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IL METODO ANTIBALLE - Scopri le bugie che ti raccontano leggendo il linguaggio del corpo

Fabio Pandiscia, Antonio Meridda - Anteprima - Il Metodo Antiballe

Bugie maschili

Bugie femminili

Frottole politiche

Menzogne al telefono o via web

Inganni sul lavoro

Finzioni nella vita privata

Il corpo non mente mai. Ignora il bon ton e comunica sempre la verità. Per questo è necessario prestare molta attenzione ai segnali che inviate e ricevete attraverso di esso. Saperli controllare e interpretare rappresenta uno straordinario vantaggio per la vita personale e professionale.

Frutto di anni di ricerche, scritto in uno stile semplice e accattivante, Il metodo antiballe svela a uno a uno i segreti del linguaggio del corpo e spiega, con l'ausilio di moltissime immagini, come decifrarne i messaggi. Basta qualche ora di lettura e le microespressioni, gli sguardi, i gesti, la postura, i tic... diventeranno i vostri più fidati alleati.

Il metodo antiballe vi permette di scoprire quando gli altri fingono e vi aiuta a capire che cosa dicono e soprattutto non dicono.

Antonio Meridda è dottore naturalista specializzato in etologia. Ha studiato il linguaggio del corpo nel mondo animale e si è poi concentrato sugli esseri umani.
Collabora con Fabio Pandiscia nei corsi di formazione sul linguaggio del corpo.

Fabio Pandiscia è laureato in psicologia clinica e specializzato in comunicazione avanzata e master trainer PNL.

Indice

IL METODO ANTIBALLE

1. Come comprendere il corpo

2. Il volto

3. Gli altri

4. I bugiardi

5. Uomini e donne

  • APPENDICI
  • Appendice 1. Al lavoro
  • Appendice 2.  Scoprire gli inganni
  • Conclusioni
  • Ringraziamenti
  • Bibliografia

Anteprima Capitolo 4

4. I BUGIARDI

Dopo aver compreso il linguaggio di base, è venuto il momento di interpretare i segnali che tradiscono le bugie. Questo avviene perché non tutto il corpo è sotto il nostro «perfetto» controllo. Alcune parti sono controllate in ogni istante, come la mano dominante (quella con cui si scrive, per intenderci) o la bocca. Altre sono sotto un controllo molto meno forte, come ad esempio la posizione dei piedi o delle sopracciglia (che sono appunto due parti molto rivelatrici delle vere intenzioni della persona).

In genere più ci si allontana dalla zona del viso, e meno si ha coscienza dei propri gesti – eccezion fatta, lo ripetiamo, per la mano dominante. Così, i piedi sono la parte che meno controlliamo e che più è «indipendente» dalla nostra volontà.
Meglio spiegare bene una cosa: quando diciamo che «controlliamo» o «non controlliamo» una determinata parte del corpo, non intendiamo dire che non sappiamo alzare un piede o un ginocchio. Ma che, in una situazione di interazione qualsiasi – a un colloquio di lavoro, durante un esame, a un primo appuntamento, a una festa con amici – queste parti tenderanno a «mostrare» e rendere evidente cosa pensiamo per davvero.

- La cinesica -

La cinesica studia i movimenti delle singole parti del corpo, e si occupa in particolare dei gesti. Solo in base a quanti ne compie una persona possiamo cominciare a comprendere la sua personalità. Ecco alcune situazioni emotive rivelate dai gesti:

Ansia. Le persone ansiose fanno molti gesti, a volte disordinati o a scatti, e camminano e respirano in modo affrettato. I gesti legati all'ansia sono tantissimi e manifestano il disagio della persona; i più comuni sono: toccarsi il cinturino dell'orologio, aggiustarsi i polsini, controllare il contenuto del portafoglio o torcersi le mani. Attenzione al contesto: torcersi le mani può significare anche piacere per qualcosa, come se si stesse desiderando di «metterci le mani sopra». Ricorda sempre che è fondamentale considerare tutti i gesti, l'atteggiamento e l'argomento di cui si sta parlando.

Insicurezza in un nuovo ambiente. Quando ci troviamo fuori dal nostro territorio, ad esempio con degli estranei, tendiamo a incrociare le braccia per sentirci più a nostro agio. Attenzione: questo gesto, come abbiamo visto nel capitolo 1, in un altro ambito indica chiusura! È molto importante verificare la situazione! Una variante di questo gesto, riscontrata in persone insicure, è la posizione della mani incrociate davanti e in basso, quasi a protezione dell'inguine, detta del «calciatore in barriera».

Desiderio sessuale. Vale soprattutto per gli uomini, ma non solo. Quando ci troviamo di fronte a qualcuno che ci stimola molto possiamo cercare «scampo» e mantenere il controllo tramite gesti di scarico appositi. Tipici sono l'arrossamento e l'aumento immaginario della temperatura corporea. Per una lista dettagliata consultare il capitolo 5.


Dovete ricordare quindi che i gesti di scarico possono indicare ma non confermare una bugia. Come abbiamo già visto, quando si mente tutto il corpo è in tensione, e si tende a «scaricare» più del normale. Ma se sussistono le cause appena viste (ansia, nuovo ambiente) è facile che siano loro a originare la tensione.

Non ci sono gesti usati solo per mentire, com'è ovvio, altrimenti nessuno potrebbe ingannare gli altri. Ma esistono diversi gesti e segnali che, anche se non certi al 100%, sono usati quasi solo quando mentiamo.
Vediamo i più comuni:

  • Arrossire. Quando si mente ci si vergogna, e per questo il volto può arrossire. È molto facile che accada anche nei bambini;
  • Impallidire. Quando si sta mentendo e ci si sente con le spalle al muro, la paura porta a far defluire il sangue dal viso che assume un aspetto più pallido;
  • Grattarsi il collo con un dito. Quando si ha prurito, ricordiamolo, si scarica la tensione. E ciò non avviene mai a caso! Il collo è uno dei punti in cui si sente prudere perché siamo in imbarazzo, di solito per aver detto una bugia (Fig. 5);
  • Mani in tasca. Per istinto sappiamo che le mani rivelano molto, quindi i bugiardi – specie se uomini – tenderanno a nasconderle in tasca;
  • Immobilità espressiva. Le espressioni facciali hanno una durata media da mezzo secondo fino a 4 secondi. Nel caso durino molto di più o molto di meno, è probabile che siano fatte di proposito e siano false.

L'espressione falsa coinvolge di più la parte sinistra del viso...

- Test della verità -

Questi test sono efficacissimi nel 90% dei casi. Hanno un solo difetto: l'altra persona deve volontariamente prestarsi a farli. Insomma, sono prove che si possono ottenere con il consenso attivo dell'altro, e ora vi spiegheremo il perché.
I test kinesiologici sono eseguiti opponendo una forza a quella della persona, sulla base del principio che, quando mentiamo in modo consapevole, il nostro corpo è in disaccordo con la nostra mente, e questo genera la disfunzione dei muscoli. Paroloni troppo complicati! In parole povere, quando diciamo qualcosa di falso perdiamo concentrazione e non riusciamo più a controllare i movimenti del corpo. In particolare, perdiamo energia. Parleremo del test del braccio e di quello dell'anello della verità.

Test del braccio: far distendere il braccio della persona e chiedergli di dire qualcosa di vero, e nel frattempo spingere leggermente verso il basso (Fig. 15 A). La persona resisterà senza fatica a questa prova di forza – se non è così, ripetete il test fino a che la persona riesce a resistere. Ovviamente, se siete molto forti e l'altra persona molto debole dovrete diminuire l'energia con cui viene fatto il test.

Dopodiché ripetere la prova utilizzando la stessa energia, ma facendo dire all'altro una balla clamorosa, ad esempio «mi chiamo Paperino». La meraviglia è che ora, anche se la persona si oppone, il suo braccio andrà giù, la sua forza sarà del tutto scomparsa (Fig. 15 B). Provare per credere!


Anello della verità: creare un anello unendo pollice e indice (Fig. 16 A) e chiedere alla persona di dire la verità, nel frattempo «forzare» per aprirgli le dita (Fig. 16 B). Sarà estremamente difficile, forse impossibile, aprire le dita in questo modo. Ora, rifare l'anello e far dire una falsa affermazione. Noterete come l'anello si spezza facendo una leggera pressione, di molto inferiore a quella di prima.

L'altro aspetto interessante di queste prove è che chi viene sottoposto sostiene sempre che siete voi a cambiare l'energia, e che prima non avete usato forza e ora sì. È normale, in quanto la mente cosciente non accetta l'idea di essere «fuori contatto» con il corpo. Siamo stati educati secondo le leggi della scienza che affermano che esiste solo ciò che è misurabile e sperimentabile. Per questo motivo esperimenti come quelli che abbiamo appena citato non possono essere sottoposti a verifiche scientifiche, quindi non esistono.

Per dare un'idea dell'assurdità del fatto, faremo un esempio facile per chiunque abbia un cane o un gatto. Avete presente quando si agitano nel sonno? Ebbene, scientificamente non stanno sognando perché non ne esiste prova certa! Sì, tutti voi obbietterete che stanno per forza sognando e si muovono di conseguenza, ma questa è una cosa ovvia, non scientifica.

La scienza occidentale si è formata in base a Cartesio, che formulò la celebre frase «cogito ergo sum» ovvero «penso dunque sono». Lui e i suoi seguaci sostenevano che il corpo non dipendeva da un pensiero, e i pensieri erano separati ma collegati tramite il cervello, che faceva da «contatto». Fino a oggi, per molti, questo è vero. Quindi discipline molto diffuse in oriente, come l'agopuntura, le arti marziali, lo yoga e altre tecniche di controllo energetiche non sono possibili scientificamente. Questi test che vi abbiamo illustrato rispondono a questo principio, e ora avete anche qualcosa da rispondere agli scettici.

 

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