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Estratto dal libro “Vaccini e bambini: la prova...

Leggi un’anteprima del libro “Vaccini e bambini: la prova del danno”

Estratto dal libro “Vaccini e bambini: la prova del danno”

La paura delle vaccinazioni

La teoria delle vaccinazioni di Andrew Wakefield sul vaccino MPR stava circolando su Internet e c’era un dibattito aperto sulla sicurezza dei vaccini che diventava sempre più gridato ed esplosivo. Wakefield era insultato dagli opinionisti medici dell’establishment americano e inglese. Lo trattavano come un pazzo fanatico e tacciarono la sua teoria sul vaccino MPR di essere ridicola e allarmistica.

Le istituzioni sanitarie erano irritate dal fatto che gli studi di Wakefield circolassero tra gli agitati genitori inglesi che si allontanavano sempre più dal vaccino MPR formando gruppi pericolosi. La retorica avrebbe potuto comunque essere più moderata, se si fosse prestata maggiore attenzione a ciò che Wakefield stesso scriveva nel suo studio.

«Noi non possiamo provare un legame tra il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia e la sindrome descritta – aveva scritto Wakefield su Lancet – gli studi virologici in corso potrebbero aiutarci a capire meglio il problema». Anche così, Wakefield non aveva nessuna intenzione di rimanere in silenzio.

Dopo il suo articolo, lo specialista difese il suo lavoro durante una serie di apparizioni sui media che i suoi detrattori giudicarono stolte. Ma Wakefield non si arrese. «Quando ti scontri con l’establishment – disse il giovane medico – inevitabilmente devi affrontare situazioni di questo tipo».

L’establishment voleva delle prove e Wakefield non aveva nulla da consegnare loro. «Sono necessarie e urgenti ulteriori ricerche per determinare se il vaccino MPR può portare all’aumento di queste complicanze in un piccolo numero di persone» scrisse nel suo studio. Malgrado ciò, molti medici attaccarono la sua premessa e il metodo seguito. Il numero di bambini esaminati era troppo esiguo per giungere a risultati statisticamente significativi. Wakefield aveva solo mancato di introdurre i dati sul gruppo di “controllo” (bambini sani). Anche se aveva dimostrato un’associazione tra l’MPR, la malattia intestinale e la regressione nello luppo, era difficile provare il legame. Dopo tutto, alcuni bambini mostravano un disequilibrio gastrointestinale anche prima di ricevere il vaccino MPR.

Negli studi che si susseguirono su Lancet, due rappresentanti del Programma nazionale di vaccinazione del CDC, il dott. Robert Chen e il dott. Frank DeStefano, scrissero un feroce editoriale sull’ipotesi MPR e condannarono Wakefield per le sue idee. Dissero che il medico inglese aveva indotto il pubblico e i media a «confondere l’associazione con la causalità». La preoccupazione sulla sicurezza dei vaccini, ammonivano, «può sconcertare», portando i genitori a evitare le vaccinazioni. Un altro contrattacco allo studio di Wakefield venne dalla Finlandia e lo studio fu pure pubblicato su Lancet, nel maggio del 1998. L’Istituto nazionale di salute pubblica finlandese aveva i risultati dettagliati di uno studio durato quattordici anni sull’utilizzo in quel paese dell’MPR (un vaccino trivalente con virus vivi che non contiene mercurio). Sui tre milioni di bambini finlandesi che avevano ricevuto l’MPR, solo 31 avevano riportato disturbi gastrointestinali, come vomito e diarrea, entro due settimane dalla vaccinazione. I finlandesi avevano concluso che, malgrado ogni sforzo per considerare ogni evento avverso associato all’MPR, non erano riusciti a trovare dati «che supportassero l’ipotesi che l’MPR causa disordini pervasivi dello sviluppo o malattie infiammatorie intestinali».

Ma il danno, almeno in Inghilterra, era già fatto e aveva minato la fiducia della gente nell’MPR. Il vaccino collezionava titoloni allarmanti sui giornali. Cominciarono a emergere casi di genitori che rifiutavano il vaccino. Le autorità sanitarie britanniche temevano che si innescassero epidemie di morbillo se la copertura fosse scesa sotto il cruciale 90 per cento, livello per la “immunità di gregge” (il punto in cui la malattia può diffondersi più facilmente da un non vaccinato a un altro). I genitori inglesi, con cognizione di causa, portavano i loro figli al di là del Canale della Manica, in Francia, dove i tre vaccini venivano somministrati separatamente.

GERMOGLI

Vaccini e Bambini

Negli anni ’90 i casi di autismo registrati tra i bambini americani hanno avuto un’impennata, passando da 1 ogni 10.000 nel 1987 alla scioccante incidenza, oggi, di 1 ogni 100. Questo trend coincide con l’introduzione nel programma vaccinale nazionale di numerosi nuovi vaccini, somministrati contemporaneamente e quasi subito dopo la nascita o nei primi mesi di vita. In molte di queste dosi è presente un eccipiente poco conosciuto chiamato thimerosal, che contiene una certa quantità di mercurio e di alluminio.

Vaccini e Bambini studia e approfondisce questa preoccupante situazione, che ha indotto molti genitori, medici, pubblici ufficiali ed educatori a parlare di una vera e propria epidemia‚ e dei bambini che ne sono colpiti.

Seguendo le vicende di diverse famiglie, David Kirby racconta la loro battaglia per capire come e perché i loro figli, nati sani, sono scivolati nel silenzio e si sono perduti in disturbi di comportamento che spesso provocano anche patologie fisiche. Allarmate dalla quantità di mercurio presente nei vaccini, queste famiglie hanno cercato risposte, senza trovarle, dai loro medici, dalla scienza, dalle case farmaceutiche, rivolgendosi infine ai Centri per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione (CDC) e alla Food and Drug Administration (FDA). Scavando in profondità, hanno trovato anche importanti alleati all’interno del Congresso e in quel piccolo gruppo di medici e ricercatori che crede che l’aumento dell’autismo e di altre patologie sia correlato ai livelli tossici di mercurio che si sono accumulati nell’organismo di alcuni bambini.

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David Kirby è stato collaboratore del New York Times per otto anni, occupandosi, tra le altre cose, di scienza e salute. Vive a Brooklin, New York.

 

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