Torna su ▲

I primi 1000 giorni di vita del cucciolo di Homo...

Leggi il capitolo 1 del libro di Luciano Proietti e Sabina Bietolini "I primi 1000 giorni"

I primi 1000 giorni di vita del cucciolo di Homo sapiens s.

«Quando qualcuno desidera la salute
occorre chiedergli se è disposto
a sopprimere le cause della malattia.
Solo allora è possibile aiutarlo»
(Ippocrate)

È il periodo di vita dell’uomo che va dal concepimento al secondo anno di vita: 270 (gravidanza) + 365 + 365 = 1000 giorni

Perché 1000 giorni?

In base alle conoscenze attuali, questo periodo si è dimostrato essere il più importante di tutta la vita dell'uomo per quanto riguarda la sua salute fisica, psichica, mentale e per la prevenzione delle malattie cronico degenerative (NCD, noncommunicable diseases) che affliggono il mondo moderno: obesità, diabete, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari, neurodegenerative, ormonali tumori ecc.

Un recente rapporto dell'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) analizza la situazione delle NCD in Italia, prendendo in esame dati nel periodo compreso tra il 2000 e 2012 e la relativa mortalità. Dal rapporto emerge che le malattie tumorali sono responsabili del 29% degli eventi fatali, mentre il 37% è dovuto a malattie cardiocircolatorie (Fig. 1).

Occorre peraltro ricordare che, se in Italia e nel mondo occidentale, le principali problematiche di salute sono legate all'eccesso del cibo e alle malattie NCD, nel resto del mondo, circa un terzo dei bambini nasce sottopeso per denutrizione materna con conseguente malnutrizione fetale.

Tale condizione determina spesso nascite premature, ritardi di sviluppo e carenze nutrizionali nei primi anni di vita con incremento della morbilità per malattie infettive, che insorte in bambini immunodepressi per denutrizione e condizioni igieniche precarie, portano facilmente a gravi complicazioni e morte. Nelle aree depresse del mondo, quasi un terzo della mortalità nei primi 5 anni è dovuta a carenze nutrizionali nei primi mille giorni.

Ogni anno, circa 2,6 milioni di bambini sotto i 5 anni, muoiono per effetto di una qualche forma di malnutrizione e molti di più sono colpiti da patologie croniche e disabilità.

La consapevolezza dell'influenza del cibo e dell'ambiente nei primi 1000 giorni e strategie di intervento appropriate possono avere un profondo impatto sulla crescita e lo sviluppo del bambino, con conseguenze a lungo termine sulla salute futura delle popolazioni in età adulta e di conseguenza sulle condizioni socio-economiche delle nazioni.

Pertanto più che la componente genetica, è il comportamento nutrizionale, ma anche psichico, emotivo, fisico, culturale, di entrambi i genitori dal pre-concepimento ai primi due/tre anni di vita del bambino/a, a determinarne il suo stato di salute e benessere psico-fisico e i suoi rischi di malattia secondo i principi dell'epigenetica.

Da qualche anno anche la pediatria ha allargato i suoi campi di intervento per quanto concerne la vita del bambino: dall'esclusivo intervento terapeutico, farmacologico o chirurgico, per “curare” e, possibilmente, guarire un sintomo o una patologia (“il medico cura le malattie”, “vado dal medico quando sto male”), si è sempre più interessati ai fattori causali, ambientali e nutrizionali, che possono provocare l'insorgenza di sintomi e malattie.

Di conseguenza la Pediatria dagli anni 2000 ha dovuto iniziare a occuparsi anche di PREVENZIONE PRIMARIA. Il pediatra cura sì il bambino malato per guarirlo, possibilmente, ma soprattutto per fare in modo che non si ammali più.

Inoltre comprendere “perché” (la causa) un bambino si ammala di una certa malattia, acuta o cronica, serve a fare sì che altri bambini non si ammalino di quella stessa malattia. Questa è la PREVENZIONE PRIMARIA.

Il compito principale e prioritario del pediatra del futuro dovrà pertanto essere quello di occuparsi del bambino SANO per far sì che non si ammali.

Nella realtà quotidiana della sanità pubblica purtroppo non è ancora così, ma la tendenza culturale di occuparsi della propria salute attraverso un corretto stile di vita, a partire dall'alimentazione, è in costante crescita.

I Primi 1000 Giorni

I Primi 1000 Giorni

Cosa mangiare durante e dopo la gravidanza? Come e quando iniziare lo svezzamento? Quali cibi possiamo dare ai nostri figli nei primi 2 anni di età? Alimentazione vegetariana, vegan, macrobiotica, quale seguire? C’è correlazione tra alimentazione e la comparsa di malattie nei bambini e nei neonati? Trovare le giuste risposte a queste domande non è sempre facile.

 In quest’opera, il famoso pediatra Luciano Proietti e la nutrizionista Sabina Bietolini, con il contributo di Maurizio Conte, ci svelano i segreti dell’alimentazione sana e naturale nei primi 1000 giorni di vita. Partendo dal concepimento fino a i due anni di vita, gli autori ci danno preziosi consigli per formare e crescere i nostri figli in salute con il cibo.

Acquista ora

 

Luciano ProiettiTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Luciano Proietti

Luciano Proietti è nato a Torino il 22 aprile 1948. A quattordici anni decide il suo percorso di vita: diventare medico e successivamente missionario. Questo percorso è condizionato dall'ambiente famigliare, profondamente religioso, e dalla «scoperta» del dottor Albert Schweitzer attraverso i suoi scritti.

L'interesse per l'alimentazione vegetariana nasce successivamente, intorno ai diciotto anni quando «incontra» Gandhi attraverso le sue opere: la nonviolenza e il rispetto di tutti gli esseri viventi.

L'inizio dell'università coincide dapprima con l'impegno sociale: come capo scout e al servizio degli emarginati presso il Gruppo Abele fondato da Don Luigi Ciotti con l'apertura del primo centro antidroga in Italia (1970); e successivamente con l'impegno politico nel Movimento antimilitarista nonviolento fondato da Capitini, che diede origine in Italia al Movimento vegetariano con la prima Associazione Vegetariana Italiana (AVI).

Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, si specializza in pediatria e inizia a occuparsi di nutrizione, in particolare di vegetarismo, macrobiotica e igienismo, con particolare riferimento all'età pediatrica. Nel 1975 svolge le prime ricerche in Italia sull'alimentazione vegetariana nel bambino presso il Centro di auxologia della Clinica Pediatrica dell'Università di Torino, diretto dal professor Lodovico Benso, con le prime valutazioni auxologiche di bambini vegetariani.
Padre di tre figli, d'accordo con la moglie Carla, ha scelto di mantenere con i figli una rigorosa dieta vegetariana in famiglia e lasciare decidere a loro, al momento dell'ingresso nella scuola, cosa mangiare, spiegando le ragioni della propria scelta.

 

Sabina BietoliniTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Sabina Bietolini

Sabina Bietolini, biologa nutrizionista, con dottorato di ricerca in Scienze della Salute. Ha svolto attività di ricerca scientifica per circa 10 anni, prima in Irlanda, poi in Italia, e attualmente si occupa a Roma di nutrizione preventiva, dal concepimento alla senescenza, in particolare dedicandosi a preconcepimento, gravidanza, allattamento e svezzamento. "È cofondatrice della SIPEF, socia SINU, terapista Be4eat, docente nel Corso di Perfezionamento Universitario UNICUSANO “Alimentazione vegetariana e vegan” e membro del Comitato Scientifico AssoVegan."