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Guida pratica all’Ipnosi Regressiva - Anteprima...

La tecnica permette di rivivere episodi negativi e traumi subiti in passato. Può quindi servire per raggiungere il cuore di molti problemi psichici e risolverli. Con ricadute positive anche sulla salute fisica.

Guida pratica all’Ipnosi Regressiva - Anteprima l'Altra Medicina N. 16

L'ipnosi può richiamare al presente il passato della vita. E lo può fare in due modi. Con la “regressione” in cui il soggetto rivede il suo passato con atteggiamento critico e sentimenti del presente; oppure con la “rivivicazione”, in cui il soggetto dimentica il presente per comportarsi, esprimersi e sentire come accadeva in passato. Nel primo caso si tratta di una pseudoregressione durante la quale il soggetto diventa capace di ricordare cose che molto difficilmente ricorderebbe in stato di veglia: questo avviene per l’isolamento sensoriale, la maggior concentrazione e attenzione che si verificano durante la transe ipnotica. Nella rivivificazione invece il soggetto non solo ricorda ma anche rivive fisicamente situazioni del passato.

Non solo ricordare, ma anche rivivere

La rivivificazione si instaura in un soggetto in ipnosi molto profonda, in stato sonnambolico: questo stato si può ottenere solo in una percentuale molto bassa di soggetti attraverso suggestioni successive pre- Guida pratica all’ ipnosi regressiva cise e calcolate dello stato di transe (parlare, aprire gli occhi, muoversi e camminare senza interruzione): “lei dorme di un sonno speciale, di un sonno che le permette di ascoltare tutto quello che le dico e, se occorre, di tenere gli occhi aperti e di camminare. Lei dorme e mentre dorme parla e cammina...”. Una volta raggiunto lo stato sonnambolico si suggerisce al paziente che ritornerà indietro con gli anni sino all’età infantile: “Ti sentirai piccolo, sempre più piccolo, diventerai come se avessi 3 anni”.

Generalmente si fa la regressione a tappe di 5 anni. Si aspetta finché il paziente si immedesima nell’età a cui è regredito mentre l’ipnotista, rimanendo nell’ambiente creato dalla regressione, chiede per esempio: “Sono uno che ti conosce e che ti vuole bene. Chi sono i tuoi amici? Chi ti è più caro? Quando lo hai visto l’ultima volta?... Vai a scuola? Chi è il tuo compagno di banco? Hai fratelli?”. La memoria è legata alle emozioni e all’interesse, perciò il soggetto riesce a rivivere episodi che sono stati importanti nella sua vita. Esistono poi altre metodiche che illustriamo successivamente.

Perché l’ipnosi è utile per la nostra salute?

L'ipnosi è un'antichissima procedura terapeutica in cui corpo e mente entrano in contatto armonico producendo un condizione di benessere in grado di ripristinare la salute fisica, psichica e comportamentale.

In particolare, in questo stato di "riposo guidato" l'attenzione viene riportata al proprio mondo interiore; si produce un piano di realtà modificato in cui si liberano le energie e le risorse psichiche normalmente bloccate o distratte dai modelli abituali di reazione: le energie sono così a disposizione dell'immaginazione creativa del soggetto.

È proprio tale immaginazione creativa, accompagnata da adeguate immagini, simboli o associazioni indotte dal terapeuta, che determina cambiamenti profondi nella comprensione di sé e del mondo fuori di sé, tali da ampliare la prospettiva vitale. Ciò si traduce in una promozione della salute continua e persistente nel tempo, che investe sia il livello biologico, tramite le interconnessioni della rete neuroendocrina, sia quello psico-comportamentale.

I metodi ipnotici per regredire nel nostro passato

Vediamo altre tecniche utilizzate dal terapeuta nel suo studio per indurre l’ipnosi regressiva:

  • In treno: si suggerisce al soggetto che sta viaggiando su un treno. Lo si invita a guardare dal finestrino scorgendo episodi e periodi passati della sua vita, indietro nel tempo. Quando si raggiunge un episodio traumatizzante o importante della vita il treno si ferma e il soggetto scende dal treno, parla e agisce immedesimato nel tempo che rivive.
  • Il calendario: si suggerisce al soggetto di sfogliare mentalmente un calendario in cui le date sono segnate in modo regrediente. Egli alzerà un dito della mano appena vedrà il calendario e i giorni che scorrono all’indietro. Si immedesimerà nel tempo che scorre all’indietro e si fermerà a una data specifica di un giorno importante per lui.
  • L’orologio: si fanno girare le lancette dell’orologio indietro nel tempo: attraverso la distorsione temporale che si verifica nello stato di transe si può far rivivere un evento traumatico in un tempo più breve di quello in cui il fatto è veramente avvenuto (due giorni in cinque minuti, poi in un minuto, in 10 secondi, in 5 secondi, in 1 secondo). Si fa scaricare l’emozione legata al fatto in un periodo di tempo sempre più breve finché l’evento rimane svuotato da ogni emozione.
  • Il ponte affettivo: si chiede al soggetto di tornare indietro nel tempo, quando ha provato per la prima volta un’emozione che prova anche adesso. Deve riviverla appieno. Se l’emozione è legata a un trauma si fa rivivere l’evento dissociandolo dall’emozione: il paziente rivive l’episodio doloroso da spettatore come un episodio inevitabile con conseguenze rimediabili. Durante la transe ipnotica la dissociazione emotiva consente di osservarsi “a distanza” in tutta sicurezza e di prendere coscienza di quanto sta avvenendo al proprio interno. Ad esempio, un soggetto può rivivere la morte di un congiunto e vedere l’evento da una distanza che gli consente di cancellare una parte dell’affetto connesso.

Tornare ai primi mesi di vita

Alcuni autori credono nella possibilità teorica di perdere ogni possibilità di comunicazione con il paziente se lo si fa regredire al tempo in cui non poteva parlare o comprendere il significato delle parole. L’argomento è oggetto di discussione da parte degli studiosi dell’ipnosi: alcuni hanno rilevato durante la rivivificazione la presenza di riflessi plantari caratteristici dell’età neonatale, che non sono normalmente presenti nel periodo di vita più adulto; altri hanno rilevato che il linguaggio presentato dai soggetti è eccessivamente evoluto rispetto all’età della regressione e si potrebbe sospettare una simulazione per venire incontro alla richiesta dell’ipnotista oppure per un inconscio rivestimento di ruolo.

Come capire se la regressione è in atto?

C’è un modo per capire se la persona sta davvero rivivendo il suo passato. L’atteggiamento, la calligrafia, il disegno e il comportamento si modificano in relazione all’età di regressione: il riemergere della grafia infantile e il particolare modo di impugnare la matita testimoniano che l’età suggerita viene rivissuta e non solo ricordata. La regressione d’età non è mai statica ma può venire continuamente modificata accedendo ad altri livelli d’età. È un fatto eccezionale, però, che una persona regredisca totalmente con la mente e le funzioni somatiche neurovegetative: il soggetto conserva parte della sua mente al tempo presente e si rende parzialmente conto di ciò che sta succedendo: ciò spiega perché anche il soggetto regredito alla prima infanzia comprenda i comandi dell’ipnotista.

Scoprire le origini dei disturbi

È possibile dunque riportare una persona al tempo in cui ha vissuto un trauma emotivo generatore di disturbi psicosomatici o psiconevrotici, mettendola così nelle condizioni che sono state per lui traumatizzanti: ciò permette di dimostrare la genesi psicogena di molti disturbi somatici (ad esempio, cefalee, disturbi gastrointestinali, ecc.). Questo dimostra anche al paziente come reagisca in modo inconscio e automatico con sintomi somatici ogni volta che si trovi in situazioni analoghe a quella in cui avvenne il trauma. Ad esempio: un paziente affetto da periodici violenti attacchi di emicrania viene fatto regredire al primo attacco di emicrania. Si evidenzia che il primo attacco si è verificato dopo aver assistito, in età scolare, alla scena del padre che picchiava la madre. Il paziente nelle successive sedute elabora quanto emerso: si è sentito impotente di fronte alla violenza, ha accumulato aggressività non espressa contro il padre, aggressività che si è somatizzata nell’emicrania.

Parlare lingue semi-sconosciute

Durante la rivivificazione è anche possibile ricordare perfettamente lingue imparate durante la prima infanzia e poi dimenticate. Erich Fromm riferisce il caso di un uomo che, regredendo ad un’età precedente ai 4 anni, parlava speditamente il giapponese per 20 minuti. Questa persona in stato di veglia riusciva a parlare solo in inglese; il soggetto era di origine giapponese da parte della nonna, ma viveva in California e non aveva più avuto contatti con la lingua giapponese da quando la sua famiglia era stata liberata dal campo di concentramento dove era stata rinchiusa dopo Pearl Harbour: al momento della liberazione il soggetto aveva 4 anni.

Reale o no, funziona...

Milton Erickson, padre dell’ipnosi moderna, faceva vivere ai pazienti “esperienze correttive di regressione”. Con Erickson la regressione ad una età infantile è vista come la possibilità di rivedere i fatti accaduti in un’ottica nuova. La realtà della regressione d’età può essere messa in discussione, perché oltre a un’apertura ai ricordi reali può esserci un elemento di fantasia: ma la regressione non ha bisogno di essere reale per essere di aiuto, l’importante è osservare le cose da prospettive diverse. Erickson usò per esempio la regressione d’età nel caso detto “l’uomo di febbraio” perché nel trattare questo caso assunse il ruolo di un uomo che incontra la paziente in febbraio. La donna soffriva di depressione e di una grave fobia all’acqua: Erickson scoprì che tutto derivava dal ricordo rimosso e traumatico di aver quasi fatto annegare la sorella più piccola.

Il caso Brian Weiss: ritorno alle vite passate?

Lo psichiatra statunitense Brian Weiss racconta nei suoi libri le storie delle vite passate dei suoi pazienti, ricostruite praticando la terapia della regressione.

Racconta per esempio come, curando una paziente di nome Catherine, affetta da depressione e attacchi di panico, le ordinò di regredire alle circostanze e al tempo che le avevano causato i sintomi.

In seguito a questo comando la paziente regredì a 4000 anni fa. Possibile? Per quanto riguarda i pazienti regrediti all'epoca prenatale o ad altre vite, questi casi vengono ora interpretati come esperienze di tipo onirico in stato dissociativo. La terapia però in alcuni casi resta utile.

L'effetto positivo della "terapia delle vite passate" potrebbe derivare dal riconoscere un "perché" ai propri sintomi persistenti, o dall'assumere un ruolo desiderato inconsciamente, o, ancora, dal fatto di poter ricostruire un passato. Forse il beneficio deriva da tutte queste possibilità nel rapporto privilegiato che il soggetto intrattiene con il terapeuta.

Un esempio di come si ottiene la regressione ipnotica

...concentrati sul respiro, rilassa uno a uno i tuoi muscoli, scendi una scalinata, ti trovi in un meraviglioso giardino... Senti una meravigliosa sensazione di tranquillità e di pace, ti sentirai benissimo, rilassato e in pace... La tua mente si apre, puoi ricordare tutto... Andiamo indietro nel tempo, ritorna alla tua infanzia... Lascia che la tua mente più profonda trovi un ricordo dell’infanzia, un ricordo piacevole... Puoi vederlo a distanza oppure calarti nella scena... Non preoccuparti di sapere se è fantasia o sono ricordi reali, vale come esperienza... Lasciati ricordare, puoi tornare indietro fin dove vuoi.... Guardati intorno, guarda la scena, osservala come se tu guardassi un film oppure calati nella scena, fanne parte, vivila intensamente, osserva i particolari… Puoi spostarti avanti e indietro nel tempo, vai verso momenti significativi. Presto sarà il momento di tornare al tuo meraviglioso giardino, dove concluderai questa esperienza... Adesso è ora di svegliarsi... conterò da 1 a 10, al 10 potrai aprire gli occhi e sarai pieno di un’energia meravigliosa.

Articolo tratto da L'Altra Medicina N. 16

 

 

 

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