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Il Disegno Unificato di Tutto: ma alla fine, cosa...

L'alimentazione è un fattore indispensabile per vivere una vita sana e felice, ma non sufficiente in sé

Il Disegno Unificato di Tutto: ma alla fine, cosa dobbiamo mangiare?

Se anche voi siete dei veri ricercatori dell’alimentazione perfetta, sono certo che mi capirete.

Avete notato che leggendo ogni libro trattante temi olistici ad un certo punto si parla dell’importanza del giusto approccio con il cibo?

Sembrerebbe una ovvietà di raziocinio, soprattutto in quest’epoca dove l’esplosione di patologie come celiachia, intolleranze, allergie, immunosoppressioni vanno di pari passo con l’alterazione senza precedenti dei cibi e degli alimenti naturali in favore della comodità dei prodotti confezionati o comunque delle colture intensive che ben poco lasciano del prodotto “come era una volta”.

Quindi convinti dai dati schiaccianti che mettono in relazione stato di salute con stato di alterazione degli alimenti ci siamo addentrati in ogni pratica possibile: la dieta senza muco, ed è funzionata, la dieta del supermetabolismo, ed è funzionata, la dieta dissociata, ed è funzionata, la paleo dieta, ed è funzionata, la dieta vegana, ed è funzionata, la dieta dei gruppi sanguinei, ed è funzionata pure quella. E come anche voi sapete potrei continuare ancora per molto, tanti sono i diversi approcci alla cultura alimentare.

Ma il problema è sempre e solo uno: perché se davvero è il cibo a creare il terreno patologico, non siamo TUTTI affetti dalle stesse sintomatologie? Se è il glutine modificato geneticamente la causa della celiachia, perché non siamo tutti celiaci? Se è il latte il promotore delle infiammazioni croniche intestinali, perché non abbiamo tutti il colon irritabile? Se sono le proteine animali la causa dei tumori, perché non moriamo tutti di neoplasie?

Se una regola è una regola deve valere per tutti del resto, altrimenti è solo una possibilità, niente più. Perché se è il fumo la causa del cancro al polmone, solo il 30% dei morti di questa patologia di fatto era un fumatore? E il restante 70% perché ha fatto la stessa fine?

Se davvero è il cibo la causa di ogni male, perché anche chi si ciba di solo prana (i breathariani) comunque muore? E oramai sono davvero tanti, si parla di 50.000 persone almeno solo in europa.

Deve esserci qualcosa in più che da qualche parte ci scappa.

Come mai, ed è qui il nocciolo della questione, in qualcuno per qualche ragione il pomodoro non crea quell’acidità che poi farà nascere ulcera o reflusso gastrico? E perché a qualcuno innegabilmente invece lo aziona questo meccanismo?

È nell’ultima parola scritta la risposta: aziona. E non determina.

La grande scoperta sarà vedere come con una precisione certosina ad ogni persona ogni singolo cibo può far bene o far male solo ed esclusivamente se troverà l’organo responsabile del metabolismo di quell’alimento, già interessato da un sovraccarico di lavoro. E l’unico responsabile delle informazioni in entrata ed in uscita nei nostri organi è sempre e solo lui: il nostro cervello.

Per quale ragione indipendentemente dall’assunzione o meno del cibo in qualcuno la mucosa gastrica è tanto reattiva da farsi ancora di più attivare non appena coca cola e zucchero bianco entrano in contatto con lei?

A cosa serve davvero la mucosa gastrica? Quale è quel “boccone di sopravvivenza” che non riusciamo a mandare giù, tanto agognato da tenere in stand-by una parte della nostra neurologia nella speranza che prima o poi riusciremo ad ottenerlo? È come se la natura sapesse che per poter “mandar giù” quella cosa che vogliamo davvero dalla vita, dovesse preparare la sua “digestione” per farla diventare nostra nel migliore dei modi: e nell’evoluzione delle specie questo è avvenuto guarda caso aumentando l’acidità dello stomaco, che in buona sostanza è il meccanismo responsabile della scissione degli alimenti che assumiamo per poterne assorbire i nutrienti.

E dopo miliardi di anni di evoluzione questo meccanismo si è cablato nel nostro cervello rispondendo fedelmente ogni qualvolta vogliamo “nutrirci” di un qualsiasi boccone che desideriamo diventi nostro.

Questo varrà per ogni cibo e per ogni organo. Siamo figli dell’evoluzione della specie sia dal punto di vista fisico che biologico.

L’incredibile storia delle conquiste che abbiamo dovuto fare per arrivare ad essere quella meravigliosa macchina che siamo, ci mette di fronte alla comprensione certa oltre ogni ragionevole dubbio delle motivazioni che portano gli organi di qualcuno a farsi interessare patologicamente da un cibo e quelli di qualcun altro ad abbisognare proprio dello stesso cibo che all’altro aveva creato problemi.

Perché? Proprio perché la storia di ognuno sarà ad un punto diverso rispetto alla storia di un altro, con bisogni specifici e con conquiste biochimiche specifiche.

Sarà quindi stupendo poter capire il mistero delle diete ma in modo ancora più lato dell’alimentazione su misura per ognuno nei vari momenti della vita proprio in relazione a che cosa in un preciso momento stiamo vivendo. Sì, perché diventerà ovvio per tutti che se sarò in balia di un “conflitto di tipo ripugnante” la caramella gommosa mi potrà salvare dall’ipoglicemia, esattamente come mi potrà creare grossi problemi qualora sarò in “opposizione verso qualcuno”.

È la rinascita del potere di noi tutti sull’alimentazione e più in generale sulla nostra capacità di comprendere i segnali che il corpo, attraverso i sintomi, ci dà per informarci di che cosa ci incatena in un loop continuo di vita vissuta.

È ora di cambiare dieta. È ora di cambiare alimentazione. È ora di cambiare atteggiamento. È ora di cambiare vita! Avanti con la comprensione del Disegno unificato di tutto.

 

Maurizio ForzaTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Maurizio Forza

Maurizio Forza ha conseguito una laurea in fisioterapista, il c.o. e D.o. in osteopatia, è Kinesiologo e Naturopata. Insegna in numerose scuole ed Accademie italiane. E' vicepresidente dell'Accademia di Naturopatia Olistica Tesla e cofondatore insieme a Manuele Baciarelli del Jubileum Project, scuola-percorso di spostamento coscienziale della personalità.

 

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