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Geometria sacra - Estratto da "Il Fiore della...

Leggi in anteprima il capitolo 2 del libro "Il Fiore della Vita" di Andreas Beutel

Geometria sacra - Estratto da "Il Fiore della Vita" libro di Andreas Beutel

La scuola misterica

La base della nostra visione generale del mondo è polare. Benché l’accettazione del principio della polarità sia utile per conoscere e strutturare il mondo, questo pensiero è di ostacolo per trovare pace e per condurre una vita vera.

Il noto simbolo di Yin e Yang consiste di un lato luminoso e un lato oscuro, che ruotano uno intorno all’altro. La luce acquista forza fino alla massima espansione. Il nucleo scuro nel centro rappresenta il lato oscuro verso il quale la luce può trasformarsi. Il lato scuro acquista forza fino al massimo delle sue possibilità, quando porta già in sé il germe per la mutazione nel suo contrario.

Chi si pone da un lato o dall’altro, all’interno di questa visione, resta vittima di un’illusione. Chi combatte contro uno dei lati rafforza la visione polare e in questo modo rafforza anche ciò che combatte. Il vero maestro riconosce il gioco di luce e ombra per ciò che è, e si collega con la verità nascosta dietro questo gioco, il cerchio, come simbolo ideale dell’unità, il Tao.

Secondo la visione di molti popoli antichissimi tutto l’universo è un organismo vivente: è stato creato da una coscienza originaria, che alcuni chiamano Dio. All’interno dell’universo tutto è vivo e compenetrato da questa coscienza originaria.

Normalmente tutti gli esseri sono consapevoli di questa verità, vedono e sentono questa unione con la forza creatrice originaria e agiscono a partire da questa.

Occasionalmente tuttavia la coscienza intraprende dei tentativi di staccarsi da questa sua struttura, crea nuove vie e le percorre. Uno di questi esperimenti fu la ribellione di Lucifero, circa 200.000 anni fa. Lucifero, che iniziò questo tentativo, si separò dalla sua unione consapevole con Dio e iniziò una propria realtà all’interno della realtà. Molti esseri lo seguirono in una fase piena di polarità, ricca di lotta, ingiustizia e sofferenza. Come parte di questa nuova via, comparvero sulla Terra delle razze che crearono l’essere umano.

L’uomo, quindi, è figlio di questa polarità, eppure in noi, nella nostra interiorità profonda, riposa il seme che ci rende capaci di ritrovare la via verso la vera creazione.

Da un punto di vista più elevato, le forze della luce e quelle dell’oscurità, che lottano le une contro le altre sulla Terra, rappresentano soltanto degli elargitori di tempo con una funzione importante. A tutti gli esseri danno la possibilità di fare le proprie esperienze sotto diverse costellazioni e di evolversi verso la coscienza originaria, che è Uno con ogni cosa. Le forze che ci trattengono da qualcosa hanno cura del fatto che ci evolviamo esattamente alla velocità migliore per il decorso complessivo dell’universo.

Come dice la parola “sviluppare”, sviluppiamo qualcosa che è già presente in noi: il principio primo di tutte le cose, il diamante che ci racconta che esiste soltanto una coscienza in ogni cosa.

In Egitto, con la fondazione della prima scuola misterica, si intraprese un tentativo di iniziare nuovamente gli esseri umani a questa conoscenza superiore e a una visione più ampia su quello che è la coscienza, su come è sorta la realtà e come l’uomo possa nuovamente ottenere la vera libertà.

Echnaton

Uno di questi maestri fu il faraone Echnaton, che governò l’Egitto per diciassette anni. Echnaton è famoso per aver rigettato la religione precedente e instaurato il culto del dio unico, Aton. Egli fondò una scuola misterica chiamata «La legge dell’Uno».

Voleva aiutare gli uomini a uscire e a elevarsi verso un’unità che va al di là del gioco delle polarità.

Poiché l’uomo era ancora prigioniero della dualità, i maestri ispiratori di questa scuola adattarono l’intera struttura e riunirono in una scuola due parti: la scuola dell’occhio sinistro e la scuola dell’occhio destro di Horus. Accanto ai due occhi di Horus c’era ancora l’occhio centrale. Il terzo occhio di Horus corrisponde a un’altra via di iniziazione e di evoluzione, la vita con le sue esperienze quotidiane.

Nella mitologia egizia l’occhio destro rappresenta il sole e l’occhio sinistro la luna, i due corpi celesti più importanti accanto alla Terra. Perciò essi rappresentano simbolicamente i due lati della scuola.

La qualità femminile si mostra nella forza della luna, che riflette la luce ed è responsabile dell’alternanza delle maree sulla Terra. Alla luna è legata la dea Luna. Essa mostra il suo legame con i sentimenti altalenanti nella parola “lunatico”. In tedesco inoltre il sonnambulo è “dipendente dalla luna” (mondsüchtig) e in inglese il pazzo è lunatic. Nella mitologia latina Luna è l’acqua del corpo e della terra, la forza delle mestruazioni e il divenire ciclico della natura.

Il principio maschile si mostra nel sole, che s’irradia verso l’esterno ed emana una luce diretta, vivificante. Il sole nella tradizione rappresenta sempre l’illuminazione attraverso la luce della sapienza, che illumina l’oscurità. Da queste conoscenze di base si capisce che la scuola dell’Occhio sinistro di Horus serviva ad addestrare il corpo emozionale e tutti i temi connessi all’inconscio, che sono in moto verso un riavvicinamento alla fonte unitaria di tutto l’essere. L’Occhio destro di Horus rappresenta la comprensione mentale razionale della struttura dell’universo, delle sue dimensioni e della posizione dell’essere umano al suo interno.

Geometria sacra

Lo strumento più importante nella scuola dell’Occhio destro era la geometria, che oggi esercita un certo fascino in quanto parte della disciplina della matematica, ma purtroppo è trattata in modo molto scarno.

Una geometria che si occupa dell’ordinamento superiore dell’universo, del quadro complessivo, è definita geometria spirituale o divina o sacra.

La parola odierna “geometria” deriva dal greco. Geo sta per la dea della Terra, Gaia, mentre la seconda parte della parola rimanda alla misura o al misurare. Quindi la geometria sacra è una geometria unitaria, complessiva, che unisce ciò che è grande e ciò che è piccolo.

Rinveniamo una traccia dell’antica conoscenza quando parliamo di “quadratura del cerchio” nel linguaggio colloquiale. La quadratura è un antico enigma della matematica greca, e poteva essere eseguita soltanto con righello e compasso e tuttavia non è risolvibile. I due strumenti dell’enigma rappresentano i due poli opposti, il principio maschile e quello femminile. Il compasso può disegnare soltanto dei cerchi, con il righello si possono tracciare soltanto delle linee diritte. Il principio maschile è il principio diritto, orientato, quello femminile è quello rotondo e morbido.

Per il lavoro con la geometria sacra esistono diverse regole fondamentali.
La più importante consiste nel prendere in mano personalmente un compasso per capire davvero la geometria, perché soltanto disegnare a mano con riga e compasso offre la possibilità di immergersi direttamente nel disegno.

Se fisicamente disegniamo un cerchio con un compasso, il cerchio non è soltanto un cerchio; esso apre per un istante magico il collegamento tra interno ed esterno. Mentre la mano disegna lentamente il cerchio, i nostri occhi seguono la punta della matita. La mano ruota in un piccolo cerchio intorno al punto centrale, ogni movimento eseguito all’esterno è riprodotto così interiormente nel cervello. Quando all’esterno il piano di separazione immaginario tra le nostre due metà del corpo è superato, la nostra attenzione consapevole fa lo stesso interiormente.

Disegnare un singolo cerchio è come una meditazione per collegare i due emisferi cerebrali.

 

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Andreas Beutel

Andreas Beutel è un allievo di Melchisedek e conduce lui stesso seminari sul fiore della vita. Tiene anche seminari sulla geometria sacra, la Mer-Ka-Ba, lo sviluppo della consapevolezza e l’apertura del cuore.

 

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