Torna su ▲

I cosmetici convenzionali e i loro pericoli -...

Leggi in anteprima il capitolo 2 del libro di Julien Kaibeck "Slow Cosmetique"

I cosmetici convenzionali e i loro pericoli - Estratto da "Slow Cosmetique"

I cosmetici cosiddetti convenzionali sono quelli più spesso presenti sugli scaffali. Costituiscono oltre l’80% della quota di mercato e sono chiamate in causa tutte le gamme, dalle più basilari alle più lussuose. I cosmetici offrono oggi un impressionante ventaglio di texture, formule e profumi, risultato di oltre cent’anni di ricerche in cosmetologia. Oggigiorno siamo ben lontani dai semplici unguenti dell’antichità o dalle prime creme idratanti della famosa marca con la scatola blu. I cosmetici convenzionali ricorrono copiosamente alla chimica per sviluppare in continuazione formule più efficaci e più complesse.
Eppure, è piuttosto sconcertante come i prodotti cosmetici di ultima generazione perseguano sempre lo stesso, semplice obiettivo: lavare la pelle o i capelli, idratare e abbellire.

La legge sui cosmetici è tale che, nel mondo occidentale, non è più possibile parlare propriamente di prodotti “cattivi”. Ogni formula infatti deve essere approvata da un’autorità competente prima di essere messa in commercio. Questa convalida richiede test batteriologici per quantificare la conservazione del prodotto, ma anche test d’innocuità tossicologica. Qualunque tossicologo ve lo confermerà: i cosmetici immessi legalmente sul mercato dopo l’autorizzazione sono sani! Quantomeno, a breve termine...

Certo, ci sono sempre delle eccezioni alla regola e alcuni rari prodotti cosmetici convenzionali provocano ancora danni immediati alla salute della pelle. Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto alla presenza nella formula di ingredienti irritanti, allergenici o fotosensibilizzanti. Questi “danni collaterali” sono sempre più numerosi e il mondo della dermatologia non ha mai visto come oggi tante allergie da contatto e reazioni cutanee.

I sostenitori della cosmesi biologica del resto ne hanno fatto un cavallo di battaglia e additano gli ingredienti di sintesi quali maggiori responsabili del pietoso stato in cui versa la nostra pelle. Sono inoltre sconcertati dall’utilizzo di ingredienti sospettati di essere cancerogeni (per esempio i parabeni), dannosi per la fertilità umana, irritanti, allergizzanti o molto inquinanti. E forse hanno ragione!

A oggi, non è stato condotto nessuno studio a lunghissimo termine per sapere se gli ingredienti di sintesi dei cosmetici possano essere tossici per la salute qualora utilizzati quotidianamente su periodi molto lunghi.

Però il dubbio esiste.
E in caso di dubbio... il saggio si astiene.

Infine, i cosmetici convenzionali fanno un uso intensivo della chimica di sintesi e dei derivati del petrolio. Questi ingredienti cosmetici non biodegradabili, di pesante impatto ambientale, si ripercuotono per forza di cose in maniera nociva sull’ambiente.

In questo capitolo tenteremo di capire perché le formule cosmetiche più diffuse sono talvolta deludenti, inquinanti o tossiche a lungo termine. Per farlo, studieremo in dettaglio gli ingredienti principali... e impareremo a leggere le etichette!

Da ricordare
  • I cosmetici sul mercato sono tutti severamente controllati dalle autorità sanitarie ed economiche, che ne testano l’innocuità a breve termine. Non esistono quindi prodotti cosmetici “cattivi”. Del resto, si assomigliano tutti parecchio!
  • Cionondimeno, i cosmetici convenzionali che ricorrono alla chimica di sintesi per ottenere formule sempre più performanti contengono molti ingredienti discutibili per quanto riguarda l’impatto sulla salute o sull’ambiente.
  • La cosmesi biologica è nata per offrire un’alternativa al consumatore il quale, nel dubbio, preferisce evitare di usare qualunque sostanza controversa.

Analisi delle formule nei cosmetici convenzionali

La maggior parte dei cosmetici è formulata come una maionese: acqua, olio e un emulsionante! Come nella maionese, vogliamo mescolare cose che non si mescolano: un liquido idrofilo (nella maionese, l’aceto) e un liquido lipofilo (l’olio) utilizzando un emulsionante (l’uovo o il sale nella ricetta della maionese). I prodotti cosmetici convenzionali per le loro innumerevoli emulsioni utilizzano ingredienti nella maggior parte dei casi di sintesi e profondamente manipolati, mentre la cosmesi naturale vieta l’utilizzo di questi ingredienti e privilegia le materie vegetali o minerali.

Ma che cosa contengono tutti i cosmetici?

Acqua

La fase acquosa di un prodotto cosmetico può servire ad “alleggerire” la texture del prodotto, renderlo fluido o veicolare gli attivi idrofili della formula, ossia quelli che si mescolano all’acqua. Per farlo si usa l’acqua, distillata o meno, l’alcol, le acque floreali oppure succhi di frutta o di piante. Ovviamente, la scelta degli ingredienti della fase acquosa dipende dal livello di qualità ricercato: un’acqua floreale è più costosa dell’acqua di rubinetto!

Olio

La fase oleosa dal canto suo contiene materie grasse in grado di stabilizzare la formula e renderla più idratante o occlusiva, in modo da limitare la naturale perdita d’acqua dalla pelle. Secondo la qualità del prodotto, troveremo oli minerali, derivati petrolchimici, oli vegetali naturali o esterificati, alcoli grassi o sostanze di sintesi. Anche in questo caso occorre osservare che gli oli minerali sono di qualità inferiore ma meno costosi degli oli vegetali naturali. Questi ultimi ovviamente sono assai migliori per la pelle, perché la loro composizione, ricca di vitamine e di acidi grassi complessi, è benefica per il tessuto cutaneo.

Emulsionanti

Gli emulsionanti sono necessari per miscelare le due fasi. Sono innumerevoli e per la maggior parte provenienti dalla chimica, ecologica o meno. Talvolta gli emulsionanti sono chiamati anche “tensioattivi”, perché “legano” la formula acqua in olio o olio in acqua, a seconda della fase più presente nella ricetta. La famiglia degli emulsionanti è vasta e certi ingredienti di questo tipo possono anche svolgere il ruolo di agenti umettanti o idratanti. La cosmesi convenzionale utilizza tensioattivi di sintesi sospettati di essere irritanti o poco ecologici. La cosmesi naturale invece impiega cere vegetali, cera d’api, derivati della noce di cocco, della barbabietola o dello zucchero. A voi la scelta!

E i conservanti?

Se la formula cosmetica contiene acqua o qualsiasi fase acquosa, vi è il rischio di proliferazione batterica, che deve essere evitato. Il prodotto infatti deve essere in grado di resistere al tempo che passa senza venir contaminato dai batteri presenti nell’aria o sulle dita. Questo perché, per la maggior parte dei prodotti, ci tuffiamo dentro le manine!

L’industria cosmetica ricorre quindi a conservanti di sintesi o naturali per evitare questo rischio batterico. Il problema è che i conservanti sono innanzitutto materie destinate a “uccidere” i batteri. Non sono quindi sostanze inoffensive se dosate o scelte incautamente. È in corso una discussione molto polemica sulla qualità dei conservanti presenti nelle formule cosmetiche (v. “I parabeni”, pag. 63). I conservanti sono un male necessario sia per la cosmesi convenzionale sia per la cosmesi naturale. E il dibattito infuria. La cosmesi convenzionale utilizza conservanti opinabili, ma lo fa anche la cosmesi naturale. Infatti, l’alcol e gli oli essenziali presenti nelle formule naturali sono talvolta considerati irritanti o allergenici. A oggi pertanto non è stata stabilita alcuna verità sull’argomento. Ricordiamoci semplicemente che i conservanti chimici sono di sintesi e che la scelta da compiere è soprattutto di tipo etico.

Se la formula non contiene alcuna fase acquosa (un olio da massaggio, per esempio), non è necessario utilizzare conservanti “biocidi”, perché i batteri non possono viverci. L’unico obiettivo è quindi prevenire l’ossidazione della formula. Per farlo si aggiunge vitamina E agli oli o li si tratta per limitarne l’ossidazione. L’uso di prodotti cosmetici senz’acqua è quindi una soluzione semplicissima per evitare l’esposizione ai conservanti più aggressivi.

E gli attivi?

Gli attivi cosmetici sono le star delle nostre riviste! Numerosissimi, ogni mese ne esce una nuova serie... Certi laboratori spendono milioni di euro per sviluppare un unico attivo da brevettare. Altri utilizzano estratti di piante esotiche o preziose.

Anche l’azione degli attivi cosmetici è controversa, avendo noi l’abitudine di doverne provare gli effetti presentando degli studi, i quali però sono poco significativi perché incentrati spesso su risultati a malapena quantificabili, tanto sono ridotti o soggettivi.

L’unica cosa certa è che, nella maggioranza dei prodotti, gli attivi rappresentano la parte più piccola della formula cosmetica, qualche punto percentuale appena! È una delle verità più vergognose del mondo della cosmesi attuale.

E i profumi?

A meno di non formulare un’eau de toilette o un profumo, per profumare una formula si utilizza una piccolissima quantità di aromi di sintesi o naturali. Il profumo è però necessario, perché permette di vendere e al tempo stesso copre l’odore degli ingredienti di sintesi o derivati dalla chimica. Troviamo il profumo (“fragrance”) nella maggior parte dei prodotti convenzionali e naturali. Anche qui la questione è controversa, perché i profumi in genere contengono molecole descritte come allergizzanti. La maggior parte di queste molecole del resto viene esplicitamente elencata nella direttiva europea sulla cosmesi. Di conseguenza, i profumi vanno obbligatoriamente menzionati sulla confezione del prodotto.

Da ricordare
  • Tutti i cosmetici, naturali o no, sono formulati secondo gli stessi principi. Come in una maionese, si tratta di emulsionare una fase acquosa e una fase grassa. Per farlo, si utilizzano degli emulsionanti.
  • La differenza tra cosmetici convenzionali e cosmetici naturali sta nella qualità degli ingredienti.
  • Se la formula contiene acqua, occorre aggiungervi dei conservanti. In caso contrario, è sufficiente prevenirne l’ossidazione e i conservanti non sono necessari.
  • Il profumo utilizzato nei cosmetici è spesso di sintesi e può essere allergizzante.
  •  Nella cosmesi convenzionale gli attivi veri e propri sono pochissimi. Inoltre, la loro efficacia è discutibile.

Che cosa contengono i cosmetici convenzionali?

I cosmetici convenzionali hanno in primo luogo lo scopo di essere venduti! Contengono quindi ingredienti che conferiscono loro una texture piacevole, un profumo inebriante e, ovviamente, anche un po’ di effetto cosmetico. Il tutto rimanendo tassativamente entro un budget che ne garantisce la redditività e che dipende dal posizionamento che il marketing del prodotto ne fa.

Pertanto, una crema convenzionale nella maggior parte dei casi (dal prodotto più diffuso a quello più scarso) contiene:

• Acqua
• Olio minerale e/o siliconi che conferiscono consistenza alla formula
• Emulsionanti per miscelare i due
• Attivi “di punta”, che verranno messi in risalto dalla pubblicità
• Conservanti
• Profumo di sintesi (“fragrance”)
• Talvolta dei coloranti

Questo elenco è chiaramente una semplificazione estrema della formulazione cosmetica, ma riassume più o meno ciò che i prodotti più diffusi contengono invariabilmente. È chiaro che un latte detergente conterrà più acqua di una crema idratante. Analogamente, un fondotinta o un balsamo contengono quasi sempre dei siliconi, mentre una crema per il corpo può farne a meno. Sia quel che sia, che si tratti di un siero liftante da 180 euro o di una crema per le mani da tre euro, la struttura della formula è spesso la stessa: acqua, sostanze inerti che depositano un film sulla pelle, una puntina di attivi e di profumo.

Indipendentemente dalla formula di un prodotto, abbiamo però un modo infallibile per conoscerne gli ingredienti. È il famoso elenco INCI.

Bisogna però saperlo leggere e capirlo!

Una parola sull’INCI

In Occidente la legge impone ai produttori di cosmetici di riportare sulla confezione dei prodotti di bellezza l’elenco dettagliato degli ingredienti. Questo elenco viene chiamato “INCI”: International Nomenclature of Cosmetic Ingredients. Deve rispettare vari principi:

  • Gli ingredienti della formula devono comparire tutti in etichetta. Vengono nominati in latino o in inglese per facilitarne la comprensione da parte di tutti. In pratica, però, il latino non facilita davvero le cose.
  • Gli ingredienti devono essere elencati in ordine decrescente. Pertanto, se un INCI inizia con la parola “Aqua”, l’ingrediente più presente nella formula è l’acqua. D’altro canto, è spesso così.
  • Tutti gli ingredienti sono menzionati, dal primo all’ultimo, ma quando l’ingrediente è in dosi inferiori all’1% della formula, è possibile modificarne la posizione nell’elenco. Pertanto, se un estratto naturale di lavanda (lavandula extract) è presente allo 0,03%, il produttore lo collocherà nell’elenco prima dei conservanti brutti e cattivi, anche se questi ultimi sono allo 0,9%. Potenza del marketing!

L’elenco INCI viene obbligatoriamente riportato sull’imballaggio visibile del prodotto, in genere la scatola. I produttori giocano al gatto con il topo e in genere stampano questo elenco a caratteri minuscoli sul fondo della confezione. Certamente hanno moltissima paura che leggiamo la formula per scoprire cosa contiene davvero il loro prodotto! Esercitatevi a casa, è istruttivo...

Da ricordare
  • Nel mondo occidentale l’elenco degli ingredienti di un prodotto cosmetico deve obbligatoriamente comparire sulla scatola e viene chiamato INCI.
  • Non è facile capire in dettaglio l’INCI, ma è l’unico modo di sapere ciò che contiene un cosmetico.
  • Per vendere può succedere che nell’INCI compaia in buona posizione un ingrediente naturale assai poco presente nel prodotto finito (per gli ingredienti al di sotto dell’1%).

 

Julien KaibeckTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Julien Kaibeck

Fondatore del movimento Slow Cosmétique, Julien Kaibeck insegna aromaterapia e cosmesi naturale in Francia e in Belgio. Interviene regolarmente sui vari media con argomenti di salute e bellezza. 

 

Articoli correlatiTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Slow Cosmetique - Libro

Consigli e ricette efficaci per una cosmesi eco-bio

Julien Kaibeck

(4)
€ 10,97 € 12,90 (-15%)
Disponibilità: Immediata

Libro - Punto d'Incontro - Dicembre 2014 - Cosmesi Naturale

Creme da giorno, creme da notte,creme antirughe dagli effetti miracolosi su una pelle già segnata,shampoo che promettono chiome degne di una dea… Sei davvero convinta che acquistare quel particolare prodotto cosmetico... scheda dettagliata

 

Macrolibrarsi Assistenza Chat

 

Assistenza Clienti

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi sconti, promozioni e novità direttamente nella tua casella di posta.

Guadagna subito +50 PUNTI per i tuoi futuri acquisti e premi.



COMMUNITY

Seguici su Facebook
Ti Piace Macrolibrarsi?
Se ti piace clicca su:
   

I LIBRI PIU' VENDUTI

 

SPECIALI