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Gambe in spalla!

Scopri come ridare slancio e leggerezza alle tue gambe attraverso alcuni suggerimenti e la pratica quotidiana dello yoga

Gambe in spalla!

“Gambe in spalla!” Questo modo di dire ha evidentemente a che fare con la leggerezza che dovrebbero avere le gambe per portarci a spasso. E non si può proprio dire che le gambe siano sempre così leggere!

Pensiamo mai a quanta fatica deve fare il corpo per rimandare verso l’alto il sangue che è arrivato fino ai piedi, fino al più piccolo capillare che irrora il mignolo del piede? A volte non ci riesce bene e così, alla sera, abbiamo piedi gonfi e gambe pesanti che non ci obbediscono più.

Ma le gambe sono le nostre radici, le nostre basi, e senza buone fondamenta la casa non sta in piedi. Sembra un paradosso, ma se le gambe sono “leggere” siamo più saldi e sicuri, pronti a “spiccare il volo”. Ci vuole un giusto equilibrio tra la parte inferiore e quella superiore del corpo.

Ecco dunque alcuni suggerimenti (e posizioni yoga) per alleggerire le gambe dal carico venoso e per stimolare la circolazione.

Tre piccoli consigli per il benessere delle gambe

Acqua 
Immergere i piedi, anche uno alla volta, in acqua bella fredda fa tanto bene alla circolazione, soprattutto se alterniamo l’immersione all’asciugatura per poi ripetere tutto un po’ di volte.

 

 

Camminare 
Anche se la stagione autunnale ormai non permette più a chi vive sulla costa di camminare in acqua di mare (attività utilissima per il benessere delle gambe), camminare senza scarpe, per esempio sulla sabbia, rimane un ottimo esercizio per tenere in movimento i muscoli che, “strizzando” le vene, “spingono” il sangue all’insù.

 

 

Sale 
Se abbiamo un problema di “gambe pesanti” e/o di circolazione lenta, forse è il caso di ridurre il consumo di sale. Riducendolo gradualmente torneremo piano piano ad apprezzare il sapore naturale dei cibi e in ogni modo. Per insaporire i piatti che prepariamo in casa possiamo scegliere tra numerose e gustose spezie.

 

Yoga per le gambe

Queste asana sono accomunate dalla caratteristica di alleggerire le gambe e i piedi dai ristagni sanguigni - se notate, sono quasi tutte posizioni “con le gambe all’insù”, in qualche modo.

Bhagavat-asana, il beato
In piedi, gambe unite, spalanca lateralmente le braccia come due ali e piega il busto in avanti,
allungando una delle gambe all’indietro, finché il busto e la gamba sollevata siano sulla stessa linea, paralleli al pavimento. Resta con lo sguardo in avanti e i palmi delle mani verso terra. Respira 3-4 volte e torna; ripeti dall’altro lato per gli stessi tempi e tutto per 4 volte in totale.

Gopita-asana, la cutrettola
In piedi, uniti, scarica il peso del corpo sulla gamba destra; apri le braccia come ali, inspirando e poi, espirando, piega il busto in avanti fino ad appoggiare i polpastrelli delle mani a terra, sollevando contemporaneamente la gamba sinistra verso l’alto. Resta, col capo abbandonato, per 3-5 respiri, torna e ripeti sull’altro lato. Le dita ben tese delle mani rappresentano le zampette e la gamba sollevata la coda del gopita, un uccello d’acqua con la coda tremula. Ripeti 4 volte.

Sakuna-asana, l’avvoltoio
In ginocchio, punta i piedi a terra mentre le braccia si aprono come ali; inspirando distendi bene una delle gambe all’indietro, mentre il busto si inclina un po’ in avanti, col viso verso il cielo. Resta 4-7 respiri, torna e ripeti dall’altro lato. Il tutto per un totale di 3 volte.

Shavasi-asana, la possente
Siedi con le gambe distese davanti, e piega il busto all’indietro appoggiando a terra i gomiti, gli avambracci e i palmi delle mani, piuttosto vicini al bacino, quasi sotto i glutei. Piega una gamba e appoggia il piede sul ginocchio dell’altra, avvolgendolo. Solleva entrambe la gambe – una piegata e l’altra tesa – di 10-15 cm da terra. Tieni la posizione per 3-4 respiri: la gamba distesa spinge verso l’alto e quella piegata spinge sul ginocchio verso il basso. Questo “gioco degli opposti” crea la posizione. Il mento è chiuso verso lo sterno. Torna e ripeti dall’altro lato per gli stessi tempi e il tutto per 3 volte.

Ananta-asana
Ananta (infinito, eterno) è uno dei nomi di Vishnu, il Conservatore; è anche il nome di un mitico serpente, su cui il dio giace su un fianco – come in questa posizione. Dalla posizione distesa, ruotare sul fianco sinistro, appoggiando la testa sulla mano sinistra, dopo aver piegato il gomito per creare un supporto; il resto del corpo è tutto su un’unica linea, con i piedi paralleli, le gambe tese, nessuna flessione all’altezza del bacino; la mano destra è a terra, davanti al cuore. Ora, passando sul davanti (1), prendere la gamba destra con la mano destra e distenderla verso l’alto; se la gamba non riuscisse a distendersi completamente, puoi afferrarla un po’ più in basso, verso il ginocchio o anche tenerla solo sollevata. Resta qualche respiro (da 4 a 7), torna, rilassa appoggiando la testa sul braccio e ripeti dall’altro lato per lo stesso tempo; replica l’intero ciclo altre 2 volte, aumentando di 1-2 respiri ognuna.

Stambha-asana, il pilastro
Disteso supino, gambe unite e braccia vicine al corpo, palmo in basso. Con un unico gesto solleva a 90° gambe e braccia tese. Ruota le mani sui polsi per offrire i palmi al cielo e metti i piedi “a martello”, spingendo i talloni verso l’alto. Mani e piedi sono i “pilastri” su cui poggiano i 4 angoli di un’immaginaria vòlta. Tieni 3-5 respiri e torna espirando, con un unico gesto che riporta a terra gambe e braccia insieme. Riposa e ripeti un totale di 3 volte, aumentando ognuna di 1 respiro.

Savasana
Al termine – e anche tra un asana e l’altro – rilassa il corpo in posizione distesa sulla schiena, con le gambe divaricate, i piedi lasciati cadere all’infuori, le braccia discoste dal corpo con i palmi delle mani verso l’alto, gli occhi chiusi o socchiusi; respira tranquillamente; spingi poi i talloni in avanti, per “stirare” i polpacci e rilassali subito dopo; spingi verso terra la piega dietro alle ginocchia; ad ogni espirazione “pensa”: “rilasso le gambe”, “rilasso i polpacci”, “rilasso le cosce”; senti i talloni che sprofondano nel pavimento; immagina la strada che fa il sangue per risalire lungo le gambe, facilitato dalla posizione distesa; concentrati sulla “leggerezza” che proviene dall’inspirazione: quando l’aria entra fresca dal naso, sembra che il corpo si sollevi un poco, per sprofondare poi di nuovo durante l’espirazione. È quello che ti serve: leggerezza da una parte, rilassamento “pesante” dall’altra.

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Le Vie del Dharma

Le Vie del Dharma è un progetto nato per raccontare lo yoga nella ricchezza e nella pluralità delle sue antiche tradizioni, delle diverse scuole, degli stili tradizionali e contemporanei.

Le Vie del Dharma diffonde la saggezza dello yoga seguendo il proprio appassionato spirito di apertura e inclusione, integrando altre conoscenze, tecniche e attività rivolte allo sviluppo del benessere e della consapevolezza.

Gli ideatori del progetto Le Vie del Dharma sono Dharma Kaur, insegnante di Kundalini Yoga, e Giorgio Gustavo Rosso, fondatore del Gruppo Editoriale Macro. Nel 2012 Le Vie del Dharma nasce come collana editoriale dedicata a diffondere il meglio dei libri di yoga.

Nell’autunno del 2014 il sito www.leviedeldharma.it ha affiancato la collana cartacea: la “guida online ai sentieri dello yoga” si fonda sullo spirito dell’idea di Dharma e Giorgio Gustavo ed è forte della collaborazione di un’affiatata redazione composta da insegnanti di grande competenza, provenienti dal mondo dello yoga italiano. Il sito racconta la cultura yogica spiegandola innanzi tutto a chi ancora conosce poco questa disciplina, ai curiosi e ai principianti, raccontandone le origini, la filosofia, le tecniche e i benefici, con chiarezza e semplicità. Ai praticanti esperti e agli insegnanti Le Vie del Dharma rivolge approfondimenti, notizie e percorsi di formazione.

Infine, nel 2015 l’apertura del Centro Yoga Le Vie del Dharma ha completato il progetto, fornendo un luogo in cui coltivare la propria crescita personale con il più importante degli strumenti: la pratica.