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Il Paradosso dell'Amore - Estratto dal libro "La...

Leggi in anteprima la prima parte dell'introduzione del libro di Vera Slepoj e scopri tutte le sfaccettuature dell'amore,il sentimento più intenso e paradossale

Il Paradosso dell'Amore - Estratto dal libro "La Psicologia dell'Amore"

Che cosa si intende con la parola "amore"?

Qui ci si imbatte subito in un problema, dato che questo termine viene utilizzato per amori diversi, in primis per l'amore al maschile e per l'amore al femminile, che non sono necessariamente la stessa cosa. Vi è poi l'amore di patria, l'amore per la verità, l'amore materno, paterno e filiale, l'amore per le arti, l'amore per Dio, in Dio e di Dio...

Consapevoli dell'esistenza di una molteplicità di "amori", gli antichi Greci avevano dato termini diversi a ciascuno di essi: èros, l'amore sessuale, ànteros, l'amore corrisposto, pàthos, l'amore idealizzato, irraggiungibile, verso cui corre il desiderio, philìa, l'amore affettuoso, come quello dell'amicizia, agape, l'amore incondizionato e disinteressato, riferito spesso al sentimento religioso, storghè, l'amore di appartenenza, come quello parentale o quello che si crea all'interno di un gruppo di amici molto stretti, thèìo, il desiderio di fare qualcosa, hìmeros, la passione transitoria, il desiderio fisico che chiede di essere immediatamente soddisfatto.

La lingua italiana non possiede queste sfumature lessicali, come del resto la maggior parte di quelle europee, lingue che al massimo contemplano una differenza tra "amare", "voler bene" e "apprezzare". Bisogna quindi presumere che nella nostra cultura vi sia un minimo comun denominatore tra le svariate esperienze esistenziali dell'amore. Per cercarlo si sono messi all'opera filosofi, scrittori, scienziati, psicologi, che nel corso del tempo ne hanno dato diverse definizioni, tutte plausibili e spesso discordanti.

Non è solo la lingua a rendere relativo l'amore: la storia, la scienza, la psicologia, la sociologia, l'antropologia ci insegnano che questo concetto dipende da tutta una serie di determinazioni, sociali, ambientali e individuali che cambiano nel tempo e nello spazio. Recentemente anche la biochimica ci ha svelato che l'amore sarebbe tutta una questione di ormoni...

Ma allora di che cosa parliamo oggi quando parliamo di amore? Quanti aspetti contiene questo concetto nella nostra visione contemporanea?

È indubbio che esso includa una stratificazione di significati e di riferimenti culturali, alcuni legati alla sua storia, e quindi alle trasformazioni che ha subito nel corso del tempo, altri legati all'attualità, e quindi connessi alle forme e alle condizioni in cui viene praticato e rappresentato oggi, e altri inerenti alla sua permanenza, cioè agli aspetti più profondi e universali, e quindi più irriducibili, del sentimento e del vissuto individuale.

I tanti modi per decifrare l'amore

Per parlare dell'amore si deve quindi tener conto dei vari approcci con cui è stato e continua a essere rappresentato, decodificato e percepito:

  1. l'approccio romantico, che assolutezza il sentimento e lo pone come un ideale trascendente e universale;
  2. l'approccio del relativismo storico-culturale, che invece lo colloca in uno specifico contesto spazio-temporale e sociale, e ne analizza le diverse forme in cui si esplica nelle varie culture;
  3. l'approccio psicologico, che individua le motivazioni affettive, legate alla storia individuale e ai legami parentali, i quali determinano il modo unico e specifico che ciascuno ha di amare;
  4. l'approccio psicoanalitico, che indaga le strutture inconsce, le pulsioni e i conflitti psichici, primi tra tutti quelli tra pulsione di vita e pulsione di morte, e tra principio di piacere e principio di realtà;
  5. l'approccio simbolico, che analizza gli archetipi associati all'amore;
  6. l'approccio biologico, che ricerca le componenti fisiologiche e biochimiche che attivano il processo dell'innamoramento, nell'ottica dei meccanismi necessari alla sopravvivenza della specie.

Di fronte a questa molteplicità di approcci e di punti di vista, che sembrano ridurre, parcellizzare e minacciare l'integrità, se non addirittura l'esistenza stessa del concetto e dell'esperienza dell'amore, che senso ha fare un'ulteriore riflessione sull'amore oggi, epoca in cui il concetto stesso di amore sembra sempre più spesso banalizzato, strumentalizzato e svilito?

Di certo si può constatare come, nonostante il processo di relativizzazione operato dalla messa in discussione delle sovrastrutture ideali dell'amore e anche dalla sua riduzione alle componenti fisiologiche, resti pur sempre un nocciolo duro, un aspetto irriducibile che continua ostinatamente a rilanciarne il paradosso, al punto che l'amore rimane comunque uno dei pochi aspetti riconosciuti e vissuti, sia socialmente sia individualmente, come fonte di produzione di senso della vita.

Non a caso la letteratura, la filosofia, l'arte, il cinema e la televisione continuano a parlare dell'amore e a indagarne le varie sfaccettature, di gioia, sofferenza, esaltazione, scoperta e rilancio esistenziale, riconosciute come un motore, un attivatore di stimoli che rende più vitale l'esistenza umana.

Ma è proprio in questo diffuso e talora ossessivo bisogno di parlare d'amore che traspaiono i sintomi di un disagio profondo, legato alla difficoltà di dare un significato condiviso a questo potente sentimento. Nell"'epoca delle passioni tristi", la disgregazione sociale ha spezzato i legami tra noi e gli altri, travolti da un mondo diventato incomprensibile e sempre più privo di senso, nel quale tutto diventa possibile, in quanto non sembrano esistere più limiti etici e regole relazionali; nel quale l'economia è diventata utilitarismo, facendo dell'"altro" una eventuale fonte di guadagno piuttosto che un'occasione di un legame soddisfacente; nel quale la seduzione ha preso il posto della comprensione e dell'accettazione della realtà, e nel quale il valore di scambio anche dei rapporti affettivi ha cancellato il valore d'uso, cioè il piacere fine a se stesso di godere pienamente di una relazione.

Se però il senso sociale dell'amore sembra essersi liquefatto, resta comunque quanto mai attuale e problematico tutto il repertorio di sofferenza, di inadeguatezza e di disagio legato alle esperienze che ciascuno percepisce nel proprio vissuto.

Ecco quindi che riflettere sulla genesi, sulla funzione e sull'evoluzione dell'amore può aiutare a ridargli un senso e a viverlo quindi con maggiore consapevolezza, evitando di esserne solo travolti: può farci capire che il nostro amore ha un aspetto individuale, legato all'esperienza soggettiva, e un aspetto sociale, connesso alle narrazioni, ai ruoli e ai valori che ogni epoca assegna a questo sentimento.

 

La Psicologia dell'Amore

La Psicologia dell'Amore

Come nasce l'amore?

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Vera Slepoj

VERA SLEPOJ, psicologa e psicoterapeuta, laureata in psicologia all'Università di Padova, già membro di tutte le commissioni ministeriali per l'attivazione dell'ordine professionale, presiede la Federazione italiana psicologi e l'International Health Observatory. Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, vive e lavora tra Padova e Milano. Ha pubblicato diversi saggi.