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Il cavolo nero nella storia della medicina

Leggi un estratto dal libro di Stefania Del Principe e Luigi Mondo "Le Mille Virtù del Cavolo Nero"

Il cavolo nero nella storia della medicina

Le molteplici varietà di Brassica oleracea, di cui fa parte anche il cavolo nero, sono state oggetto di molte sperimentazioni già nei secoli scorsi.

Quella dell'utilizzo del cavolo in terapia non è dunque affatto un'idea campata in aria. La storia insegna che anche grandi maestri come Galeno, Ippocrate e Catone lo usavano, traendone molti vantaggi. Secondo Catone, era uno dei migliori rimedi a uso topico in caso di artrite, ferite, eruzioni cutanee, piaghe e persino la peste. Ma non solo: per centinaia di anni l'utilizzo di vari tipi di cavolo è stato considerato un ottimo rimedio purgante e depurativo.

Il dottor Jean Valnet (Francia, 1920-1995), il quale descrive usi del cavolo quasi miracolosi, ha riportato in alcuni suoi scritti proprio gli incredibili risultati che alcuni medici erano riusciti a ottenere già nel lontano Ottocento.

Uno dei casi più eclatanti è quello che riguarda un carrettiere di Mancenans (Doubs). Il pover'uomo cadde da un veicolo procurandosi ferite gravissime, causate delle ruote che gli passarono proprio sopra la gamba. I medici dell'epoca optarono per una delle soluzioni più sgradevoli ma, a loro detta, risolutive: amputare l'arto. Decisione che fu confermata anche da un importante chirurgo di Montbéliard. Il giorno seguente l'uomo avrebbe dovuto essere operato, suo malgrado.

Per fortuna, però, la madre dell'uomo conosceva Loviat, un prete di Saint-Claude che le disse di ricoprire tutta la gamba con delle foglie di cavolo (la varietà non ci è data di sapere). La madre seguì il consiglio e applicò la "medicazione" la sera stessa, intorno alle ore 17. Il dolore si calmò a tal punto che l'uomo riuscì finalmente a dormire indisturbato per tutta la notte. Quando si svegliò si accorse di riuscire a muovere la gamba ferita. Fatto che stupì moltissimo anche il chirurgo che si era recato da lui per procedere con l'operazione.

Il risultato? L'amputazione non fu eseguita e dopo otto giorni di impacchi continui di cavolo il malato era completamente guarito. La notizia fu pubblicata su A. Blanc, Notice sur les propriétés médicinales de la feuille de chou et sur son mode d'emploi, 1881. Il libro è stato ristampato ed è disponibile in lingua francese sul sito delle Editions Lacour.

Jean Valnet nei suoi scritti riporta inoltre le parole del medico Rembert Dodens, dottore dell'imperatore di Germania nel 1550: "Il succo di cavolo ammorbidisce il ventre e fa andare di corpo. Pulisce e guarisce le vecchie ulcere. Il succo di cavolo, mescolato al miele, dà uno sciroppo che guarisce la raucedine e la tosse. Le faglie cotte e applicate sulle ulcere erose le modificano e guariscono. Quelle verdi triturate a lungo possono essere applicate su piaghe e tumori per guarirli".

Per uso esterno anche contro la gangrena arteritica

Un altro incredibile successo fu ottenuto in quegli anni, precisamente nel 1875.

Un paziente ultrasettantenne presentava una brutta gangrena arteritica che andava dalla gamba fino al piede destro. La gamba era di colore nero per oltre venti centimetri in lunghezza. Applicando localmente le foglie di cavolo, i tegumenti divennero dapprima di colore bruno, poi rossi e, infine, tornarono del colore normale. Il miglioramento che si ottenne in sole tre settimane fu incredibile.

Il meccanismo curativo delle brassicacee sembra essere tutt'ora ignoto; quello che è certo, però, è che tutti i cavoli - compreso quello nero - hanno la preziosa virtù di far "uscire" dal corpo liquidi, sierosità e altri "umori" che potrebbero danneggiare lo stato di salute di una persona.

Ottimo depurativo anche per via interna

A motivo di quanto detto, il cavolo nero potrebbe essere un eccellente coadiuvante nella depurazione dell'organismo.

Infatti, può aiutare l'organismo a smaltire tossine, sostanze tossiche e veleni.

Per regolarizzare l'intestino e curare la gotta

Un'altra azione della Brassica oleracea, di cui fa parte anche il cavolo nero, è quella lievemente lassativa. Tale azione, tuttavia, secondo Gaspare Bauhin di Basilea è resa possibile solo cuocendo il cavolo molto poco e aggiungendolo al brodo. Al contrario, se viene cotto a lungo, sortisce l'effetto opposto (astringente).

Queste virtù sono confermate anche dal benedettino Nicolas Alexandre, vissuto tra il 1600 e il 1700, che conferma le proprietà lassative del cavolo solo se è appena scottato, mentre diviene un astringente se cotto per tanto tempo. Egli indica anche l'assunzione dei semi come rimedio per combattere i vermi intestinali.

Il cavolo sembra essere anche un ottimo diuretico, utile per i pazienti affetti da gotta e per le persone che soffrono di tremori nervosi. Per eliminare dolore e infiammazione derivanti dalla gotta, il dottor Chonnel consiglia di cuocere il cavolo nel vino bianco.

Infine il brodo di cavolo, se unito al miele, sembra essere un ottimo rimedio per le persone che hanno problemi polmonari.

Un tempo scongiurava le malattie di chi stava lontano da casa

In Demostration élementaire de botanique il dottor Gilbert afferma che il cavolo "costituisce una delle migliori provviste di mare per preservare l'equipaggio dallo scorbuto".

Anche se tale malattia sembra quasi essere estinta ai giorni nostri ci sono — ahimè — ancora casi di scorbuto in Europa, specie se si segue un'alimentazione non idonea. È accaduto recentemente (2016) a un bambino spagnolo di 11 mesi alimentato esclusivamente con latte di mandorla. Il fatto è stato pubblicato sulla rivista scientifica Pediatrics.

Il cavolo contro ì reumatismi

In Abrèges des plantes usuelles (1782) viene consigliato il cavolo nella cura dei reumatismi.

Si prepara mettendo il cavolo in un contenitore di terracotta insieme a della terra da vasaio. Si aggiunge acqua in quantità sufficiente ad amalgamare bene il composto. Si cuoce il tutto in modo da formare una poltiglia. Il prodotto ottenuto, ancora caldo, secondo quanto dichiarato, sarebbe efficace nella cura dei reumatismi.

Il cavolo è eccezionale in tutti i modi

A prescindere da esigenze particolari, il cavolo è sempre salutare, in qualsiasi modo si scelga di adoperarlo.

Scrive Jean Valnet: "Contrariamente a tenaci pregiudizi, il cavolo è estremamente prezioso per lo stomaco e l'intestino, sia che venga assunto sotto forma di succo, sia che venga mangiato crudo come antipasto o cotto al vapore. È tollerato da tutti gli organismi. L'ho riscontrato centinaia di volte, raccomandato a malati e sani che si sono meravigliati di tollerarlo così facilmente. È la cottura nell'acqua, usanza a torto abituale nei nostri Paesi, che, privandolo di alcuni dei suoi elementi - cioè distruggendo la sua armonia -rende il cavolo spesso indigesto e a volte inaccettabile. Contrariamente all'opinione comune, i crauti ottenuti con procedimenti naturali fanno bene. Grazie ai loro fermenti, che contribuiscono alla digestione della cellulosa e dei grassi, sono facilmente digeribili. Sono anche potenti disinfettanti del tratto intestinale".

Perché l'uomo ha dimenticato di usare un rimedio così potente e valido?

Il cavolo non era osannato solo dai medici del passato; anche la sapienza popolare conosceva molto bene i suoi incredibili effetti.

Un tempo, infatti, la gente testava personalmente l'efficacia di alimenti e altri rimedi naturali. Probabilmente non era in grado di spiegarsene il motivo, ma sapeva che funzionavano. La scienza non era come la conosciamo oggi; quello che tuttavia è certo è che si conoscevano soluzioni semplici per la maggior parte dei problemi di salute.

Perché mai, ci sarebbe da chiedersi, l'uomo che studia, che ricerca, che passa intere giornate sui libri o chiuso in un laboratorio scientifico non è più in grado di usare una sapienza tanto semplice quanto valida? Forse alla domanda potrebbe rispondere il dottor J. Pucel che già nel secolo scorso affermò: "Se l'uomo non fosse divorato dalla sua incurabile smania di filosofare nell'astratto, l'uso vecchio quanto il mondo dei metodi naturali si sarebbe ben presto affermato".

Nell'ultimo secolo, invece, abbiamo assistito a un'apparente crescita in campo medico-scientifico, ma anche a un'evidente decrescita per ciò che riguarda il benessere attraverso l'utilizzo di rimedi totalmente naturali.

Ancora oggi non siamo in grado di spiegare quali sono i principi attivi del cavolo coinvolti nella maggior parte delle sue virtù benefiche. Fatto che probabilmente sarà impossibile anche per gli anni a venire, considerando che non sono soltanto due o tre sostanze, come vorrebbero spiegare gli scienziati, a produrre benefici. È difatti l'insieme del fitocomplesso a essere realmente efficace.

La Natura non si può spiegare a parole. Il massimo che uno scienziato dotato di buon senso può fare è emulare la Natura, al fine di progettare soluzioni sempre più tecnologiche. Senza dimenticare che è praticamente impossibile sviluppare una "tecnologia" più avanzata di quella che l'Universo ci mette a disposizione.

Le Mille Virtù del Cavolo Nero

Le Mille Virtù del Cavolo Nero

Grazie alle sue straordinarie proprietà, avvalorate da accurate e recenti ricerche scientifiche, questo ortaggio delizioso si colloca ai primi posti nella lista degli alimenti più benefici del pianeta, già apprezzato e valorizzato dalla tradizione culinaria toscana.

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Stefania Del Principe

Stefania Del Principe giornalista, scrittrice, ricercatrice esperta in medicine naturali, estetista specializzata in tecniche complementari legate alla medicina naturale.

 

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Luigi Mondo

Luigi Mondo è giornalista, scrittore ed esperto di Medicine naturali, LifeStyle e Media e Comunicazione. Studia e compie ricerche indipendenti sulle medicine naturali da oltre 25 anni. Ha lavorato per diversi anni come DJ e poi come autore di un programma Tv musicale presso Quartarete TV di Torino e Copy Writer presso l'agenzia pubblicitaria AWA di Torino.

Ha scritto e pubblicato svariati libri per diverse case editrici italiane. È stato il caporedattore della rivista "Naturalia Family Life".

È il Direttore editoriale del portale Naturalia.net. È il Coordinatore editoriale della rivista mensile "NAT" dell'editore milanese Alan Publishing Group. Collabora e ha collaborato con diverse riviste e testate.

È redattore per la rivista mensile Yoga Journal e gestisce la rubrica "Forma&Sostanza" del quotidiano Affari Italiani.

 

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