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I telefonini fanno male?

L'elettrosmog e l'elettrosensibilità: i danni di telefoni cellulari - Valerio Pignatta intervista Angelo Gino Levis - Anteprima della rivista "Scienza e Conoscenza - n. 44"

I telefonini fanno male?

Utilizzare il telefono cellulare per diverso tempo al giorno fa davvero male? Abitare nei pressi di un elettrodotto è un pericolo per la salute? Le leggi italiane ci tutelano dall'inquinamento elettromagnetico? Quali sono i sintomi della sindrome da Elettrosensibilità?

Per rispondere a queste e altre domande abbiamo intervistato Angelo Gino Levis, già professore ordinario di mutagenesi ambientale all'Università di Padova, attualmente esperto di inquinamento elettromagnetico e vice presidente dell'Associazione per la Prevenzione e la Lotta all'Elettrosmog (applelettrosmog.it).

Se dovesse definire la situazione dell’elettrosmog oggi nel nostro paese cosa potrebbe dire? Come siamo messi?

In Italia, tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2000, le leggi – sia nazionali che regionali – sul controllo della nocività dei campi elettromagnetici non-ionizzanti (CEM) erano sufficientemente cautelative.

In particolare nelle leggi regionali i limiti di esposizione allora fissati, improntati al Principio di Precauzione che fa parte della nostra Costituzione, erano: 0,2 microTesla (µT) per il campo magnetico prodotto dai CEM a frequenza estremamente bassa (ELF: linee per il trasporto dell'energia elettrica e strumenti elettrici per uso domestico e industriale) e 0,5 Volt/metro (V/m) per il campo elettrico dei CEM a frequenza alta (RF, radiofrequenze: impianti radio-TV) e altissima (MO, microonde: telefoni mobili – cellulari e cordless, radar, forni a microonde).

A partire dal 2003, per la pressione dei gestori delle linee elettriche (elettrodotti) e delle compagnie di telefonia cellulare, queste leggi sono state cancellate o, comunque, rese meno cautelative: i limiti regionali sono stati dichiarati incompatibili con quelli fissati per tutto il territorio nazionale dalla sentenza n.307 del 7.10.03 della Corte Costituzionale, ed i nuovi limiti sono stati fissati dal DPCM 8.7.03 a 3-10-100 µT per i CEM/ELF, a seconda dei tempi di esposizione e della tipologia degli elettrodotti, e a 6-20 V/m per i CEM/RF-MO.

Inoltre le procedure per l'installazione degli impianti che emettono CEM sono state liberalizzate al massimo e, di recente, anche le metodologie di controllo dell'intensità delle esposizioni sono state modificate in modo da permettere un ulteriore innalzamento dei limiti, a scapito della salute.

Che cos'è l'Elettrosensibilità?

La Elettrosensibilità (ES) consiste in una varietà di disturbi di carattere generale (debolezza, facile esauribilità, sensazione di freddo, malessere indefinito) e che interessano il sistema nervoso (distonia neurovegetativa, disturbi del sonno, perdita della memoria, difficoltà di concentrazione e di apprendimento, depressione, aumento dei tempi di reazione, stress, neurastenia, ansietà, mali di testa, nausea, vertigini, irritabilità), muscolare (crampi, dolori muscolari, astenia, disturbi motori, tremori, rigidità), cardiovascolare (aritmie, disturbi della pressione arteriosa, vasocostrizione dei capillari, ictus cerebrale, vasolabilità cutanea, flebiti e tromboflebiti, cardiopalma), respiratorio (oppressione toracica, respiro corto o irregolare), ormonale e immunitario (riduzione della sintesi di melatonina e di altri ormoni, reazioni autoimmuni, stress ossidativo, ipertiroidismo), scheletrico (dolori e fragilità articolari, ipersensibilità a innesti metallici e a protesi dentarie, artrosi, dolori reumatici), della sfera sessuale, della riproduzione e della gravidanza (perdita della libido, semisterilità, aborti spontanei, minzione frequente, impotenza), del sistema visivo, acustico, olfattivo, digestivo (ipersensibilità alla luce solare, a suoni e ultrasuoni, disturbi uditivi, problemi gastrointestinali) ecc.

Si tratta di sintomi fastidiosi o dolorosi e di veri e propri stati di malattia che tendono ad aggravarsi e a cronicizzare e che comportano, a volte, compromissione o perdita della capacità lavorativa e, in ogni caso, degrado della qualità della vita.

Come avviene per molte reazioni a stimoli ambientali mediate dal sistema immunitario – si pensi ad esempio ai fenomeni respiratori provocati da allergie a particolari antigeni, che risentono molto della diversa sensibilità individuale – anche la ES colpisce una particolare frazione della popolazione, sensibile a livelli di esposizione ai CEM anche estremamente bassi, ai quali la maggioranza della popolazione non reagisce. La ES è una patologia in rapida crescita, come dimostrano i dati raccolti soprattutto nei Paesi del Nord-Europa che da tempo censiscono i soggetti che ne sono affetti: l'aumento della popolazione elettrosensibile è esponenziale essendo passato dallo 0,1% nel 1985 al 5% nel 2000 e al 10% nel 2005, con la previsione di poter raggiungere quasi il 50% nel 2020!

Negli ultimi anni si sono accumulate molte evidenze sperimentali a supporto della obiettività delle "malattie da elettrosmog" e delle loro possibili basi molecolari, cellulari e funzionali.

C’è di peggio della telefonia in quanto a inquinamento elettromagnetico?

Nonostante i rischi cancerogeni dovuti ai CEM/ELF (elettrodotti) siano documentati nella letteratura e più volte riconosciuti dalla nostra Magistratura Civile di ogni ordine e grado, è oggi praticamente impossibile quantificare tali rischi non essendo nota la numerosità della popolazione esposta.

La telefonia mobile, che conta oggi più di 6 miliardi di contratti per i soli cellulari, una parte consistente dei quali riguarda l'uso da parte dei minori che sono tra i maggiori e i più sensibili utilizzatori, rappresenta senza dubbio il settore più a rischio.


Articolo pubblicato per gentile concessione della rivista Scienza e Conoscenza http://www.scienzaeconoscenza.it/

 

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Scienza e Conoscenza - N. 44

Nuove scienze, Medicina non Convenzionale, Consapevolezza

(4)
Disponibilità: Immediata

Rivista - Scienza e Conoscenza - Maggio 2013 - Scienza e conoscenza

Inquinamento elettromagnetico Nuoce gravemente alla salute  Le più avanzate ricerche indipendenti dimostrano come i campi elettromagnetici a bassa e alta frequenza interferiscono profondamente con le naturali dinamiche... scheda dettagliata

 

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