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Grandezza Primaria rispetto a Grandezza Secondaria

Leggi la prefazione del libro di Stephen Covey "Le 12 Leve del Successo"

Grandezza Primaria rispetto a Grandezza Secondaria

C'erano 614 sdraio a bordo del Titanic quando prese il mare per il suo primo e ultimo viaggio. Tutte le mattine l'equipaggio le apriva per invitare i passeggeri a oziare beatamente sul ponte. Poi i passeggeri erano liberi di disporle come meglio credevano.

Probabilmente nessuno stava rimettendo a posto le sdraio mentre il grande Titanic affondava.

Ma oggi, nella lingua inglese, "rimettere a posto le sdraio sul Titanic" è sinonimo di fare cose inutili o insensate, invece di quelle che contano veramente nella vita.

Riordinare le sdraio mentre la nave affonda è letteralmente l'ultima cosa che si dovrebbe fare.
Allora perché è la prima cosa che fanno molti di noi?

Riordinare le sdraio vuol dire mettere le apparenze prima della realtà, badare più all'immagine che alla sostanza, invertire le priorità.

Ed è esattamente quello che facciamo: mettiamo al primo posto le cose che contano di meno.

Qual è il risultato? Obiettivi mancati, carriere interrotte, famiglie divise, aziende che vacillano, amicizie perdute, vite inghiottite dalle macerie di decisioni infelici.

È un po' lo stesso destino del Titanic, che affondò nel 1912 facendo 1.517 vittime. Il principio "La sicurezza innanzitutto" fu bellamente ignorato. La nave procedeva ad alta velocità in mezzo a pericolose distese di ghiaccio. Non c'erano abbastanza scialuppe di salvataggio per tutti i passeggeri. Non si tenevano esercitazioni, perciò al momento del disastro gli sventurati non sapevano cosa fare.

La vicenda del Titanic ci ricorda la profonda verità di questa riflessione di Goethe: "Le cose che contano di più non devono mai essere alla mercé delle cose che contano di meno".

Quanti di noi tendono a mettere al primo posto le ultime cose? Anteponiamo i nostri fini personali al benessere e alla sicurezza dei collaboratori? Facciamo i simpatici davanti agli altri e poi parliamo male di loro alle spalle? Trattiamo degli estranei meglio di come trattiamo i nostri familiari - le persone che contano di più per noi? Prendiamo più che possiamo dando in cambio meno che possiamo? Lasciamo il successo di lungo termine alla mercé del successo di breve termine?

Apprezziamo i simboli esteriori del successo (le sdraio del Titanic) più della pace interiore e della soddisfazione che vengono dalla fornitura di un contributo effettivo (il salvataggio della nave)?

Per Stephen Covey, la grandezza primaria è il tipo di successo che viene dalla fornitura di un contributo. Viceversa, le forme esteriori del successo - titoli, popolarità e immagine pubblica - costituiscono la grandezza secondaria. Quando vedete le azioni e i comportamenti di celebrità, atleti famosi, manager, attori cinematografici o altri personaggi di spicco, siete di fronte alla grandezza secondaria.

La grandezza primaria sta all'interno. Ha a che fare con il carattere. La grandezza secondaria all'esterno. Come insegnava il dr. Covey, "Molti di coloro che ambiscono alla grandezza secondaria - ossia all'apprezzamento sociale dei loro talenti - mancano di grandezza primaria, ossia di carattere. Prima o poi lo noterete in tutte le relazioni di lungo termine che intrattengono, con un collaboratore, con la moglie o con il marito, con un amico o con un figlio adolescente in crisi d'identità. E' il carattere che comunica nel modo più espressivo. Come disse Emerson: 'Quello che sei grida così forte nelle mie orecchie che non riesco a sentire quello che dici'."

Una vita di successo si basa sulla grandezza primaria - è una vita di dovere, di onore, di integrità, di perseveranza, di sacrificio personale e di servizio, indipendentemente dalle ricompense materiali o dalle circostanze. Sono principi naturali, universali, immutabili. Sono gli stessi per tutti, ovunque e per sempre. Puntare sulla grandezza secondaria senza avere già la grandezza primaria non può funzionare. Una vita di successo non si costruisce sulle sabbie mobili di ciò che è esternamente o temporaneamente popolare, ma sulla solida base di principi che non cambiano.

Curiosamente, la grandezza secondaria segue spesso - ma non sempre - la grandezza primaria. Le persone di carattere tendono a vincere nella vita perché hanno la fiducia degli altri. Il loro duro lavoro crea quasi sempre un certo livello di sicurezza e, a volte, anche di prosperità. La loro etica di servizio conquista l'amore e la lealtà del prossimo. Sono conseguenze naturali della grandezza primaria.

Naturalmente, non ci sono garanzie: anche le persone di carattere possono ammalarsi o incappare nella sfortuna, come chiunque altro. Ci sono tantissime persone per bene che sgobbano tutta la vita senza prosperare dal punto di vista finanziario. Chi aspira alla grandezza primaria, invece, ha una serenità e una soddisfazione che sono precluse a chi persegue la grandezza secondaria ma sa che dietro c'è il vuoto.

Molti confondono il successo con la grandezza secondaria. In altre parole, fanno tutto ciò che possono per apparire "di successo", nascondendo la loro vera identità. Non pagheranno il prezzo che bisogna pagare per arrivare veramente al successo. Cercano di ottenere il risultato senza fare lo sforzo corrispondente. Presentano una falsa immagine di se stessi. Si fingono amici. In qualche occasione abbiamo usato quasi tutti questo approccio mentale.

Dovrebbe essere scontato che tratti negativi come l'egotismo, l'indolenza, la procrastinazione e la disonestà abbiano conseguenze naturali, come ne hanno i tratti positivi. Ma nell'era della grandezza secondaria, i sondaggi sembrano contare più delle convinzioni etiche, e ciò che sta all'esterno è diventato più importante di ciò che sta all'interno.

Eppure, nel profondo, sappiamo di non poter vivere una vita di successo se non seguiamo rigorosamente dei principi. "I sondaggi Gallup dimostrano che oltre il 90% degli americani adulti apprezzano l'insegnamento di valori come l'onestà, la democrazia, l'accettazione di razze ed etnie diverse, il patriottismo, la vicinanza ad amici e familiari, il coraggio morale e la regola d'oro'".

Dentro di noi, sappiamo che il successo esteriore diventa insuccesso se non affonda le sue radici nel successo interiore. Lo vogliamo per i nostri figli. Dovremmo volerlo anche per noi stessi.

I collaboratori di Stephen Covey

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Stephen R. Covey

Stephen R. Covey, marito, padre e nonno, è un'autorità stimata sulla leadership a livello internazionale, un esperto della famiglia, un insegnante, un consulente aziendale, fondatore dell'ex Covey Leadership Center e co-presidente della Franklin Covey Company. Ha un master in gestione aziendale conseguito a Harvard e un dottorato conseguito alla B.Y.U., dove è stato professore di comportamento organizzativo e gestione degli affari e ha anche prestato servizio come direttore delle relazioni universitarie e assistente al rettore. Il dott. Covey è autore di diversi libri acclamati, incluso The 7 Habits of Highly Effective People (Le 7 regole per avere successo), che è al vertice delle liste dei bestseller da oltre sette anni. Ne sono state vendute più di dieci milioni di copie in ventotto lingue e in settanta paesi. Il suo libro Principle-Centered Leadership è uno dei bestseller sugli affari del decennio. Stephen, sua moglie Sandra e la loro famiglia vivono nelle Montagne Rocciose dell'Utah.