i governi vogliono influenzare il nostro cervello, il nostro cuore e la nostra salute, non devono far altro che andare a deformare le onde elettromagnetiche della Terra che, in connessione con il nostro cervello, influenzano le vibrazioni dei nostri stati d’animo.

Già Nikolas tesla aveva scoperto che tutti i sistemi biologi risuonano secondo le onde alpha, tra i 6 e gli 8 hertz, e che la risonanza della terra (vedi la risonanza Shuman) vibra nello stesso intervallo di valori. Perciò, se è possibile controllare queste vibrazioni elettronicamente, è possibile altresì controllare il sistema mentale della natura biologica umana.

Di fatto, il cervello umano usa e registra le ELF (onde a bassissima frequenza), per cui frequenze intorno ai 10,8 hz causano insofferenza mentre quelle intorno ai 6,6 hz depressione.

Con l’atmosfera resa conduttiva dai metalli ionizzati, sistemi come quello dell’HAARP, interagendo con le scie chimiche, possono produrre frequenze in grado di risuonare e quindi influenzare il nostro sistema cerebrale (anche attraverso tutte le reti di comunicazioni istallate nelle nostre case o sul territorio).

Sempre Rosario Marcianò ha asserito che con il sistema HAARP vengono sparate nella ionosfera onde ad alta frequenza, leggermente sfasate, che rimbalzano nel suolo a bassa frequenza, quella che agisce sulla mente e sul comportamento umano.

Le basse frequenze vengono utilizzate inoltre per inviare dei comandi, utilizzando appunto suoni che non rientrano nel campo dell’udibile ma che sono percepiti dal cervello con un ordine. Ciò avviene soprattutto durante la notte, influendo sulla fase REM del sogno. Si vuol raggiungere un controllo mentale, rendendo le persone degli automi. L’atmosfera deve essere elettroconduttiva per far funzionare le stazioni HAARP al meglio, soprattutto attraverso una vasta diffusione di Bario, elemento costantemente presente nelle scie chimiche, proprio a causa della sua natura elettroconduttiva.

L’obiettivo che si sta già raggiungendo è quello di rendere elettroconduttiva anche la media e la bassa quota, attraverso le scie chimiche, simulando così le caratteristiche della ionosfera.

Ultimamente, perfino l’attuale presidente della russia, Vladimir Putin, ha confermato che la russia ha testato nuove armi psicotroniche che possono effettivamente trasformare le persone in zombie. Queste armi, che attaccano il sistema nervoso centrale delle loro vittime, sono state sviluppate dagli scienziati e potrebbero essere usate contro i nemici della russia oppure contro i dissidenti.

Putin ha descritto queste armi, che utilizzano radiazioni elettromagnetiche come quelle del forno a microonde, come nuovi strumenti per il raggiungimento di obiettivi politici e strategici.

L’utilizzo di questa tecnologia è stato annunciato dall’allora ministro della Difesa Anatoly Serdyukov. In seguito, il colonnello russo Anatoly Tsyganok ha detto che le armi erano state di recente testate per il controllo della folla, concentrando i loro effetti su un uomo in particolare, al quale è stata aumentata repentinamente la temperatura corporea, come se fosse stato gettato in una padella piena d’acqua ben calda.

Morie di animali e HAARP?
Il caso delle tortore morte a Faenza

Tra la fine del 2010 e i primi giorni del 2011, un inquietante avvenimento caratterizzò diverse nazioni del pianeta: la moria di diverse specie di uccelli e pesci.

Negli Stati Uniti, furono ritrovati morti oltre 5000 merli in Arkansas, circa 500 in Louisiana e qualche centinaia in Kentucky. Sempre in Arkansas, morirono più di 100mila pesci appartenenti alla specie Tamburo. Nello stesso periodo in Svezia, nella cittadina di Falkoepink, a 300 chilometri a Sud di Stoccolma, una pattuglia della Polizia Municipale rinvenne dei corvi stecchiti e agonizzanti in una delle strade principali della cittadina.

Sempre nel gennaio 2011, in Brasile, furono ritrovati morti circa un quintale tra sardine, ombrine e pesci gatto. Nello stesso periodo altri cadaveri di pesci furono rinvenuti nella penisola di Coronale, in Nuova zelanda.

In Italia, c’è stato il controverso caso delle Tortore dal collare bianco, trovate morte a Faenza nei pressi dell’oleificio-distilleria Zamperei, agli inizi del gennaio del 2011.

L’evoluzione che ha avuto la vicenda nel corso dei mesi è stata degna di una sceneggiatura hitchcockiana. Come cause del decesso sono state citate il cattivo tempo, l’indigestione, l’aviaria, le profezie... e, anche sul numero dei decessi, le notizie variavano di giorno in giorno. Dalle iniziali 400 tortore morte, si è arrivati a contarne oltre 3500, almeno ufficialmente.

L’indagine ha visto coinvolti contemporaneamente il Corpo Forestale dello Stato, le AUSL, l’ARPa e il WWF, le cui versioni, almeno inizialmente, contrastavano tra di loro.

Dopo pochissimi giorni dall’evento, la causa della moria fu attribuita a «un’indigestione di semi di girasole lavorato», come dichiarato da Rodolfo Ridolfi, consigliere dell’allora ministro Renato Brunetta e dell’istituto zooprofilattico di Lombardia e dell’Emilia Romagna, con sede anche a Lugo, dove furono portate le prime tortore morte. Questa diagnosi fu formulata perché nel gozzo dei volatili esaminati furono trovate abbondanti tracce del prodotto dei semi di girasole.

A chi contestava il fatto che la zona fosse frequentata anche da altri volatili, ad esempio i piccioni, Ridolfi ribatté che, come evidenziavano le lesioni al fegato, le tortore, secondo la letteratura scientifica, quando mangiano più del dovuto rischiamo di morire, cosa che non accade invece ad altri uccelli che condividono gli stessi spazi, quali gabbiani e piccioni. Tale versione fu confermata anche dal Corpo Forestale dello Stato.

Chi mostrò dei dubbi su tale versione fu il WWF, secondo cui la stessa concentrazione spazio/temporale dei decessi, la notevole quantità di uccelli morti nei pressi di uno stesso stabilimento, il decorso post-ricovero delle tortore recuperate rivelerebbero un quadro compatibile con un avvelenamento acuto da sostanze tossiche. A rafforzare tale ipotesi sarebbe stata la rapida necrosi del fegato e dei reni, quando i semi si trovavano ancora nel gozzo degli animali, non ancora scesi nell’esofago.

Il dottor Nannetti, direttore dei Servizi veterinari dell’AULS di Modena, in un’intervista all’agenzia di stampa Geapress di fine gennaio 2011, quando le tortore continuavano a morire, rispose che non poteva essere esclusa nessuna causa del decesso.

Fondamentali si sarebbero dimostrati i risultati tossicologici della sede centrale di Brescia dell’Istituto Zooprofilattico di Lombardia ed Emilia-Romagna e del corrispondente istituto con sede a Padova.

Intanto, la Procura della Repubblica di Ravenna che diede il via alle indagini, dirette dal dottor Cerioni e affidate unitamente all’ARPA e al Corpo Forestale dello Stato, nel marzo 2011 segretò le indagini relative alla morte delle Tortore dal collare bianco. Poi, nel giugno 2011, arrivò l’archiviazione del caso, con la conclusione che a uccidere gli oltre 3500 esemplari di questi volatili sarebbe stato un virus, il Paramyxovirus I (aPMV-1), che avrebbe dato origine a un’epidemia simile alla peste.

Giorgio Andreatta, del Corpo Forestale dello Stato, disse che probabilmente le tortore erano già debilitate da un lungo spostamento e che non trovarono un clima favorevole.

L’ipotesi del clima sfavorevole fu confermata anche da Paola Massi, direttrice dell’Istituto Zooprofilattico di Forlì, Rimini e Ravenna, che in una conferenza stampa disse che il freddo costituisce un problema per le Tortore dal collare bianco, provocando spesso la loro morte, soprattutto nei periodi tra novembre e febbraio. Ella dichiarò che, verosimilmente, le tortore sarebbero arrivate in massa con il virus già in incubazione, infreddolite, e si sarebbero poi gettate sugli scarti dei semi dello stabilimento. L’alta concentrazione degli uccelli nello stesso punto avrebbe quindi velocizzato la diffusione della malattia.

I semi dello stabilimento Tampieri, che dagli esami tossicologi risultarono non contaminati da pesticidi, neonicotinoidi e micotossine, furono così scagionati.

Nonostante le spiegazioni ufficiali non possiamo esimerci dal fare alcune riflessioni.

Il fenomeno di Faenza è stato improvviso e concentrato in un’area che normalmente non è protagonista di una moria tanto vasta di questo determinato tipo volatile. I dubbi aumentano collegando il caso di Faenza con altri casi, come quelli negli Stati Uniti.

Ritornando un attimo alla morte dei merli che si verificò qualche giorno prima in Arkansas, il dottor George Badley, considerato tra i migliori dello Stato, dichiarò alla NBC News che i merli morirono per un trauma agli organi. Il loro stomaco era vuoto, il che escludeva il veleno. Si riscontrò inoltre che erano morti a mezz’aria e non nell’impatto con il terreno. Poi, il fatto che i Merli dalle ali rosse volino in stormi vicini, fa aumentare le possibilità che abbiano subito un forte urto in volo.

Anche se le tortore di Faenza sono morte mentre mangiavano, sempre secondo le dichiarazioni ufficiali, sorge spontanea la domanda: se HAARP avesse mandato in corto circuito i sistemi di navigazione di uccelli?

Uccelli e pesci possono essere sensibili a impercettibili variazioni di frequenza. Entrambi si spostano in modo altamente coordinato, di conseguenza si muovono e comunicano attraverso frequenze.

Potrebbe il dispositivo HAARP in Alaska aver mandato in cortocircuito i loro sistemi di navigazione?

O, forse, questo è l’inizio di un effetto a cascata dovuto a decenni di inquinamento da campi elettromagnetici e onde ELF intorno al pianeta, provenienti da una vasta gamma di moderni mezzi di comunicazione?

Felce e Mirtillo, nell’intervento già menzionato, ha dichiarato che queste morie di animali verificatesi quasi contemporaneamente in diversi parti del mondo sono state una dimostrazione di forza degli eserciti che controllano il progetto HAARP correlato con le scie chimiche, con l’intenzione di mostrare che con quest’arma sono in grado di distruggere tutte le specie viventi del pianeta.

Collegando questa dichiarazione con quanto detto dall’ex capo dell’FBI di Los Angeles, Ted Gunderson, riguardo la moria di pesci e uccelli, c’è molto da riflettere sui diversi scopi di HAARP collegati alle scie chimiche.

 

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Carlo Di Litta

Carlo Di Litta è Ricercatore e reporter indipendente nel campo ufologico e delle realtà Extraterrestri. 

Protagonista di diversi avvistamenti sin dalla più tenera età, più volte fotografati e filmati, condividendoli sovente in convegni,conferenze, sia come organizzatore che come ospite, e anche in interviste radiofoniche. Esperienze fuori dall'ordinario che lo hanno portato da sempre ad avere un approccio molto più ampio di quella che viene comunemente definita "Realtà".

Sostenitore del libero pensiero e della libera diffusione delle informazioni alla gente comune, senza filtri e censure; come testimoniano gli eventi pubblici da lui organizzati e i diversi articoli pubblicati per importanti riviste di settore come "X Times".

Nato a Caserta, laureatosi in Scienze Politiche alla Facoltà Federico II di Napoli, vive a Ravenna del 2007.

 

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