Torna su ▲

Farmaci convenzionali per i reumatismi - Estratto...

Leggi in anteprima il cap. 4 del libro di Paolo Giordo "Curare i Reumatismi con Metodi Naturali"

Farmaci convenzionali per i reumatismi - Estratto da "Curare i Reumatismi" libro di Paolo Giordo

Abbiamo visto che praticamente tutte le malattie reumatiche sono patologie croniche che dipendono da un certo numero di fattori: genetici, ambientali, nutrizionali, psicosomatici ecc.

La medicina convenzionale, anziché prendere in carico la modificazione e la cura dei fattori causali, ritiene più semplice intervenire nelle fasi più tardive, agendo sui sintomi, quando, cioè, il dolore e le limitazioni funzionali sono più evidenti e disturbanti.

In queste fasi si interviene principalmente con una categoria di farmaci ad azione antinfiammatoria e antidolorifica.

 
 

Tra questi farmaci si possono distinguere

  • gli antinfiammatori non steroidei (i classici FANS) e
  • quelli steroidei, rappresentati dal cortisone.

I primi (dai quali l’acronimo FANS o Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei), bloccano in modo più o meno reversibile, il sito di legame di un enzima, la ciclossigenasi (COX). Questo enzima esiste in due forme, la COX-1 che ha effetti protettivi sulle mucose e la COX-2, indotta dall’infiammazione con effetto pro-infiammatorio.

I primi FANS e tutti gli altri sintetizzati sino a pochi anni fa, bloccavano entrambe queste forme enzimatiche (COX-1 e COX-2) con evidenti ripercussioni negative sulle mucose, soprattutto quella gastrointestinale.

Per questo motivo (blocco dei fattori protettivi della mucosa) questi farmaci hanno frequentemente causato serie gastriti, ulcere e infiammazioni delle mucose del tratto digerente.

Più recentemente, sono stati messi in commercio altri tipi di FANS il cui capostipite è il celecoxib con azione inibente solo delle COX-2, pertanto con netta riduzione della lesività delle mucose gastroenteriche ma, purtroppo, come si è appurato in seguito, con un aumento del rischio cardiovascolare in seguito all’uso (di tutta questa nuova categoria di farmaci).

Il primo FANS è stato l’aspirina (acido acetilsalicilico) la cui scoperta ha ormai superato il secolo di vita ma, anche oggi, è molto usata oltre che per l’azione antidolorifica e antinfiammatoria anche per l’inibizione dell’aggregazione piastrinica, essendo questa la sua indicazione più frequente. L’aspirina appartiene al gruppo dei salicilati, farmaci che si richiamano, in modo chimico, all’azione dei salicilati naturali, presenti nella corteccia del salice.

Un’altra categoria di FANS è costituita dai pirazolonici ai quali appartiene il metamizolo, cioè la Novalgina, farmaco ancora molto in uso, oltre al fenilbutazone e all’aminofenazone.

I pirazolonici possono dare effetti collaterali a livello ematico provocando una granulocitopenia cioè una forma di grave diminuzione dei globuli bianchi.

Un’altra categoria di FANS è data dagli acidi arilalcanoici il cui capostipite è il Diclofenac (il famoso Voltaren), dotato di buona azione antinfiammatoria ma anch’esso gastrolesivo.

Un altro farmaco molto conosciuto, appartenente a questa categoria, è l’ibuprofen (Brufen, Moment ecc.) per il quale vale lo stesso discorso di tutti i FANS cioè la gastrolesività, specie in soggetti più sensibili o in terapie prolungate, ma anche il maggiore rischio di allergie respiratorie, asma bronchiale, angioedema, broncospasmo ecc.

Il ketorolac (Toradol, Lixidol ecc.) è un farmaco dall’effetto antidolorifico molto spiccato ma con una gastrolesività particolarmente pronunciata con possibilità di ulcere ed emorragie gastriche.

Ai FANS appartengono anche i derivati oxicamici il cui capostipite è il Piroxicam che presenta anch’esso i medesimi effetti collaterali.

La nimesulide (Aulin), prima molto utilizzata, ha gradualmente perduto importanza terapeutica a causa della sua epatotossicità con possibilità di causare epatiti anche mortali.

Dei farmaci inibitori selettivi delle COX-2 abbiamo già detto: privi di gastrolesività ma aumento dei casi di infarto e ictus.

La maggior parte dei FANS esplica, inoltre, interazioni farmacologiche negative con anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici, oltre a suggerire un loro uso con grande precauzione nelle malattie epatiche, renali e in gravidanza.

Gli effetti collaterali aumentano, comunque, con l’età, data la maggiore vulnerabilità degli organi con il passare degli anni.

Un’altra sostanza di grande uso come antidolorifico (ma non come antinfiammatorio), è il paracetamolo (la famosa Tachipirina, Efferalgan, Zerinol ecc.), che viene anche somministrata ai bambini come antipiretico e agli adulti e anziani come antidolorifico.

Dobbiamo sapere che il paracetamolo presenta un’azione tossica sul fegato, diminuendo le riserve intraepatocitarie di glutatione.

Gli effetti negativi e tossici del paracetamolo sono noti da decenni ma non sono stati mai adeguatamente divulgati per cui esso risulta uno degli antidolorifici universalmente più utilizzati.

Inoltre questo farmaco può causare anche insufficienza renale, aritmie cardiache, anemia emolitica e agranulocitosi.

Negli USA, ogni anno, l’uso incongruo di paracetamolo è responsabile di 112.000 chiamate ai Centri antiveleni, di 56.000 accessi al Pronto soccorso, di 26.000 ospedalizzazioni e di 450 morti da sovradosaggio.

Non lo si può definire certamente un farmaco innocuo.

Per questo motivo, prima di assumere o somministrare una “banale” dose di Tachipirina, come di qualsiasi altro farmaco, è bene riflettere seriamente su eventuali alternative.

Gli antinfiammatori steroidei, come abbiamo detto, sono i cortisonici.

Il cortisone è un ormone comunemente usato come un farmaco.

In genere viene utilizzato nelle patologie reumatiche per la sua potente azione antinfiammatoria e antidolorifica e, in taluni casi, specie nelle reumoartropatie di origine autoimmune, anche per la sua azione di tipo immunosoppressivo.

Infatti, viene utilizzata la sua capacità di inibire le reazioni immunitarie quando queste siano particolarmente esuberanti come nelle patologie autoimmuni.

Il suo utilizzo, comunque, specie a medio e lungo termine, non è scevro di importanti effetti collaterali così che è necessario riassumerli e spiegarli.

Essi sono:

1) Obesità e ritenzione idrica che si verificano in chi assume cortisone per periodi di tempo medio-lunghi con viso cosiddetto a luna piena e aumento generale del peso.
2) Astenia e atrofia muscolare specie a carico degli arti inferiori.
3) Stato diabetico e ridotta tolleranza al glucosio che risulta ancora più evidente in soggetti con familiarità diabetica e che tende a persistere anche dopo la sospensione della terapia steroidea.
4) Osteoporosi cioè demineralizzazione ossea che si manifesta con il passare degli anni, nelle terapie croniche.
5) Aumentata sensibilità alle infezioni dovuta alla soppressione dell’attività immunitaria dell’organismo.
6) Difficoltosa guarigione delle ferite in soggetti che hanno subìto traumi o interventi chirurgici.
7) Ipertensione arteriosa.
8) Alterazioni mentali ed emotive come labilità emotiva, depressione, ansia e slatentizzazione di psicosi.

Oltre a tutti questi effetti collaterali, ne esistono altri dovuti all’interruzione di terapie cortisoniche croniche come la soppressione persistente dell’asse ipofisi-surrene che può sfociare in una forma di insufficienza surrenalica secondaria che può richiedere, a sua volta, una nuova terapia steroidea sostitutiva, soprattutto in condizioni di stress.

Per tutti questi motivi conviene valutare attentamente la necessità di utilizzare i farmaci antidolorifici e antinfiammatori chimici per periodi prolungati di tempo, durante i quali abbiamo visto esplicare una molteplicità di effetti collaterali, molti dei quali possono anche diventare irreversibili cioè perdurare indefinitamente anche dopo la sospensione del farmaco.

Vediamo, pertanto, cosa possiamo fare di diverso.

 

Paolo GiordoTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Paolo Giordo

Paolo Giorgio è medico omeopata, fitoterapeuta e nutrizionista. Esercita la professione in Toscana e in Emilia Romagna.

 

Speciali dello stesso autore

Articoli correlatiTorna su Torna suDisponi gli articoli a grigliaDisponi gli articoli a lista

Curare i Reumatismi con Metodi Naturali - Libro

Paolo Giordo

(1)
€ 5,02 € 5,90 (-15%)
Disponibilità: Immediata

Libro - Macro Edizioni - Febbraio 2015 - Medicina naturale

 Scopri, in queste pagine le vere cause dei reumatismi, che stile di vita e alimentazione seguire e quali rimedi naturali puoi utilizzare per curare il tuo corpo.  I reumatismi rappresentano un insieme di patologie tra le... scheda dettagliata

 

Macrolibrarsi Assistenza Chat

 

Assistenza Clienti

NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi sconti, promozioni e novità direttamente nella tua casella di posta.

Guadagna subito +50 PUNTI per i tuoi futuri acquisti e premi.



COMMUNITY

Seguici su Facebook
Ti Piace Macrolibrarsi?
Se ti piace clicca su:
   

I LIBRI PIU' VENDUTI

 

SPECIALI