Torna su ▲

RICEVI L'OMAGGIO DI OGGI SE ACQUISTI ENTRO: ORE MIN SEC

Avvento 2016
Idee Regalo

I grassi che fanno bene

I grassi non vanno eliminati dall'alimentazione: scopriamo insieme quanti e quali consumare per restare in salute! - Articolo tratto da Scienza e conoscenza n. 53

I grassi che fanno bene

Prima di affrontare di petto l'argomento "grassi", di importanza molto sottovalutata per la nostra salute, riporto una citazione dall’ultimo “bestseller” di Gregg Braden, il celebre ricercatore noto internazionalmente come pioniere nella costruzione di un ponte tra la scienza e la conoscenza indigena destinato a creare soluzioni concrete per il mondo di oggi.

Nel suo ultimo libro, dal titolo The Turning Point (Il punto di svolta: la Resilienza), Braden, anche se il libro non tratta tematiche alimentari ma di natura spirituale e psicologica, cita proprio il permanere di convinzioni erronee sui grassi come esempio tipico dello “spazio di dissonanza” e cioè di “quello spazio che si interpone fra l’accettazione delle nuove scoperte e il loro rigido rifiuto nonostante l’evidenza dei fatti”.

La durata troppo lunga degli spazi di dissonanza è dovuta, secondo Braden, non tanto alla tendenza a rifiutare le nuove informazioni che emergono ma piuttosto a ignorarle, a non prenderne atto in alcun modo.

«Non molto tempo fa» continua Braden «c’è stato un periodo in cui tutti i grassi della nostra dieta sono stati demonizzati, ritenendoli responsabili di una schiera di problemi di salute, tra cui l’obesità e il diabete. Seguendo questa concezione estrema, talune persone hanno eliminato dalla propria dieta ogni forma immaginabile di grassi... Credendo fermamente che la loro scelta le avrebbe portate verso una salute migliore e una maggiore longevità, hanno seguito il loro nuovo regime dietetico con la rigidità di un campo di addestramento militare. Sono però comparsi dei problemi quando alcuni studi di approfondimento hanno dimostrato che l’assenza di grassi nella dieta in realtà contribuisce a problemi quali il cancro, la depressione e l’indebolimento del sistema immunitario».

Questo mio articolo vuole appunto contribuire ad abbreviare la durata dello “spazio di dissonanza” riguardante i grassi, che sta ormai durando troppo a lungo, con effetti negativi sulla salute delle persone. Parlo a lungo dei grassi anche nel mio libro sull’alimentazione che uscirà a breve per Macro Edizioni.

La proporzione aurea del latte materno

Passiamo quindi a esaminare in modo logico e scientificamente aggiornato questa tematica.

Inizio ponendo la seguente domanda: «Caro lettore, secondo te quale dei tre gruppi di macronutrienti che fornisce le calorie indispensabili per la produzione della nostra energia vitale (proteine, carboidrati e grassi) è contenuto in maggior misura nel latte materno, e cioè nell’alimento perfetto disegnato da madre natura per la salute dei neonati e quindi per la sopravvivenza della specie?».

Immagino che molti, riflettendo sul fatto che un neonato nei primi sei mesi di vita raddoppia il proprio peso e anche nel periodo successivo cresce a un ritmo accelerato, rispondano: «ovviamente le proteine!», poiché le proteine sono appunto i “mattoni” necessari per costruire ex novo i vari tessuti del corpo (e in seguito per sostituire quelli che si logorano/consumano nel corso degli anni).

Ebbene no. La risposta non è esatta. Le proteine forniscono solo il 6% delle calorie contenute nel latte materno mentre i grassi ne forniscono il 54-56%, e i carboidrati il 38-40%.

L’alimento perfetto disegnato da madre natura per i neonati fornisce loro pertanto le calorie soprattutto nella forma dei grassi.

Un’altra “sopresa”: nel latte materno quasi la metà dei grassi (dal 43 al 49%) è nella forma dei grassi saturi; vi è poi un 50-54% di grassi monoinsaturi (per la maggior parte nella forma dell’acido oleico, contenuto anche nelle olive) e un 8-12% di oli polinsaturi.

Il latte materno fornisce inoltre una notevole quantità di colesterolo.

Facciamoci qualche domanda

Sorgono quindi spontanei i seguenti interrogativi: com’è possibile che un alimento perfetto come il latte materno fornisca al neonato delle percentuali così elevate di sostanze, come i grassi saturi, ancora considerate “nocive”?

Come mai i consigli medici generali e le raccomandazioni dietetiche ufficiali ancora oggi raccomandano in genere di non superare il 25-30% di grassi, di cui non più del 10% in grassi saturi, e non ne raccomandano una percentuale minima necessaria? Neanche si trattasse di tossine che entro un certo limite non fanno troppi danni, ma meglio sarebbe evitarle del tutto...

Come mai, mentre per i grassi si consiglia questa ingente diminuzione, per le proteine i consigli contenuti in diete considerate “equilibrate” raccomandano ad adulti non più in fase di crescita di assumerne una percentuale del 20-30% circa, e in alcune diete “paleo” ed iperproteiche si arriva a consigliarne fino al 60% mentre ad un neonato ne basta il 6% per raddoppiare il peso del suo corpo nei primi 6 mesi di vita? (e questa percentuale diminuisce ancora nel latte materno dei mesi successivi, quando il tasso di crescita del neonato, pur restando elevato, rallenta un pochino).

Quali sono le ragioni alla base di queste differenze? Anch’io, come probabilmente il lettore, ho pensato che gli scienziati avessero cercato e accertato le differenze fisiologiche sussistenti tra l’organismo di un neonato in forte crescita e quelle di un adulto, divergenze che giustificherebbero il divario, quanto ai grassi, tra la composizione dell’alimentazione del neonato quale disegnata da madre natura, e quella in genere raccomandata agli adulti nelle linee guida, ma non le ho trovate.

La domanda che a questo punto sorge spontanea è: ma quali sono le funzioni dei grassi e perché non sarebbe male assumerne quantità anche superiori (ovviamente entro limiti ragionevoli) a quelle in genere raccomandate?

Fanno più ingrassare i grassi o gli zuccheri?

Molti pensano che il grasso introdotto con gli alimenti serva solo a fornire calorie in quantità elevata (e in effetti 1 g di grasso contiene 9 calorie, mentre 1 g di carboidrati o proteine ne contiene la metà; va tuttavia considerato che i grassi hanno uno spiccato potere saziante) e quindi che il grasso mangiato vada solo a alimentare il tessuto adiposo che quasi tutti ormai abbiamo in eccesso, e viene attribuita a questo grasso la colpa dell’epidemia di obesità con cui siamo oggi alle prese.

Vediamo invece cosa è accaduto: i consigli che a partire da circa 60 anni fa hanno raccomandato di evitare al massimo i grassi hanno portato a una loro sostituzione soprattutto con i carboidrati (spesso purtroppo con carboidrati in forma poco sana) e sembrerebbe che la colpa dell’epidemia di obesità sia piuttosto da attribuire a questi carboidrati.

Faccio una considerazione: è noto che abbiamo ancora la costituzione dei nostri antenati preistorici, che spesso dovevano affrontare lunghi periodi di mancanza di cibo.

La saggia madre natura quindi fa ancora in modo che nessuna delle calorie che ogni giorno mangiamo in misura superiore al nostro fabbisogno venga dispersa ed eliminata, ma provvede a immagazzinarla nel nostro “salvadanaio” costituito dal tessuto adiposo, dal quale è possibile prelevarla nei periodi di “magra”. Le “monete” che al giorno d’oggi sono immagazzinate (e poi non spese) nel nostro salvadanaio spesso straripante provengono per la maggior parte dagli zuccheri.

Prendiamo l’esempio di un alimento tra i più sani: la frutta. I nostri antenati non ne avevano, come noi, grandi quantità a disposizione per tutto l’anno; disponevano di frutta soprattutto nella tarda estate/autunno e quindi giustamente ne mangiavano molta per immagazzinarla nel tessuto adiposo che poi avrebbero smaltito durante l’inverno, periodo in cui avrebbero dovuto affrontare freddo e carenza di cibi.

Noi invece, che non dobbiamo affrontare questi problemi, mangiamo ormai tutto l’anno non solo molta frutta (sarebbe un bene!) ma quantità industriali dello zucchero contenuto nella frutta, il fruttosio, che viene purtroppo aggiunto ad ogni sorta di bevande dolci e alimenti, nella forma dello sciroppo di mais. Il fruttosio è lo zucchero che nel corpo viene trasformato maggiormente in tessuto adiposo e viene immagazzinato sotto forma di trigliceridi più facilmente degli altri zuccheri.

Se questo era un bene per i nostri antenati non lo è per noi che, non dovendo affrontare né freddo, né carestie, né fatiche fisiche, difficilmente riusciamo a liberarci del “tesoro” immagazzinato.

Ma dopo questa divagazione sulla frutta torniamo ai grassi nell’alimentazione.

Quali sono le funzioni che svolgono i grassi nel nostro organismo, oltre a quella di fornire calorie e quindi di farci ingrassare, compito che, come abbiamo visto, svolgono in modo meno efficiente dei carboidrati/zuccheri?

Vuoi scoprire perché i grassi fanno bene alla salute?
Continua la lettura su Scienza e Conoscenza n. 53

Articolo pubblicato per gentile concessione della rivista trimestrale Scienza e Conoscenza
http://www.scienzaeconoscenza.it/

Articolo tratto da Scienza e Conoscenza - N. 53

 

I vostri commenti - Scrivi un commento!

Nessun commento presente

Scrivi un commento!