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Futuro senza cancro - Libro fuori commercio

Recensioni: il libro che mancava

Futuro senza cancro - Libro fuori commercio

Macro Edizioni ha pubblicato un libro fondamentale di medicina e naturopatia che traccia un quadro preciso e definitivo sulla genesi del cancro, proponendo una rassegna di tutte le terapie non convenzionali più accreditate.

Il cancro, in medicina forse una tra le sfide più grandi dei nostri tempi.

Le sofferenze causate dalle patologie neoplastiche diventano infatti sempre più numerose e maligne. Ma cosa c'è alla base del cancro? Quali misure preventive e quali terapie esistono davvero?

E perché la medicina accademica non è ancora riuscita a trovare una via per uscire da questa situazione tragica, nonostante tutto il denaro investito nella ricerca di settore?

Nel libro - Futuro senza Cancro - troviamo una descrizione particolareggiata sulla natura del cancro, secondo le ultime scoperte scientifiche e, una panoramica approfondita di tutte le concause principali della carcinogenesi.

Non mancano i chiarimenti sulle motivazioni della nocività dei trattamenti della medicina ufficiale e una rassegna di tutte le terapie non convenzionali più accreditate e valide per la cura dei tumori, messe a punto da numerosi medici e ricercatori indipendenti negli ultimi decenni: Clark, Kremer, Breuss, Moermann, Gerson, Hamer, Issels, von Ardenne, Scheller, Reckeweg, Fryda ecc.

Effettivamente non esiste un testo di carattere divulgativo che tratti e illustri in modo così particolareggiato tutte le terapie non convenzionali del cancro, spiegando anche le motivazioni scientifiche su cui si basano e i perché del loro successo e della loro bassa invasività.

È un testo veramente unico in quanto fornisce informazioni di base per capire, prevenire e curare il cancro proponendo infine una sintesi eccelsa delle varie terapie precedentemente illustrate e integrate in un protocollo terapeutico ormai di provata efficacia, data la sua pluriennale applicazione diretta nella clinica tedesca fondata dall'autore Jean-Claude Alix.

Il lettore comune e il terapeuta possono così, con questo strumento, orientarsi al meglio in una babele di proposte solitamente non chiare, non tsempre affidabili e scientificamente valide.

Insomma: il libro che mancava.

Eccovi alcuni stralci.

La denuncia

[...] La chemioterapia

Questa è decisamente una pagina nera: una pagina nera della medicina, una pagina nera della nostra società, una pagina nera per tutta l'umanità.

La chemioterapia viene praticata da decenni; in questo arco di tempo, i procedimenti sono stati perfezionati, i risultati purtroppo no, non è nemmeno possibile "abbellirli". Il concetto di citostatica (stasi della cellula, ovvero il "divieto" di citogenesi, la formazione di nuove cellule) dice già tutto: con questi preparati impediamo la formazione di nuove cellule! Ovviamente, andiamo a colpire soprattutto le cellule tumorali che si rinnovano rapidamente, ma anche tutte le altre cellule. A questo proposito, non dobbiamo dimenticare che sopravviviamo solamente attraverso il rinnovamento. L'immagine quasi uguale che vediamo ogni mattina allo specchio inganna. Ricordatevi: ogni 28 giorni, tutta la nostra pelle si rinnova, la mucosa gastrica può formarsi in un'ora, tutti gli organi si rinnovano continuamente nel loro tessuto. Se arrestiamo questo rinnovamento, vegeteremo come un frutto troppo maturo.

Molti ricercatori hanno detto in pubblico: la chemioterapia non ha ancora fornito la prova di aver curato un solo caso di cancro. Nel 1996, la società oncologica tedesca ha affermato chiaramente, con la presa di posizione nel documento denominato "D60", che, per determinati tipi di cancro (carcinoma del pancreas), la chemioterapia addirittura riduce il periodo di sopravvivenza dei pazienti! In altri tipi di neoplasie, un miglioramento grazie alla chemioterapia non è dimostrato.

Studi rinomati mostrano che, effettivamente, l'80% dei pazienti sottoposti a chemioterapia non muore a causa del cancro, ma per infiammazioni interne sorte in conseguenza della terapia. Solo il 20% circa muore a causa del proprio tumore! Se poi si riflette un attimo su quali sofferenze devono patire i pazienti sottoposti a questa terapia, si può solo appoggiare Holzhüter, quando scrive: "Se la chemioterapia fosse valutata come tutti gli altri farmaci, dovrebbe essere vietata". Egli parla di esperimento umano chemioterapia.

La propositività

[...] Con l'esperimento con il Cytotensor®, abbiamo scoperto che le nostre cellule ci ringrazierebbero quasi con l'immortalità, se noi le nutrissimo ed eliminassimo le scorie in modo corretto. A tale proposito, considero l'eliminazione delle scorie ancora più importante del nutrimento. Si tratta, dunque, di inserire nel flusso gli "escrementi" delle cellule nel tessuto e di portarli via.

La natura ci ha già ben predisposto allo scopo. I diversi autori affermano che, per "l'individuo medio" di 70 chilogrammi di peso, sono disponibili da 20 a 35 kg di liquido linfatico. Alla nascita, il corpo è costituito per quasi il 95% di acqua, mentre in un settantenne, questa percentuale è solo circa il 70%. Perché succede questo? Questo è, in ogni caso, il punto dolente.

Zoubek cita i lavori di Földi, Rousniak e Szabo. Essi ritengono che il compito più importante del sistema linfatico sia quello di trasportare via le proteine, che sono state immesse nel tessuto dal sistema circolatorio. Il sistema linfatico attraversa ogni organo come un drenaggio proteico; in questo modo, anche i grassi, che hanno ugualmente una funzione di trasporto, vengono fatti passare, mediante la linfa, attraverso il tessuto.

Se quindi, con il progredire dell'età, ci asciughiamo lentamente, abbiamo anche meno linfa, lo smaltimento si riduce e la cellula soffoca sempre di più a causa dei propri rifiuti.

A causa del grado di accumulo delle scorie si riduce la reattività, la funzionalità della cellula. Ciò si verifica spesso non in modo uniforme in tutti gli organi. Alcuni settori sono più colpiti di altri, ma il gradiente, la tendenza, è presente ovunque.

Se si supera un limite di stress, lo stato-cellula produce una reazione per affrontarlo; questa reazione è da noi definita malattia. Si tratta per lo più di un'infiammazione. È il tentativo di fare pulizia, che non dovrebbe mai essere soffocato.

Se questo limite di carico viene oltrepassato, in modo quasi uniforme, in tutto il corpo, ci avviciniamo alla morte con un marasma più lento o più veloce.

Questo processo vale per un tessuto in cui si stanno sì lentamente accumulando scorie, ma che è ancora sano, intatto.

Aggiungiamo adesso concettualmente una malattia: nell'infiammazione, ad esempio, muoiono in poco tempo decine di milioni di cellule. Le membrane cellulari si aprono e il contenuto della cellula si versa nella linfa. Queste sostanze arrivano al sangue e, con un esame del sangue, si può distinguere da quali parti del corpo provengono questi resti.

Lo sapete: i valori GOT, GPT rappresentano, ad esempio, il fegato. La linfa può essere "stressata" molto da questo fatto, soprattutto se i canali linfatici sono più o meno sbarrati in conseguenza di un crescente accumulo di scorie.

Nel caso del cancro, Scheller osserva che "La fabbrica (distruttrice delle cellule) delle strutture nel sangue simili a plasmodi inonda la linfa con macerie di cellule, resti di eritrociti: la conseguenza è il crollo dei canali linfatici, a causa del quale si può arrivare a un ristagno fino ai capillari linfatici, al mesenchima e, infine, fino ad ogni singola cellula". Ciò ha naturalmente effetti collaterali sulle funzioni e la respirazione cellulari.

Tutto ciò significa che dobbiamo preoccuparci di mantenere una linfa intatta e un flusso linfatico intatto, se vogliamo continuare a rimanere sani. Ciò si ottiene bevendo molto (guardate come bevono i bambini!), evitando tutte le sostanze tossiche (soprattutto nell'alimentazione) e facendo del moto, in modo da stimolare la circolazione sanguigna e quindi il flusso linfatico. I drenaggi linfatici come terapia e anche come prevenzione sono molto consigliabili.

Il libro

Alix, Jean-Claude, Un futuro senza cancro. Comprensione, prevenzione, terapia, Macro Edizioni, Cesena, 2005


Articolo pubblicato per gentile concessione della rivista Scienza e Conoscenza http://www.scienzaeconoscenza.it/

 

 

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